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Lo stato di severità idrica a scala nazionaleUltimo aggiornamento: 11/07/2026 Lo stato di severità idrica a scala nazionale qui riportato è ottenuto sulla base delle risultanze delle riunioni degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici e degli aggiornamenti comunicati dalle Autorità di Bacino Distrettuale, che coordinano gli Osservatori. Gli Osservatori sono stati istituiti, a partire dal 2016, nei sette Distretti idrografici in cui è ripartito il territorio nazionale, e costituiscono misura del Piano di Gestione delle Acque, ai sensi della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE. Gli Osservatori si configurano, pertanto, come strumento a supporto del governo integrato dell’acqua e forniscono gli indirizzi per la regolamentazione dei prelievi e degli usi e delle possibili compensazioni, in particolar modo in occasione di eventi di siccità e/o di scarsità idrica. A seguito dell'emanazione del c.d. decreto siccità D.L. 39/2023 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2023) e della sua successiva conversione in legge, con la legge 13 giugno 2023, n. 68 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 136 del 13 giugno 2023), l'Osservatorio diviene organo dell'Autorità di Bacino Distrettuale, ai sensi dell'art. 63, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 (c.d. T.U. Ambientale), e opera sulla base degli indirizzi adottati ai sensi dell'art. 63, commi 2 e 5 dello stesso decreto legislativo. Le attività degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici fanno riferimento alle situazioni corrispondenti a diversi scenari di severità idrica così individuati:
Sulla base delle riunioni ultime degli Osservatori e dei successivi aggiornamenti, la situazione sullo stato di severità idrica a scala nazionale al 11/07/2026 è quella riportata nella seguente figura, ottenuta considerando la situazione media in ciascun Distretto idrografico, così come riportata dall'Osservatorio. Trattandosi di situazioni medie a livello distrettuale, si sottolinea la possibilità che ci siano anche aree all'interno dei singoli Distretti idrografici con uno stato di severità idrica differente (inferiore o superiore rispetto a quello del Distretto). Pertanto, è sempre necessario fare riferimento ai Bollettini dei singoli Osservatori e alle sintesi sotto riportate per una panoramica completa della situazione nei singoli Distretti idrografici. È, inoltre, possibile visionare e scaricare le precedenti situazioni di severità idrica consultando l'Archivio posto in calce. A completamento del quadro delineato dai Bollettini, è riportata la Sintesi condivisa del Gruppo tecnico per le previsioni mensili e stagionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile e riunitosi in data 20/05/2026. Le sintesi relative allo stato di severità idrica per ciascun Osservatorio distrettuale sono a cura della corrispondente Autorità di Bacino Distrettuale, che ne coordina le attività. La gestione della pagina web è a cura dell'ISPRA ed è effettuata nell'ambito delle attività del Comitato tecnico di coordinamento nazionale degli Osservatori, istituito, sempre a partire dal 2016, sotto il coordinamento dell'attuale Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Comitato ha il compito di promuovere l’armonizzazione su tutto il territorio nazionale dei criteri da adottare per l’individuazione e la raccolta dei dati necessari alla gestione delle risorse idriche, per il monitoraggio degli eventi di siccità e scarsità idrica e per la determinazione dei livelli di severità idrica, basati su dati ufficiali e valutazioni solide e coerenti con le valutazioni effettuate dagli enti territoriali afferenti agli stessi Osservatori.
Osservatorio del Distretto idrografico delle Alpi OrientaliStato severità BASSA – Bollettino n. 6/2026 del 30/06/2026 (in corso di pubblicazione) e aggiornamento del 10/07/2026 Nell'ambito della sesta seduta tenutasi in data 30 giugno u.s., l'Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici, sulla base dell'evoluzione meteo-climatica e di disponibilità della risorsa idrica, ha confermato il livello il livello di severità idrica BASSO per il territorio distrettuale ad eccezione del territorio del Friuli Venezia Giulia, in relazione al perdurare di trend peggiorativi dei livelli freatimetrici e delle portate. Ha ritenuto invece di assegnare un livello di severità idrica MEDIO per il territorio distrettuale ricompreso nella Regione Friuli Venezia Giulia, nella considerazione che in quel territorio non solo si riscontrano trend peggiorativi dei livelli freatimetrici e delle portate ma si rilevano modesti volumi di risorsa idrica disponibile nei serbatoi montani. Alla luce di quanto evidenziato, l'Osservatorio ha disposto di confermare l'adozione di una strategia per l'uso parsimonioso e sostenibile delle risorse, come già disposto nella precedente delibera. Per il solo territorio regionale del Friuli Venezia Giulia, tenuto conto della scarsa disponibilità idrica nei serbatoi montani, ha disposto la temporanea e generalizzata riduzione dei prelievi irrigui nella misura del 25% rispetto al valore di concessione. Ha evidenziato inoltre che l'attuale condizione di perdurante sofferenza idrica e l'evoluzione dei trend verso valori peggiorativi richiede una intensificazione delle attività di monitoraggio e una più attenta vigilanza, anche alla luce della già manifesta situazione di rischio con particolare riguardo agli utilizzi idropotabili. In ragione di tale quadro l'Osservatorio ha concordato di procedere alla convocazione di una seduta più ravvicinata entro la prima metà del mese di luglio. Aggiornamento del 10/07/2026L'aggiornamento settimanale conferma la situazione a livello distrettuale di uno stato di severità BASSA, ad eccezione del Friuli Venezia Giulia in severità idrica MEDIA; è consultabile
al link disponibile qui
il report completo riportante i dati che si riferiscono:
Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico del Fiume PoStato severità MEDIA in assenza di precipitazioni – Bollettino ordinario n. 6/2026 Seduta del 10/07/2026Nel corso dei prossimi giorni il Distretto idrografico del Fiume Po sarà ancora caratterizzato da condizioni in generale stabili con temperature oltre la media tipica del periodo, interrotte soltanto da locali eventi temporaleschi previsti prevalentemente tra venerdì 10 luglio e sabato 11 luglio. Lungo l'asta del fiume Po, in tutte le sezioni considerate, è attesa un'ulteriore graduale riduzione dei valori di portata, meno marcata nella sezione di Piacenza. Durante il mese di giugno sono state registrate temperature notevolmente superiori rispetto alla norma, talvolta anche prossime ai massimi storici, che, oltre a determinare la pressoché completa fusione della neve anche ad alta quota, hanno aggravato progressivamente la condizione di deficit idrico, intensificando notevolmente il fenomeno dell'evapotraspirazione. Anche i primi giorni di luglio hanno registrato temperature oltre la media, seppur con anomalie positive meno marcate rispetto a quanto osservato durante lo scorso mese. In termini di precipitazioni, soltanto la Lombardia ha osservato a giugno valori anche superiori alle medie tipiche del periodo; tuttavia, tali eventi temporaleschi, talvolta intensi, hanno avuto uno sviluppo areale prevalentemente localizzato, limitando il beneficio dal punto di vista della disponibilità idrica. Anche nei primi giorni di luglio le precipitazioni sono state scarse, e ancora una volta localizzate in specifici areali. Persistono le criticità nei corsi d'acqua del Distretto, specialmente per quanto riguarda il territorio piemontese, che non avendo beneficiato di consistenti afflussi, hanno visto una progressiva riduzione delle portate transitanti, raggiungendo nei primi giorni di luglio valori di portata media diffusamente inferiori alla corrispondente portata caratteristica di magra (Q355) e facendo riscontrare dunque criticità su tutti i bacini idrografici regionali. Prosegue il rapido decremento dei volumi stoccati nei Grandi Laghi, che in circa una settimana hanno visto una riduzione della percentuale di riempimento pari al –17% per quanto riguarda il Lago Maggiore, –15% per il Lago di Como, –18% per quanto concerne il Lago d'Iseo, –8% per il Lago d'Idro e –5% per il Lago di Garda; quest'ultimo continua a presentare condizioni meno critiche, disponendo di una risorsa stoccata di poco inferiore rispetto alla media del periodo. Continua ad essere particolarmente delicata la situazione nel territorio del Delta, dove al 5 luglio, data durante la quale è stata calcolata una portata media alla sezione idrometrica di Pontelagoscuro pari a 344 m3/s, è stata stimata tramite modello speditivo una risalita dell'intrusione salina nei rami di Pila/Venezia e Goro compresa rispettivamente tra i 18 e i 20 chilometri e tra i 20 e i 22 chilometri dalla foce, causando difficoltà sempre più marcate nei prelievi. Per quanto concerne i prelievi ad uso irriguo, al 30 giugno, sulla base dei dati disponibili condivisi da ANBI Piemonte, ANBI Lombardia e ANBI Emilia-Romagna, la percentuale di volume d'acqua effettivamente prelevata rispetto al volume massimo concesso è stata pari al 78% circa. Alla luce di quanto sopra evidenziato, a seguito della seduta del 10 luglio c.a. dell'Osservatorio, dove sono stati condivisi e commentati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale viene confermata MEDIA in assenza di precipitazioni. Data l'attuale condizione di severità idrica l'Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici del Distretto del Po, a tutela del bilancio
idrico e del DMV/DE del bacino del fiume Po, ferme restando le
condizioni di cui alla Deliberazione n. 4 del 14 dicembre 2017 della
Conferenza Istituzionale Permanente dell'Autorità di Bacino
Distrettuale del Fiume Po nonché delle condizioni di cui al Decreto
del Segretario Generale dell'Autorità di Bacino
Distrettuale del Fiume Po, n. 88 del 29 novembre 2024, raccomanda agli Enti
competenti:
Inoltre, per l'attuazione delle finalità di cui all'art. 63-bis, comma 1, del D.Lgs. n. 152/2006 e ss.mm.ii., le Regioni, le Province e le Città metropolitane del bacino sono invitate a valutare e, ove occorra, a nominare il regolatore di cui all'art. 43. comma 3, del R.D. 1775/1933 per i corsi d'acqua e i sottobacini interessati da criticità, quale figura tecnica terza e indipendente incaricata del riparto delle disponibilità tra le utenze e della proposta delle temporanee limitazioni necessarie. Per le medesime finalità di cui sopra, dette Regioni, unitamente alle Province e alle Città metropolitane sono invitate, altresì, a intensificare i controlli sui titoli di prelievo e di attingimento e sull'effettivo rispetto delle portate assentite, anche avvalendosi dei Consorzi di bonifica, degli enti di polizia idraulica, delle Agenzie regionali per l'Ambiente e del Corpo dei Carabinieri per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare. Si rammenta, a tal fine, a tutti i soggetti competenti, che le derivazioni e gli attingimenti da acque superficiali devono essere dotati, a cura dei titolari, di idonei dispositivi di misurazione delle portate e dei volumi prelevati, conformi al D.M. MiPAAF 31 luglio 2015 e alla normativa regionale di settore, in assenza dei quali non sussistono le condizioni per una corretta valutazione del rispetto degli obblighi derivanti da eventuali provvedimenti di deroga. Si richiama, infine, l'obbligo, per gli Enti competenti, di comunicare all'Autorità di Bacino Distrettuale le eventuali richieste di deroga al DMV/DE che riguardino il reticolo idrografico principale e, in particolare, gli affluenti diretti del fiume Po, al fine di consentirne la valutazione degli effetti a scala di bacino sul bilancio idrico e sul rispetto delle portate di riferimento nel corso d'acqua principale. Per le finalità anzidette, per quanto attiene ai seguenti corsi d'acqua: Dora Baltea, Sesia, Ticino, Lambro, Adda sub-lacuale, Oglio sub-lacuale, Mincio; si chiede alle amministrazioni regionali di provvedere affinché eventuali richieste di deroga possano essere trattate dall'Autorità di Bacino Distrettuale. Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino SettentrionaleStato BASSA – Bollettino n. 3/2026 del 10/07/2026 (in corso di pubblicazione) Nel corso della riunione di Osservatorio distrettuale, tenutasi in data 10 luglio c.a., la severità idrica, alla luce degli indicatori di riferimento, è stata stabilita in BASSA (da NORMALE) alla scala del distretto. Pur rilevando infatti che a oggi non ci sono problemi di approvvigionamento per i vari settori e le disponibilità invasate e nelle falde sono buone, l'elemento critico è costituito dalle elevatissime temperature che hanno caratterizzato il mese di giugno, che in alcune stazioni hanno raggiunto il massimo storico, unito alle scarse precipitazioni di aprile e giugno. Tale criticità è ben rappresentata dallo SPEI-Standardized Precipitation-Evapotranspiration Index, introdotto tra gli indicatori utilizzati a livello di distretto. A questo si aggiungono le previsioni climatiche per i mesi di luglio e agosto, con temperature previste inusualmente alte e sostanziale assenza di precipitazioni. Per monitorare la situazione e individuare le eventuali necessarie misure mitigative è prevista una prossima riunione di Osservatorio entro il mese di luglio in corso. Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino CentraleStato severità BASSA – BIO-Bollettino Informativo Osservatorio, N.3 del 28/05/2026 e aggiornamento al 10/07/2026 In data 28 maggio u.s., si è tenuta presso la sede dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale la riunione dell'Osservatorio Permanente sull'Utilizzo delle Risorse Idriche, convocata ai sensi del D.L. 39/2023, con la partecipazione dei componenti nominati con decreto del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e degli esperti designati con decreto del Capo del Dipartimento competente del medesimo Ministero. La riunione si è svolta secondo quanto previsto dal regolamento di funzionamento dell'organo dell'Autorità (Delibera CIP n. 36/2023) ed è stato presieduto dal Segretario Generale dell'Autorità, che ne ha curato il coordinamento e introdotto i lavori illustrando il quadro meteo-climatico e lo stato della risorsa idrica nel distretto, le funzioni attribuite all'Osservatorio e le principali linee di attività da sviluppare nell'ambito delle competenze dell'organo. La riunione ha assunto particolare rilievo in quanto ha costituito la prima occasione di incontro prevalentemente in presenza dell'Osservatorio nella sua attuale composizione, con una partecipazione in larga parte assicurata presso la sede dell'Autorità e completata da collegamenti da remoto da parte dei componenti impossibilitati a presenziare. L'incontro ha favorito il confronto diretto tra i componenti designati, gli esperti nominati e la struttura tecnica dell'Autorità, anche al fine di condividere modalità operative, approcci metodologici e contributi tecnico-scientifici funzionali all'approfondimento delle tematiche connesse agli utilizzi della risorsa idrica, alla valutazione degli scenari di severità idrica e alla definizione di indirizzi conoscitivi e operativi a supporto delle attività dell'Osservatorio. Nel corso della riunione, sulla base dell'aggiornamento del quadro meteo-climatico e idrologico del Distretto, delle analisi previsionali illustrate dal Dipartimento della Protezione Civile e dei contributi forniti dalle Regioni e dagli altri componenti dell'Osservatorio, è stato esaminato lo scenario della severità idrica distrettuale, con particolare riguardo all'evoluzione della disponibilità della risorsa, alle condizioni dei principali sistemi idrici e agli effetti delle condizioni meteo-climatiche sui diversi usi della risorsa. Nel bimestre marzo–aprile 2026 il Distretto dell'Appennino Centrale ha registrato condizioni complessivamente stabili sotto il profilo della severità idrica, pur in presenza di una significativa variabilità territoriale legata alla distribuzione non omogenea degli apporti meteorici e alla diversa risposta dei sistemi idrologici e idrogeologici. Gli eventi precipitativi osservati nel periodo hanno contribuito al mantenimento delle disponibilità idriche superficiali e sotterranee in diversi settori del Distretto, determinando in alcuni ambiti ulteriori segnali di miglioramento rispetto al precedente aggiornamento dell'Osservatorio. Permangono tuttavia condizioni di vulnerabilità localizzate, in particolare nei territori caratterizzati da deficit idrologici di lungo periodo, da tempi di risposta più lenti del comparto sotterraneo o da criticità infrastrutturali pregresse. Dal punto di vista territoriale, la maggior parte del Distretto presenta condizioni di severità BASSA o NORMALE, con miglioramenti diffusi in diversi ATO delle Marche e in alcuni Sub-ambiti abruzzesi precedentemente interessati da criticità più marcate. Le condizioni di severità MEDIA risultano attualmente circoscritte principalmente al Sub-ambito Chietino della Regione Abruzzo e alla limitata porzione territoriale dell'ATO 5 Lazio ricadente nel Distretto dell'Appennino Centrale. Il quadro delle criticità nella distribuzione idropotabile evidenzia una generale riduzione nelle regioni Marche e Umbria, una sostanziale assenza di problematiche nel Lazio e condizioni ancora più articolate nel territorio abruzzese, dove permane un significativo ricorso alle fonti integrative e alle turnazioni in alcuni Sub-ambiti. La severità idrica distrettuale si attesta pertanto su un livello BASSO, con un generale miglioramento rispetto al precedente aggiornamento dell'Osservatorio del 26 marzo 2026, pur permanendo condizioni di vulnerabilità localizzate che richiedono il mantenimento di un monitoraggio attento dell'evoluzione della risorsa idrica in vista della stagione estiva. Nel bimestre marzo–aprile 2026 il territorio del Distretto è stato interessato da eventi di precipitazione episodici, generalmente di breve durata ma localmente di forte intensità, con una distribuzione spaziale fortemente eterogenea tra il versante adriatico e quello tirrenico. Il mese di marzo ha fatto registrare precipitazioni prevalentemente concentrate lungo il versante adriatico del Distretto, con scostamenti positivi rispetto alla media climatologica di riferimento (1991–2020) pari a +78% in Abruzzo e +29% nelle Marche. Condizioni più secche hanno invece interessato Toscana e Umbria, mentre nel Lazio si è registrato uno scenario particolarmente deficitario, con uno scostamento pari a –31% rispetto alla media climatologica di riferimento. Nel mese di aprile le precipitazioni si sono concentrate prevalentemente nel territorio abruzzese, unica regione del Distretto a presentare uno scostamento positivo rispetto alla media climatologica del periodo (+53%). Nel restante territorio distrettuale si sono invece osservati deficit pluviometrici diffusi, con scostamenti negativi pari –70% nel Lazio, –68% in Umbria, –63% in Toscana e –26% nelle Marche rispetto al periodo climatologico di riferimento 1991–2020. Dal punto di vista