Realizzata nell'ambito del progetto DigitAP, finanziato dal PNRR, la ricerca conferma la stabilità del nucleo storico e una lenta espansione verso le aree periferiche. Stimata la presenza di 81 esemplari nell'intero areale Si è conclusa la più estesa e completa attività di monitoraggio genetico mai realizzata per stimare la dimensione della popolazione di orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), una delle popolazioni ursine più minacciate al mondo. Lo studio, promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e coordinato da ISPRA, è stato realizzato nell'ambito del progetto DigitAP . Quest'ultimo, finanziato con fondi del PNRR, ha avuto l’obiettivo di mettere l’innovazione tecnologica al servizio della conservazione della biodiversità nelle aree protette. I numeri della popolazione: stabilità ed espansione L'analisi modellistica, basata sui dati genetici raccolti nell’estate del 2025, ha stimato una popolazione complessiva di 81 individui (43 femmine e 38 maschi), con un intervallo di incertezza compreso tra 73 e 88 esemplari. La stima si riferisce ad un’area complessiva di circa 6500 km 2 , estesa dalla Provincia di Rieti a nord, fino a quelle di Frosinone e Isernia a sud. Durante l’ultimo progetto di stima di popolazione, realizzato nel 2014, l’area di studio aveva invece interessato un territorio di circa 1500 km 2 . I risultati offrono un quadro di cauto ottimismo: - Area di distribuzione centrale: nel cuore della sua distribuzione (Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e area contigua, a cui sono state recentemente aggiunte porzioni della Valle Roveto e della Riserva di Monte Genzana Alto Gizio), è stata stimata la presenza di 65 individui (36 femmine e 29 maschi), con una forchetta di incertezza compresa tra 58 e 72 e una densità media pari a 4.2 orsi / 100 km 2 . Nella porzione storica della distribuzione dell’orso (comprendente il solo PNALM e l’area contigua) la stima è risulta invece di 56 orsi (49-63). Rispetto ai 51 stimati nel 2014, la popolazione appare quindi stabile o in lieve crescita, con una densità prossima alla saturazione (4.4 individui/100 km²). - Aree periferiche: nelle zone di più marginali della distribuzione (Monti Ernici e Simbruini, Sirente-Velino, Monti del Cicolano, Parco Nazionale della Maiella e alto Molise) l'indagine ha stimato la presenza di 16 individui (intervallo di incertezza tra 9 e 22). Sebbene la densità in queste aree sia dieci volte inferiore rispetto al nucleo centrale, il dato conferma l’esistenza di un lento e fragile processo di espansione (Fig. 1).
Notizie
Il Capovaccaio (Neophron percnopterus) è il più piccolo e minacciato avvoltoio europeo. Con appena una decina di coppie stimate in tutto il territorio nazionale, la specie è classificata come "Endangered" (in pericolo) nella Lista Rossa IUCN . Ogni singolo esemplare salvato e restituito alla natura rappresenta quindi un tassello fondamentale per scongiurare l'estinzione di questo straordinario predatore nei nostri cieli. Proprio per questo, la storia di un giovane esemplare salvato in Sicilia lo scorso autunno assume un alto valore conservazionistico.
È stata inaugurata il 16 luglio a Palazzo Piacentini, alla presenza del ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, la mostra “Dal sottosuolo alle tecnologie digitali e green: viaggio nelle materie prime critiche per le nuove filiere del Made in Italy del futuro”. Un’esposizione promossa dal Mimit, in collaborazione con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e Deloitte, per sottolineare il ruolo strategico delle materie prime critiche per la competitività del sistema produttivo, la transizione energetica e digitale e lo sviluppo delle tecnologie del futuro.
Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “grave perdita per il Paese; esempio di rigore, passione e dedizione al bene comune” La scomparsa del Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente, rappresenta una grave perdita non solo per il mondo della ricerca, ma anche per le Istituzioni e per l’intero Paese. Abbiamo avuto modo di apprezzarne la profonda competenza, l’equilibrio umano e l’autentico spirito di servizio con cui ha guidato l’ASI, contribuendo a rafforzare il ruolo dell’Italia nello scenario internazionale della ricerca e dell’innovazione spaziale.
Si è svolta oggi, presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), la presentazione della nuova stima di popolazione dell’orso bruno marsicano, la prima realizzata sull’intero areale di distribuzione, frutto del campionamento genetico condotto nell’estate 2025. Lo studio è stato finanziato grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell’ambito Misura M2C4 I.3.2 “ DigitAP - Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette ”.
La scienza al servizio dei cittadini. Il progetto PNC ACeS unisce Ambiente, Clima e Salute per costruire un futuro consapevole Nell’ambito del progetto PNC ACeS (Ambiente, Clima e Salute) il 23 luglio presso la Rambla Natural Beach di Maccarese (RM) si terrà un evento pubblico dedicato alla Citizen Science. Il progetto ha la finalità di recepire il Protocollo Acque e Salute e di sviluppare una metodologia di valutazione del rischio per le aree di balneazione, secondo criteri di prevenzione e una visione One Health. L’obiettivo dell’incontro è quindi, promuovere il concetto di "One Health", evidenziando l’indissolubile legame tra la salute umana, la tutela dell’ambiente marino e la conservazione della biodiversità. L'evento prevede lo svolgimento di veri e propri laboratori pratici di campionamento per bambini e adulti.
ISPRA ha partecipato con il progetto LIFE TURTLENEST al convegno internazionale European Marine Biology Symposium (EMBS) che si è svolto a Peniche in Portogallo dal 7 al 10 luglio. EMBS è uno dei più longevi e prestigiosi convegni scientifici sulle scienze marine e rappresenta un importante momento di confronto scientifico per la biologia marina europea.
Dalla pagina " Accesso ai dati ambientali " è possibile consultare e scaricare tutti i dati ambientali prodotti da ISPRA. Dati e indicatori ambientali divisi per area tematica, portali di navigazione trasversali: Annuario dei dati Ambientali, EcoAtlante, banca dati sulla qualità dell’Ambiente Urbano. Linked Open Data, Portale dei dati aperti della PA, Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT), SCHEMA - catalogo nazionale della semantica dei dati.
Pescatori, subacquei e chiunque abbia osservato o catturato nei mari italiani un pesce scorpione o un’altra delle tre specie tropicali potenzialmente pericolose – pesce palla maculato, pesce coniglio scuro e pesce coniglio striato, sono chiamati a fornire il loro supporto alla campagna di allerta “Attenti a quei 4!”, volta a informare la cittadinanza sulla presenza di queste specie invasive nei nostri mari.
Le isole sono da sempre scrigni di biodiversità. L'isolamento geografico favorisce la presenza di specie uniche al mondo, evolutesi in contesti molto particolari e con pressioni ecologiche differenti dalle specie continentali. Tuttavia, questa stessa unicità rende gli ecosistemi insulari incredibilmente fragili di fronte a minacce esterne. L’Arcipelago delle Baleari, e in particolare le Isole Pitiuse (Ibiza e Formentera), stanno affrontando una crisi ecologica senza precedenti a causa di un ospite inatteso e vorace: il Colubro ferro di cavallo (Hemorrhois hippocrepis).
Partecipa all'iniziativa "Biodiversità in posa" del Network Nazionale della Biodiversità di ISPRA dedicata alla raccolta e alla condivisione di osservazioni sulla fauna, la flora e l'ambiente naturale effettuate dai cittadini. “ Biodiversità in posa ” offre la possibilità, grazie al collegamento con l’APP iNaturalist, a chiunque interessato e in qualsiasi momento, di mettere in condivisione con il Network segnalazioni attraverso immagini sulla natura realizzate sia a livello professionale che amatoriale costituendo così un canale di ingresso per i dati.
