Newsletter ISPRA n. 291 - Anno 2026
Sfide ambientali e competitività: gli strumenti ISPRA per imprese, finanza e mondo assicurativo
Roma, 26 febbraio
I fattori ambientali, sociali e di governance entrano a pieno titolo nei processi di valutazione del rischio e di concessione del credito da parte degli istituti finanziari. Misurare l'impatto ambientale in modo trasparente, quantificare le emissioni lungo l'intera catena del valore e comunicare i risultati in maniera credibile diventeranno requisiti indispensabili per competere sui mercati. Questo, in concreto, per le imprese comporta: richieste più strutturate di informazioni sulla finanza sostenibile, maggiore attenzione a rischi climatici e alle sfide della transizione ecologica, impatti sull’apertura di rapporti bancari e assicurativi e sulle condizioni di finanziamento e risarcimento. Finanza, economia e ambiente sono sempre più strettamente connessi come attestano le nuove linee guida dell’EBA (European Banking Authority) e la Direttiva Europea sulla Rendicontazione della Sostenibilità delle Imprese (CSRD), con cui le imprese italiane sono chiamate ad un cambio di paradigma nella rendicontazione di sostenibilità.
Lotti 2026: cento anni di ricerche geologiche in Umbria
Spoleto, 18-20 febbraio
A cento anni dalla pubblicazione della “Descrizione Geologica dell’Umbria” da parte di Bernardino Lotti, il convegno “Lotti 2026: cento anni di ricerche geologiche in Umbria”, che si terrà a Spoleto dal 18 al 20 febbraio 2026, si propone di ricostruire l’evoluzione delle conoscenze geologiche sulla regione umbro-marchigiana e sottolineare gli sviluppi più recenti e i problemi che richiedono ulteriori approfondimenti. L’Umbria, infatti, è stata e rimane una palestra di geologia, e da qui sono partite ricerche che hanno sviluppato temi di interesse generale, anche a scala globale.
Opere di difesa rigide e costa, un passo avanti nella conoscenza: pubblicato il geodatabase ISPRA
L’Italia oggi ha quasi un quinto della costa interessato dalla presenza di opere rigide di difesa: al 2020 si trattava di più di 1.500 km di costa, pari al 18%, con una crescita sui dati del 2000 del 27%, oltre 200 km di costa. La Calabria, più di altre Regioni, ha visto crescere la costa interessata da queste strutture del 66%. Dal 2020 ad oggi, seguendo lo stesso trend, si aggiungerebbero circa ulteriori 50 km circa. I cambiamenti climatici hanno portato ad un aumento della frequenza e dell’intensità dei fenomeni meteorologici estremi, come cicloni mediterranei e mareggiate; l’innalzamento del livello del mare e le alterazioni dei regimi di vento e delle correnti amplificano l’energia delle onde, accelerando i processi di erosione costiera e aumentando la vulnerabilità delle coste già fragili. In questo contesto, episodi come il ciclone Harry, che si è recentemente abbattuto sulle coste di Sicilia, Calabria e Sardegna, non sono più eventi isolati, ma segnali di una tendenza strutturale che si aggiunge agli effetti di alcune attività umane e richiede strategie di adattamento e gestione costiera sempre più integrate e basate su evidenze scientifiche.
Dronitaly 2026
Bologna, 11-13 marzo
Dronitaly, giunta alla sua undicesima edizione, si conferma l’appuntamento di riferimento per la community dei droni professionali. Con la partecipazione di aziende leader, italiane ed estere, la manifestazione rappresenta una piattaforma strategica per favorire l’incontro tra operatori, istituzioni e stakeholder di settore. L'evento esplorerà le nuove frontiere del monitoraggio ambientale, con esempi applicativi dell’uso dei droni per l’acquisizione e gestione di informazioni a supporto dei processi decisionali istituzionali, seguendo la filiera operativa, dalla gestione delle procedure, al rilievo, all’elaborazione del dato e alla restituzione del prodotto informativo. ISPRA e SNPA organizzano l'11 e 12 marzo il convegno “I nuovi 'occhi' del monitoraggio ambientale: come l’innovazione tecnologica supporta le attività istituzionali di osservazione della Terra” articolato in due sessioni.
Nuovo avvistamento di caravella portoghese (Physalia physalis) a Favignana
Un nuovo avvistamento di caravella portoghese (Physalia physalis) è stato segnalato sull’isola di Favignana da un cittadino locale, che ha prontamente informato l’Area Marina Protetta Isole Egadi. L’AMP ha immediatamente allertato i ricercatori di ISPRA, avviando la procedura di recupero e conservazione degli organismi per le analisi scientifiche. La caravella portoghese è un idrozoo coloniale di origine atlantica, che può raggiungere il Mediterraneo attraverso lo Stretto di Gibilterra trasportato dalle correnti. In Italia le segnalazioni più frequenti provengono da Sardegna, isole Pelagie e costa messinese. La specie è facilmente riconoscibile grazie allo pneumatoforo, la struttura galleggiante visibile in superficie, ma presenta anche lunghi tentacoli altamente urticanti. Per questo è fondamentale evitarne il contatto e segnalare eventuali avvistamenti alle AMP locali o alla e-mail dedicata alien@isprambiente.it con documentazione fotografica o video.