climatologico, gli indicatori standardizzati di siccità SPI-Standardized Precipitation Index e SPEI-Standardized Precipitation-Evapotranspiration Index, analizzati sulle scale temporali semestrale e annuale, evidenziano condizioni generalmente comprese nell'intervallo di normalità sulla maggior parte del territorio distrettuale. Permangono tuttavia condizioni di maggiore criticità nell'area compresa tra Teramo e Pescara, dove si registrano valori inferiori a –1,3 riconducibili a condizioni di siccità severa. Con riferimento alla scala biennale, l'indice SPI evidenzia condizioni variabili tra moderatamente umide e moderatamente siccitose. Persistono tuttavia condizioni di siccità severa nel settore appenninico abruzzese. L'indice SPEI a 24 mesi mostra invece condizioni di siccità severa diffusa sull'intero territorio distrettuale, particolarmente accentuata nel territorio della Regione Abruzzo. Per quanto riguarda il settore chietino e parte del pescarese, si evidenzia l'effetto delle eccezionali precipitazioni registrate nei mesi di marzo e aprile 2026, che influenzano localmente i valori dello SPI e dello SPEI, determinando condizioni riconducibili a classi umide. Il mese di marzo ha mostrato temperature generalmente superiori alla media climatologica di riferimento (1991–2020), con anomalie diffuse comunque contenute entro +1 °C sull'intero Distretto. Il mese di aprile è stato invece caratterizzato da condizioni particolarmente miti, con anomalie superiori a +2 °C lungo il versante adriatico e superiori a +2,5 °C sul restante territorio distrettuale rispetto alla media climatologica di riferimento. Nel mese di marzo 2026 il valore medio dell'infiltrazione potenziale a scala distrettuale è risultato pari a 36 mm, leggermente inferiore al valore medio mensile del periodo 1991–2020, pari a 44 mm. Le regioni del versante adriatico hanno tuttavia mostrato scostamenti fortemente positivi, in contrasto con le regioni tirreniche e con l'Umbria dove si sono registrati deficit di infiltrazione. Nel mese di aprile 2026 il valore medio dell'infiltrazione potenziale a scala distrettuale è risultato pari a 11 mm, inferiore rispetto al valore climatologico di riferimento del periodo 1991–2020, pari a 37 mm. Lievi scostamenti positivi risultano osservabili esclusivamente in alcune aree del versante adriatico. L'analisi dell'infiltrazione potenziale media evidenzia inoltre come, nel mese di marzo 2026, la ricarica delle falde sia risultata inferiore ai valori medi del periodo 1991–2020 nelle regioni tirreniche e in Umbria, con scostamenti negativi variabili da –33% in Toscana fino a –73% nel Lazio. Nel mese di aprile 2026 tutte le regioni del Distretto hanno registrato valori di ricarica inferiori alla media climatologica di riferimento, con scostamenti variabili da –28% in Abruzzo fino a condizioni prossime all'infiltrazione nulla in Toscana, Lazio e Umbria. Per quanto riguarda le principali sorgenti delle Marche, il quadro del bimestre marzo–aprile 2026 evidenzia condizioni generalmente stabili o in miglioramento rispetto ai mesi precedenti, pur permanendo differenze territoriali legate agli effetti delle precedenti annualità siccitose e alle modificazioni strutturali intervenute in alcuni sistemi sorgentizi a seguito degli eventi sismici del 2016. Le principali sorgenti dell'ATO 5 mostrano valori in recupero rispetto ai mesi precedenti, pur mantenendosi inferiori ai livelli storici antecedenti al sisma. Permane pertanto la necessità di ricorso a fonti integrative e a sistemi di compensazione locale, sebbene in progressiva riduzione rispetto ai periodi precedenti. Nel Lazio, i principali sistemi sorgivi evidenziano condizioni differenziate. Le sorgenti del Peschiera mostrano nel mese di aprile un lieve recupero rispetto ai mesi precedenti, pur mantenendosi su valori ancora inferiori rispetto alle annualità più favorevoli della serie storica recente. Il sistema Acqua Marcia evidenzia condizioni sostanzialmente stabili nel corso del bimestre, con valori collocati nella fascia centrale della distribuzione storica di riferimento. Le sorgenti del Simbrivio confermano invece condizioni maggiormente favorevoli, con portate che si mantengono su livelli elevati rispetto alle annualità recenti e coerenti con gli apporti meteorici registrati nel periodo. Per l'Abruzzo, i principali corsi d'acqua e sistemi sorgentizi hanno beneficiato degli apporti meteorici registrati nel corso del bimestre, in particolare nei settori adriatici della regione, dove le precipitazioni di marzo e aprile hanno contribuito al mantenimento delle disponibilità superficiali e sotterranee. Permangono tuttavia criticità localizzate nei Sub-ambiti maggiormente vulnerabili, in particolare nel Chietino, dove permane la necessità di ricorrere a fonti integrative e misure di compensazione locale. Per quanto riguarda l'Umbria, il quadro idrologico del bimestre marzo–aprile 2026 evidenzia condizioni complessivamente stabili, pur in presenza di apporti meteorici inferiori alla media climatologica di riferimento. I principali corsi d'acqua regionali non mostrano particolari elementi di criticità nel periodo considerato. Permangono tuttavia condizioni di criticità per il Lago Trasimeno, il cui livello continua a mantenersi molto al di sotto dello zero idrometrico. Alla fine di aprile 2026 il livello registrato presso la stazione di –1,47 Monte del Lago risulta pari a m, mentre al 15 maggio è stato osservato un ulteriore abbassamento fino a –1,48 m. Le proiezioni elaborate sulla base dei dati storici indicano inoltre la possibilità di un ulteriore calo nel corso della stagione estiva, confermando la persistente vulnerabilità del sistema lacustre nonostante i parziali effetti positivi determinati dagli apporti meteorici registrati tra la fine del 2025 e i primi mesi del 2026. Il Lago di Albano evidenzia condizioni complessivamente favorevoli, con un livello idrometrico pari a +1,86 m alla fine di aprile 2026, in marcata risalita rispetto al minimo registrato nel novembre 2025 (+1,45 m), andamento riconducibile agli apporti pluviometrici intensi registrati tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026. Il Lago di Bracciano registra invece una progressiva risalita del livello idrometrico, passando da 161,69 m s.l.m. nell'ottobre 2025 a 162,28 m s.l.m. a fine febbraio 2026, fino a raggiungere il valore di 162,40 m s.l.m. a fine aprile 