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Lo stato di severità idrica a scala nazionale

Ultimo aggiornamento: 03/05/2026

Lo stato di severità idrica a scala nazionale qui riportato è ottenuto sulla base delle risultanze delle riunioni degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici e degli aggiornamenti comunicati dalle Autorità di Bacino Distrettuale, che coordinano gli Osservatori. Gli Osservatori sono stati istituiti, a partire dal 2016, nei sette Distretti idrografici in cui è ripartito il territorio nazionale, e costituiscono misura del Piano di Gestione delle Acque, ai sensi della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE. Gli Osservatori si configurano, pertanto, come strumento a supporto del governo integrato dell’acqua e forniscono gli indirizzi per la regolamentazione dei prelievi e degli usi e delle possibili compensazioni, in particolar modo in occasione di eventi di siccità e/o di scarsità idrica.

A seguito dell'emanazione del c.d. decreto siccità D.L. 39/2023 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2023) e della sua successiva conversione in legge, con la legge 13 giugno 2023, n. 68 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 136 del 13 giugno 2023), l'Osservatorio diviene organo dell'Autorità di Bacino Distrettuale, ai sensi dell'art. 63, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 (c.d. T.U. Ambientale), e opera sulla base degli indirizzi adottati ai sensi dell'art. 63, commi 2 e 5 dello stesso decreto legislativo.

Le attività degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici fanno riferimento alle situazioni corrispondenti a diversi scenari di severità idrica così individuati:

  • situazione normale ossia scenario non critico, in cui i valori degli indicatori di crisi idrica (portate/livelli/volumi/accumuli) sono tali da prevedere la capacità di soddisfare le esigenze idriche del sistema naturale e antropico, nei periodi di tempo e nelle aree considerate;
  • scenario di severità idrica bassa: in cui la domanda idrica è ancora soddisfatta, ma gli indicatori mostrano un trend peggiorativo, le previsioni climatiche mostrano ulteriore assenza di precipitazione e/o temperature eccedenti i valori ordinari per il periodo successivo;
  • scenario di severità idrica media: lo stato di criticità si intensifica in quanto le portate in alveo risultano inferiori ai valori tipici del periodo, la temperatura elevata determina un fabbisogno idrico superiore alla norma, i volumi accumulati negli invasi e nei serbatoi non sono tali da garantire gli utilizzi idropotabili, irrigui, industriali e ambientali con tassi di erogazione standard. Sono probabili danni economici e impatti reversibili sull'ambiente;
  • scenario di severità idrica alta: sono state prese tutte le misure preventive ma prevale uno stato critico non ragionevolmente prevedibile, nel quale la risorsa idrica non risulta sufficiente a evitare danni al sistema, anche irreversibili. Sussistono le condizioni per la dichiarazione dello stato di siccità prolungata ai sensi dell'art. 4.6 della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (Water Framework Directive 2000/60/EC) o, in casi più gravi, per l'eventuale richiesta, da parte delle Regioni interessate, della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale (ai sensi della L. 225/1992, come modificata dalla L. 100/2012, e secondo quanto previsto dalla Dir. PCM 26 ottobre 2012).

Sulla base delle riunioni ultime degli Osservatori e dei successivi aggiornamenti, la situazione sullo stato di severità idrica a scala nazionale al 03/05/2026 è quella riportata nella seguente figura, ottenuta considerando la situazione media in ciascun Distretto idrografico, così come riportata dall'Osservatorio. Trattandosi di situazioni medie a livello distrettuale, si sottolinea la possibilità che ci siano anche aree all'interno dei singoli Distretti idrografici con uno stato di severità idrica differente (inferiore o superiore rispetto a quello del Distretto). Pertanto, è sempre necessario fare riferimento ai Bollettini dei singoli Osservatori e alle sintesi sotto riportate per una panoramica completa della situazione nei singoli Distretti idrografici. È, inoltre, possibile visionare e scaricare le precedenti situazioni di severità idrica consultando l'Archivio posto in calce.