ISPRA premiato al Contest PA OK! per l’innovazione gestionale
Il progetto di ISPRA “Innovare la PA attraverso la conoscenza – Il Bilancio di Sostenibilità come piattaforma per formare, misurare e generare valore pubblico” è stato premiato nell’ambito del Contest nazionale PA OK! – Insieme per creare valore pubblico, promosso dal Dipartimento della Funzione Pubblica e realizzato da Formez PA nell’ambito del PNRR (Missione 1). Nel corso dell’evento di premiazione, svoltosi il 29 gennaio 2026 a Roma, ISPRA ha ottenuto la menzione speciale “Eccellenza per i cittadini” per l’area Innovazione gestionale, risultando il progetto più votato dai cittadini nell’area, e la menzione “Finalista Premio PA OK!”, a seguito della selezione tra 275 progetti candidati, collocandosi tra i primi 10 progetti dell’area Innovazione gestionale (modernizzazione, gestione del personale, miglioramento organizzativo).
Da Niscemi al quadro nazionale delle frane: il contributo di ISPRA tra dati e mappe
Con un fronte lungo 4 chilometri e un abbassamento del terreno di decine di metri lungo la corona, la frana di scivolamento che ha colpito Niscemi in Sicilia lo scorso 25 gennaio, sta interessando il centro abitato in prossimità del quartiere Sante Croci e la strada provinciale SP10. L’abitato di Niscemi sorge su un pianoro delimitato, in prossimità e a margine dell’abitato, da una scarpata. I terreni affioranti sono costituiti da sabbie con livelli di arenaria, poggianti su argille. La zona di Sante Croci è già stata colpita il 12 ottobre 1997 da una frana di vaste proporzioni. Il comune di Niscemi è storicamente interessato da dissesti franosi, così come riportato dall’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI), che contiene ad oggi oltre 684.000 frane sul territorio nazionale. I geologi della Regione Siciliana - Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia - sono impegnati nei sopralluoghi per procedere alla mappatura della frana di Niscemi, per l’aggiornamento dell’Inventario IFFI e del Piano di Assetto Idrogeologico (PAI).
Pubblicato il Rapporto "Le reti ecologiche negli strumenti di pianificazione territoriale regionale. Rapporto 2025"
Il Rapporto riporta e sistematizza gli esiti dell’attività di ricognizione e di costruzione dell’attuale stato dell’arte sull’implementazione delle Reti Ecologiche negli strumenti e norme pianificatorie delle Regioni e delle Province Autonome italiane. Tale ricognizione rappresenta il primo risultato dell’attività intrapresa da ISPRA, con il supporto di un ampio gruppo portatori di interesse a livello nazionale, sul tema delle Reti Ecologiche in attuazione all’obiettivo 3 della Strategia Nazionale della Biodiversità 2030. A più di vent’anni dalla pubblicazione delle Linee Guida APAT del 2003 Gestione delle aree di collegamento ecologico funzionale , ISPRA ha, infatti, avviato la necessaria attività di aggiornamento del documento per l’implementazione della connettività ecologica territoriale, non solo alla luce dell’evoluzione del quadro strategico e normativo di riferimento, ma anche in considerazione di nuove sfide globali, in primis i cambiamenti climatici, e di nuovi approcci all’identificazione e all’implementazione delle RE.
Corso per piloti ROV destinato ad alcune delle Aree Marine Protette nell'ambito del Progetto DigitAP
Nell’ambito del progetto DigitAP, si è concluso il 13 febbraio una delle sessioni di formazione tecnica per piloti ROV. Il corso, rivolto alle Aree Marine Protette e gestito dagli operatori economici specializzati vincitori della gara, garantisce la piena operatività delle strumentazioni consegnate per la tutela dei nostri mari.
Il 27 febbraio si terrà il nuovo training di Copernicus Land Monitoring Service: Bio-geophysical Variables a scala europea
Il Copernicus Land Monitoring Service (CLMS) lancia un nuovo training focalizzato sui prodotti Bio-geophysical Variables a scala europea, con un approfondimento particolare su HR-VPP, Corpi idrici, Neve e il dataset EU-Hydro. Il percorso formativo, organizzato dall’ISPRA nell’ambito del National Collaboration Programme (NCP), vedrà la partecipazione di esperti dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA).
IPBES – Imprese e Biodiversità: verso un cambiamento trasformativo
È stato adottato nella dodicesima plenaria dell’ IPBES (3-8 febbraio a Manchester) il rapporto metodologico globale “ Business and Biodiversity ”, per valutare l’impatto e la dipendenza delle imprese dalla biodiversità e il contributo della natura alle persone. Hanno partecipato alla sessione anche funzionari del MASE e dell’ISPRA. Il Business and Biodiversity Report mostra come tutte le imprese dipendano dalla biodiversità e contribuiscano al suo declino, ma indica anche oltre cento azioni concrete per trasformare rischi sistemici in opportunità di cambiamento.
Voce all’Ambiente
Voce all’Ambiente è la serie podcast composta da sei appuntamenti settimanali in onda su Roma Tre Radio e disponibile su Spotify. Con un taglio divulgativo e informale, il podcast dà voce alle ricercatrici e ai ricercatori di ISPRA, che raccontano risultati scientifici, nuove normative e prospettive future su alcuni temi ambientali. Il progetto, ideato da Alessandra Casali con il contributo di Chiara Bolognini (ISPRA), Marta Perrotta e Oriella Esposito (Università Roma Tre) e con il supporto alla post-produzione di Alessandro Saviantoni ed Emanuela Favata, nasce all’interno del Master in Comunicazione della Scienza e della Ricerca Scientifica (ComRiS) dell’Università Roma Tre.