2026. In relazione al miglioramento delle condizioni del lago, dal 21 aprile 2026 è stato riattivato il prelievo, per scopi manutentivi legati all'efficienza della condotta e del connesso potabilizzatore, da parte della Soc. ACEA Ato2 S.p.A., secondo quanto previsto dalla Determinazione della Regione Lazio G04920 e dalle relative prescrizioni autorizzative regionali. Il quadro idrologico distrettuale evidenzia pertanto condizioni generalmente stabili, con segnali di miglioramento localizzati nei sistemi maggiormente influenzati dagli apporti meteorici del bimestre, pur permanendo vulnerabilità residue nei comparti caratterizzati da tempi di risposta più lenti del sistema sotterraneo. Per quanto riguarda gli invasi artificiali, nel periodo compreso tra marzo e aprile 2026 si rileva, nel complesso, un quadro generalmente favorevole, caratterizzato da livelli di riempimento in aumento o comunque stabili rispetto ai corrispondenti mesi del 2025, pur con alcune differenze territoriali. In Toscana, l'invaso di Montedoglio evidenzia nei mesi di marzo e aprile 2026 livelli di riempimento pari rispettivamente al 92% e all'89%, in lieve diminuzione rispetto ai corrispondenti valori del 2025, pur mantenendo volumi invasati elevati e adeguati agli utilizzi previsti. In Umbria, il Lago di Arezzo mostra un significativo incremento del livello di riempimento rispetto al 2025, attestandosi al 75% nel mese di marzo 2026 rispetto al 58% del marzo 2025 e al 74% nel mese di aprile 2026 rispetto al 63% dell'aprile 2025. Alla fine di aprile 2026 il volume utile invasato risulta pari a circa 4,3 milioni di metri cubi, mentre il lago risulta completamente riempito per gli utilizzi agricoli. Nel territorio delle Marche si osservano condizioni complessivamente favorevoli. Gli invasi di Mercatale e Rio Canale evidenziano incrementi dei volumi invasati rispetto ai corrispondenti mesi del 2025. L'invaso di Comunanza mostra nel mese di marzo 2026 un livello di riempimento inferiore rispetto a quello registrato nel marzo 2025, pur permanendo condizioni di invaso colmo; nel mese di aprile 2026 il livello invasato risulta sostanzialmente stabile rispetto all'anno precedente. L'invaso di Castreccioni presenta invece valori lievemente inferiori rispetto al 2025, mentre l'invaso di San Ruffino risulta completamente colmo nel mese di marzo 2026, diversamente da quanto osservato nello stesso periodo del 2025, quando l'invaso era stato svuotato nel periodo invernale. In Abruzzo, l'invaso di Penne mostra un marcato incremento nel mese di marzo 2026 rispetto al corrispondente mese del 2025 e condizioni sostanzialmente stabili nel mese di aprile, con livelli prossimi alla piena capacità autorizzata. Per quanto riguarda il Lazio, la diga di Elvella evidenzia nel mese di marzo 2026 un incremento del livello di riempimento rispetto al marzo 2025, mentre nel mese di aprile 2026 si osserva una riduzione del volume invasato, con un livello pari all'89% rispetto al 102% registrato nell'aprile 2025. Nel complesso, il sistema degli invasi artificiali del Distretto evidenzia condizioni generalmente favorevoli e una fase di ricarica ancora attiva, sostenuta dagli apporti meteorici registrati nei mesi precedenti, pur in presenza di differenze territoriali legate all'andamento pluviometrico del bimestre marzo–aprile 2026. Nel territorio della Regione Abruzzo il quadro complessivo della severità idrica evidenzia condizioni prevalentemente di severità bassa, con permanenza di situazioni di severità media nel sub ambito Chietino. Gli apporti meteorici registrati nel bimestre marzo–aprile 2026 hanno determinato un generale miglioramento delle disponibilità idriche superficiali e sotterranee rispetto ai mesi precedenti, con attenuazione delle criticità in diversi Sub-ambiti regionali. Permangono tuttavia condizioni di maggiore vulnerabilità nel Chietino e, in misura più contenuta, nel Pescarese, dove continua il significativo ricorso a fonti integrative. Le turnazioni hanno interessato complessivamente circa 120.500 utenti, prevalentemente nei Sub-ambiti Chietino e Marsicano, mentre le fonti integrative hanno coinvolto circa 643.900 utenti, con valori particolarmente rilevanti nei Sub-ambiti Pescarese e Chietino. Non si registrano riduzioni di pressione, mentre nel Teramano permane una limitata criticità localizzata con ricorso ad autobotti. Si evidenzia inoltre che, a partire dal presente Osservatorio, la Regione Abruzzo ha rendicontato le criticità idropotabili in termini di utenti interessati e non più di utenze servite, uniformandosi alla metodologia adottata dalle altre Regioni del Distretto. Tale aggiornamento metodologico evidenzia comunque una riduzione complessiva della popolazione interessata da criticità nella distribuzione idropotabile e un generale miglioramento delle condizioni di severità nei diversi Sub-ambiti regionali. Nel territorio della Regione Lazio il quadro della severità idrica si mantiene complessivamente stabile rispetto al precedente aggiornamento dell'Osservatorio. Gli ATO 1, 2, 3 e 4 presentano condizioni di severità idrica bassa, mentre l'ATO 5, limitatamente alla porzione territoriale ricadente nel Distretto dell'Appennino Centrale, evidenzia condizioni di severità MEDIA. Nel periodo considerato non sono state segnalate criticità nella distribuzione idropotabile né l'attivazione di misure di contrasto. Il quadro regionale si conferma pertanto sostanzialmente stabile, con condizioni generalmente gestibili sotto il profilo dell'approvvigionamento idrico e con necessità di mantenere il monitoraggio in vista della stagione estiva. Nel territorio della Regione Marche il quadro della severità idrica evidenzia condizioni generalmente in miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Gli ATO 1 e 2 presentano condizioni di severità idrica normale, mentre gli ATO 3 e 4 si attestano su livelli di severità bassa. L'ATO 5, pur evidenziando un quadro in miglioramento rispetto ai mesi precedenti, permane in condizioni di maggiore vulnerabilità nel contesto distrettuale, anche in relazione agli effetti strutturali conseguenti agli eventi sismici del 2016. Permane tuttavia il ricorso a fonti integrative, che hanno interessato complessivamente circa 128.000 utenti, prevalentemente concentrati negli ATO 4 e 5. Non si registrano turnazioni o riduzioni di pressione. Restano inoltre presenti interventi localizzati di