Conosci il fratino? Sai che potresti incontrarlo in spiaggia questa estate? Purtroppo attualmente è tra le specie nidificanti costiere più minacciate. La maggior parte delle popolazioni nidificanti in Europa è diminuita, a volte drasticamente come in Italia, a causa del disturbo arrecato dalle attività umane, della predazione da parte di specie invasive, della perdita e del degrado dell'habitat. Il documentario "La casa di sabbia" descrive le attività di monitoraggio e ricerca scientifica realizzate dall’ISPRA in collaborazione con gli inanellatori, le associazioni locali del Comitato Nazionale per la Conservazione del Fratino e il Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.
Sul sito web di ISPRA è ora disponibile la Carta della Natura della Provincia di Trento , realizzata tramite una Convenzione tra l’ISPRA e la Provincia Autonoma di Trento. La Carta si aggiunge a quelle già prodotte in 17 Regioni italiane, portando la copertura complessiva del Progetto ad oltre l’81% del territorio nazionale.
ISPRA presenta la nuova carta idrogeologica d’Italia Il sottosuolo nazionale è ricco di acque sotterranee che soddisfano più dell’84% del fabbisogno nazionale di acqua potabile. Il 66% del nostro territorio è pieno di veri e propri serbatoi naturali con capacità produttiva medio alta che si concentrano prevalentemente nella Pianura Padano-veneta e lungo l’Appennino centrale e meridionale. A quarant’anni dall’ultima grande ricognizione, l’ISPRA mappa un patrimonio nascosto di dimensioni eccezionali: 957 grandi sorgenti con portata superiore a 10 litri al secondo, da cui si captano 2,7 miliardi di metri cubi d’acqua potabile all’anno, pari all’80% dell’acqua sorgiva utilizzata per fini civili nel Paese. Mappati inoltre 60 mila pozzi, 241 sorgenti termominerali e oltre 60 punti di sorgenti sottomarine e costiere, oggi disperse in mare ma potenzialmente utili per l’approvvigionamento idrico futuro.
Per celebrare la Giornata Internazionale delle Grotte e del Carsismo indetta dall’UNESCO (13 settembre) la SIGEA-APS ha organizzato la Giornata di studi “Conoscenza e tutela degli ambienti carsici in Italia: aspetti paesaggistici, risorse idriche e sviluppo sostenibile del territorio”. L'iniziativa sarà un’occasione di confronto tecnico-scientifico multidisciplinare per fare il punto sugli ambienti carsici, che costituiscono una parte fondamentale del patrimonio geologico e ambientale italiano.
RemTech Expo è l’unico Hub Tecnologico Ambientale, internazionale e permanente, specializzato sui temi del risanamento, rigenerazione e sviluppo sostenibile dei territori. Si compone di dodici segmenti – REMTECH e REMTECH EUROPE bonifiche dei siti contaminati, COAST tutela delle coste, porti, sostenibilità, HYDROGEO rischi naturali (idrogeologico e sismico), dissesto, frane, CLIMETECH cambiamenti climatici, mitigazione, adattamento, INFRATECH monitoraggio e sicurezza di infrastrutture strategiche come ferrovie, ponti strade e dighe con particolare attenzione alla prevenzione del dissesto idrogeologico, inondazioni, frane, CIRCULARTECH economia circolare, tecnologie sostenibili e gestione dei rifiuti, RIGENERACITY rigenerazione urbana, CHEMTECH industria chimica innovativa e sostenibile e FIRE prevention-innovation-research, prevenzione e sicurezza antincendio del Patrimonio Culturale italiano, ENERGIA nuovi topics energetici come il solare, l’eolico, le rinnovabili offshore, il geotermico, l’idroelettrico, l’idrogeno, il nucleare – ed uno speciale segmento HUTTE dedicato ai temi della sostenibilità e del benessere integrale.
