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Lo stato di severità idrica a scala nazionale

Ultimo aggiornamento: 10/04/2026

Lo stato di severità idrica a scala nazionale qui riportato è ottenuto sulla base delle risultanze delle riunioni degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici e degli aggiornamenti comunicati dalle Autorità di Bacino Distrettuale, che coordinano gli Osservatori. Gli Osservatori sono stati istituiti, a partire dal 2016, nei sette Distretti idrografici in cui è ripartito il territorio nazionale, e costituiscono misura del Piano di Gestione delle Acque, ai sensi della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE. Gli Osservatori si configurano, pertanto, come strumento a supporto del governo integrato dell’acqua e forniscono gli indirizzi per la regolamentazione dei prelievi e degli usi e delle possibili compensazioni, in particolar modo in occasione di eventi di siccità e/o di scarsità idrica.

A seguito dell'emanazione del c.d. decreto siccità D.L. 39/2023 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2023) e della sua successiva conversione in legge, con la legge 13 giugno 2023, n. 68 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 136 del 13 giugno 2023), l'Osservatorio diviene organo dell'Autorità di Bacino Distrettuale, ai sensi dell'art. 63, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 (c.d. T.U. Ambientale), e opera sulla base degli indirizzi adottati ai sensi dell'art. 63, commi 2 e 5 dello stesso decreto legislativo.

Le attività degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici fanno riferimento alle situazioni corrispondenti a diversi scenari di severità idrica così individuati:

  • situazione normale ossia scenario non critico, in cui i valori degli indicatori di crisi idrica (portate/livelli/volumi/accumuli) sono tali da prevedere la capacità di soddisfare le esigenze idriche del sistema naturale e antropico, nei periodi di tempo e nelle aree considerate;
  • scenario di severità idrica bassa: in cui la domanda idrica è ancora soddisfatta, ma gli indicatori mostrano un trend peggiorativo, le previsioni climatiche mostrano ulteriore assenza di precipitazione e/o temperature eccedenti i valori ordinari per il periodo successivo;
  • scenario di severità idrica media: lo stato di criticità si intensifica in quanto le portate in alveo risultano inferiori ai valori tipici del periodo, la temperatura elevata determina un fabbisogno idrico superiore alla norma, i volumi accumulati negli invasi e nei serbatoi non sono tali da garantire gli utilizzi idropotabili, irrigui, industriali e ambientali con tassi di erogazione standard. Sono probabili danni economici e impatti reversibili sull'ambiente;
  • scenario di severità idrica alta: sono state prese tutte le misure preventive ma prevale uno stato critico non ragionevolmente prevedibile, nel quale la risorsa idrica non risulta sufficiente a evitare danni al sistema, anche irreversibili. Sussistono le condizioni per la dichiarazione dello stato di siccità prolungata ai sensi dell'art. 4.6 della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (Water Framework Directive 2000/60/EC) o, in casi più gravi, per l'eventuale richiesta, da parte delle Regioni interessate, della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale (ai sensi della L. 225/1992, come modificata dalla L. 100/2012, e secondo quanto previsto dalla Dir. PCM 26 ottobre 2012).

Sulla base delle riunioni ultime degli Osservatori e dei successivi aggiornamenti, la situazione sullo stato di severità idrica a scala nazionale al 10/04/2026 è quella riportata nella seguente figura, ottenuta considerando la situazione media in ciascun Distretto idrografico, così come riportata dall'Osservatorio. Trattandosi di situazioni medie a livello distrettuale, si sottolinea la possibilità che ci siano anche aree all'interno dei singoli Distretti idrografici con uno stato di severità idrica differente (inferiore o superiore rispetto a quello del Distretto). Pertanto, è sempre necessario fare riferimento ai Bollettini dei singoli Osservatori e alle sintesi sotto riportate per una panoramica completa della situazione nei singoli Distretti idrografici. È, inoltre, possibile visionare e scaricare le precedenti situazioni di severità idrica consultando l'Archivio posto in calce.

A completamento del quadro delineato dai Bollettini, è riportata la Sintesi condivisa del Gruppo tecnico per le previsioni mensili e stagionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile e riunitosi in data 24/10/2025.

Le sintesi relative allo stato di severità idrica per ciascun Osservatorio distrettuale sono a cura della corrispondente Autorità di Bacino Distrettuale, che ne coordina le attività. La gestione della pagina web è a cura dell'ISPRA ed è effettuata nell'ambito delle attività del Comitato tecnico di coordinamento nazionale degli Osservatori, istituito, sempre a partire dal 2016, sotto il coordinamento dell'attuale Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Comitato ha il compito di promuovere l’armonizzazione su tutto il territorio nazionale dei criteri da adottare per l’individuazione e la raccolta dei dati necessari alla gestione delle risorse idriche, per il monitoraggio degli eventi di siccità e scarsità idrica e per la determinazione dei livelli di severità idrica, basati su dati ufficiali e valutazioni solide e coerenti con le valutazioni effettuate dagli enti territoriali afferenti agli stessi Osservatori.

Osservatorio del Distretto idrografico delle Alpi Orientali

Stato severità BASSA – Notiziario n. 3/2026 del 10/04/2026 (in corso di pubblicazione)

Nella seduta tenutasi in data 10 aprile u.s., l'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici istituito presso l'Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali, ha prodotto un aggiornamento dello stato delle risorse idriche, secondo le diverse componenti idro-meteo-climatiche che lo caratterizzano (precipitazioni, presenza di neve al suolo, portate fluenti, livelli freatimetrici, volumi invasati nei serbatoi) e una valutazione sulle previsioni meteoclimatiche di breve termine.

In relazione all’andamento degli indici e indicatori meteo-climatici, idrologici ed idrogeologici e tenuto conto della probabile evoluzione meteo-climatica, l’Osservatorio ha ritenuto di individuare il livello di severità idrica BASSO per l’intero Distretto idrografico.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico del Fiume Po

Stato NORMALITÀ – Bollettino ordinario n. 8/2025 del 23/10/2025 e aggiornamento del 09/04/2026

Per quanto riguarda la previsione meteo, il territorio del Distretto idrografico del Fiume Po nei prossimi giorni sarà caratterizzato da condizioni maggiormente stabili rispetto a quelle osservate nel più recente periodo, durante il quale si sono verificate perturbazioni e piogge diffuse. Nelle principali sezioni del fiume Po è attesa un'ulteriore graduale, seppur non costante, riduzione dei deflussi, i quali però permarranno su valori superiori alle corrispondenti portate di magra ordinaria.