rifornimento con autobotti nell'ATO 1, che hanno interessato circa 5.000 utenti. Il quadro regionale evidenzia pertanto una riduzione delle criticità diffuse rispetto ai mesi precedenti, pur permanendo condizioni di vulnerabilità localizzate nei territori maggiormente influenzati dagli effetti delle precedenti annualità siccitose e dalle criticità strutturali conseguenti agli eventi sismici del 2016. Nel territorio della Regione Toscana il livello della severità idrica si mantiene su condizioni NORMALI, in continuità con il quadro osservato nei precedenti aggiornamenti dell'Osservatorio. Le disponibilità idriche risultano complessivamente adeguate agli attuali fabbisogni e non si registrano particolari elementi di criticità nel sistema di approvvigionamento idrico. Permangono condizioni generalmente favorevoli anche con riferimento ai principali invasi regionali, pur in presenza di livelli lievemente inferiori rispetto ai corrispondenti periodi del 2025. Nel complesso, il quadro regionale si conferma stabile, con necessità di mantenere il monitoraggio dell'evoluzione meteo-climatica e idrologica in vista della stagione estiva. Nel territorio della Regione Umbria il quadro della severità idrica evidenzia condizioni di severità BASSA, in un contesto complessivamente stabile rispetto al precedente aggiornamento dell'Osservatorio. Gli eventi piovosi registrati nei primi mesi dell'anno hanno contribuito al miglioramento degli indicatori idrologici, pur in presenza di precipitazioni inferiori alla media climatologica regionale nel bimestre marzo–aprile 2026. Le sorgenti mostrano portate generalmente superiori alla soglia di criticità media, mentre i livelli di falda permangono inferiori rispetto agli anni caratterizzati da condizioni ordinarie. Permangono condizioni di criticità per il Lago Trasimeno, il cui livello continua a mantenersi molto al di sotto dello zero idrometrico, con valori pari a –1,47 m alla fine di aprile 2026 e –1,48 m al 15 maggio. Allo stato attuale, l'approvvigionamento idrico potabile regionale non evidenzia particolari elementi di criticità, anche grazie ai trasferimenti di risorsa attivati per compensare locali carenze. Nel complesso, il quadro regionale si conferma stabile, pur richiedendo il mantenimento di un monitoraggio attento in vista della stagione estiva. Aggiornamento del 10/07/2026 Nel periodo di riferimento 4–10 luglio 2026, le cumulate medie regionali giornaliere hanno evidenziato apporti pluviometrici complessivamente modesti e concentrati principalmente nella giornata del 6 luglio. I valori relativamente più significativi, pur sempre modesti, sono stati registrati in Abruzzo, con circa 7,2 mm, e nelle Marche, con circa 4,8 mm. In Toscana, Umbria e Lazio gli apporti sono risultati ancora più contenuti. Nelle restanti giornate del periodo i contributi sono stati assenti, trascurabili o comunque residuali. Dal punto di vista termico, il periodo si inserisce nella prosecuzione della fase di anomalia termica positiva già osservata nelle settimane precedenti sull'Europa occidentale e sull'Italia, in un contesto che ha mantenuto elevate le pressioni meteo-climatiche e i fabbisogni idrici. Lo scenario della severità idrica a scala distrettuale si conferma su un livello BASSO, pur in presenza di situazioni localmente differenziate. Le criticità più significative continuano a riguardare alcuni ambiti specifici caratterizzati da elementi di attenzione o da tendenze non favorevoli. Allo stato, la gestione del sistema idrico integrato e l'attivazione delle misure gestionali disponibili stanno contribuendo a contenere le criticità entro livelli di severità ancora BASSI a scala distrettuale. Resta tuttavia necessario assicurare un monitoraggio particolarmente attento e frequente dell'evoluzione dei sistemi più sensibili, anche in relazione alla prosecuzione della stagione estiva, all'andamento dei dei fabbisogni idrici e all'eventuale assenza di nuovi apporti pluviometrici efficaci. Per le porzioni di territorio della Regione Toscana ricadenti nel Distretto dell'Appennino Centrale si confermano condizioni di severità idrica NORMALE. Non si rilevano variazioni del livello di severità rispetto al precedente aggiornamento. Per la Regione Marche si conferma, allo stato, il quadro dei livelli di severità idrica locale già rappresentato nel precedente aggiornamento, senza variazioni dei livelli e delle tendenze nei diversi ATO. Nel dettaglio, l'ATO 1 permane in condizioni di severità idrica BASSA, con trend in peggioramento, mentre gli ATO 2, 3 e 4 si confermano in condizioni di severità idrica BASSA. L'ATO 5 permane in condizioni di severità idrica NORMALE. Con riferimento all'ATO 1, si segnala che dall'inizio del mese di luglio l'invaso Tavernelle, sul fiume Metauro, è stato svuotato per lavori di manutenzione. Sulla base delle informazioni che saranno acquisite nei prossimi giorni, sarà valutato se tale elemento possa determinare un ulteriore peggioramento della severità idrica locale nell'ambito interessato. Per la Regione Abruzzo si rilevano alcune variazioni del quadro della severità idrica rispetto al precedente aggiornamento. Nel dettaglio, il Sub-ambito Aquilano passa da condizioni di severità idrica NORMALE a condizioni di severità idrica BASSA. La sorgente del Gran Sasso mostra una portata in aumento, mentre la sorgente del Chiarino risulta stabile; tuttavia, a causa dell'aumento della domanda, dal 1 luglio sono state attivate turnazioni notturne nel comune di Rocca di Mezzo, per 1.530 utenti. Il Sub-ambito Marsicano si conferma in condizioni di severità idrica BASSA. Le sorgenti più profonde evidenziano portate stabili o in aumento, con riferimento in particolare a Ferriera e Pulciara, mentre si conferma il trend in diminuzione delle restanti sorgenti, con conseguente incremento dell'utilizzo dei campi pozzi. Permangono inoltre le turnazioni di carattere strutturale. Il Sub-ambito Peligno Alto Sangro permane in condizioni di severità idrica BASSA. Si rileva tuttavia un trend in diminuzione delle sorgenti montane, in particolare Lami, Rio Torto e Fonte Maiure, coerente con l'andamento stagionale. Risultano invece stabili la sorgente Gizio, le restanti sorgenti e i campi pozzi. Il Sub-ambito Pescarese si conferma in condizioni di severità idrica NORMALE, con portata in adduzione in leggero aumento, pari a circa 3.383 l/s, presenza di sfiori per circa 300 