Istituto Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale

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Livello europeo

 

1979 Direttiva "Uccelli": direttiva per la conservazione degli uccelli selvatici nell’Europa comunitaria, attraverso la regolamentazione del loro commercio e la limitazione della caccia per le specie a rischio di estinzione.
1987 Entra in vigore l’Atto Unico Europeo nel quale viene ribadita la necessità di considerare le politiche ambientali come parte integrante di tutte le altre politiche della Comunità e, in particolare, anche per quelle relative alla conservazione della natura. Questo principio porterà ad un graduale spostamento degli obiettivi delle politiche ambientali, da un approccio principalmente centrato su azioni di tutela e conservazione del patrimonio naturale (anni ‘80), ad uno «ecosistemico» che considera le azioni di gestione delle risorse naturali quali misure indispensabili per il mantenimento dell’equilibrio ecologico di un determinato sistema territoriale.
1991 Viene avviato il Progetto EECONET (Enviromental Ecological Network) elaborato dall’Istituto Europeo per le politiche ambientali, con l’intento di promuovere l’obiettivo della valorizzazione della biodiversità, attraverso la costituzione di una rete ecologica europea quale nuovo riferimento per l’evoluzione delle politiche per le aree protette e le aree rurali. Il "Progetto Eeconet" rappresenta uno schema concettuale ed operativo da perseguire a tutte le scale, per conservare la diversità biologica in Europa e per accrescerne la sostenibilità degli ecosistemi naturali presenti. La proposta di rete ecologica europea comprende, oltre alle parti di territorio già interessate da politiche speciali di protezione ambientale, territori rurali e habitat seminaturali in cui possono essere mantenute pratiche di uso del suolo compatibili con le esigenze di «conservazione», richiedendo in tale logica l’integrazione delle politiche di conservazione ambientale con tutte le altre politiche di settore.
1992 Direttiva "Habitat": direttiva mirata a contribuire alla salvaguardia della biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio europeo degli Stati membri al quale si applica il trattato. Ha come obiettivo la costituzione di una rete ecologica europea denominata Natura 2000 di cui fanno anche parte le zone di protezione speciale classificate dagli Stati membri a norma della direttiva.
1999 Elaborazione del documento programmatico Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo (SSSE). E’ il risultato del dibattito avviato nel corso degli anni ’90 fra gli Stati membri e fra questi e la Commissione Europea in merito allo sviluppo territoriale sostenibile dell’Unione Europea. Il documento rappresenta un quadro condiviso di collaborazione, la cui attuazione all’interno dei diversi paesi dovrà essere avviata nel corso dei prossimi anni. Individua l’obiettivo di giungere ad uno «sviluppo equilibrato e sostenibile» del territorio dell’Unione Europea, promuovendo azioni di pianificazione in cui sono da introdursi principi di sostenibilità, a partire da una visione ecosistemica dell’ambiente antropizzato e delle risorse naturali. La rete ecologica viene individuata quale strumento prioritario per rafforzare le politiche di tutela e di valorizzazione del patrimonio naturale ed ecologico europeo.