Nonostante la quasi totale assenza di precipitazioni durante le prime settimane di ottobre, che ha determinato una generale riduzione delle portate nei corsi d'acqua del Distretto, la disponibilità idrica si mantiene nel complesso soddisfacente, beneficiando dei volumi stoccati dai Grandi Laghi alpini superiori alla media e dell'ormai limitata richiesta di fabbisogni irrigui. Le portate di Po, inoltre, sebbene anch'esse caratterizzate da un andamento in costante calo dopo essere state interessate da un incremento verificatosi nell'ultima settimana di settembre, si mantengono su valori superiori rispetto alla portata di magra ordinaria.

Pertanto, per quanto sopra riportato e considerato il fatto che ad oggi la disponibilità idrica complessiva nel Distretto si mantiene su livelli soddisfacenti, che il periodo irriguo è ormai concluso e che non sono presenti criticità dal punto di vista dei diversi utilizzi, nemmeno in riferimento agli ambiti dove in precedenza erano state segnalate delle difficoltà di approvvigionamento, a seguito della seduta odierna dell'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, in cui sono stati condivisi e commentati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale viene confermata NORMALE.

Aggiornamento del 09/04/2026

La portata transitante nelle principali sezioni del fiume Po ha registrato un generale decremento. Le portate risultano essere sotto media per tutte le sezioni; l'indice standardizzato SFI-Standardized Flow Index, calcolato per gli ultimi 30 giorni, identifica condizioni "nella norma" per tutte le sezioni. All'ultima data considerata, la portata a Pontelagoscuro è di 844 m3/s, valore ampiamente superiore alla soglia critica relativa al fenomeno dell'intrusione salina, consistente in 450 m3/s.

Per quanto riguarda i Grandi Laghi, i volumi invasati si trovano in condizioni identificate "nella norma", ad eccezione del Lago di Como e del Lago Mggiore per i quali si identifica invece una condizione di "umidità moderata" (indice standardizzato SVI-Standardized Volume Index calcolato sugli ultimi 30 giorni).

Il valore complessivo di SWE-Snow Water Equivalent evidenzia, sulla base dei dati disponibili, accumuli nevosi in linea con i valori tipici del periodo in Valle d’Aosta ed Emilia-Romagna, superiori alla media in Piemonte, mentre in Lombardia risultano inferiori alla media.

Nella settimana compresa tra il 6 aprile e il 12 aprile lo scenario euro-atlantico dovrebbe essere determinato inizialmente da un blocco ad omega, associato sull’Italia ad un’anomalia positiva in quota, determinata dalla rimonta di un promontorio sul Mediterraneo centroccidentale che favorirebbe generalmente maggiore stabilità e un incremento delle temperature, soprattutto sui settori tirrenici del centro-nord, poi nella seconda parte della settimana la tendenza è quella di un indice Nao positivo con le configurazioni cicloniche ad interessare principalmente le estreme regioni meridionali e l’aria più fresca sull’adriatico e su parte del sud. Di conseguenza le precipitazioni dovrebbero essere su gran parte del Paese in linea con la media del periodo, tranne le coste della Liguria di levante, quelle di Veneto e Friuli-Venezia Giulia, la Toscana e l’alto Lazio che risulterebbero inferiori alla media, mentre per la Sicilia centroccidentale lievemente superiori alla media. Il quadro termico risulta allineato ai valori di temperatura tipici del periodo sulle zone del basso tirreno e sulla Sicilia, mentre sulle rimanenti aree del Paese, la temperatura dovrebbe divenire superiore alla media, con anomalia più marcata su settentrione, area tirrenica del centro e Sardegna. (Fonte: meteoam.it)

Nei prossimi giorni, il Distretto del Fiume Po sarà interessato da condizioni di stabilità fino a Sabato, mentre domenica si prevedono precipitazioni sparse nel territorio piemontese.

Aggiornamento completo consultabile al link disponibile qui.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino Settentrionale

Stato NORMALE – Bollettino n. 7/2025 del 22/12/2025 e aggiornamento del 10/04/2026

In data 22 dicembre u.s. si è tenuta una seduta dell'Osservatorio distrettuale sugli utilizzi idrici dell'Appennino Settentrionale, nel corso della quale, sulla base del quadro conoscitivo e previsionale aggiornato, è stato confermato un livello di severità idrica NORMALE a livello di distretto.

Aggiornamento del 10/04/2026

Alla data del 10 aprile, è comunicato a livello distrettuale un livello di severità idrica NORMALE.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino Centrale

Stato severità BASSA – BIO-Bollettino Informativo Osservatorio, N.2 del 26/03/2026 (in corso di pubblicazione) e aggiornamento al 10/04/2026

In data 26 marzo u.s., si è tenuta la riunione dell'Osservatorio Permanente sull'Utilizzo delle Risorse Idriche, convocata ai sensi del D.L. 39/2023, con la partecipazione dei componenti nominati con decreto del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. L'incontro si è svolto secondo quanto previsto dal regolamento di funzionamento dell'organo dell'Autorità (Delibera CIP n. 36/2023) ed è stato presieduto dal Segretario Generale dell'Autorità, che ne ha curato il coordinamento e ha illustrato in premessa la sintesi dell'andamento dello stato della risorsa e delle connesse criticità nell'intero anno 2025.

Nel corso della riunione, sulla base dell'aggiornamento del quadro meteo-climatico e idrologico del Distretto, nonché dei contributi forniti dai componenti dell'Osservatorio, finalizzati a un'analisi complessiva dello stato della risorsa in relazione al soddisfacimento dei fabbisogni, è stato valutato lo scenario della severità idrica distrettuale, con particolare riguardo all'efficienza del Servizio Idrico Integrato e agli effetti dell'evoluzione del contesto climatico sulla disponibilità della risorsa. Lo scenario di severità idrica distrettuale si attesta su un livello BASSO, con un miglioramento generale rispetto all'aggiornamento del 5 febbraio 2026.

Ai sensi del regolamento dell'Osservatorio, nello scenario di severità idrica BASSA, l'Osservatorio assume il ruolo di Cabina di Regia per la gestione della crisi idrica, procedendo: • alla valutazione degli scenari di impatto sui diversi usi e sui corpi idrici della situazione di siccità o carenza idrica in atto; • alla individuazione delle misure più appropriate per la mitigazione degli impatti della scarsità idrica e della siccità sulla base degli elementi conoscitivi disponibili e proponendone l'attuazione, anche ai fini dell'adozione delle misure di salvaguardia di cui all'art.2, comma 4, lettera g) del presente Regolamento; • al monitoraggio dell'evoluzione del fenomeno in atto, secondo gli indicatori e i parametri di riferimento di cui all'art. 3, comma 2, lettera b) del Regolamento, e degli effetti delle misure adottate; • alla comunicazione, tramite il Bollettino di cui all’art.2, comma 4, lettera e), del presente regolamento, della situazione meteo-climatica e idrologica in atto, dei rischi, delle misure adottate e degli effetti ottenuti; • all'analisi "a posteriori" degli eventi di crisi idrica al fine del loro inquadramento nella serie storica di riferimento, e alla valutazione degli effetti delle misure adottate per il miglioramento delle strategie di intervento.

