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Abbattimento di lupi nel Parco Nazionale d’Abruzzo

ISPRA: Ferma condanna. Serve un’alleanza per salute ecosistemi. Stop a ogni deriva illegale

In merito alla recente vicenda dell’uccisione di alcuni esemplari di lupo nel Parco d’Abruzzo, molto probabilmente per avvelenamento, ISPRA esprime la più ferma e netta condanna per quanto accaduto. Si tratta di un gesto gravissimo, che colpisce una specie simbolo della biodiversità italiana e mette in discussione gli importanti risultati raggiunti negli ultimi decenni in termini di tutela e conservazione. In attesa della conferma ufficiale sulla modalità utilizzata per l’uccisione degli animali, ISPRA ribadisce che la diffusione di esche avvelenate rappresenta un rischio concreto per altre specie selvatiche protette, per la fauna selvatica in generale e per gli animali domestici, oltre che per la pubblica sicurezza. 

È necessario isolare con determinazione comportamenti illegali e irresponsabili, così come ogni forma di istigazione e radicalizzazione del confronto, sui social e nei territori, che rischia di compromettere un dialogo serio e costruttivo e di vanificare gli sforzi di gestione responsabile della fauna selvatica.

La questione investe direttamente la salute degli ecosistemi e la qualità dell’ambiente, e richiede un approccio integrato fondato su responsabilità condivise, conoscenza scientifica e rispetto delle regole.

ISPRA ribadisce la propria piena disponibilità a collaborare con tutti i soggetti coinvolti – istituzioni, enti territoriali, mondo agricolo e zootecnico, associazioni e comunità locali – per rafforzare le misure di prevenzione, migliorare gli strumenti di gestione e promuovere soluzioni efficaci e sostenibili. Nel rigoroso rispetto delle normative nazionali ed europee e dei principi di tutela della biodiversità, gli interventi di gestione della specie possono essere presi in considerazione esclusivamente in presenza di condizioni di comprovata criticità, sulla base di evidenze scientifiche e nell’ambito di piani autorizzati e controllati.

Per questo, ISPRA propone la costruzione di una vera alleanza tra tutti gli attori, capace di coniugare tutela della fauna, sicurezza dei territori e rispetto delle comunità. 

Dichiarazione della presidente ISPRA e SNPA Maria Alessandra Gallone:

“Quanto accaduto nel Parco d’Abruzzo è intollerabile e va condannato senza esitazioni. Non possiamo consentire scorciatoie illegali che mettono a rischio non solo una specie protetta, ma l’equilibrio stesso dei nostri ecosistemi e la sicurezza dei territori. Come ISPRA mettiamo a disposizione delle istituzioni e delle comunità il nostro patrimonio di dati, competenze e capacità di analisi per sostenere scelte fondate sulla scienza e non su valutazioni arbitrarie pericolose e illegali.

Allo stesso tempo, è necessario uscire da una logica di conflitto permanente: la gestione della fauna selvatica richiede equilibrio, responsabilità e strumenti adeguati. Nei casi di effettiva e comprovata necessità, interventi mirati possono essere valutati, ma solo all’interno di percorsi rigorosi, autorizzati e controllati. 

La vera risposta è costruire un’alleanza forte e leale tra istituzioni, mondo agricolo e zootecnico, comunità locali e sistema scientifico. Perché la tutela della biodiversità, la sicurezza delle persone e la qualità della convivenza tra uomo e natura sono parte della stessa sfida, e si vincono solo insieme”. 

Piero Genovesi, Responsabile Gestione della fauna selvatica di ISPRA: “L'uccisione di 18 lupi in diverse località del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, è di una gravità inaudita e rischia di vanificare gli sforzi dell’ISPRA, dei Ministeri, delle Aree protette, di amministratori e comunità locali per costruire un equilibrio possibile tra attività umane e grandi predatori. I nostri ricercatori stanno raccogliendo ed analizzando tutti i dati disponibili per fornire una base conoscitiva aggiornata ai decisori e ai carabinieri forestali chiamati a reagire a questo vile attacco."

Comunicato stampa