l/s e assenza di misure di contrasto. Il Sub-ambito Teramano permane in condizioni di severità idrica BASSA. Si conferma il trend in aumento della sorgente del Gran Sasso, con portata pari a circa 735 l/s a fine giugno, mentre risultano pressoché stabili i gruppi Mescatore e Vacelliere. È inoltre in calo l'utilizzo del potabilizzatore. Il Sub-ambito Chietino si conferma in condizioni di severità idrica MEDIA. La sorgente Verde mostra una portata in diminuzione, pur con presenza di sfioro ancora rilevante, pari a circa 400 l/s. Anche le restanti sorgenti registrano un trend in diminuzione, in linea con i valori stagionali, con l'eccezione della sorgente Avello, la cui portata risulta inferiore alla domanda, con conseguente attivazione di turnazioni serali in 5 comuni, per circa 10.000 utenti. La severità del Sub-ambito resta condizionata da elementi di deficit strutturale. Per la Regione Umbria si confermano condizioni di severità idrica BASSA, senza variazioni del livello di severità rispetto al precedente aggiornamento. Resta centrale il monitoraggio del Lago Trasimeno, che continua a mostrare una dinamica discendente del livello idrometrico. Alla stazione di Monte del Lago, il livello del lago raggiunge –1,72 m rispetto allo zero idrometrico di riferimento, con una riduzione di circa 3 cm rispetto al valore di –1,69 m registrato nel precedente aggiornamento. Il dato conferma la necessità di mantenere attenzione sull'evoluzione del sistema lacustre, in una fase stagionale caratterizzata da elevate pressioni meteo-climatiche e da crescente sensibilità dei corpi idrici più vulnerabili. Per la Regione Lazio, in esito all'aggiornamento dettagliato degli ATO, si confermano al momento le condizioni già rappresentate nel precedente report, senza variazioni dei livelli di severità idrica. Gli ATO 1, 2, 3 e 4 permangono in condizioni di severità idrica BASSA, mentre l'ATO 5, limitatamente alla piccola porzione di territorio ricadente nel Distretto dell'Appennino Centrale, si conferma in condizioni di severità idrica MEDIA. Particolare attenzione deve essere mantenuta sull'ATO 2-Roma Città Metropolitana, in considerazione della rilevanza dei fabbisogni idrici associati all'area metropolitana romana e della maggiore sensibilità del sistema in presenza di elevate temperature, aumento della domanda e assenza di apporti pluviometrici efficaci. Nella tabella seguente si riportano livelli delle severità dei singoli Ambiti Territoriali Ottimali del Distretto:
Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino MeridionaleStato severità BASSA – Bollettino del 30/03/2026 A seguito della seduta dell'Osservatorio sugli utilizzi idrici dell'Appennino Meridionale del 30 marzo u.s., si riporta di seguito la sintesi dello scenario di severità idrica per il comparto potabile e per il comparto irriguo. I dati disponibili e le analisi condotte per i principali schemi idrici distrettuali hanno consentito di rilevare la presenza di situazioni di significativa criticità. In particolare, si è rilevato che:
Per quanto attiene lo SPI, le valutazioni confermano l'evidenza, alle diverse scale temporali di analisi, di una situazione di maggiore deficit idrico nelle aree interne e nei bacini sottesi ad alcune delle dighe attualmente in condizioni critiche. In sintesi, per il comparto potabile, il livello di severità idrica risulta BASSO per l'intero territorio distrettuale, ad eccezione del Lazio e della provincia di Chieti (Abruzzo). in chiusura lo stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria e per lo schema Basento-Camastra-Agri. Per il comparto irriguo, lo scenario di severità idrica è BASSO per l'intero territorio distrettuale, ad eccezione dei comprensori irrigui serviti dagli schemi del Fortore e dell'Ofanto. Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico della SardegnaStato severità NORMALITÀ – Bollettino dei serbatoi artificiali del Sistema Idrico Multisettoriale della Sardegna di maggio 2026 Al 31 maggio 2026 il SIMR-Sistema Idrico Multisettoriale Regionale, attraverso il sistema degli invasi, disponeva di un volume invasato di 1.618 milioni di metri cubi d'acqua, pari a circa l'87,5% del volume utile di regolazione autorizzato. Il valore del volume idrico invasato al 31 maggio 2026 ha subito un decremento, pari a 54 milioni di metri cubi, rispetto al volume invasato al 30 aprile 2026. Per quanto riguarda l'indicatore di stato per il monitoraggio e il preallarme della siccità dell'intera Isola relativo al mese di maggio 2026, si registra una condizione di "normalità" o "regime ordinario", con un valore dell'indicatore sullo stato delle risorse invasate in relazione alla domanda allacciata di 0,52, che, essendo compreso tra 0,5 e 1,0, corrisponde a uno scenario di NON SEVERITÀ idrica. In merito a situazioni locali, si evidenzia che il volume invasato al 31 maggio nel Sistema Idrico dell’Alto Cixerri, al quale appartengono gli invasi di Punta Gennarta e di Medau Zirimilis, è stato pari a circa 7,89 Mm3, corrispondente a circa il 42% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Cixerri al 31 maggio 2026 è stato pari a 0,19, corrispondente di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. Occorre evidenziare che il valore dell'indicatore è in parte influenzato dai lavori in corso sulla diga di Medau Zirimilis (attività di impermeabilizzazione del paramento di monte finanziata con fondi PNRR) che hanno reso necessario un progressivo svuotamento del lago. Come stabilito dal Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino della Sardegna, l'approvvigionamento delle utenze allacciate al suddetto invaso verrà garantito con l'interconnessione Flumendosa-Cixerri. Con riferimento al Sistema Posada, il volume invasato al 31 maggio 2026 nell'invaso di Maccheronis è stato pari a circa 20,3 Mm3, corrispondente a circa il 88,8% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Posada al 31 maggio 2026 è stato pari a 0,28, corrispondente al livello di pericolo e a uno scenario di severità idrica MEDIA. Il valore dell'indicatore di stato del Sistema Posada risente anche del fatto che a causa dei lavori sul pancone e sugli scarichi di sovralzo della diga la quota di invaso non poteva superare, per il mese di febbraio, il valore di 38 m s.l.m. Dalla prima decade del mese di marzo c.a. tale limitazione è stata rimossa. Il valore dell'indicatore, inoltre, dipende dal fatto che