Nel bimestre gennaio–febbraio 2026, il Distretto dell'Appennino Centrale ha registrato condizioni meteo-climatiche caratterizzate da apporti pluviometrici idrologicamente significativi, localmente elevati, distribuiti in modo eterogeneo sul territorio con scostamenti in alcuni casi ampiamente positivi rispetto alla media climatologica di riferimento 1991–2020. Tale quadro ha determinato effetti rilevanti sulla disponibilità della risorsa idrica, con un marcato incremento dell'infiltrazione efficace e un progressivo recupero delle riserve superficiali e sotterranee. Permangono tuttavia condizioni di eterogeneità a scala locale, legate alle specificità dei sistemi di approvvigionamento e alla diversa risposta dei sistemi idrologici e idrogeologici. In alcuni ambiti si riscontrano ancora situazioni di severità MEDIA, in particolare nei contesti caratterizzati da criticità strutturali o da tempi di risposta più lenti del comparto sotterraneo. Dal punto di vista territoriale, la maggior parte del Distretto presenta condizioni di severità BASSA o NORMALE, con diffusi miglioramenti in diversi ATO. Le criticità residue risultano circoscritte e meno intense rispetto ai bimestri precedenti, con una progressiva riduzione delle misure di gestione emergenziale e un maggiore ricorso alle sole fonti integrative come strumento di compensazione locale. Nel complesso, la severità idrica distrettuale si attesta su un livello BASSO, con un miglioramento generale rispetto all'aggiornamento del 5 febbraio 2026, pur in presenza di una variabilità territoriale persistente che richiede il mantenimento di un monitoraggio attento nei prossimi mesi.

In dettaglio, il bimestre gennaio–febbraio è stato caratterizzato da condizioni pluviometriche complessivamente molto abbondanti su tutta l’area del distretto. Il mese di gennaio ha registrato valori assai elevati in tutte le regioni; nel Lazio si osservano scostamenti rispetto alla media climatologica del periodo di riferimento (1991–2020) superiori al +100%, con valori che hanno raggiunto il +190%. In Abruzzo (+97%) e nelle Marche (+70%) si registrano scostamenti comunque elevati, sebbene inferiori al 100%, mentre nelle restanti regioni si rilevano valori significativamente superiori alla media. Anche il mese di febbraio è stato caratterizzato da precipitazioni con scostamenti dalla media climatologica di riferimento tutti positivi, sebbene inferiori rispetto a quelli registrati nel mese precedente: Lazio (+104%), Umbria (+89%), Toscana (+66%), Abruzzo (+44%) e Marche (+19%). Complessivamente, i dati relativi ai primi cinque mesi dell'anno idrologico 2025–2026 evidenziano, con riferimento all’andamento delle cumulate, valori lievemente al di sopra della media climatologica per quasi tutte le regioni, ad eccezione del Lazio in cui la cumulata risulta nettamente superiore alla media: Marche (+1%), Lazio (+35%), Toscana (+9%), Abruzzo (+5%) e Umbria (+17%). Dal punto di vista climatologico, gli indicatori di siccità standardizzati SPI e SPEI su scala semestrale e annuale risultano prevalentemente compresi tra –0,6 e +2,2, ad esclusione della zona tra Teramo, Chieti e L’Aquila, dove si registrano valori inferiori a –3. Su scala biennale si evidenziano condizioni variabili tra umide e siccitose, con valori diffusamente compresi tra +2 e inferiori a –2 su gran parte del territorio del distretto, ad eccezione dell’area abruzzese caratterizzata da elevata siccità.

Il mese di gennaio ha mostrato temperature generalmente superiori alla media climatologica di riferimento (1991–2020), con anomalie positive diffusamente superiori a +1°C sul versante tirrenico e in Umbria. Nel Lazio si registrano localmente anomalie comprese tra +2°C e +3°C, mentre sul versante adriatico le anomalie si attestano intorno a +1°C; nelle aree interne dell'Abruzzo e lungo le coste si osservano invece anomalie negative fino a –1°C. Il mese di febbraio è stato caratterizzato da temperature estremamente miti, con anomalie comprese tra +1°C e +2°C lungo il versante adriatico e fino a +2°C/+4°C rispetto alla media climatologica (1991–2020) sulla restante area del distretto.

Nel mese di gennaio 2026 il valore medio di infiltrazione potenziale a scala di distretto è stato di 115 mm, presentando un forte scostamento positivo rispetto al valore mensile medio riferito al periodo 1991–2020, che è di 50 mm. Tale scostamento positivo si è avuto nella quasi totalità del territorio distrettuale, fatta eccezione per le aree più in quota dei principali rilievi abruzzesi e del settore meridionale della catena dei Monti Sibillini. A scala di distretto, anche nel mese di febbraio 2026 il valore medio di infiltrazione potenziale (87 mm) risulta essere maggiore rispetto al valore mensile riferito al periodo 1991–2020, che è di 48 mm. Tuttavia, un lieve scostamento negativo è apprezzabile in alcune zone del versante adriatico. L'analisi dell’infiltrazione potenziale media ha, inoltre, evidenziato che nei mesi di gennaio e febbraio 2026 in tutte le regioni del distretto la ricarica delle falde è stata comunque superiore ai valori del periodo 1991–2020, con scostamenti superiori variabili da +27% (a febbraio nelle Marche) a +166% (a gennaio nel Lazio).

