PRUE 01 2024

Politica europea e internazionale 04 COP 28: ACCELERARE LA TRANSIZIONE 05 COP 23 SLOVENIA 05 LEGGE SUL RIPRISTINO DELLA NATURA 05 DIRETTIVA CONTRO IL GREENWASHING 05 PIATTAFORMA SPAZIO EUROPEO DELLA RICERCA 06 INQUINAMENTO PROVOCATO DALLE NAVI 06 EUROPEAN RESEARCH AREA 06 FISHERIES OFTHE FUTURE 07 TUTELA DEI NOSTRI MARI E DELLE NOSTRE COSTE 07 NUOVA DIRETTIVA PER LA QUALITA’ DELL’ARIA Programmi Comunitari 08 LA SCIENZA APERTA PER L’ECONOMIA BLU 09 ENERGIA DELLE MAREE 09 WAVEFARM 09 POLIMERI RISPETTOSI DELL’AMBIENTE MARINO 10 PNEUMATICI MENO RUMOROSI RIDUCONO LE MICROPLASTICHE 10 EUROMED TREASURE 10 NAUTILOS 10 RIUTILIZZO DI CONCHIGLIE E FANGHI 11 COASTWAVE 11 BIOECONOMIA MARINA 11 MEPHISTO 12 CAMBIA IL CLIMA, CAMBIANO GLI OCEANI 12 RISCALDAMENTO ACQUE OCEANICHE NEL 2023 12 LE CASUSE CLIMATICHE DELLA SICCITÀ 12 PIU’ DONNE NELL’ECONOMIA BLU Bandi 14 BANDI News 16 NUOVE LINEE GUIDA SUI RIFIUTI MARINI 18 IA, ENERGIA PULITA DALLE ACQUE REFLUE 18 ALLUVIONI, L’ITALIA SPENDE PIÙ IN EMERGENZE 18 CLEARBOAT PER LA SALVAGUARDIA DELLE ACQUE 19 DISSALAZIONE, INNOVAZIONE MADE IN ITALY 19 RIMUOVERE LE MICROPLASTICHE 19 OCEAN LITERACY 20 AUMENTARE LA RESILIENZA DELLE COSTE 20 PIÙ’ DATI INFORMATIVI SULLE C 20 OS D T O E CUMENTI DI VISIONE DELL’OCEAN DECADE 20 CICLO DEL CARBONIO MARINO 20 DIRETTIVA EUROPEA CONTRO LA CRIMINALITÀ AMBIENTALE 21 VALUTAZIONE EX POST DI HORIZON 2020 21 POLITICA DI COESIONE, SINTESI 2023 Agenda 22 AGENDA RESPONSABILE Carla Iandoli REDAZIONE alessandra casali Elena Giusta Carla Iandoli alessandro lotti Raffaella Piermarini Maria Chiara Sole PROGETTO GRAFICO Loredana Canciglia COORDINAMENTO EDITORIALE Daria Mazzella INFO prue@isprambiente.it www.isprambiente.it ISSN 2037 4070 Il Bollettino quadrimestrale sui finanziamenti alla ricerca è redatto dal servizio informativo nazionale ambientale in collaborazione con il Centro nazionale per la protezione della fascia costiera ed il dipartimento per il monitoraggio e la tutela dell’ambiente. Il Bollettino include approfondimenti sui programmi di finanziamento dell’Unione europea, sui progetti in corso, sulle attività dell’Unione europea e degli organismi internazionali nelle materie oggetto di studio dei Centri nazionali

COP 28: ACCELERARE LA TRANSIZIONE Al termine della conferenza delle Nazioni Unite sul clima COP28 di Dubai, i negoziatori dell’Unione europea sono riusciti, con i partner di tutto il mondo, a mantenere aperta la possibilità di rispettare l’impegno assunto con l’accordo di Parigi, vale a dire limitare l’aumento medio della temperatura a meno di 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali. Le parti hanno convenuto di accelerare la transizione dai combustibili fossili entro il decennio in corso, di adottare misure per ridurre le emissioni del 43 % entro il 2030 e di instradare il mondo verso un percorso teso all’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050. Tutte le parti si sono impegnate a triplicare la capacità globale di energia rinnovabile e a raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2030, imprimendo un forte impulso alla transizione dai combustibili fossili. Inoltre è stato concluso un accordo per affrontare la questione delle emissioni di metano e di altre emissioni diverse dalla CO2 entro il decennio e per eliminare gradualmente le inefficienze delle sovvenzioni ai combustibili fossili non mirate a lottare contro la povertà energetica o a garantire una transizione giusta. Il bilancio globale prende atto del fatto che attualmente il mondo non è sulla buona strada per ridurre le emissioni del livello necessario a limitare l’aumento della temperatura a 1,5 °C. Fonte: Europa COP23 SLOVENIA Il 23° incontro (COP23) delle Parti contraenti della Convenzione di Barcellona, svoltosi dal 5 all’8 dicembre 2023 a Portoroz (Slovenia), ha adottato importanti misure per proteggere gli ecosistemi di fronte agli impatti crescenti della triplice crisi planetaria del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento. E’ stato firmato un Memorandum of Understanding (MOU) con l’Agreement on the Conservation of Cetaceans of the Black Sea, Mediterranean Sea and contiguous Atlantic Area (ACCOBAMS), al fine di migliorare la cooperazione nella protezione di diverse specie di balene e delfini minacciate da rumore sottomarino, catture accidentali, depredazione, inquinamento, collisioni con imbarcazioni e impatti causati dai cambiamenti climatici. Le Parti contraenti infine hanno fatto progressi nel delineare la risposta della regione mediterranea alla triplice crisi planetaria del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e della natura, e dell’inquinamento e dei rifiuti. Fonte: UNEP/MAP LEGGE SUL RIPRISTINO DELLA NATURA La normativa europea sul ripristino della natura è stata approvata dal Parlamento europeo. L’obiettivo è contribuire al raggiungimento degli obiettivi europei in materia di clima e biodiversità, migliorando la sicurezza alimentare. Ogni Paese membro dovrà ripristinare almeno il 30% degli habitat in cattive condizioni (zone umide, foreste, fiumi, praterie sottomarine) entro il 2030, il 60% entro il 2040 e il 90% entro il 2050. Fino al 2030 la priorità andrà accordata alle zone Natura 2000, vale a dire quelle che fanno parte della rete europea omonima di zone ad alto valore di biodiversità. I paesi dovranno garantire che le zone ripristinate non tornino a deteriorarsi in modo significativo. Per migliorare la biodiversità negli ecosistemi agricoli, i paesi dell’UE dovranno registrare progressi in due di questi tre indicatori: indice delle farfalle comuni; percentuale di superficie agricola con elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità; stock di carbonio organico nei terreni minerali coltivati. Dovranno anche adottare misure per migliorare l’indice dell’avifauna comune, dato che gli uccelli sono un buon indicatore dello stato di salute generale della biodiversità. Poiché le torbiere sono una delle soluzioni più economiche per ridurre le emissioni nel settore agricolo, i paesi dell’UE dovranno ripristinare almeno il 30% delle torbiere drenate entro il 2030, il 40% entro il 2040 e il 50% entro il 2050. La legge prevede un freno di emergenza che, in circostanze eccezionali, consentirà di sospendere gli obiettivi relativi agli ecosistemi agricoli qualora questi obiettivi riducano la superficie coltivata al punto da compromettere la produzione alimentare e renderla inadeguata ai consumi dell’UE. Fonte: Parlamento europeo DIRETTIVA CONTRO IL GREENWASHING La nuova direttiva approvata dall’Europarlamento mira a proteggere i consumatori da pratiche commerciali ingannevoli e aiutarli al contempo a compiere scelte di acquisto più informate sotto il profilo ambientale, in particolare per quanto riguarda il rischio di greenwashing (ambientalismo di facciata) e di obsolescenza programmata. Con questa legge si renderà più trasparente il marketing e si combatterà l’obsolescenza prematura dei beni. Le persone potranno scegliere prodotti più durevoli, riparabili e sostenibili grazie a etichette e pubblicità affidabili. Le aziende non potranno più ingannare le persone dicendo che qualcosa è sostenibile senza spiegare come. Per quanto riguarda il problema dell’obsolescenza programmata, le nuove norme vietano le indicazioni infondate sulla durata (ad esempio, dichiarare che una lavatrice durerà per 5.000 cicli di lavaggio, se ciò non è esatto in condizioni normali), gli inviti a sostituire i beni di consumo prima del necessario e le false dichiarazioni sulla riparabilità di un prodotto. Fonte: Greenreport PIATTAFORMA SPAZIO EUROPEO DELLA RICERCA La Commissione europea ha recentemente lanciato una nuova piattaforma strategica sullo Politica Europea ed internazionale