Negli abissi del Mar Mediterraneo, a oltre 2.000 metri di profondità, le montagne sottomarine rivelano un mondo che fino a poco tempo fa non potevamo vedere. Grazie a un ROV, (Remotely Operated Vehicle) Work Class - utilizzato nell'ambito del progetto PNRR MER - un vero e proprio ‘veicolo robotico’, la ricerca ISPRA entra in questi ambienti e osserva da vicino le specie che li abitano: pesci, crostacei, cefalopodi e cartilaginei. In condizioni estreme, la vita trova soluzioni sorprendenti, come grandi occhi, bocche ampie, grandi dimensioni o lunghe pinne usate come un treppiede disegnando forme e comportamenti che raccontano la forza di questi ecosistemi misteriosi.
ISPRA ha avviato un’attività sistematica di censimento e inventario delle cavità sotterranee e dei sinkhole nei centri urbani italiani, con l’obiettivo di migliorare la conoscenza del sottosuolo urbano e fornire strumenti utili alla pianificazione territoriale, alla prevenzione del rischio geologico e alla gestione delle emergenze.
Pubblicato il Rapporto del progetto Interreg Euro-MED ARTEMIS Il ripristino delle praterie di Posidonia oceanica del Mediterraneo, e delle fanerogame più in generale, deve passare da progetti pilota frammentati a interventi strutturali, di lungo periodo e su larga scala, sostenuti da una governance efficace e da finanziamenti stabili. È questo il messaggio centrale del nuovo rapporto pubblicato nell'ambito del progetto Interreg Euro-MED ARTEMIS , di cui l'Italia è protagonista con due siti pilota: l'Area Marina Protetta Capo Testa – Punta Falcone nel nord della Sardegna e il Golfo di Panzano nell'area di Monfalcone in Friuli-Venezia Giulia.
È disponibile la nuova pubblicazione di ICAT (Initiative for Climate Action Transparency) dedicata allo sviluppo di indicatori per il monitoraggio dei progressi delle Nationally Determined Contributions (NDC) , gli impegni nazionali assunti dai Paesi nell'ambito dell'Accordo di Parigi.
Si è tenuta on line lo scorso 24 giugno 2026 l’attività formativa organizzata da ISPRA nell’ambito del progetto DigitAP e dedicata al personale delle Aree Marine Protette (AMP) coinvolto nelle attività di monitoraggio previste dai Piani Operativi di Monitoraggio (POM). Il corso “ Tecniche Avanzate di Monitoraggio Marino “, riservato esclusivamente alle AMP, era riferito all’azione B4 e ha rappresentato l’ultimo tassello del percorso di trasferimento di competenze tecnico-scientifiche e operative avviato da ISPRA a supporto dell’utilizzo della strumentazione tecnologica fornita alle AMP dal progetto stesso, tra cui: droni, ROV, ASV e sistemi ottici 3D. Al corso hanno partecipato 63 operatori delle AMP, ai quali è stato rilasciato il materiale didattico e un attestato di partecipazione.
ISPRA ha effettuato il primo aggiornamento 2026 di oltre 80 indicatori della Banca Dati degli Indicatori Ambientali , per fornite una lettura puntuale, solida e tempestiva dello stato dell’ambiente in Italia.
Il Mediterraneo è un mare di meraviglie, storia, cultura e bellezza da proteggere e valorizzare: un patrimonio che viene celebrato l’ 8 luglio attraverso la Giornata internazionale che ne porta il nome. Con il Progetto MER (Marine Ecosystem Restoration) del PNRR, ISPRA sta costruendo un laboratorio per mappare, restaurare e tutelare uno degli ecosistemi marini più ricchi - e più fragili - del nostro pianeta con l’obiettivo di custodirne la biodiversità e consegnarla alle future generazioni. Il Progetto MER, il più grande progetto sul mare all’interno del “Piano nazionale di Ripresa e Resilienza”, vede il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica in qualità di amministrazione titolare e ISPRA soggetto unico attuatore. Il progetto prevede 37 linee di attività, da realizzarsi su tutto il territorio nazionale articolate su tre pilastri: il ripristino e la protezione dei fondali marini, il rafforzamento dei sistemi osservativi marini e costieri e la mappatura degli habitat costieri e marini d’interesse conservazionistico.