Per quanto riguarda le principali sorgenti delle Marche, si osserva un quadro differenziato. La sorgente di Gorgovivo registra portate nel bimestre gennaio–febbraio 2026 (10.206 l/s a gennaio e 7.127 l/s a febbraio) significativamente superiori ai valori medi del periodo 2020–2025 (rispettivamente 3.907 l/s e 3.014 l/s). La sorgente Valcimarra evidenzia a gennaio una portata (46 l/s) leggermente inferiore rispetto ai valori medi del periodo (51 l/s), mentre a febbraio (65 l/s) risulta superiore alla media di riferimento (54 l/s). La sorgente Foce presenta valori pari a 154 l/s a gennaio e 165 l/s a febbraio 2026, leggermente superiori alle medie del periodo 2020–2025 (151 l/s e 145 l/s), ma ancora molto inferiori rispetto ai livelli pre-sisma; si segnala inoltre che l’intera portata disponibile risulta captata. La sorgente Pescara registra portate particolarmente contenute (6 l/s a gennaio e 9 l/s a febbraio 2026), inferiori ai valori medi del periodo 2020–2025 (25 l/s e 30 l/s). Nel Lazio, le principali sorgenti evidenziano nel complesso condizioni favorevoli. La sorgente dell'Acqua Marcia presenta portate pari a circa 4,2 m³/s a gennaio e 4,5 m³/s a febbraio 2026, tra i valori più elevati registrati negli ultimi anni per i medesimi mesi. Le sorgenti de Le Capore registrano portate complessive superiori a 4,5 m³/s a gennaio e a 5 m³/s a febbraio 2026, in crescita nel corso del bimestre. La sorgente del Peschiera evidenzia valori pari a 15,8 m³/s a gennaio e 16 m³/s a febbraio 2026, leggermente superiori ai corrispondenti mesi del 2025, ma collocati tra i valori più bassi registrati nei mesi omologhi degli ultimi cinque anni.

Per quanto riguarda i livelli idrometrici dei principali laghi naturali, si osserva, a partire dall'autunno 2025, una generale risalita dei livelli. Il Lago Trasimeno, presso la stazione di Monte del Lago, mostra una progressiva risalita fino al valore di –1,39 m rispetto allo zero idrometrico a fine febbraio 2026, pur permanendo su livelli significativamente inferiori allo zero di riferimento. Si evidenzia tuttavia come tale valore risulti significativamente inferiore rispetto al medesimo periodo dell'anno 2025, indicando la persistenza di un deficit idrico progressivo, nonostante i segnali di recupero osservati nelle ultime settimane. Il Lago di Albano evidenzia a fine febbraio 2026 un livello pari a +1,92 m, in marcata risalita rispetto al minimo registrato a metà novembre 2025 (+1,45 m), incremento riconducibile agli apporti pluviometrici intensi registrati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Il Lago di Bracciano registra un incremento del livello da 161,69 m s.l.m. a ottobre 2025 a 162,28 m s.l.m. a fine febbraio 2026; il valore attuale risulta superiore a quello dei mesi di febbraio del periodo 2017–2025 e inferiore ai livelli registrati negli anni precedenti al 2016 (con l’eccezione del 2008).

Per quanto riguarda gli invasi artificiali, tra gennaio e febbraio 2026 si osserva un progressivo aumento dei volumi invasati rispetto ai mesi di novembre e dicembre 2025. In Toscana, l’invaso di Montedoglio registra nel febbraio 2026 un livello di riempimento pari al 91%, in diminuzione rispetto al 96% di febbraio 2025; nel mese di gennaio 2026 il valore si attesta al 90%, superiore all’88% registrato a gennaio 2025. In Umbria, il Lago di Arezzo mostra a febbraio 2026 un livello di riempimento pari al 69%, in netto aumento rispetto al 43% di febbraio 2025, mentre i valori di gennaio risultano invariati, con un riempimento del 40% sia nel 2025 che nel 2026. Nelle Marche, a gennaio e febbraio 2026 si registrano diminuzioni rispetto agli stessi mesi del 2025 per alcuni invasi. In particolare, l’invaso di Castreccioni passa dall'89% di gennaio 2025 all'81% di gennaio 2026 e dal 90% di febbraio 2025 all'85% di febbraio 2026. L'invaso di Comunanza evidenzia una riduzione più marcata, con un livello di riempimento pari al 65% a gennaio 2026 rispetto al 90% del 2025, e pari all'89% a febbraio 2026 rispetto al valore di invaso registrato nello stesso mese dell’anno precedente (oltre il volume di massima regolazione). Gli altri invasi marchigiani (Mercatale, S. Ruffino e Rio Canale) risultano invece in aumento sia a gennaio che a febbraio 2026 rispetto al 2025. In Abruzzo, l'invaso di Penne mostra una lieve diminuzione sia a gennaio che a febbraio 2026 rispetto agli stessi mesi del 2025. Per la diga di Elvella (Lazio), si registra un netto aumento del riempimento a gennaio 2026, che raggiunge il 100%, rispetto al 51% di dicembre 2025 e al 91% di gennaio 2025. A febbraio 2026, il riempimento scende al 94%, valore inferiore rispetto al valore registrato nel mese di febbraio 2025, che si presentava maggiore al volume autorizzato.

Nel territorio della Regione Abruzzo il quadro complessivo evidenzia condizioni prevalentemente di severità idrica BASSA, con situazioni di severità MEDIA nei sub-ambiti Peligno-Alto Sangro e Chietino. Nel sub-ambito Aquilano la severità idrica è BASSA: nei distretti di L'Aquila (in parte), Piana di Navelli e Valle Subequana, la risorsa è garantita principalmente dalla sorgente del Gran Sasso, che nel mese di febbraio registra una portata pari a circa 335 l/s, in lieve diminuzione rispetto a gennaio e inferiore al valore stagionale atteso. L'utilizzo del campo pozzi di acqua Oria è in riduzione (195,63 l/s) grazie all’aumento della portata della sorgente del Chiarino. Nel distretto dell'Altopiano delle Rocche le fonti disponibili risultano sufficienti a soddisfare la domanda. Nel sub-ambito Marsicano la severità idrica è BASSA: le principali sorgenti mostrano portate in aumento e in linea con i valori stagionali; le sorgenti Ferriera e Pulciara evidenziano segnali di ripresa, mentre i campi pozzi restano stabili. Nel sub-ambito Peligno–Alto Sangro la severità idrica è MEDIA: la sorgente Gizio presenta portata nulla, rendendo necessario il ricorso ai campi pozzi per circa 400 l/s. La sorgente Le Prata mostra una lieve ripresa (circa 5 l/s), mentre le sorgenti montane (Lami, Rio Torto, Fonte Maiure) risultano in aumento e stabili da inizio febbraio. La disponibilità complessiva è garantita anche tramite il campo pozzi di Via Tratturo di Raiano, attivo a supporto dei comuni di Raiano e Corfinio. Nel sub-ambito Pescarese la severità idrica è BASSA: la disponibilità risulta stabile. Permane attivo il campo pozzi di Bussi sul Tirino (100 l/s), mentre è stato disattivato quello di Mortaio d'Angri. L’aumento della portata della sorgente Vitella d'Oro (sfioro di circa 100 l/s) ha consentito di ridurre il ricorso a forniture esterne. Nel sub-ambito Teramano la severità idrica è BASSA: I gruppi Fossaceca, Mescatore e Vacelliere risultano in incremento, mentre la sorgente del Traforo del Gran Sasso mostra una contrazione (642 l/s, in diminuzione rispetto a 680 l/s). Permane il ricorso al potabilizzatore di Colle di Croce (circa 505 l/s, in diminuzione rispetto a 636 l/s), utilizzato come fonte suppletiva ordinaria. Nel sub ambito Chietino la severità idrica è MEDIA: la sorgente Verde registra una lieve ripresa (1.045 l/s rispetto a 956 l/s), pur rimanendo inferiore ai valori massimi stagionali (circa 1.800 l/s). Permane l’utilizzo del campo pozzi (circa 200 l/s). Le sorgenti Avello e Sinello risultano in aumento ma non ancora sufficienti.