Spazio europeo della ricerca (SER), uno sportello unico dedicato, che fornisce una panoramica completa delle politiche, delle attività e dei risultati attuali del SER. Dal 2000, il SER è l’ambizione comune degli Stati membri dell’UE e della Commissione europea di creare un mercatounico e senza frontiere per la ricerca, l’innovazione e la tecnologia in tutta Europa. Questa piattaforma si occuperà di: fornire informazioni aggiornate sullo stato di attuazione dell’agenda politica del SER e delle sue azioni congiunte; fornire approfondimenti sulle attività a livello dell’UE che contribuiscono a compiere progressi in materia di SER; presentare tutti gli elementi del meccanismo di monitoraggio del SER; offrire al pubblico un archivio dei principali documenti e relazioni relativi al SER; fungere da spazio centrale per la comunicazione tra tutti gli attori interessati a far progredire gli obiettivi del SER. Fonte: Europa INQUINAMENTO PROVOCATO DALLE NAVI Lo scorso febbraio è stato raggiunto un accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio sulla modifica della direttiva 2005/35/ CE relativa all’inquinamento provocato dalle navi e all’introduzione di sanzioni per i reati di inquinamento. I legislatori hanno convenuto di allineare la direttiva alla convenzione internazionale per la prevenzione dell’inquinamento causato da navi (Marpol) e di estendere l’ambito di applicazione della direttiva a più tipi di sostanze inquinanti scaricate in mare, come le acque reflue e i rifiuti. Le nuove norme miglioreranno la trasparenza rendendo disponibili online le informazioni sui reati di inquinamento nei mari europei e sulle sanzioni imposte. Inoltre, le informazioni sul modo in cui le autorità costiere hanno verificato una potenziale fuoriuscita dopo un allarme mediante sorveglianza satellitare saranno disponibili online. L’emendamento chiarisce l’applicazione delle sanzioni amministrative per renderle più efficaci: ad esempio, quando gli Stati membri impongono sanzioni, si terrà conto dell’entità dello scarico illegale, del suo impatto sull’ambiente o della capacità finanziaria del soggetto responsabile. Vi saranno strumenti e piattaforme più solidi per lo scambio di informazioni e di esperienze per le autorità degli Stati membri. Ad esempio, la sorveglianza satellitare per l’inquinamento provocato dalle navi (CleanSeaNet - banca dati sulla sorveglianza e sulla condivisione delle informazioni dell’EMSA) sarà migliorata e potrà trovare una soluzione migliore. Fonte: Europa FISHERS OF THE FUTURE La Commissione ha lanciato Fishers of the Future, un progetto partecipativo a livello dell’UE che esaminerà il futuro ruolo dei pescatori nella società fino al 2050. Il progetto approfondirà le speranze, le paure, le aspettative e le esigenze dei pescatori per capire come la professione si evolverà entro il 2050; esplorerà anche l’espansione del ruolo dei pescatori nella società al di là della fornitura di prodotti ittici di alta qualità. La ricerca si concentrerà su tre filoni specifici: • fattori e tendenze che influenzano la sostenibilità e la redditività a lungo termine del settore della pesca e del benessere delle comunità di pescatori; • identità e ruoli dei pescatori al di là del loro core business, in particolare per quanto riguarda la conservazione e il ripristino dell’ambiente marino, la promozione del turismo ambientale e lo sviluppo delle zone costiere. • sfide e opportunità derivanti dalle interazioni tra pescatori e altri attori marittimi, in particolare nella pianificazione dello spazio marittimo, nella diffusione delle energie rinnovabili, nell’organizzazione della catena di approvvigionamento dei prodotti ittici, nell’economia circolare e nella diversificazione dell’economia blu. Il progetto coinvolgerà i pescatori e relativi attori a livello locale per cogliere le loro opinioni e percezioni. Fonte: Ocean and fisheries EUROPEAN RESEARCH AREA La Commissione europea ha introdotto la sua nuova piattaforma digitale dedicata all’European Research Area (ERA), che fornisce uno spazio unificato per accedere a policy, attività e risultati relativi all’ERA. La piattaforma offre informazioni sullo stato di attuazione dell’ERA Policy Agenda, sulle attività a livello europeo e nazionale che contribuiscono alla sua realizzazione. Gli obiettivi principali sono fornire informazioni aggiornate, presentare dati su attività a livello dell’UE, offrire un archivio di documenti pertinenti all’ERA e facilitare la comunicazione tra gli attori interessati. I Paesi Membri e altri partecipanti possono contribuire attivamente alla piattaforma fornendo dati sullo stato di attuazione delle azioni dell’ERA Policy Agenda. Fonte: APRE TUTELA DEI NOSTRI MARI E DELLE NOSTRE COSTE Il Consiglio del ministri ha approvato due disegni di legge di ratifica ed esecuzione di a atti internazionali sulla cooperazione nel settore marittimo. Il primo è la ratifica ed esecuzione del Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere del Mediterraneo, fatto a Madrid il 21 gennaio 2008, il Protocollo mira a realizzare forme di coordinamento istituzionale tra autorità nazionali e organismi regionali e locali, anche in materia di pianificazione e programmazione, favorendo un approccio globale volto a promuovere il benessere economico e sociale delle zone costiere, tenendo conto allo stesso tempo della fragilità dei relativi ecosistemi. Le norme hanno l’obiettivo di agevolare lo sviluppo sostenibile delle zone costiere e di preservarle a vantaggio delle generazioni presenti e future; di garantire l’utilizzo sostenibile delle risorse idriche; di assicurare la conservazione dell’integrità degli ecosistemi, dei paesaggi e della geomorfologia del litorale; di prevenire e ridurre l’effetto dei rischi derivanti dai cambiamenti climatici; di assicurare la coerenza delle iniziative pubbliche e private che hanno effetti sull’utilizzo delle zone costiere. La seconda ratifica concerne l’esecuzione della Convenzione internazionale per il controllo e la gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi, fatta