L'andamento delle emissioni
Nel contesto delle strategie e degli strumenti adottati per contrastare i cambiamenti climatici, il monitoraggio delle emissioni di gas a effetto serra riveste un’importanza centrale. Le emissioni totali di gas serra in Italia, espresse in CO2 equivalente e al netto del settore LULUCF, si sono ridotte del 30.2% tra il 1990 e il 2024. Questo calo, particolarmente evidente a partire dal 2008, è attribuibile sia alla contrazione dei consumi energetici e della produzione industriale dovuta alla crisi economica e alla delocalizzazione di alcune attività produttive, sia alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili (in particolare idroelettrico ed eolico), al miglioramento dell’efficienza energetica e alla progressiva sostituzione dei combustibili più emissivi con altri a minor contenuto di carbonio. Negli anni più recenti, l’andamento delle emissioni è stato fortemente influenzato dalla pandemia e dalla successiva ripresa economica. Nel 2024 si registra una diminuzione, particolarmente significativa nelle industrie energetiche e manifatturiere, riconducibile a diversi fattori, tra cui la transizione energetica, l'aumento dei costi dell'energia e il miglioramento dell'efficienza nei processi produttivi. Le emissioni tendenziali di gas serra per il 2025 si prevedono in leggero aumento, a causa di un maggior consumo di gas naturale per la produzione di energia elettrica, legato anche a una riduzione della produzione idroelettrica. Come previsto dalla strategia di decarbonizzazione, si registra un sensibile calo delle emissioni legate ai consumi di carbone per la produzione di energia.
Tra il 1990 e il 2024, in Italia sono diminuite da 520 a 363 milioni di tonnellate di CO₂ equivalente. Questa riduzione è dovuta principalmente al calo delle emissioni di CO₂, che rappresentano l'82.4% del totale e che, nel 2024, risultano inferiori del 31.9% rispetto ai livelli del 1990.
Le categorie emissive del settore Energia contribuiscono con l’81.0% alle emissioni totali di gas serra nel 2024, come mostrato in figura seguente. Responsabili di circa la metà delle emissioni nazionali di gas climalteranti sono le categorie dei trasporti (31.2% del totale nazionale) e del residenziale (18.4%); un contributo importante alle emissioni totali è inoltre rappresentato dalla produzione di energia (17.6%) e dell’industria manufatturiera (12.7%). Il settore Agricoltura e le categorie emissive dei Processi industriali ed uso di altri prodotti (IPPU) sono responsabili del 7.7% e 5.5%, rispettivamente, mentre il settore Rifiuti contribuisce al restante 5.5% alle emissioni totali.
Emissioni nazionali di gas climalteranti nel 2024 per categorie settoriali (proporzione stimata in base al contributo in CO2 equivalente)
Il contributo maggiore nelle emissioni di gas serra è imputabile alla CO2, seguita dal CH4, dal N2O e dagli F-gas. Il contributo di questi gas alle emissioni totali è variato nel periodo 1990-2024.
Emissioni nazionali di gas climalteranti dal 1990 al 2024 per gas (escluso LULUCF)

È interessante osservare come il settore dei trasporti, in cui oltre il 90% delle emissioni proviene dal trasporto stradale, abbia registrato un incremento di quasi il 10.2% dal 1990, mentre tutti gli altri settori economici mostrano significative riduzioni, ad eccezione del comparto dei rifiuti, che contribuisce per circa il 5.5% al totale nazionale. La diminuzione delle emissioni di CO₂ è attribuibile principalmente alla contrazione delle emissioni nelle industrie energetiche, manifatturiere e nelle costruzioni. Tra il 1990 e il 2024, infatti, le emissioni delle industrie energetiche si sono ridotte del 53.6%, mentre quelle delle industrie manifatturiere e delle costruzioni hanno registrato un calo del 49.9%.
Variazione percentuale delle categorie emissive 2024 vs 1990

L’andamento delle emissioni da combustione non industriale è trainato dalla variazione climatica annua mentre le emissioni da processi industriali sono diminuite del 40.5% principalmente per la diminuzione della produzione di cemento.
Principali attività dell'ISPRA
Come previsto dalla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) per tutti i Paesi industrializzati, in linea con gli impegni dell’Accordo di Parigi, e con gli obblighi europei (Regolamento Governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima) l’Italia compila, trasmette agli organismi europei ed internazionali, e pubblica annualmente l’inventario nazionale dei gas serra. L’ISPRA elabora e trasmette i Common Reporting Tables (CRT), tabelle dei gas serra con serie storica, dal 1990, dei dati di attività, dei fattori di emissione e emissioni/assorbimenti, per i settori produttivi e LULUCF, e documenta in uno specifico rapporto, il National Inventory Document (NID), le metodologie di stima utilizzate, unitamente ad una spiegazione degli andamenti osservati.
A tal fine è stato istituito il Sistema Nazionale per l’inventario delle emissioni di gas serra descritto nella figura seguente:

Dati e informazioni sono disponibili al link: https://emissioni.sina.isprambiente.it/inventario-nazionale/