Nel territorio regionale del Lazio il livello di severità idrica si mantiene complessivamente su condizioni di severità BASSA, con un quadro stabile e segnali di miglioramento diffusi in relazione agli apporti pluviometrici occorsi dall’inizio dell’anno. ATO1 la severità idrica è BASSA, in miglioramento. Si osserva un generale recupero delle disponibilità idriche, in relazione agli apporti pluviometrici dell'ultimo bimestre, che hanno consentito un miglioramento rispetto alle condizioni registrate nel biennio 2024–2025. ATO2-Roma Città Metropolitana la severità è BASSA. Per l'ATO2 si conferma una condizione di severità idrica BASSA, in un contesto caratterizzato da assenza di criticità rilevanti e da un generale equilibrio del sistema di approvvigionamento. Nel bimestre gennaio–febbraio 2026 si osserva un incremento delle portate nei principali sistemi sorgivi, con dinamiche differenziate: • il sistema Simbrivio evidenzia un marcato incremento delle portate, con valori a febbraio collocati nelle fasce percentili più elevate; • le sorgenti del Peschiera mostrano un lieve recupero, pur mantenendosi su valori ancora inferiori rispetto agli anni più favorevoli della serie recente, collocandosi nelle fasce percentili medio-basse; • il sistema Acqua Marcia presenta un progressivo incremento delle portate tra gennaio e febbraio, con valori che si attestano su livelli coerenti con il periodo stagionale. Il quadro generale si conferma comunque stabile, al momento senza necessità di attivazione di misure di contrasto. ATO3 la severità è BASSA. Il sistema evidenzia condizioni in miglioramento, con recupero delle disponibilità idriche e assenza di criticità significative; le portate risultano in generale aumento rispetto ai mesi precedenti e le fonti di approvvigionamento, costituite da sorgenti a carattere perenne e campi pozzi con elevata capacità, garantiscono la copertura del fabbisogno idrico. ATO4 la severità è BASSA. Le disponibilità idriche, precedentemente in condizioni di criticità, risultano in progressivo recupero, con un quadro complessivamente stabile e senza criticità rilevanti per l’approvvigionamento. ATO5, permane una condizione di severità idrica MEDIA, precedentemente in alta, riferita a una porzione territoriale molto limitata del distretto. Pur in presenza di segnali di miglioramento legati agli apporti pluviometrici recenti, la situazione complessiva richiede il mantenimento di un attento monitoraggio: tali apporti, infatti, non risultano sufficienti a colmare il deficit idrologico di lungo periodo, che risulta evidente dagli indicatori idrologici su scala pluriennale, configurando una condizione ancora riconducibile a siccità idrologica.

Nella Regione Marche, il quadro regionale evidenzia, nel complesso, condizioni in miglioramento, con severità NORMALE negli AATO1 e AATO2, BASSA negli AATO3 e AATO4 e MEDIA nell'AATO5. AATO1-Provincia di Pesaro e Urbino: Le precipitazioni di gennaio e febbraio hanno determinato un aumento delle portate superficiali e sorgive; con un significativo incremento delle portate del Candigliano. La severità idrica locale è NORMALE, in miglioramento rispetto alla precedente condizione di severità BASSA. AATO2-Provincia di Ancona: Le portate superficiali (Esino, stazione di Camponocecchio) risultano in aumento. Le sorgenti mostrano un generale recupero, in particolare Tufi e Montenero. Si registra una riduzione delle fonti integrative e la cessazione dei rifornimenti con autobotti. La severità idrica locale è passata a NORMALE, rispetto alla precedente condizione di severità BASSA. AATO3-Provincia di Macerata (e parte di Ancona): Le portate del fiume Potenza risultano in aumento. Le principali sorgenti (Valcimarra e Niccolini) si mantengono sopra la soglia critica di 35 l/s con valori a febbraio superiori al medesimo mese del 2025. Non si segnalano criticità di approvvigionamento. La severità idrica locale è BASSA, in miglioramento. AATO4-Provincia di Macerata (e parte di Fermo): Le portate delle principali sorgenti risultano in aumento. Si registra una forte riduzione del ricorso ai campi pozzi, con un’incidenza pari a circa 1% del totale a febbraio 2026, rispetto al 64% del dicembre 2025. La severità idrica locale è BASSA, in miglioramento. AATO5-Provincia di Fermo (parte) e Ascoli Piceno (severità MEDIA): Le principali sorgenti evidenziano un aumento rispetto ai mesi precedenti, pur rimanendo inferiori ai valori medi del periodo 2017–2023 (post-sisma). Si osserva una riduzione del ricorso ai campi pozzi (circa 43% del totale a febbraio 2026, rispetto al 58% a febbraio 2025) e un progressivo spegnimento degli stessi. La severità idrica locale si conferma MEDIA, con trend in miglioramento.

Nel territorio regionale della Toscana il livello di severità idrica si mantiene NORMALE, in relazione agli apporti pluviometrici complessivamente abbondanti registrati nei mesi recenti, che hanno sostenuto le disponibilità idriche e garantito condizioni di equilibrio del sistema di approvvigionamento.

