300 milioni di € dall’UE per oceani puliti
L
a Commissione europea ha annunciato
iniziative finanziate dall’UE per un totale di
300 milioni di €, tra cui progetti che si prefiggono
di combattere l’inquinamento da plastica,
migliorare la sostenibilità dell’economia “blu” e
sostenere la ricerca e la sorveglianza marittima.
Questo contributo si aggiunge ai 550 milioni di
€ già stanziati in occasione della conferenza Our
Ocean dell’anno scorso, organizzata dell’Unione
europea a Malta.
Nel corso della conferenza Our Ocean di Bali, l’UE
ha assunto 23 nuovi impegni volti a migliorare
le condizioni dei nostri oceani e a valorizzarne
il potenziale. Tra essi spiccano 100 milioni di
€ destinati a progetti di ricerca e sviluppo per
contrastare l’inquinamento da plastica e 82
milioni di € destinati ad attività di ricerca marina
e marittima, come ad esempio valutazioni degli
ecosistemi, mappatura dei fondali e sistemi di
acquacoltura innovativi. La nuova azione dell’UE
prevede anche un investimento di 18,4 milioni
di € finalizzato a migliorare la sostenibilità
dell’economia blu europea, vale a dire quei settori
economici che dipendono dall’oceano e dalle sue
risorse.
Copernicus, il programma dedicato
all’osservazione della Terra, occupa un posto di
primo piano nell’elenco dei nuovi impegni. Il suo
campo di intervento sarà ampliato grazie a una
dotazione di 12,9 milioni di € per la sicurezza
marittima e la ricerca sui servizi ambientali
costieri, che va ad aggiungersi ai 27 milioni di €
di fondi già stanziati durante la conferenza Our
Ocean 2017. Grazie al suo sistema di sorveglianza
marittima, Copernicus ha svolto un ruolo
essenziale nel quadro degli impegni dell’UE in
materia di sicurezza marittima e applicazione
della legge.
A livello internazionale la Commissione
avvierà una collaborazione con il programma
delle Nazioni Unite per l’ambiente e altri
partner internazionali al fine di varare una
coalizione di acquari impegnata a lottare contro
l’inquinamento da plastica. Il problema dei rifiuti
marini nel sud-est asiatico sarà affrontato tramite
un progetto da 9 milioni di € finanziato dall’UE.
Fonte: Europa
climatico zero
L
a Commissione europ a ha adottato lo scorso
novembre una visione strategica di lungo
termine per un’economia prospera, moderna,
competitiva e a impatto climatico zero entro il
2050.
La visione della Commissione per un futuro
a impatto climatico zero copre quasi tutte le
politiche dell’UE ed è in linea con l’obiettivo
dell’accordo di Parigi di mantenere l’aumento
di temperatura ben al di sotto di 2°C; con essa
proseguono inoltre gli sforzi per mantenere tale
valore a 1,5°C. Perché l’UE possa mantenere un
ruolo guida in materia di impatto climatico zero,
tale obiettivo deve essere conseguito entro il
2050.
Il fine della strategia di lungo termine non è
quello di fissare obiettivi ma di creare una
visione e una strada da percorrere attraverso
una progettazione conseguente, ispirando - oltre
che rendendoli capaci di agire - portatori di
interessi, ricercatori, imprenditori e cittadini a
sviluppare industrie nuove e innovative, imprese
e posti di lavoro associati. Secondo il più recente
Eurobarometro dello scorso novembre, il 93%
degli europei ritiene che il cambiamento climatico
sia provocato dalle attività umane e l’85%
concorda sul fatto che la lotta al cambiamento
climatico e un uso più efficiente dell’energia
possano creare crescita economica e posti di
lavoro in Europa.
La strategia esamina il ventaglio di opzioni a
disposizione degli Stati membri, delle imprese
e dei cittadini e il modo in cui queste opzioni
possono concorrere a modernizzare la nostra
economia e migliorare la qualità della vita
degli europei. Essa mira ad assicurare che la
transizione sia socialmente equa e rafforzi la
competitività dell’economia e dell’industria
dell’UE sui mercati mondiali, garantendo posti di
lavoro di alta qualità e una crescita sostenibile in
Europa, contribuendo al contempo ad affrontare
altri aspetti ambientali problematici, come la
qualità dell’aria e la perdita della biodiversità.
La strada verso un’economia a impatto climatico
zero richiede di intervenire congiuntamente
in sette ambiti strategici: efficienza energetica;
diffusione delle energie rinnovabili; mobilità
pulita, sicura e connessa; competitività
industriale e economia circolare; infrastrutture e
interconnessioni; bioeconomia e pozzi naturali di
assorbimento del carbonio; cattura e stoccaggio
del carbonio per ridurre le emissioni rimanenti.
Fonte: Europa
WWF “Living Planet”
I
l rapporto WWF “Living Planet” sottolinea come
tutta l’attività economica dipende in ultima
analisi dai servizi forniti dalla natura. L’esplosione
del consumo umano è la forza trainante del
cambiamento planetario senza precedenti a
cui stiamo assistendo, attraverso l’aumento
della domanda di energia, terra e acqua. Gli
indicatori di consumo, come l’impronta ecologica,
forniscono un quadro dell’uso generale delle
risorse. I prodotti che consumiamo, le catene di
approvvigionamento dietro di loro, i materiali che
si usano e come questi vengono estratti e prodotti
hanno una miriade di effetti sul mondo che ci
circonda.
Mentre il cambiamento climatico è una
minaccia crescente, i principali fattori di
declino della biodiversità continuano a essere
il sovrasfruttamento di specie, l’agricoltura e la
trasformazione della terra.
Il degrado in corso ha molti impatti sulle specie,
sulla qualità degli habitat e sul funzionamento
degli ecosistemi. Anche gli ecosistemi marini
e d’acqua dolce stanno affrontando enormi
pressioni.
Il rapporto del WWF monitora lo stato della
biodiversità globale misurando l’abbondanza di
migliaia di specie di vertebrati in tutto il mondo.
L’ultimo indice mostra un calo complessivo del
60% delle dimensioni della popolazione tra il
1970 e il 2014. Il calo della popolazione delle
specie è particolarmente pronunciato nei tropici,
con il Sud e Centro America che subiscono il
calo più drammatico, con una perdita dell’89%
rispetto al 1970.
Fonte: Arpat
IL PARLAMENTO
EUROPEO VIETA LA
PLASTICA USA E GETTA
l Parlamento europeo ha approvato, con 571
voti favorevoli, 53 voti contrari e 34 astensioni,
il divieto al consumo nell’Unione europea di
Politica Europea ed internazionale