a Londra il 13 febbraio 2004, la finalità della Convenzione è di prevenire, ridurre al minimo ed eliminare i rischi per l’ambiente, la salute umana, i beni e le risorse causati dal trasferimento di organismi acquatici nocivi e di agenti patogeni, grazie al controllo e alla gestione delle acque di zavorra e dei sedimenti delle navi (ossia le acque e il particolato introdotti a bordo di una nave per controllarne l’assetto longitudinale e trasversale, il pescaggio, la stabilità o le sollecitazioni cui è soggetta la nave stessa). Fonte: Greenreport NUOVA DIRETTIVA PER LA QUALITÀ DELL’ARIA La Commissione accoglie con favore l’accordo politico provvisorio raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio sulla direttiva riveduta sulla qualità dell’aria. Una volta adottata, la nuova legge fisserà 2030 norme dell’UE in materia di qualità dell’aria in linea più strettamente con le linee guida globali dell’OMS sulla qualità dell’aria. Si tratta di un passo importante per proteggere meglio la nostra salute e progredire verso l’azzeramento dell’inquinamento ambientale entro il 2050. Con la revisione della direttiva sulla qualità dell’aria ambiente, il valore limite annuale per l’ inquinante principale, il particolato fine (PM2.5), è ridotto di oltre la metà. La revisione garantirà che le persone che subiscono danni alla salute a causa dell’inquinamento atmosferico abbiano il diritto di essere risarcite in caso di violazione delle norme dell’UE in materia di qualità dell’aria. Apporterà inoltre maggiore chiarezza sull’accesso alla giustizia, sanzioni efficaci e migliori informazioni pubbliche sulla qualità dell’aria. Sosterrà le autorità locali rafforzando le disposizioni in materia di monitoraggio e modellizzazione della qualità dell’aria e contribuirà a migliorare i piani per la qualità dell’aria. Il miglioramento delle norme in materia di monitoraggio e modellizzazione della qualità dell’aria consentirà di verificare più da vicino il rispetto delle norme e di sostenere azioni più efficienti ed efficaci per prevenire e affrontare le violazioni delle norme. Il Parlamento europeo e il Consiglio dovranno ora adottare formalmente la direttiva riveduta prima di poter entrare in vigore. Entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Fonte: Europa

LA SCIENZA APERTA PER L’ECONOMIA BLU L’Europa è di recente diventata leader nella ricerca sugli ecosistemi marini, con infrastrutture, programmi e importanti progetti di R&S che hanno aumentato la capacità di osservazione, modellazione, previsione, gestione e condivisione dei dati sull’ambiente acquatico. I programmi di scienza aperta sono parte integrante di questa capacità e contribuiscono in modo significativo al progresso della conservazione marina. Nel 2019 è iniziato il progetto Blue-Cloud, finanziato dall’UE, con l’obiettivo di sviluppare una piattaforma virtuale pilota che fornisca un accesso aperto e continuo a dati multidisciplinari e strumenti di ricerca per la sostenibilità degli oceani. Dopo 4 anni Blue-Cloud 2026 ha lo scopo di far evolvere la piattaforma pilota in un ecosistema europeo federato per fornire dati e servizi analitici FAIR (reperibili, accessibili, interoperabili e riutilizzabili) e aperti per approfondire la ricerca su oceani, mari e acque costiere e interne. Con un team di 40 partner provenienti da 13 paesi, questo progetto è essenziale per lo sviluppo di un’estensione marina del cloud europeo per la scienza aperta, a supporto di strategie fondamentali dell’Unione europea, come il Green Deal europeo, l’iniziativa Destination Earth e la missione Restore our Ocean and Waters. Fonte: Cordis Programmi Comunitari ENERGIA DELLE MAREE L’azienda spagnola Magallanes Renovables, pioniera nel settore delle energie rinnovabili, sta sfruttando il vasto potenziale dell’energia mareomotrice, grazie a BlueInvest. La loro missione ruota attorno all’ingegneria, alla progettazione e alla produzione di piattaforme galleggianti in grado di generare energia pulita dalle correnti di marea. Dall’ultimo round di finanziamento, Magallanes Renovables ha superato le aspettative commerciali. La loro tecnologia ATIR fornisce energia mareomotrice, riducendo al contempo i costi e aumentando le prestazioni. L’ATIR è un’imbarcazione lunga 45 metri, caratterizzata da una completa simmetria da prua a poppa e caratterizzata da un albero sotto lo scafo lungo 15 metri. Le pale situate in quest’area catturano efficacemente la potenza delle correnti sottomarine, convertendola in elettricità. Questa piattaforma innovativa coniuga perfettamente i principi dell’ingegneria navale con la tecnologia all’avanguardia per la generazione di energia eolica. Fonte: Europa WAVEFARM L’energia del moto ondoso è la più grande fonte di energia rinnovabile inutilizzata del pianeta. A differenza di alcune fonti rinnovabili, le condizioni del moto ondoso sono altamente prevedibili, consentendo agli operatori di rete di prevederle con giorni di anticipo con notevole precisione. Questa prevedibilità, unita all’uso esteso di convertitori di energia del moto ondoso, dovrebbe fornire fino al 10% dell’energia dell’UE entro il 2050, riducendo la necessità di generatori di riserva a combustibili fossili. L’UE mira ad avere almeno il 42,5% di energia rinnovabile entro il 2030. L’obiettivo per l’energia oceanica è quello di avere almeno 1 GW di capacità installata entro il 2030 e 40 GW entro il 2050. 40 GW di capacità installata sarebbero sufficienti per alimentare circa 40 milioni di abitazioni. L’azienda finlandese AW-Energy ha sviluppato con successo WaveRoller, una tecnologia che converte l’energia del moto ondoso oceanico in elettricità. La macchina opera in aree near-shore (circa 0,3-2 km dalla riva) a profondità comprese tra 8 e 20 metri. A seconda delle condizioni di marea è in gran parte o completamente sommersa e ancorata al fondale marino. Con il sostegno del progetto WaveFarm, finanziato dall’UE, AW-Energy ha lavorato per aumentare la produzione di energia del moto ondoso a livelli industriali. Fonte: Europa POLIMERI RISPETTOSI DELL’AMBIENTE MARINO Per mitigare l’impatto esercitato dall’inquinamento dovuto alla plastica, si rivela urgente la necessità di fornire un approccio olistico. Il progetto Glaukos, finanziato dall’UE, raccoglie questa sfida valorizzando i flussi secondari industriali e definendo un approccio circolare all’industria tessile. Ispirandosi alla divinità greca per la protezione dei pescatori e del mare, Glaukos ha svolto ricerche per sviluppare polimeri alternativi destinati alla produzione di attrezzature da pesca e abbigliamento, al fine di prevenire e mitigare l’inquinamento degli oceani e dei corsi d’acqua. Partendo da flussi secondari dell’industria europea contenenti zuccheri, il team di Glaukos ha sviluppato con successo un processo di fermentazione per la produzione di componenti di base dei polimeri attraverso processi di selezione e ingegneria dei ceppi microbici. Questi componenti sono stati successivamente utilizzati per produrre polimeri biologici di nuova generazione, di cui è stata valutata la filatura per fusione attraverso lo svolgimento di studi reologici. Questi polimeri costituiscono la base per la fabbricazione di filati e rivestimenti destinati ad applicazioni di abbigliamento e reti da pesca a basso impatto di carbonio e plastica. Grazie a un processo di filatura di successo, il progetto ha ottenuto 9 kg di filato a base biologica. Attualmente il progetto si trova nella sua ultima fase e metterà a disposizione un prototipo entro la fine di maggio 2024. Tuttavia, il team di Glaukos sottolinea che il prezzo di produzione dei materiali a base biologica rimane elevato rispetto alle loro controparti che non lo sono, poiché il loro utilizzo non è ancora stato reso obbligatorio nei mercati dell’abbigliamento tessile e delle attrezzature da pesca. Fonte: Cordis

