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clima e salute

P

er evit re una tragica evoluzione degli effetti

che i cambiamenti climatici potrebbero avere

sulla specie umana, è necessario cominciare fin

da ora a garantire l’equilibrio degli ecosistemi

e invertire la tendenza verso un consumo

sostenibile che rispetti la natura e protegga

la salute: questo il senso di molte indicazioni

contenute nella Rome Declaration siglata alla

sessione conclusiva del simposio Health and

Climate Change, presso l’Istituto Superiore di

Sanità, al termine di tre giorni di dibattiti e di

riflessioni tra 500 ricercatori esperti su salute e

cambiamenti climatici.

La carta, articolata in ventiquattro

raccomandazioni relative ai tanti temi in cui i

determinanti ambientali influenzano fortemente

la salute, vuol essere un indirizzo trasversale a

tutte le politiche ed è rivolta a tutte le parti sociali,

da quelle che rappresentano il mondo industriale

a quello politico fino ai singoli cittadini perché si

possa garantire la qualità della vita, la salute e il

benessere nel prossimo futuro.

In base alle indicazioni della “Carta”, il nostro

futuro non può prescindere ormai da una

tecnologia pulita che impatti il meno possibile

sull’ambiente, dal risparmio dell’acqua, del cibo

e del suolo e dal riutilizzare il più possibile le

materie prime. La promozione dei parchi e delle

aree protette sono fonte di salute e rappresentano

una priorità per tutelare la salute dei bambini.

Fonte: Arpat

Nuove tecnologie per

l’energia marina

N

o ostante l’energia prodotta d l movimento

ondoso e dalle maree rappresenti una fonte

rinnovabile a basse emissioni di carbonio che

sembra avere un notevole potenziale di sviluppo, i

costi per produrre questo tipo di energia blu sono

ancora poco competitivi rispetto ad altre fonti, ad

esempio le pale eoliche. Sono perciò necessarie

delle nuove e più avanzate tecnologie in grado di

rendere più efficiente il rapporto costi-benefici

nell’utilizzo di dispositivi per la produzione di

energia, convertendo il movimento delle onde e

delle maree.

Inoltre è importante che lo sfruttamento

dell’energia marina e oceanica sia compatibile

con gli altri usi dello spazio marino, come la

navigazione, l’acquacoltura, la pesca, il turismo

ecc. Un rapporto del Centro di Ricerca Congiunto

(JRC) della Commissione europea, redatto e

pubblicato a seguito di un seminario focalizzato

sulle future tecnologie necessarie per migliorare

l’efficienza del settore che produce energia

marina, offre ora un inventario di tecnologie

innovative di cui vengono illustrate nel dettaglio

caratteristiche e potenzialità.

Fonte: Europa

Conoscere il mare

attraverso la

modellistica

L

a pubblicazione della European Marine board

intitolata “Enhancing Europe’s capability

in marine ecosystem modelling” è focalizzata

sull’uso di modelli per la gestione dell’ambiente

marino. Essi integrano utilmente altri dati ed

informazioni disponibili sullo stato del mare e

consentono anche di prevedere possibili scenari

futuri sull’evoluzione dei servizi ecosistemici

marini.

Poiché non può essere utilizzato un unico modello

in grado di dare risposta alle diverse esigenze

della politica integrata europea per il mare, il

documento suggerisce di assemblare i risultati di

più modelli così da ottenere uno spettro quanto

più completo possibile di informazioni che

devono aver tenuto conto anche dei risultati di

tutti i centri di assimilazione di dati attualmente

disponibili, ovvero i servizi forniti da Copernicus,

EMODnet ecc.

Vengono anche auspicati lo sviluppo di

una piattaforma di conoscenza condivisa

per la modellistica marina e la necessaria

interdisciplinarietà con altri campi del sapere,

per incrementare l’efficienza del sistema

conoscitivo indispensabile alla gestione

integrata dell’ambiente marino e rispondere

più efficacemente alle esigenze dei vari soggetti,

pubblici e privati, interessati.

Fonte: European Marine Board

maremoti

L

’ISPRA fa parte del sistema nazionale di

allerta per i maremoti indotti da sisma

(SiAM), istituito con la Direttiva del Presidente

del Consiglio dei Ministri del 17 febbraio 2017. Il

SiAM è promosso e coordinato dal Dipartimento

della Protezione Civile (DPC) e coinvolge anche

l’Istituto di geofisica e vulcanologia (INGV).