Nel territorio regionale dell'Umbria il livello di severità idrica si attesta su condizioni di severità BASSA, in miglioramento rispetto ai mesi precedenti, in relazione agli apporti pluviometrici superiori alla media registrati nel primo bimestre 2026. Tali precipitazioni hanno determinato un generale incremento delle portate sorgive già dai primi giorni di gennaio, con effetti protratti fino alla fine di febbraio. Le portate risultano tuttavia ancora inferiori a quelle osservate in anni particolarmente piovosi, come il 2014. Il monitoraggio delle falde evidenzia segnali di recupero più graduali, rilevati a partire da inizio/metà febbraio; le osservazioni aggiornate all’11 marzo confermano un trend positivo, sebbene i livelli non abbiano ancora raggiunto valori pienamente in linea con le condizioni storiche di riferimento. Permane una condizione di criticità per il Lago Trasimeno che, nonostante gli effetti positivi delle precipitazioni, alla fine del mese di febbraio 2026 presenta un livello pari a –1,39 m rispetto allo zero idrometrico, configurandosi come il secondo valore più basso per la stessa data dal 1968, dopo il minimo registrato nel 2004 (–1,52 m). Il regime idrologico dei corsi d’acqua evidenzia una discreta dinamicità: la frequenza dei colmi di piena mostra analogie con scenari caratterizzati da apporti pluviometrici superiori, sebbene i volumi di deflusso istantaneo risultino quantitativamente più contenuti, in relazione a precipitazioni frequenti ma di limitata persistenza ed efficacia idrologica. Allo stato attuale, l'approvvigionamento idrico potabile non evidenzia criticità rilevanti, anche grazie al ricorso a trasferimenti di risorsa che consentono di compensare situazioni locali, comunque limitate in termini di utenza coinvolta. Nel complesso, il quadro evidenzia un trend favorevole della disponibilità idrica, pur richiedendo il mantenimento di un monitoraggio puntuale in vista della stagione estiva.

Aggiornamento del 10/04/2026

Nel periodo compreso tra il 4 e il 10 aprile 2026, il quadro meteoclimatico del Distretto dell’Appennino Centrale è stato caratterizzato da condizioni di generale stabilità, con apporti pluviometrici pressoché assenti su tutto il territorio distrettuale. Dal punto di vista termico, si sono registrati valori generalmente in linea con il periodo, senza effetti rilevanti sulla domanda evaporativa. Nel complesso, l’assenza di apporti non ha determinato variazioni apprezzabili dello stato quantitativo della risorsa disponibile e il quadro delle severità idriche si è mantenuto sostanzialmente costante. Si osservano tuttavia alcuni elementi puntuali di miglioramento, in particolare nel territorio abruzzese, prevalentemente nei settori centro-meridionali, in relazione agli effetti sulle falde e sulle sorgenti degli eventi precipitativi particolarmente significativi registrati nella settimana precedente.

Lo scenario della severità idrica a scala distrettuale si conferma pertanto su condizioni di severità BASSA, permanendo l’esigenza di un attento monitoraggio della situazione in vista dell’approssimarsi della stagione estiva.

Per la Regione Toscana, con riguardo alle porzioni di territorio ricadenti nel Distretto dell’Appennino Centrale, si rilevano condizioni di severità idrica NORMALE. Il quadro idrologico si mantiene complessivamente stabile, senza evidenza di criticità, anche in relazione agli effetti di un prolungato periodo caratterizzato da precipitazioni efficaci, che ha contribuito al mantenimento di livelli di disponibilità della risorsa adeguati ai fabbisogni.

Per la Regione Marche si conferma, anche per la settimana in esame, il quadro già rappresentato nel precedente aggiornamento settimanale, senza variazioni di rilievo. In particolare, il quadro della severità idrica si presenta differenziato tra i diversi ambiti territoriali, con condizioni comprese tra NORMALE e MEDIA: gli ATO1 e ATO2 si attestano su livelli di severità NORMALE, gli ATO3 e ATO4 su livelli di severità BASSA, mentre per l’ATO5 si conferma una severità MEDIA. Si osservano segnali di miglioramento negli ATO4 e ATO5.

Per la Regione Abruzzo il quadro della severità idrica risulta differenziato tra i diversi Sub-Ambiti, con condizioni prevalentemente BASSE e situazioni di severità MEDIA nei Sub-Ambiti Peligno Alto Sangro e Chietino, entrambi caratterizzati da un trend in miglioramento. Nel Sub-Ambito Aquilano e nel Sub-Ambito Teramano, la sorgente del Gran Sasso permane in condizioni di contrazione, evidenziando un lieve calo, mentre le altre sorgenti risultano pressoché stabili; si confermano condizioni di severità BASSA. Nel Sub-Ambito Marsicano si rileva un aumento delle portate delle sorgenti Ferriera e Pulciara, mentre la sorgente Rio Sonno, più superficiale, evidenzia una lieve flessione compensata dal contributo del campo pozzi di Trasacco; si conferma una severità BASSA. Nel Sub-Ambito Peligno Alto Sangro la sorgente Gizio mostra una portata in ripresa, attestandosi intorno a 130 l/s, da monitorare nelle prossime settimane; le altre sorgenti risultano stabili. Si conferma una severità MEDIA, con trend in miglioramento. Nel Sub-Ambito Pescarese si evidenzia un aumento delle portate delle sorgenti superficiali, con presenza di sfiori; si conferma una severità BASSA. Nel Sub-Ambito Chietino si registra un generale incremento della disponibilità idrica; l’utilizzo dei campi pozzi a supporto della sorgente Verde è in lieve diminuzione e il numero di comuni in turnazione si riduce (da 20 a 13, con turnazioni prevalentemente strutturali). Si conferma una severità MEDIA, con trend in miglioramento.

Per la Regione Umbria si confermano condizioni di severità idrica BASSA. Nel corso della settimana si sono registrate precipitazioni pressoché assenti, senza effetti diretti sul quadro idrologico. Si osservano modesti cenni di recupero per la maggior parte delle sorgenti, con livelli piezometrici in leggero aumento, riconducibili agli effetti differiti delle precipitazioni delle settimane precedenti. I livelli degli invasi artificiali risultano pressoché stazionari; in particolare, il volume disponibile per gli usi irrigui del lago di Arezzo si attesta al 99% di riempimento. Il livello del Lago Trasimeno risulta stabile e invariato rispetto alla settimana precedente, attestandosi a –1,42 m rispetto allo zero idrometrico.

Per la Regione Lazio, a fronte di precipitazioni pressoché assenti, si conferma anche per la settimana in esame il quadro già rappresentato nel precedente aggiornamento settimanale, senza variazioni nelle classi di severità nei diversi ambiti territoriali e senza significative criticità, fatta eccezione per la porzione di territorio di estensione ridotta dell’ATO5 ricadente nel Distretto dell’Appennino Centrale, dove si registra un livello di severità idrica MEDIO. Nel complesso il quadro della severità idrica si mantiene su livelli BASSI. Anche l’ATO2–Roma Città Metropolitana, di particolare rilevanza per la complessità e la dimensione del sistema di approvvigionamento e distribuzione della risorsa, si mantiene in condizioni di severità BASSA, mentre si rileva un trend in miglioramento nell’ATO1.