nel processo di simulazione è stato considerato un volume di regolazione che non tiene conto delle limitazioni d’invaso imposte dal MIT Ufficio Dighe. In merito al Sistema Nord Occidentale, si osserva che al 31 maggio 2026 si aveva un volume invasato pari a circa 206 Mm3 corrispondente a circa il 62% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 333,42 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Nord Occidentale al 31 maggio 2026 è stato pari a 0,21, corrispondente al livello di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. Si osserva, altresì, che nell'ambito di tale Sistema, il Sub-Sistema costituito dagli invasi di Temo, Cuga e Bidighinzu, al quale è allacciata una domanda idropotabile media annua pari a circa 21 Mm3 (Acquedotti Temo e Bidighinzu) non alimentabile da risorse alternative, al 31 maggio 2026 aveva un volume invasato pari a circa 75,7 Mm3 corrispondente a circa il 69,% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 108,9 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sub-Sistema Temo-Cuga-Bidighinzu al 31 maggio 2026 è stato pari a 0,52, corrispondente al livello ordinario e a uno scenario di NON SEVERITÀ idrica. Per quanto riguarda il Sistema Ogliastra, al quale appartengono gli invasi di Bau Muggeris e di Santa Lucia, si evidenzia che alla data del 31 maggio 2026 il volume invasato era pari a circa 50 Mm3 corrispondente all'83,7% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 59,72 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Ogliastra al 31 maggio 2026 è stato pari a 0,33, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA. Relativamente al sistema dell'Alto Taloro, al quale appartengono gli invasi di Olai e Govossai gestiti da Abbanoa SpA, gestore del Servizio Idrico Integrato, si segnala che alla data del 31 maggio 2026 i suddetti invasi hanno raggiunto la quota utile di regolazione autorizzata pari a 12,79 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Taloro al 31 maggio 2026 è stato pari a 0,44, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA. In merito al sistema Alto Coghinas, al quale appartengono gli invasi di Monte Lerno e di Sos Canales, si evidenzia che al 31 maggio 2026 il volume invasato era pari a circa 37,5 Mm3 corrispondente al 98,6% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 38,03 Mm3. Occorre segnalare che nell'invaso di Monte Lerno insiste una forte limitazione di invaso, pari a circa il 50% della capacità massima autorizzabile, imposta dall'Ufficio Dighe di Cagliari del MIT. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Coghinas al 31 maggio 2026 è stato pari a 0,32, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA. Occorre evidenziare, inoltre, che alla data del 31 maggio 2026 il volume invasato nel Sub-Sistema Medio Flumendosa, costituito dagli invasi Flumineddu a Capanna Silicheri, Flumendosa a Nuraghe Arrubiu e Mulargia a Monte Su Rei, era pari a circa 551,6 Mm3 a fronte di un volume utile di regolazione autorizzato pari a circa 584,1 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sub-Sistema Medio Flumendosa al 31 maggio 2026 è stato pari a 0,69, corrispondente ad un livello ordinario e ad uno scenario di NON SEVERITÀ idrica. Si evidenzia, inoltre, che alla data del 31 maggio 2026 il volume invasato nel Sistema Tirso a Cantoniera è stato pari a circa 438 Mm3 corrispondente al 97% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 451,54 Mm3. Infine, si segnala che nella seduta dell'8 maggio 2026 il Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino della Sardegna ha assegnato i volumi di risorsa idrica del SIMR, per l'annualità 2026, ai comparti civile, agrozootecnico e industriale. Si precisa, inoltre, che lo stato di consistenza dei volumi invasati, aggiornato al 31 maggio 2026, il confronto di quest'ultimo con gli scenari pregressi (sino a partire dall'anno idrologico 2000–2001), i valori dei citati indicatori ecc., sono informazioni rese disponibili, a passo mensile, nel Sistema Web-GIS raggiungibile al link disponibile qui. Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico della SiciliaStato NORMALITÀ – Sedute del 15/05/2026 e aggiornamento del 04/06/2026 A conclusione dell'incontro del 15 maggio u.s., l'Osservatorio distrettuale per gli utilizzi idrici del Distretto idrografico della Sicilia ha confermato per l'intero distretto lo stato complessivo di NORMALITÀ. Aggiornamento del 04/06/2026 In termini di severità idrica, si conferma lo stato complessivo di NORMALITÀ evidenziato nell'incontro dell'Osservatorio dello scorso 15 maggio.Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Sintesi condivisa del Gruppo tecnico per le previsioni mensili e stagionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione CivileSintesi relativa all'incontro del 20/05/2026 Previsione menisle: è stata confermata la fase stabile che caratterizzerà la fine del mese di maggio con temperature anche sopra media e poche precipitazioni su gran parte della Penisola. Per quanto riguarda giugno, complessivamente, prevalgono segnali di temperature in media o leggermente superiori e segnali di precipitazioni in linea con le medie del periodo. Previsione trimestrale: sono stati analizzati diversi indici climatici a scala globale e tra questi anche El Niño le cui anomalie positive maggiori sono attese verso la fine dell'anno. Le successive riflessioni sono state fatte sull'attuale grado di predicibilità stagionale evidenziando un valore non altissimo. Tuttavia, per quanto riguarda l'analisi del periodo giugno-luglio-agosto 2026 sono emerse le seguenti considerazioni: per le temperature prevalgono i consueti scostamenti positivi rispetto le medie del periodo che fanno pensare ad una estate calda e secca, anche se emergono elementi di variabilità atmosferica. Per le precipitazioni, invece, prevalgono segnali in linea con le medie del periodo. Tra i possibili scenari descritti, un ente sottolinea, invece, un inizio della stagione estiva più moderato con una stagione complessivamente più dinamica che potrebbe rendere meno impattanti eventuali fasi prolungate caratterizzate da scostamenti positivi di temperatura. Prossima riunione del Gruppo intorno intorno fine giugno per valutare luglio e luglio-agosto e settembre.
Archivio delle sintesi degli stati di severità idrica nazionale, a partire dal 28/07/2022
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