A completamento del quadro delineato dai Bollettini, è riportata la Sintesi condivisa del Gruppo tecnico per le previsioni mensili e stagionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile e riunitosi in data 24/04/2026.

Le sintesi relative allo stato di severità idrica per ciascun Osservatorio distrettuale sono a cura della corrispondente Autorità di Bacino Distrettuale, che ne coordina le attività. La gestione della pagina web è a cura dell'ISPRA ed è effettuata nell'ambito delle attività del Comitato tecnico di coordinamento nazionale degli Osservatori, istituito, sempre a partire dal 2016, sotto il coordinamento dell'attuale Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Comitato ha il compito di promuovere l’armonizzazione su tutto il territorio nazionale dei criteri da adottare per l’individuazione e la raccolta dei dati necessari alla gestione delle risorse idriche, per il monitoraggio degli eventi di siccità e scarsità idrica e per la determinazione dei livelli di severità idrica, basati su dati ufficiali e valutazioni solide e coerenti con le valutazioni effettuate dagli enti territoriali afferenti agli stessi Osservatori.

Osservatorio del Distretto idrografico delle Alpi Orientali

Stato severità BASSA – Notiziario n. 3/2026 del 10/04/2026 e aggiornamento del 30/04/2026

Nella seduta tenutasi in data 10 aprile u.s., l'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici istituito presso l'Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali, ha prodotto un aggiornamento dello stato delle risorse idriche, secondo le diverse componenti idro-meteo-climatiche che lo caratterizzano (precipitazioni, presenza di neve al suolo, portate fluenti, livelli freatimetrici, volumi invasati nei serbatoi) e una valutazione sulle previsioni meteoclimatiche di breve termine.

In relazione all’andamento degli indici e indicatori meteo-climatici, idrologici ed idrogeologici e tenuto conto della probabile evoluzione meteo-climatica, l’Osservatorio ha ritenuto di individuare il livello di severità idrica BASSA per l’intero Distretto idrografico.

Aggiornamento del 30/04/2026

L'aggiornamento settimanale conferma la situazione a livello distrettuale di uno stato di severità BASSA; è consultabile al link disponibile qui il report completo riportante i dati che si riferiscono:
– alle portate fluenti presso alcune significative stazioni strumentate del territorio distrettuale;
– ai livelli freatimetrici rilevati presso alcune stazioni strumentate del territorio distrettuale;
– ai volumi di risorsa idrica potenzialmente disponibili presso gli invasi strategici del territorio distrettuale;
– alle portate derivate per uso irriguo nelle derivazioni "strategiche";
– alle previsioni meteorologiche per le prossime settimane;

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico del Fiume Po

Stato NORMALITÀ – Bollettino ordinario n. 8/2025 del 23/10/2025 e aggiornamento del 30/04/2026

Per quanto riguarda la previsione meteo, il territorio del Distretto idrografico del Fiume Po nei prossimi giorni sarà caratterizzato da condizioni maggiormente stabili rispetto a quelle osservate nel più recente periodo, durante il quale si sono verificate perturbazioni e piogge diffuse. Nelle principali sezioni del fiume Po è attesa un'ulteriore graduale, seppur non costante, riduzione dei deflussi, i quali però permarranno su valori superiori alle corrispondenti portate di magra ordinaria.

Nonostante la quasi totale assenza di precipitazioni durante le prime settimane di ottobre, che ha determinato una generale riduzione delle portate nei corsi d'acqua del Distretto, la disponibilità idrica si mantiene nel complesso soddisfacente, beneficiando dei volumi stoccati dai Grandi Laghi alpini superiori alla media e dell'ormai limitata richiesta di fabbisogni irrigui. Le portate di Po, inoltre, sebbene anch'esse caratterizzate da un andamento in costante calo dopo essere state interessate da un incremento verificatosi nell'ultima settimana di settembre, si mantengono su valori superiori rispetto alla portata di magra ordinaria.