Nella tabella seguente si riportano livelli delle severità dei singoli Ambiti Territoriali Ottimali del Distretto:

RegioneAmbito OttimaleLivello Severità idricaTrend
ToscanaTerritorio ricadente nel DistrettoNORMALE
MarcheATO1NORMALE
ATO2NORMALE
ATO3BASSO
ATO4BASSOmiglioramento
ATO5MEDIOmiglioramento
AbruzzoSub-ambito AquilanoBASSO
Sub-ambito MarsicanoBASSO
Sub-ambito Peligno Alto SangroMEDIOmiglioramento
Sub-ambito PescareseBASSO
Sub-ambito TeramanoBASSO
Sub-ambito ChietinoMEDIO
UmbriaATO unicoBASSO
LazioATO1BASSOmiglioramento
ATO2BASSO
ATO3BASSOmiglioramento
ATO4BASSOmiglioramento
ATO5MEDIO

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Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino Meridionale

Stato severità BASSA – Bollettino del 30/03/2026

A seguito della seduta dell'Osservatorio sugli utilizzi idrici dell'Appennino Meridionale del 30 marzo u.s., si riporta di seguito la sintesi dello scenario di severità idrica per il comparto potabile e per il comparto irriguo.

I dati disponibili e le analisi condotte per i principali schemi idrici distrettuali hanno consentito di rilevare la presenza di situazioni di significativa criticità.

In particolare, si è rilevato che:
i) invasi del sistema Acque del Sud lucano: al momento l'evoluzione della disponibilità evidenzia un buon recupero di risorsa idrica tanto per l'invaso di Monte Cotugno quanto per l'invaso del Pertusillo;
ii) invasi dello schema Ofanto, attualmente si riscontra una disponibilità di circa 120 Mm3 con un surplus di circa 40 Mm3 rispetto al periodo omologo dello scorso anno: va precisato che la programmazione curata dall'Autorità del Distretto idrografico dell'Appennino Meridionale ha significativamente mitigato la criticità legata alla carenza di disponibilità idrica;
iii) schema Fortore (Occhito), i dati disponibili evidenziano un surplus di circa 53 Mm3 rispetto al periodo omologo dello scorso anno, effetto della sostanziale mancata erogazione irrigua; risulta necessario proseguire il monitoraggio ai fini della programmazione;
iv) schema Sele-Calore, i dati disponibili consentono di rilevare ancora un ritardo nel processo di ricarica degli acquiferi interessati, con un deficit di portata, rispetto alla media storica, di circa 280 l/s per le sorgenti di Cassano Irpino e di circa 400 l/s per la sorgente Sanità di Caposele, con valori della media di marzo non molto lontani da quanto registrato nel 2017;
v) schemi Campania, nel complesso per gli schemi idrici regionali si riscontra un complessivo miglioramento; si riscontrano criticità localizzate legate essenzialmente al problematiche infrastrutturali;
vi) schemi Abruzzo, si rileva un grado di severità idrica che risulta essere BASSA per l'area del Fucino (sub-ambito marsicano) e MEDIA per le aree del chietino;
vii) schemi Lazio, si riscontra un complessivo miglioramento della condizione di disponibilità, con una severità idrica valutabile nell'insieme come MEDIA per il territorio dell’'ATO5-Frosinone;
viii) area calabrese, si registra un complessivo recupero della disponibilità, tanto per le fonti SORICAL quanto per il sistema Arvo-Ampollino, con un livello di severità idrica BASSO per il l territorio regionale, pur registrando il permanere dello stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria;
ix) schemi idrici lucani, le indicazioni del gestore confermano un complessino recupero di disponibilità sul territorio regionale, sebbene non siano stati trasferiti dati aggiornati da parte del gestore; la severità idrica risulta BASSA pur permanendo lo stato di emergenza, di prossima scadenza, per lo schema Basento-Agri-Camastra, per il quale si riscontra un significativo incremento della disponibilità all'invaso rispetto allo stesso periodo del 2024, anche per effetto degli interventi realizzati dal Commissario Straordinario/Segretario Generale;
x) schemi idrici molisani, le informazioni ricevute da Molise Acque sulle condizioni di disponibilità idrica indicano un grado di severità idrica BASSO.

Per quanto attiene lo SPI, le valutazioni confermano l'evidenza, alle diverse scale temporali di analisi, di una situazione di maggiore deficit idrico nelle aree interne e nei bacini sottesi ad alcune delle dighe attualmente in condizioni critiche.

In sintesi, per il comparto potabile, il livello di severità idrica risulta BASSO per l'intero territorio distrettuale, ad eccezione del Lazio e della provincia di Chieti (Abruzzo). in chiusura lo stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria e per lo schema Basento-Camastra-Agri.

Per il comparto irriguo, lo scenario di severità idrica è BASSO per l'intero territorio distrettuale, ad eccezione dei comprensori irrigui serviti dagli schemi del Fortore e dell'Ofanto.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico della Sardegna

Stato severità NORMALITÀ – Bollettino dei serbatoi artificiali del Sistema Idrico Multisettoriale della Sardegna di febbraio 2026

Al 28 febbraio 2026 il SIMR-Sistema Idrico Multisettoriale Regionale, attraverso il sistema degli invasi, disponeva di un volume invasato di 1.758 milioni di metri cubi d'acqua, pari a circa il 94,7% del volume utile di regolazione autorizzato. Il valore del volume idrico invasato al 28 febbraio 2026 ha subito un incremento, pari a 450 milioni di metri cubi, rispetto al volume invasato al 31 gennaio 2026.

Per quanto riguarda l'indicatore di stato per il monitoraggio e il preallarme della siccità dell'intera Isola relativo al mese di febbraio 2026, si registra una condizione di "normalità" o "regime ordinario", con un valore dell'indicatore sullo stato delle risorse invasate in relazione alla domanda allacciata di 0,73, che, essendo compreso tra 0,5 e 1,0, corrisponde a uno scenario di NON SEVERITÀ idrica.

In merito a situazioni locali, si evidenzia che il volume invasato al 28 febbraio nel Sistema Idrico dell’Alto Cixerri, al quale appartengono gli invasi di Punta Gennarta e di Medau Zirimilis, è stato pari a circa 7,13 Mm3, corrispondente a circa il 38% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Cixerri al 28 febbraio 2026 è stato pari a 0,18, corrispondente di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. Occorre evidenziare che il valore dell'indicatore è in parte influenzato dai lavori in corso sulla diga di Medau Zirimilis (attività di impermeabilizzazione del paramento di monte finanziata con fondi PNRR) che hanno reso necessario un progressivo svuotamento del lago. Come stabilito dal Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino della Sardegna, l'approvvigionamento delle utenze allacciate al suddetto invaso verrà garantito con l'interconnessione Flumendosa-Cixerri.