L’ISPRA ha il compito di fornire in tempo

reale i dati di livello marino rilevati dalla rete

mareografica al Centro per l’Allerta Tsunami

(CAT) dell’INGV, che verifica la possibilità che

un determinato evento sismico con epicentro

nel mare, o in prossimità di aree costiere,

possa generare un maremoto, stimando i

tempi di arrivo delle onde e i tratti costieri

potenzialmente interessati. L’INGV si avvale della

collaborazione dell’ISPRA per la conferma di un

possibile maremoto e provvede ad informare

rapidamente il DPC che detiene la responsabilità

di lanciare l’allerta su tutto il territorio nazionale,

mobilitando tutte le componenti del sistema di

protezione civile e i suoi corpi operativi.

Il SiAM svolge le sue funzioni tenendo

conto dei principi stabiliti dal Gruppo di

Coordinamento Intergovernativo (ICG) della

Commissione Oceanografica Intergovernativa

(IOC) dell’UNESCO per la creazione di un

sistema di allerta tsunami per la regione del

mare Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico

nordorientale NEAMTWS, al fine di favorire la

cooperazione internazionale tra i paesi membri e

la condivisione di informazioni e buone pratiche.

Nell’ultima riunione del gruppo di coordinamento

IOC/ICG/NEAMTWS, svoltasi lo scorso

novembre a Parigi presso la sede UNESCO,

l’Italia ha presentato le mappe di inondazione

da maremoto realizzate dal Dipartimento per

il Servizio Geologico d’Italia dell’ISPRA, con la

collaborazione dell’INGV e del DPC per l’intero

perimetro costiero nazionale.

Il SiAM svolge le sue funzioni tenendo

conto dei principi stabiliti dal Gruppo di

Coordinamento Intergovernativo (ICG) della

Commissione Oceanografica Intergovernativa

(IOC) dell’UNESCO per la creazione di un

sistema di allerta tsunami per la regione del

mare Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico

nordorientale NEAMTWS, al fine di favorire la

cooperazione internazionale tra i paesi membri e

la condivisione di informazioni e buone pratiche.

Nell’ultima riunione del gruppo di coordinamento

IOC/ICG/NEAMTWS, svoltasi lo scorso

novembre a Parigi presso la sede UNESCO,

l’Italia ha presentato le mappe di inondazione

da maremoto realizzate dal Dipartimento per

il Servizio Geologico d’Italia dell’ISPRA, con la

collaborazione dell’INGV e del DPC per l’intero

perimetro costiero nazionale.

Le mappe rappresentano un utile strumento per

l’analisi dell’impatto a terra di potenziali eventi

di maremoto e nella definizione delle aree di

allerta e di evacuazione. Inoltre la delegazione

italiana ha informato le altre nazioni del gruppo

di coordinamento NEAMTWS che il 15 novembre

2018 sono state pubblicate sulla Gazzetta

Ufficiale n. 266 le “Indicazioni alle componenti

ed alle strutture operative del Servizio nazionale

di protezione civile per l’aggiornamento delle

pianificazioni di protezione civile per il rischio

maremoto”.

Fonte: ISPRA

ISPRA e JRC per la

prevenzione di

tsunami

I

l 10 ottobre 2018 è stato rinnovato l’accordo

di collaborazione per la prevenzione e la

mitigazione del rischio da maremoto nel

mar Mediterraneo tra l’ISPRA e il JRC della

Commissione europea. L’accordo, che ha una

durata di 5 anni, e fa seguito ad una precedente

collaborazione triennale, riguarda l’istallazione

congiunta di strumenti in grado di misurare

l’innalzamento del livello del mare nel bacino

del Mediterraneo a seguito di un evento

sismico, la condivisione dei dati rilevati dalla

rete mareografica dell’ISPRA, lo sviluppo e la

sperimentazione di nuove boe dotate di sistema

GPS, nonché l’addestramento di personale per

l’esecuzione di programmi di sviluppo operativo

del sistema di allertamento per il rischio di

possibili tsunami che possano interessare le zone

costiere di competenza territoriale del nostro

paese.

Presso il JRC è attivo da qualche anno un sistema

di allertamento per i terremoti e i possibili

conseguenti maremoti.

Un manuale per valutare l’altezza delle onde e il

tempo del loro impatto a terra, al fine della