per la realizzazione di sottoprodotti sostenibili attraverso una tecnologia di miscelazione ottimizzata. I risultati attesi rappresenteranno un contributo concreto al miglioramento della politica ambientale dell’UE per la gestione dei rifiuti, l’economia circolare blu e l’acquacoltura. Il progetto prevede di ridurre il consumo di risorse e la produzione di rifiuti in linea con la Direttiva Quadro sui Rifiuti Fonte: Poliba COASTWAVE Un forte impulso all’implementazione del programma Tsunami Ready è stato dato dalle attività del progetto CoastWave, finanziato dalla Commissione Europea (DG ECHO) e dalla stessa IOC-UNESCO. L’iniziativa ha svolto molte esercitazioni con le popolazioni di alcuni comuni costieri dei paesi del partenariato: Cipro, Egitto, Grecia, Malta, Spagna e Turchia. Le attività progettuali sono iniziate a settembre 2021 e terminano nel mese di marzo 2024. E’ già stato, però, assegnato un nuovo finanziamento alla prosecuzione, dal prossimo luglio, di questo progetto che, basandosi sulle più innovative tecnologie per il rilevamento e la valutazione del rischio di maremoti, coinvolge direttamente, in esercitazioni di evacuazione dalla costa, sette comunità del bacino del Mediterraneo e dell’Atlantico nordorientale candidate ad essere riconosciute, a breve, come pronte a gestire il rischio di possibili improvvisi innalzamenti del livello del mare, a seguito di eventi sismici. Le località che stanno attuando le misure contenute nelle raccomandazioni delle linee-guida IOC- UNESCO sono Samos (Grecia), Chipiona (Spagna), Larnaca (Cipro), Alessandria (Egitto), Marsaxlokk (Malta), Istanbul (Turchia), El Jadida (Marocco). Con il finanziamento del progetto CoastWave è stato realizzato anche un video che illustra e spiega, in maniera efficace, l’esigenza di prepararsi adeguatamente ad affrontare il rischio di maremoti nel mar Mediterraneo. Fonte: Niof BIO-ECONOMIA MARINA Sfruttare le tante risorse che il mare ci fornisce è possibile, se si impiegano le possibilità offerte dalla ricerca e dall’innovazione tecnologica per un’economia blu più sostenibile dal punto di vista ambientale. L’iniziativa europea Bluebioeconomy, ha lanciato progetti sostenuti congiuntamente da molte agenzie di ricerca europee (per noi il Ministero dell’Università e della Ricerca). I progetti finanziati avevano lo scopo specifico di far progredire la bioeconomia blu verso una maggiore sostenibilità ambientale, così come stabilito nell’Agenda strategica di ricerca e innovazione promossa dall’iniziativa di programmazione congiunta JPI-Oceans. A Bruxelles, il prossimo 19 marzo, verranno presentati i risultati delle attività svolte dai progetti che sono stati finanziati nei vari settori della bio-economia blu: neutraceutica, acquacoltura, pesca, energia rinnovabile, cosmetica, farmaceutica, produzione di alimenti. Fonte: Jpi-oceans MEPHISTO I l 26 gennaio è stato dato il via al progetto “MEFISTO - Hydrothermal versus microbial MEthane release From very shallow coastal systems: can differently sourced emISsions directly escape intO the atmosphere?”. Il progetto, coordinato dall’Istituto di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) e finanziato dal Fondo per il Programma Nazionale di Ricerca e Progetti di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN) dell’Unione europea, è parte della Missione 4 “Istruzione e Ricerca” del PNRR - Next Generation EU. MEFISTO si propone di definire il reale contributo degli ambienti marino- costieri al bilancio atmosferico del metano (CH4). In collaborazione con l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il progetto cercherà di colmare il divario nelle stime dei flussi di metano negli ambienti marino-costieri per due anni. L’obiettivo è comprendere i meccanismi di rilascio del CH4 in atmosfera, sia attraverso i processi biogenici nelle acque superficiali sia attraverso sistemi idrotermali sottomarini. Utilizzando approcci fisico-chimici, molecolari e idroacustici passivi, le ricerche si concentreranno sulla zona di emissione di gas biogenico nel Mare Adriatico Settentrionale e sul sistema idrotermale al largo dell’isola di Panarea nel Mar Tirreno Meridionale. MEFISTO rappresenta un importante passo avanti nella comprensione e nella gestione dei gas serra nelle aree marine costiere, contribuendo così alla formulazione di strategie di mitigazione del cambiamento climatico. Fonte: Research Italy PNEUMATICI MENO RUMOROSI RIDUCONO LE MICROPLASTICHE Secondo una ricerca, l’usura degli pneumatici delle automobili è responsabile del 78% dell’inquinamento da microplastica negli oceani. A causa dell’attrito stradale e dell’esposizione alle condizioni ambientali, infatti, il materiale che costituisce il pneumatico si degrada in piccole particelle, successivamente trasportate nell’ambiente dall’aria o dalla pioggia. Uno degli obiettivi del progetto LEON-T, finanziato dall’UE, è quello di comprendere in modo migliore le microplastiche rilasciate dagli pneumatici. L’usura degli pneumatici è considerata una delle maggiori fonti di emissioni di microplastiche, motivo per cui si sta lavorando per effettuare stime del trasporto e della trasformazione delle particelle che vengono rilasciate nell’ambiente in questo modo. A tal fine, il consorzio di LEON-T sta studiando le differenze e i fattori che influenzano il tasso di abrasione degli pneumatici e le emissioni di particelle. LEON-T sta progettando e testando pneumatici senza aria per veicoli commerciali pesanti, che secondo le previsioni dovrebbero ridurre l’usura della gomma. L’obiettivo principale del progetto, tuttavia, è quello di studiare le emissioni di particolato e di rumore generate dall’interazione tra lo pneumatico e il manto stradale, anch’esso raggiungibile secondo le previsioni grazie alla nuova tecnologia per pneumatici realizzata da LEON-T. Fonte: Cordis EUROMED-TREASURE I l progettoTR ASURE Testing novel