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Posidonia oceanica: 15 raccomandazioni per interventi di ripristino più efficaci

Pubblicato il Rapporto del progetto Interreg Euro-MED ARTEMIS

Il ripristino delle praterie di Posidonia oceanica del Mediterraneo, e delle fanerogame più in generale, deve passare da progetti pilota frammentati a interventi strutturali, di lungo periodo e su larga scala, sostenuti da una governance efficace e da finanziamenti stabili.

È questo il messaggio centrale del nuovo rapporto pubblicato nell'ambito del progetto Interreg Euro-MED ARTEMIS, di cui l'Italia è protagonista con due siti pilota: l'Area Marina Protetta Capo Testa – Punta Falcone nel nord della Sardegna e il Golfo di Panzano nell'area di Monfalcone in Friuli-Venezia Giulia.

Tra i partner italiani del progetto figurano ISPRA, la Fondazione MEDSEA e il Comune di Monfalcone. Mentre ISPRA monitora uno dei più longevi trapianti di Posidonia oceanica del Mediterraneo, fondamentale come riferimento scientifico per i nuovi interventi di restauro, MEDSEA e il Comune di Monfalcone guidano due siti pilota del progetto dedicati al ripristino rispettivamente di Posidonia oceanica in Sardegna e di Cymodocea nodosa nel Golfo di Panzano.

Il documento appena pubblicato, intitolato “Accelerating Seagrass Restoration and Finance”, analizza gli aspetti ecologici, normativi e finanziari del ripristino di uno degli ecosistemi marini più preziosi del Mediterraneo, le praterie di Posidonia oceanica, e propone 15 raccomandazioni operative per trasformare gli obiettivi politici in azioni concrete.

Basandosi sulle esperienze maturate nei siti pilota di Italia, Grecia e Spagna, con attività di ripristino delle praterie sommerse in ognuno di questi siti, il rapporto individua le principali criticità che oggi limitano il ripristino delle praterie di Posidonia oceanica, evidenziando lacune nella governance, nei sistemi di autorizzazione e nei meccanismi di finanziamento, e propone soluzioni concrete per superarle, articolate in quattro ambiti prioritari:

  • rafforzare la governance e la pianificazione strategica;
  • migliorare la capacità di attuazione degli interventi;
  • garantire finanziamenti pubblici stabili e di lungo periodo;
  • sviluppare strumenti credibili di finanza privata a supporto del ripristino.

Tra le proposte principali, il documento invita i Paesi del Mediterraneo a elaborare piani di ripristino ambiziosi e fondati su solide evidenze scientifiche, a definire quadri normativi specifici per il recupero della Posidonia oceanica, a rafforzare la pianificazione dello spazio marittimo e il ruolo delle aree marine protette e a integrare le praterie di fanerogame marine nelle politiche climatiche e sul blue carbon. Il successo degli interventi, evidenzia il rapporto, dipenderà anche dal coinvolgimento degli stakeholder, dalla qualità delle conoscenze scientifiche e dal rafforzamento delle competenze istituzionali.

Il rapporto ribadisce infine che il finanziamento pubblico dovrà continuare a rappresentare il pilastro della strategia europea per il ripristino degli ecosistemi, anche nel quadro dei negoziati sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale dell'Unione europea 2028-2034. Allo stesso tempo, strumenti complementari di finanza privata potranno contribuire a mobilitare nuove risorse, purché supportati da regole chiare, sistemi di monitoraggio rigorosi e adeguate garanzie di integrità ambientale.

In questa direzione, il progetto ARTEMIS ha sviluppato e sperimentato un modello di Posidonia Credit, dimostrando come la finanza privata possa contribuire al ripristino delle praterie marine, a condizione che siano garantiti elevati standard di monitoraggio, verifica e qualità ambientale.

Consulta le raccomandazioni operative per il ripristino della Posidonia oceanica 

Video Monfalcone: Protecting Cymodocea nodosa in a busy coast