Pertanto, per quanto sopra riportato e considerato il fatto che ad oggi la disponibilità idrica complessiva nel Distretto si mantiene su livelli soddisfacenti, che il periodo irriguo è ormai concluso e che non sono presenti criticità dal punto di vista dei diversi utilizzi, nemmeno in riferimento agli ambiti dove in precedenza erano state segnalate delle difficoltà di approvvigionamento, a seguito della seduta odierna dell'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, in cui sono stati condivisi e commentati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale viene confermata NORMALE.

Aggiornamento del 30/04/2026

La portata transitante nelle principali sezioni del fiume Po ha mostrato un generale decremento. Le portate risultano essere sotto media per tutte le sezioni; l'indice standardizzato SFI-Standardized Flow Index, calcolato per gli ultimi 30 giorni, identifica condizioni "nella norma" per tutte le sezioni. All'ultima data considerata, la portata a Pontelagoscuro è di 836 m3/s, valore superiore alla soglia critica relativa al fenomeno dell'intrusione salina, consistente in 450 m3/s.

Per quanto riguarda i Grandi Laghi, i volumi invasati si trovano in condizioni identificate "nella norma", ad eccezione del Lago Maggiore per il quale si identifica invece una condizione di "umidità moderata" (indice standardizzato SVI-Standardized Volume Index calcolato sugli ultimi 30 giorni).

Il valore complessivo di SWE-Snow Water Equivalent evidenzia, sulla base dei dati disponibili, accumuli nevosi in linea con i valori tipici del periodo Emilia-Romagna, superiori alla media in Piemonte, mentre in Lombardia e in Valle d'Aosta risultano inferiori alla media.

A seguito della seduta dell’Osservatorio tenutasi il 14 aprile, dove sono stati condivisi e commentati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale risulta essere NORMALE con l’esclusione per il territorio lombardo dei sottobacini dei fiumi Ticino, Adda, Brembo, Serio, Oglio, Chiese e Mincio, per i quali la severità idrica viene attualmente identificata BASSA con precipitazioni a causa del deficit di riserva nivale e di riempimento degli invasi. Lo stato delle riserve idriche risulta particolarmente scarso nei sottobacini dei fiumi Adda, Brembo, Serio e Oglio, per i quali il deficit supera il 40% rispetto alla media del periodo di riferimento; tuttavia, la domanda idrica è attualmente contenuta e pertanto ancora soddisfatta. Gli indicatori e gli indici mostrano però un trend peggiorativo; si ritiene quindi necessario rivalutare gli scenari di severità idrica con un orizzonte temporale di breve periodo.

La settimana compresa tra il 27 aprile e il 3 maggio si presenta caratterizzata da un regime prevalentemente ciclonico sul versante adriatico, preceduto da un regime anticiclonico, immediatamente ad ovest del paese. Ne conseguirà un regime pluviometrico al di sopra della media del periodo lungo le coste adriatiche, al di sotto su arco alpino e aree costiere tirreniche, generalmente in linea sul resto del paese. Le temperature invece si presenteranno al di sopra della media del periodo sulla Sardegna, leggermente al di sotto su nord-est e regioni adriatiche centrali, generalmente in linea sul resto del paese. (Fonte: meteoam.it)

Nei prossimi giorni, il Distretto del Fiume Po sarà interessato da condizioni di stabilità.

Aggiornamento completo consultabile al link disponibile qui.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino Settentrionale

Stato NORMALE – Bollettino n. 7/2025 del 22/12/2025 e aggiornamento del 30/04/2026

In data 22 dicembre u.s. si è tenuta una seduta dell'Osservatorio distrettuale sugli utilizzi idrici dell'Appennino Settentrionale, nel corso della quale, sulla base del quadro conoscitivo e previsionale aggiornato, è stato confermato un livello di severità idrica NORMALE a livello di distretto.