environmental quality measures in and around Euro-MED ports” , finanziato da Interreg euro med, coinvolge la sezione di Livorno dell’ISPRA, oltre al porto di Bari, un’agenzia di sviluppo legata al porto di Valencia, il porto greco del Pireo, l’autorità portuale di Durazzo e un ente del trasporto marittimo di Malta. L’obiettivo generale del progetto è quello di migliorare la qualità ambientale nei porti e attorno i porti del Mediterraneo, attraverso le azioni di mitigazione e riduzione dell’inquinamento delle acque e sedimenti. Si tratta di un progetto di capitalizzazione di esperienze ottenute da altri progetti e test in più aree, sia per quanto riguarda l’applicazione di metodi di valutazione e monitoraggio, sia lo sviluppo di tecniche di trattamento. Proprio a Livorno si terrà l’evento di lancio del progetto nei giorni 3 e il 4 aprile. Fonte: Resolvo NAUTILOS La conoscenza approfondita sullo stato del mare, attraverso il monitoraggio delle sue variabili fisiche, chimiche ed ecologiche, è essenziale per la protezione degli habitat da cui dipendono il nostro benessere e la qualità della nostra vita. Il progetto NAUTILOS, finanziato dal programma H2020, ha svolto attività di osservazione e modellazione marine, con lo scopo di integrare e ampliare gli strumenti e servizi attualmente a disposizione in Europa. Coordinato dal CNR di Pisa, il progetto ha sviluppato 14 nuove tecnologie per il monitoraggio di una moltitudine di parametri, tra cui l’ossigeno disciolto, il suono, il fitoplancton, l’acidificazione degli oceani, i silicati e le nano e microplastiche. Gli strumenti e i dati prodotti da NAUTILOS sono open-source e integrati nei principali centri tematici e reti di osservazione dell’ambiente marino che supporta l’accesso ai dati marini dentro e fuori lo spazio europeo. Benché i risultati del progetto siano utili principalmente a enti di ricerca e aziende, sono state svolte anche molte attività di coinvolgimento dei decisori politici e dei cittadini, tramite iniziative di Citizen science e partecipazione ad eventi. Fonte: Cordis RIUTILIZZO DI CONCHIGLIE E FANGHI Il progetto GREENLIFE4SEAS si propone di trovare soluzioni sostenibili a due problemi ambientali: il destino di 200 milioni di m3 di sedimenti, spesso contaminati, dragati ogni anno nell’UE e lo smaltimento di 490.000 tonnellate l’anno di conchiglie, uno dei rifiuti più impattanti dell’acquacoltura europea. GREENLIFE4SEAS mira a dimostrare la fattibilità tecnica, la piena sicurezza e la redditività commerciale di soluzioni innovative per il recupero e il riutilizzo in situ dei sedimenti portuali dragati e delle conchiglie, che vengono utilizzati come materie prime secondarie

CAMBIA IL CLIMA, CAMBIANO GLI OCEANI I cambiamenti climatici stanno influenzando la fisica e la biologia degli ecosistemi marini attraverso il riscaldamento, l’acidificazione, la deossigenazione e i cambiamenti nella produttività. Le osservazioni degli oceani globali suggeriscono che questi cambiamenti stanno avvenendo molto più rapidamente del previsto e stanno già danneggiando diverse parti dell’oceano in molti modi. Un team internazionale di ricercatori ha pubblicato su Scientific Reports uno studio esauriente che offre proiezioni dettagliate degli impatti dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi marini nella regione europea. Questa ricerca indica diverse strade di mitigazione con una risoluzione senza precedenti, incorporando attentamente le relative incertezze. Fonte: CMCC RISCALDAMENTO ACQUE OCEANICHE NEL 2023 Un nuovo record nel riscaldamento delle acque oceaniche è stato registrato nel 2023, secondo uno studio condotto da un team internazionale. Oltre all’aumento della temperatura delle acque, sono state osservate anomalie nelle temperature superficiali dell’oceano, attribuite al riscaldamento globale e alle fluttuazioni termiche dell’Oceano Pacifico causate dalla transizione dei fenomeni La Niña e El Niño. Questo riscaldamento ha conseguenze dirette sulla vita marina, sulle correnti oceaniche e sull’atmosfera, con tempeste più violente e un maggiore rischio di inondazioni, anche sul territorio italiano. Il Mar Mediterraneo si è confermato come il bacino che si scalda più rapidamente, raggiungendo il valore termico più elevato mai registrato. Fonte: ResearchItaly LE CAUSE CLIMATICHE DELLA SICCITÀ I l progetto DRY-2-DRY, finanziato dall’UE e dal Consiglio europeo della ricerca, ha analizzato i dati satellitari e le misurazioni sul campo e ha utilizzato nuovi modelli per comprendere meglio l’evoluzione della siccità e delle ondate di calore, nonché l’influenza delle risposte del terreno su questa evoluzione. Quando si verifica una siccità del suolo, la riduzione dell’evaporazione contribuisce a rendere l’aria circostante più secca e calda. Questo intensifica le condizioni di siccità e di ondate di calore su scala locale, ma contribuisce anche a creare condizioni simili sottovento. Ciò implica che siccità e ondate di calore possono propagarsi nel tempo e nello spazio seccando completamente la superficie del terreno. Il team ha dimostrato per la prima volta che la siccità e le ondate di calore possono essere causate dall’inaridimento dei luoghi sopravento. Questo sembra essere uno dei principali fattori che determinano le ondate di calore alle medie latitudini e la siccità nelle regioni semiaride. Il team di DRY-2-DRY ha elaborato i dati satellitari per stimare l’evaporazione del terreno e l’umidità del suolo. Per individuare l’effetto dell’evaporazione terrestre sulle condizioni atmosferiche e sulle successive precipitazioni, i dati satellitari sono stati uniti a nuovi modelli atmosferici. Questi modelli sono in grado di chiarire l’evoluzione giornaliera locale dello strato limite atmosfericoe quindi di stimare l’influenza dell’evaporazione e dell’umidità del suolo sulla temperatura e sull’umidità dell’aria. Fonte: Cordis PIÙ DONNE NELL’ECONOMIA BLU Finanziato dal fondo europeo EMFAF, che promuove lo sviluppo dell’economia che sfrutta le risorse marine, il progetto Winblue, coordinato dal CNR-IRPPS, ha lo scopo di evidenziare e rafforzare, a livello europeo, azioni e buone pratiche che agevolino l’inserimento femminile nelle attività economiche legate al mare, consentendo così il raggiungimento della parità di genere nel settore. Le attività di collaborazione tra i diversi partner e soggetti interessati sono focalizzate sui temi dell’economia circolare, lo sviluppo di biotecnologie e soluzioni avanzate per la tutela e il rispristino degli ecosistemi marini, la pesca, l’acquacoltura, il turismo sostenibile, l’energia rinnovabile in mare. Fonte: Cinea