ROMA E FIRENZE LO DIMOSTRANO Ridurre le temperature delle città fino a 4 gradi è possibile. Lo dimostrano le simulazioni del progetto MIRIFICUS nelle aree di Roma e Firenze, dove l’introduzione di pavimentazioni che non trattengono calore, la realizzazione di nuovi spazi verdi e la piantumazione di nuovi alberi, producono un calo netto delle temperature nelle ore più calde della giornata. A Settecamini, nella Capitale, e nell’area Mercafir/Piazza Artom del capoluogo toscano, la differenza tra la situazione attuale e quella simulata supera i 4 °C tra le ore 9 e le ore 15. Su base giornaliera, la riduzione si mantiene stabile intorno ai 2–2,2 °C, mostrando che l’effetto non è momentaneo ma continuo.
La Starna italica (Perdix perdix italica) è un uccello galliforme di media taglia, stanziale e tipicamente camminatore. Storicamente legata agli ambienti rurali aperti e ai tradizionali agro-ecosistemi della penisola, questa sottospecie endemica ha subito nel corso del Novecento un drammatico declino a causa della frammentazione dell'habitat, della modernizzazione dell'agricoltura e della pressione venatoria, fino a essere considerata ufficialmente estinta in natura. Gli unici individui geneticamente puri erano custoditi all'interno di un unico ceppo storico allevato nel nord Italia.
Pubblicato sulla prestigiosa rivista Environmental Pollution e redatto con il contribuito dei ricercatrici ISPRA lo studio "Climate change and ocean acidification outweigh local stressors in Mediterranean mussels: A multi-method convergence analysis" riporta i risultati di un programma decennale di biomonitoraggio (2014–2023) nel Mar Ligure, condotto sul mitilo mediterraneo (Mytilus galloprovincialis) presso l'isola di Gorgona (sito di controllo) e in prossimità di un terminale di rigassificazione offshore. Integrando dati di biomarker, metalli in tessuto e variabili oceanografiche ad alta risoluzione, è stato quantificato il peso relativo dei diversi stressori sulla salute dei mitili attraverso cinque approcci statistici complementari.
Richiesta dati rifiuti urbani , dati relativi all’anno 2025, da compilare a cura di ARPA/APPA, Regioni, Province o Enti/Soggetti incaricati alla raccolta dei dati in materia di rifiuti urbani
Si è conclusa con successo a Montecarlo la RAMOGEPOL 2026 , l'esercitazione internazionale prevista dal Piano operativo dell'Accordo RAMOGE che, dal 22 al 26 giugno, ha coinvolto Italia, Francia e Principato di Monaco in un articolato programma di attività operative, tecniche e istituzionali dedicate alla prevenzione e alla risposta agli episodi di inquinamento marino accidentale.
È stata recentemente presentata la terza edizione della Valutazione Mondiale degli Oceani (WOA), il rapporto di oltre 1300 pagine frutto di cinque anni di lavoro di circa 600 scienziati internazionali, che descrive dettagliatamente il crescente impatto dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e della pesca eccessiva negli oceani che coprono oltre il 70% del pianeta.
L’Italia conferma il proprio impegno nella cooperazione ambientale europea aderendo ufficialmente anche alla seconda fase del National Collaboration Programme per il Copernicus Land Monitoring Service. La prosecuzione di questa importante iniziativa è stata sancita con la firma del Memorandum of Understanding tra l'Agenzia Europea dell'Ambiente e l'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, avvenuta lo scorso 12 giugno, della durata di 18 mesi.