Con riferimento al Sistema Posada, il volume invasato al 28 febbraio 2026 nell'invaso di Maccheronis è stato pari a circa 12,06 Mm3, corrispondente a circa il 52,8% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Posada al 28 febbraio 2026 è stato pari a 0,18, corrispondente al livello di pericolo e a uno scenario di severità idrica MEDIA. Il valore dell'indicatore di stato del Sistema Posada risente anche del fatto che a causa dei lavori sul pancone e sugli scarichi di sovralzo della diga la quota di invaso non poteva superare, per il mese di febbraio, il valore di 38 m s.l.m. Dalla prima decade del mese di marzo c.a. tale limitazione è stata rimossa. Il valore dell’indicatore, inoltre, dipende dal fatto che nel processo di simulazione è stato considerato un volume di regolazione che non tiene conto delle limitazioni d’invaso imposte dal MIT Ufficio Dighe.

In merito al Sistema Nord Occidentale, si osserva che al 28 febbraio 2026 si aveva un volume invasato pari a circa 283 Mm3 corrispondente a circa l'85% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 333,42 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Nord Occidentale al 28 febbraio 2026 è stato pari a 0,44, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA. Si osserva, altresì, che nell'ambito di tale Sistema, il Sub-Sistema costituito dagli invasi di Temo, Cuga e Bidighinzu, al quale è allacciata una domanda idropotabile media annua pari a circa 21 Mm3 (Acquedotti Temo e Bidighinzu) non alimentabile da risorse alternative, al 28 febbraio 2026 aveva un volume invasato pari a circa 90 Mm3 corrispondente a circa l'83% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 108,9 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sub-Sistema Temo-Cuga-Bidighinzu al 28 febbraio 2026 è stato pari a 0,65, corrispondente al livello ordinario e a uno scenario di NON SEVERITÀ idrica.

Per quanto riguarda il Sistema Ogliastra, al quale appartengono gli invasi di Bau Muggeris e di Santa Lucia, si evidenzia che alla data del 28 febbraio 2026 i suddetti invasi hanno raggiunto la quota utile di regolazione autorizzata pari a 59,72 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Ogliastra al 28 febbraio 2026 è stato pari a 0,59, corrispondente al livello di vigilanza e ad uno scenario di severità idrica BASSA.

Relativamente al sistema dell'Alto Taloro, al quale appartengono gli invasi di Olai e Govossai gestiti da Abbanoa SpA, gestore del Servizio Idrico Integrato, il volume invasato al 28 febbraio 2026 è stato pari a circa 7,5 Mm3 corrispondente a circa il 58,5% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Taloro al 28 febbraio 2026 è stato pari a 0,29, corrispondente al livello ordinario e a uno scenario di NON SEVERITÀ idrica.

Relativamente al sistema dell’Alto Taloro, al quale appartengono gli invasi di Olai e Govossai gestiti da Abbanoa SpA, gestore del Servizio Idrico Integrato, si segnala che alla data del 28 febbraio 2026 i suddetti invasi hanno raggiunto la quota utile di regolazione autorizzata pari a 12,79 Mm3. L’indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Taloro al 28 febbraio 2026 è stato pari a 0,47, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA.

In merito al sistema Alto Coghinas, al quale appartengono gli invasi di Monte Lerno e di Sos Canales, si evidenzia che al 28 febbraio 2026 il volume invasato era pari a 38,03 Mm3. Occorre segnalare che nell’invaso di Monte Lerno insiste una forte limitazione di invaso, pari a circa il 50% della capacità massima autorizzabile, imposta dall’Ufficio Dighe di Cagliari del MIT. L’indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Coghinas al 28 febbraio 2025 è stato pari a 0,41, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA.

Occorre segnalare, evidenziare, inoltre, che alla data del 28 febbraio 2026 il volume invasato nel Sub-Sistema Medio Flumendosa, costituito dagli invasi Flumineddu a Capanna Silicheri, Flumendosa a Nuraghe Arrubiu e Mulargia a Monte Su Rei, era pari a circa 523 Mm3 a fronte di un volume utile di regolazione autorizzato pari a circa 584,1 Mm3. L’indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sub-Sistema Medio Flumendosa al 28 febbraio 2026 è stato pari a 0,68, corrispondente ad un livello ordinario e ad uno scenario di NON SEVERITÀ idrica.

Infine, si evidenzia che alla data del 28 febbraio 2026 il volume invasato nel Sistema Tirso a Cantoniera è stato pari a circa 514 Mm3, superando il volume utile di regolazione autorizzato, quest’ultimo pari a 451,54 Mm3.

Si precisa, inoltre, che lo stato di consistenza dei volumi invasati, aggiornato al 28 febbraio 2026, il confronto di quest'ultimo con gli scenari pregressi (sino a partire dall'anno idrologico 2000–2001), i valori dei citati indicatori ecc., sono informazioni rese disponibili, a passo mensile, nel Sistema Web-GIS raggiungibile al link disponibile qui.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico della Sicilia

Stato severità ALTA – Sedute del 17/12/2025 e aggiornamento del 25/02/2026

A conclusione dell'incontro del 17 dicembre u.s., l'Osservatorio distrettuale per gli utilizzi idrici del Distretto idrografico della Sicilia ha confermato per l'intero distretto lo stato complessivo di severità idrica ALTA.

Aggiornamento del 25/02/2026

In termini di severità idrica, si conferma lo stato complessivo di severità idrica ALTA evidenziato nell'incontro dell'Osservatorio dello scorso 17 dicembre.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Sintesi condivisa del Gruppo tecnico per le previsioni mensili e stagionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile

Sintesi relativa all'incontro del 24/10/2025

Aggiornamento previsioni meteo a lungo termine

La fase finale del mese di ottobre e l'inizio di novembre vedranno il passaggio di alcune perturbazioni atlantiche che interesseranno maggiormente il Nord e i nostri settori di Ponente. Successivamente è attesa una fase moderatamente più stabile in particolare al Centro-Sud. Prevalgono, complessivamente, per le prossime tre-quattro settimane segnali di precipitazioni intorno le medie del periodo con alcuni segnali specifici di maggiori piogge al Nord e meno all'estremo Sud. Per le temperature è generalizzato un segnale superiore alle medie del periodo.

Sul lungo periodo (novembre-dicembre-gennaio) i segnali proposti dai vari enti per le precipitazioni sono più discordanti sinonimo di situazione di bassa predicibilità con associata una forte variabilità termica intorno le medie. Non vengono escluse possibili irruzioni più fredde specie nella seconda parte nel periodo analizzato. Emerge fra gli enti una leggera preferenza per segnali di precipitazioni nelle medie del periodo.

 

Archivio delle sintesi degli stati di severità idrica nazionale, a partire dal 28/07/2022