Bandi PRIMA Il Partenariato per la Ricerca e l’Innovazione nell’Area Mediterranea (PRIMA) ha lanciato le nuove call che affrontano gli obiettivi strategici di ricerca e innovazione attraverso una risposta globale e interconnessa. L’integrazione dell’approccio “Nexus” mira a contribuire alla sicurezza e alla sostenibilità complessiva del settore nella regione del Mediterraneo. Le aree tematiche per il 2024 sono articolate in due sezioni : Research and Innovation Actions (RIA) e Innovation actions (IA). Scadenza: Fase 1 Sezione 1 (preproposal): 2 aprile 2024, Fase 2 sezione 1: 25 settembre 2024; Fase 1 Sezione 2 (preproposal): il 4 aprile 2024; Fase 2 sezione 2: 26 settembre 2024. Fonte: First INTERREG NEXT MED l 15 dicembre u.s. è stato pubblicato il primo invito a presentare proposte di finanziamento di progetti relativo al programma operativo Interreg NEXT MED. La missione del programma è quella di finanziare progetti di cooperazione che affrontino sfide socio-economiche, ambientali e di governance comuni a livello mediterraneo, come l’adozione di tecnologie avanzate, la competitività delle PMI e la creazione di posti di lavoro, l’efficienza energetica, la gestione delle risorse idriche, l’adattamento ai cambiamenti del clima, la transizione verso un’economia circolare ed efficiente delle risorse, l’istruzione e la formazione, l’assistenza sanitaria. Il programma ha definito tre tipologie di proposte: Progetti tematici, Progetti orientati ai giovani e Progetti di governance. La scadenza per la presentazione delle proposte di progetto è il 28 marzo 2024. Fonte: Interreg next med SUSTAINABLE BLUE ECONOMY PARTNERSHIP Il secondo bando transnazionale Sustainable Blue Economy Partnership (SBEP) mira alla realizzazione di progetti di ricerca e innovazione in una delle seguenti 4 aree prioritarie: 1. Digital Twins of the Oceans (DTO) at regional sub basin scale; 2. Blue economy sectors, development of marine multi-use infrastructures; 3. Planning and managing sea-uses at the regional level; 4. Blue Bioresources. Scadenza: 10 aprile 2024 pre proposal; 6 novembre 2024 full proposal. Fonte: SBEP COST BANDO 2024 OST ha pubblicato la Open Call 2024 che si chiuderà il 23 ottobre 2024. COST riunisce ricercatori e innovatori per sviluppare congiuntamente idee e iniziative in tutti i campi della scienza e della tecnologia attraverso la cooperazione in Europa. Incoraggia infatti approcci trans-, multi- e interdisciplinari, integrando ricercatori e innovatori provenienti da diversi campi e organizzazioni come università, centri di ricerca o aziende. Le priorità strategiche del bando sono: • promuovere e diffondere l’eccellenza; • promuovere la ricerca interdisciplinare per la scienza rivoluzionaria; • responsabilizzazione e fidelizzazione dei giovani ricercatori. Fonte: First ITALIA-FRANCIA MARITTIMO Il secondo avviso del programma Italia-Francia Marittimo 2021 - 2027 mira a sostenere la coesione economica e sociale dello spazio transfrontaliero, rafforzando la resilienza e la capacità di fronteggiare sfide cruciali. Il programma si concentra su diversi obiettivi, tra cui l’innovazione, la crescita economica, la protezione delle risorse naturali e culturali, la promozione della connettività territoriale e l’efficientizzazione del mercato del lavoro transfrontaliero. Per partecipare, è necessario scaricare tutta la documentazione richiesta dalla sezione dedicata e presentare il progetto attraverso la piattaforma online JEMS, previo accreditamento da parte del capofila. Scadenza: 30/05/2024. Fonte: Interreg-Marittimo

NUOVE LINEE GUIDA SUI RIFIUTI MARINI Lo European Commission Joint Research Centre, che co-presiede il Gruppo tecnico sui rifiuti marini (TGML) della Direttiva Quadro sulla Strategia per l’Ambiente Marino (MSFD) , ha appena pubblicato la nuova edizione della Guida al monitoraggio dei rifiuti marini nei mari europei, pubblicata per la prima volta nel 2013. La guida contiene raccomandazioni fondamentali per il campionamento, l’analisi e la registrazione dei rifiuti marini raccolti dai paesi dell’UE nell’ambito del programma di monitoraggio della MSFD. Lo scopo delle linee guida è rendere i dati comparabili tra tutti i paesi. La nuova guida sul monitoraggio dei rifiuti marini nei mari europei rappresenta, quindi, una pietra miliare nel miglioramento della salute e della pulizia dei nostri mari e oceani, ed è inclusa nel Repository OceanBestPracticesSystem: un archivio digitale permanente e ad accesso aperto delle migliori pratiche comunitarie inerenti alle scienze marine e alle relative applicazioni, gestito dall’International Oceanographic Data and Information Exchange Program of the UNESCO Intergovernmental Oceanographic Committee. Fonte: Ogs

IA, ENERGIA PULITA DALLE ACQUE REFLUE Immaginiamo che esista un dispositivo in grado di purificare le acque reflue e produrre una fonte di energia pulita e che questo dispositivo possa operare su scale dimensionali microscopiche e che per migliorarne il funzionamento si possa utilizzare un sistema di Intelligenza Artificiale che ne ottimizzi le performance. È quello che stanno facendo in Spagna i ricercatori dell’Institute of Chemical Research della Catalogna (ICIQ) che hanno progettato micromotori capaci di muoversi da soli purificando dall’urea le acque reflue, con un processo che crea un combustibile verde. I micromotori sono oggetti molto piccoli misurati in micron e capaci di muoversi da soli grazie a particolari reazioni chimiche e si sono dimostrati strumenti molto promettenti per condurre bonifiche ambientali grazie alla loro capacità di muoversi autonomamente e svolgere compiti specifici al livello di microscala. Il micromotore studiato in Spagna è strutturato come un tubicino fatto di silicio e biossido di manganese in cui delle reazioni chimiche causano l’emissione di bolle da un’estremità che agiscono come un minuscolo motore a reazione che mette in movimento il tubo. Fonte: Corriere tecnologia ALLUVIONI, L’ITALIA SPENDE PIÙ IN EMERGENZE Nel nuovo rapporto Città Clima 2023 Speciale Alluvioni di Legambiente, l’associazione ambientalista documenta negli ultimi 14 anni ben 684 allagamenti da piogge intense, 166 esondazioni fluviali e 86 frane sempre dovute a piogge intense, che rappresentano il 49,1% degli eventi totali registrati. Le regioni più colpite per allagamenti da piogge intense sono state: la Sicilia, seguita da Lazio, Lombardia, Emilia-Romagna, Campania e Puglia, Toscana. Per le esondazioni fluviali al primo posto la Lombardia, seguita dall’Emilia-Romagna e dalla Sicilia. Le frane da piogge intense, invece, hanno provocato danni in particolare in Lombardia, Liguria, Calabria e Sicilia. In Italia si sono spesi in media oltre 1,25 miliardi/ anno per la gestione delle emergenze, mentre dal 1999 al 2022, per la prevenzione del rischio, sono stati ultimati 7.993 lavori per un importo medio di 0,186 miliardi/anno, ovvero, si investe in prevenzione circa un settimo di quanto si spende per le emergenze. Secondo Legambiente è necessario rivedere le politiche territoriali tenendo conto di quattro priorità:1) approvare in via definitiva il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e