Aggiornamento del 30/04/2026

Alla data del 30 aprile, è comunicato a livello distrettuale un livello di severità idrica NORMALE.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino Centrale

Stato severità BASSA – BIO-Bollettino Informativo Osservatorio, N.2 del 26/03/2026 e aggiornamento al 30/04/2026

In data 26 marzo u.s., si è tenuta la riunione dell'Osservatorio Permanente sull'Utilizzo delle Risorse Idriche, convocata ai sensi del D.L. 39/2023, con la partecipazione dei componenti nominati con decreto del Ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. L'incontro si è svolto secondo quanto previsto dal regolamento di funzionamento dell'organo dell'Autorità (Delibera CIP n. 36/2023) ed è stato presieduto dal Segretario Generale dell'Autorità, che ne ha curato il coordinamento e ha illustrato in premessa la sintesi dell'andamento dello stato della risorsa e delle connesse criticità nell'intero anno 2025.

Nel corso della riunione, sulla base dell'aggiornamento del quadro meteo-climatico e idrologico del Distretto, nonché dei contributi forniti dai componenti dell'Osservatorio, finalizzati a un'analisi complessiva dello stato della risorsa in relazione al soddisfacimento dei fabbisogni, è stato valutato lo scenario della severità idrica distrettuale, con particolare riguardo all'efficienza del Servizio Idrico Integrato e agli effetti dell'evoluzione del contesto climatico sulla disponibilità della risorsa. Lo scenario di severità idrica distrettuale si attesta su un livello BASSO, con un miglioramento generale rispetto all'aggiornamento del 5 febbraio 2026.

Ai sensi del regolamento dell'Osservatorio, nello scenario di severità idrica BASSA, l'Osservatorio assume il ruolo di Cabina di Regia per la gestione della crisi idrica, procedendo: • alla valutazione degli scenari di impatto sui diversi usi e sui corpi idrici della situazione di siccità o carenza idrica in atto; • alla individuazione delle misure più appropriate per la mitigazione degli impatti della scarsità idrica e della siccità sulla base degli elementi conoscitivi disponibili e proponendone l'attuazione, anche ai fini dell'adozione delle misure di salvaguardia di cui all'art.2, comma 4, lettera g) del presente Regolamento; • al monitoraggio dell'evoluzione del fenomeno in atto, secondo gli indicatori e i parametri di riferimento di cui all'art. 3, comma 2, lettera b) del Regolamento, e degli effetti delle misure adottate; • alla comunicazione, tramite il Bollettino di cui all’art.2, comma 4, lettera e), del presente regolamento, della situazione meteo-climatica e idrologica in atto, dei rischi, delle misure adottate e degli effetti ottenuti; • all'analisi "a posteriori" degli eventi di crisi idrica al fine del loro inquadramento nella serie storica di riferimento, e alla valutazione degli effetti delle misure adottate per il miglioramento delle strategie di intervento.

Nel bimestre gennaio–febbraio 2026, il Distretto dell'Appennino Centrale ha registrato condizioni meteo-climatiche caratterizzate da apporti pluviometrici idrologicamente significativi, localmente elevati, distribuiti in modo eterogeneo sul territorio con scostamenti in alcuni casi ampiamente positivi rispetto alla media climatologica di riferimento 1991–2020. Tale quadro ha determinato effetti rilevanti sulla disponibilità della risorsa idrica, con un marcato incremento dell'infiltrazione efficace e un progressivo recupero delle riserve superficiali e sotterranee. Permangono tuttavia condizioni di eterogeneità a scala locale, legate alle specificità dei sistemi di approvvigionamento e alla diversa risposta dei sistemi idrologici e idrogeologici. In alcuni ambiti si riscontrano ancora situazioni di severità MEDIA, in particolare nei contesti caratterizzati da criticità strutturali o da tempi di risposta più lenti del comparto sotterraneo. Dal punto di vista territoriale, la maggior parte del Distretto presenta condizioni di severità BASSA o NORMALE, con diffusi miglioramenti in diversi ATO. Le criticità residue risultano circoscritte e meno intense rispetto ai bimestri precedenti, con una progressiva riduzione delle misure di gestione emergenziale e un maggiore ricorso alle sole fonti integrative come strumento di compensazione locale. Nel complesso, la severità idrica distrettuale si attesta su un livello BASSO, con un miglioramento generale rispetto all'aggiornamento del 5 febbraio 2026, pur in presenza di una variabilità territoriale persistente che richiede il mantenimento di un monitoraggio attento nei prossimi mesi.