individuare le linee di finanziamento stanziando adeguate risorse economiche; 2) approvare la legge sullo stop al consumo di suolo che il Paese aspetta da 11 anni. Occorre, poi, far rispettare il divieto di edificazione nelle aree a rischio idrogeologico e i vincoli già̀ presenti, riaprire i fossi e i fiumi tombati nel passato, recuperare la permeabilità del suolo attraverso la diffusione di Sistemi di drenaggio sostenibile (Suds) che sostituiscano l’asfalto e il cemento; 3) superare la logica dell’emergenza e degli interventi invasivi e non risolutivi; 4) costituire una regia unica, da parte delle Autorità di bacino distrettuale, attualmente marginalizzate. Fonte: Greenreport CLEARBOT PER LA SALVAGUARDIA DELLE ACQUE La conservazione dell’ambiente marino è diventata una priorità imprescindibile, vista l’escalation di problemi quali l’inquinamento da plastica, le fuoriuscite di petrolio e la proliferazione di specie invasive. In questo contesto si inserisce un progetto innovativo che segna un passo significativo verso la pulizia e il mantenimento delle acque: il Clearbot, una barca da lavoro alimentata a batteria, progettata per operare efficacemente nelle zone costiere e nelle acque interne congestionate. Si distingue per la sua versatilità e potenziale impatto ambientale. Le sue applicazioni spaziano dalla raccolta dei rifiuti galleggianti e il recupero di schiuma, alla risposta rapida in caso di fuoriuscite di petrolio. . Inoltre, Clearbot dimostra di essere uno strumento prezioso anche per combattere le infestazioni di giacinti d’acqua, eseguire indagini batimetriche e persino effettuare consegne di merci in aree difficilmente accessibili. L’elemento chiave che distingue Clearbot è l’uso dell’intelligenza artificiale per la navigazione autonoma e l’analisi post-elaborazione dei rifiuti raccolti. Questa tecnologia permette a Clearbot di identificare e classificare i rifiuti in modo efficiente, massimizzando l’impatto delle operazioni di pulizia. La combinazione di lidar e sensori garantisce inoltre una navigazione sicura e precisa, fondamentale per operare in acque congestionate o vicino a ostacoli. Fonte: Pesceinrete DISSALAZIONE, INNOVAZIONE MADE IN ITALY Un impianto di dissalazione con recupero energetico integrato, caratterizzato da costi contenuti e facilità di produzione. Questo l’obiettivo raggiunto da una nuova ricerca italiane del campo della desalinizzazione. La dissalazione è una delle tante soluzioni su cui gli scienziati stanno lavorando per fare fronte alla crescente richiesta globale di acqua, un bene prezioso e indispensabile alla vita che scarseggia sempre di più. L’acqua dolce rappresenta infatti circa il 2,5% del totale, la maggior parte inglobata in ghiacciai, calotte polari e acque sotterranee, di cui solo lo 0,008% è accessibile. Uno degli ultimi passi avanti in questa direzione è quello fatto da ENEA e SEKO, azienda italiana leader mondiale nel trattamento delle acque. Si tratta di un innovativo sistema di pompaggio ad alta pressione per impianti di dissalazione dell’acqua a osmosi inversa con recupero energetico integrato. Tra le tecnologie più diffuse c’è l’osmosi inversa, con cui si producono oltre 65 milioni di metri cubi di acqua potabile al giorno, pari a circa il 70% del volume di acqua desalinizzata complessiva. Fonte: Rinnovabili RIMUOVERE LE MICROPLASTICHE Le micro e nano plastiche sono uno dei principali problemi ambientali contemporanei. Tecniche come la centrifuga o la filtrazione non riescono a rimuovere le microplastiche dall’acqua in quantità sufficiente. Ci si potrebbe riuscire, però, utilizzando dei solventi ecologici innovativi sviluppati dai ricercatori del Martin-Gatton College of Agriculture, Food and Environment dell’Università del Kentucky, hanno utilizzato solventi eutettici naturali profondi (NADES) per catturare e rimuovere queste minuscole particelle di plastica dall’acqua. Questi solventi, derivati da fonti naturali come piante e noci di cocco, hanno agito come “magneti”, attraendo e trattenendo specificamente le particelle di plastica. Il tempo è stato anche relativamente breve. Le velocità di estrazione rientrano infatti tra i 12 e i 78 minuti. La metodologia offre un nuovo e efficace modo di pulire le acque dagli inquinanti plastici, presentando anche opportunità di riciclo. Sebbene la ricerca sia in fase di sviluppo, il team è ottimista riguardo alla scalabilità e all’applicazione in varie condizioni ambientali. Il prossimo passo sarà testare i solventi su scala più ampia e valutarne l’efficacia in diverse condizioni. Fonte: Rinnovabili OCEAN LITERACY Con questo termine internazionale promosso dalle Nazioni Unite specificamente per il decennio 2021-2030, l’Oceandecade focalizzato su programmi e azioni mirate a migliorare la gestione dell’oceano e delle sue tante risorse, si ribadisce l’importanza di aumentare la conoscenza sull’importanza che il mare ha per la nostra vita, di comprenderne appieno l’influenza che esercita su nostro benessere e di essere capaci di fare scelte informate e responsabili nel nostro rapporto con mari e oceani. Tutti devono sentirsi coinvolti nell’interscambio che ogni giorno si svolge tra l’uomo e l’oceano e, proprio per aumentare la nostra generale capacità di comprensione dello stato dell’oceano, l’UNESCO ha creato un portale dedicato all’Ocean Literacy a livello globale. La promozione di una maggiore conoscenza del rapporto multiforme che abbiamo con il pianeta blu, che ci fornisce l’ossigeno indispensabile alla nostra vita, cibo e molte altre risorse di fondamentale importanza economica e sociale, accresce la nostra responsabilità nei suoi confronti. Fonte: Revolve media

AUMENTARE LA RESILIENZA DELLE COSTE Una pubblicazione dell’associazione European Marine Board fornisce utili elementi di gestione integrata delle coste europee, finalizzati ad incrementare la capacità di resilenza dei nostri sistemi marino-costieri, minacciati da molteplici pressioni e dai loro svariati effetti combinati. Particolare rilievo viene dato alle nature-based- solutions, ovvero alle soluzioni offerte dalla stessa natura, nella protezione delle coste. La pubblicazione presenta anche tre interessanti casi-studio in cui è stato applicato questo approccio gestionale più sostenibile dal punto di vista ambientale. Di particolare interesse per il nostro paese quello che riguarda la laguna di Venezia. Fonte: Marineboard PIÙ DATI INFORMATIVI SULLE COSTE Un nuovo servizio fornito dal programma dell’Unione Europea Copernicus consente di usufruire di dettagliate osservazioni satellitari sulla caratterizzazione delle coste europee e sui possibili impatti afferenti a questo ambiente che si interfaccia tra la terra e il mare. Il nuovo portale Coastal-hub ,voluto dalla Commissione europea e gestito dal servizio marino di Copernicus CMEMS, consente di navigare tra differenti prodotti e aspetti delle aree costiere europee che includono tra le zone e i campi di interesse tutte le possibili interazioni tra il territorio costiero degli Stati membri e le loro acque marine. Fonte: Copernicus DOCUMENTI DI VISIONE DELL’OCEAN DECADE Dieci specifici gruppi di lavoro, focalizzati sulle altrettante sfide, rappresentate da una corretta gestione dell’oceano promossa dall’ Obiettivo 14 dell’Agenda ONU per lo sviluppo sostenibile, hanno lavorato alla redazione di alcuni documenti che verranno presentati alla conferenza sull’Ocean Decade che si terrà a Barcellona dal 10 al 12 aprile prossimi. Questi documenti intendono presentare la visione elaborata congiuntamente da ricercatori, esperti e vari attori sul tema trattato nell’ambito delle scienze marine, al fine di evidenziare lacune di conoscenza, priorità di azione e misure strategiche che devono essere adottate per riuscire a conseguire l’obiettivo fissato per lo sviluppo sostenibile di mari e oceani. Fonte: Oceandecade CICLO DEL CARBONIO MARINO L’Istituto per le Scienze Marine (Ismar) del CNR e il Geomar Helmholtz Centre for Ocean Research di Kiel hanno recentemente condotto uno studio che offre nuove intuizioni sul ciclo del carbonio marino. L’indagine ha analizzato il ruolo della circolazione oceanica nella “pompa biologica del carbonio”, un meccanismo vitale per ridurre i livelli di CO2 atmosferica. Per comprendere appieno questo processo è essenziale considerare non solo la quantità di CO2 immagazzinata nelle profondità marine, ma anche quanto ritorna in atmosfera a causa della circolazione oceanica. Questa scoperta sfida l’idea convenzionale che collega direttamente la produzione biologica e l’accumulo di CO2 nell’oceano profondo. La circolazione oceanica è fondamentale per determinare la quantità di CO2 che può essere isolata a lungo termine dall’atmosfera. Le variazioni in questa circolazione contribuiscono all’aumento del meccanismo della pompa biologica del carbonio. Tuttavia, l’effetto di questo meccanismo nel contrastare l’aumento della CO2 atmosferica è limitato rispetto alle emissioni antropogeniche da combustibili fossili. Lo studio fornisce uno sguardo approfondito su questa dinamica fondamentale, aprendo la strada a ulteriori ricerche sull’importante ruolo che gli oceani svolgono nel mitigare il cambiamento climatico. Per maggiori dettagli sullo studio, si rimanda al seguente link. Fonte: Research Italy DIRETTIVA EUROPEA CONTRO LA CRIMINALITÀ AMBIENTALE L’Europarlamento ha approvato in via definitiva nuove misure e sanzioni per contrastare la criminalità ambientale e ha individuato nuovi reati. La criminalità ambientale è la quarta attività criminale al mondo e una delle principali fonti di reddito per la criminalità organizzata insieme al traffico di droga, armi e alla tratta di esseri umani. La nuova direttiva, concordata con il Consiglio il 16 novembre 2023, individua nuovi reati come il commercio illegale di legname, l’esaurimento delle risorse idriche, le gravi violazioni della legislazione dell’UE in materia di sostanze chimiche, e l’inquinamento provocato dalle navi. I parlamentari hanno voluto inserire nel testo anche i cosiddetti “reati qualificati”, vale a dire quelli che portano alla distruzione di un ecosistema e sono quindi paragonabili all’ecocidio (ad esempio gli incendi boschivi su vasta scala o l’inquinamento diffuso di aria, acqua e suolo). I reati ambientali commessi da persone fisiche e rappresentanti d’impresa saranno punibili con la reclusione, a seconda della durata, della gravità o della reversibilità del danno. Per i cosiddetti reati qualificati, il massimo è di 8 anni di reclusione, per quelli che causano la morte di una persona 10 anni e per tutti gli altri 5 anni. Tutti i trasgressori saranno tenuti a risarcire il danno causato e ripristinare l’ambiente danneggiato, oltre a possibili sanzioni pecuniarie. Per le imprese l’importo dipenderà dalla natura del reato: potrà essere pari al 3 o 5% del fatturato mondiale annuo o, in alternativa, a 24 o 40 milioni di euro. Gli Stati membri potranno anche decidere se perseguire i reati commessi al di fuori del loro territorio. Fonte: Fondazione Sviluppo Sostenibile VALUTAZIONE EX-POST DI HORIZON 2020 La Commissione europea ha reso pubblico il rapporto finale sulla valutazione ex-post di Horizon 2020, l’ottavo programma di ricerca e innovazione dell’UE, attivo dal 2014 al 2020 con un budget di 75,6 miliardi di euro. L’ampia consultazione pubblica ha raccolto quasi 2000 risposte da beneficiari di progetti, autorità nazionali e organismi di attuazione. Horizon 2020 ha finanziato oltre 35.000 progetti in sette anni, giocando un ruolo cruciale nella lotta al cambiamento climatico e promuovendo lo sviluppo sostenibile. Il programma ha contribuito a diversificare le competenze dei ricercatori, sostenendo la mobilità di quasi 50.000 di loro. Nonostante i successi, la valutazione ha individuato aree di miglioramento, tra cui l’espansione della partecipazione, la semplificazione degli oneri amministrativi e il potenziamento del sostegno alle donne. I risultati influenzeranno l’attuazione di Horizon Europee lo sviluppo delle future politiche comunitarie per la ricerca e l’innovazione. Fonte: Research Italy POLITICA DI COESIONE, SINTESI 2023 La Commissione europea ha pubblicatolo scorso gennaio la relazione di sintesi 2023 sull’attuazione dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE), che illustra alcuni dei risultati generali conseguiti dai fondi SIE alla fine del 2022. Questi fondi sono i principali strumenti finanziari della politica di coesione, che sostengono gli investimenti per lo sviluppo regionale nel periodo di programmazione 2014-2020. La relazione mostra l’ampia gamma di sostegno disponibile attraverso i diversi programmi per il periodo 2014-2020 e il loro impatto diretto e positivo sulle regioni, sulle imprese e, in primo luogo, sulle persone, che sono al centro dei fondi S L I a E r . elazione presenta i risultati conseguiti dai fondi SIE entro la fine del 2022: • hanno sostenuto oltre 5 milioni di imprese; • hanno aiutato 64.5 milioni di persone a trovare un lavoro, a promuovere l’inclusione sociale e le competenze attraverso la formazione; • miglioramento dei servizi sanitari per oltre 63 milioni di persone; • aumento della capacità di produzione di energia proveniente da fonti rinnovabili di oltre 6 000 MW (equivalente a circa 2 400 turbine eoliche); • hanno migliorato la prestazione energetica di oltre 550 000 famiglie; • hanno protetto 17 milioni di persone dalle inondazioni e 15 milioni di persone dagli incendi boschivi; • hanno sostenuto oltre 2.8 milioni di progetti nel settore agricolo e nelle zone rurali; • hanno mantenuto oltre 48 000 posti di lavoro e creato oltre 6 500 nuovi posti di lavoro nel settore della pesca e dell’acquacoltura. Fonte: Europa

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