In dettaglio, il bimestre gennaio–febbraio è stato caratterizzato da condizioni pluviometriche complessivamente molto abbondanti su tutta l’area del distretto. Il mese di gennaio ha registrato valori assai elevati in tutte le regioni; nel Lazio si osservano scostamenti rispetto alla media climatologica del periodo di riferimento (1991–2020) superiori al +100%, con valori che hanno raggiunto il +190%. In Abruzzo (+97%) e nelle Marche (+70%) si registrano scostamenti comunque elevati, sebbene inferiori al 100%, mentre nelle restanti regioni si rilevano valori significativamente superiori alla media. Anche il mese di febbraio è stato caratterizzato da precipitazioni con scostamenti dalla media climatologica di riferimento tutti positivi, sebbene inferiori rispetto a quelli registrati nel mese precedente: Lazio (+104%), Umbria (+89%), Toscana (+66%), Abruzzo (+44%) e Marche (+19%). Complessivamente, i dati relativi ai primi cinque mesi dell'anno idrologico 2025–2026 evidenziano, con riferimento all’andamento delle cumulate, valori lievemente al di sopra della media climatologica per quasi tutte le regioni, ad eccezione del Lazio in cui la cumulata risulta nettamente superiore alla media: Marche (+1%), Lazio (+35%), Toscana (+9%), Abruzzo (+5%) e Umbria (+17%). Dal punto di vista climatologico, gli indicatori di siccità standardizzati SPI e SPEI su scala semestrale e annuale risultano prevalentemente compresi tra –0,6 e +2,2, ad esclusione della zona tra Teramo, Chieti e L’Aquila, dove si registrano valori inferiori a –3. Su scala biennale si evidenziano condizioni variabili tra umide e siccitose, con valori diffusamente compresi tra +2 e inferiori a –2 su gran parte del territorio del distretto, ad eccezione dell’area abruzzese caratterizzata da elevata siccità.

Il mese di gennaio ha mostrato temperature generalmente superiori alla media climatologica di riferimento (1991–2020), con anomalie positive diffusamente superiori a +1°C sul versante tirrenico e in Umbria. Nel Lazio si registrano localmente anomalie comprese tra +2°C e +3°C, mentre sul versante adriatico le anomalie si attestano intorno a +1°C; nelle aree interne dell'Abruzzo e lungo le coste si osservano invece anomalie negative fino a –1°C. Il mese di febbraio è stato caratterizzato da temperature estremamente miti, con anomalie comprese tra +1°C e +2°C lungo il versante adriatico e fino a +2°C/+4°C rispetto alla media climatologica (1991–2020) sulla restante area del distretto.

Nel mese di gennaio 2026 il valore medio di infiltrazione potenziale a scala di distretto è stato di 115 mm, presentando un forte scostamento positivo rispetto al valore mensile medio riferito al periodo 1991–2020, che è di 50 mm. Tale scostamento positivo si è avuto nella quasi totalità del territorio distrettuale, fatta eccezione per le aree più in quota dei principali rilievi abruzzesi e del settore meridionale della catena dei Monti Sibillini. A scala di distretto, anche nel mese di febbraio 2026 il valore medio di infiltrazione potenziale (87 mm) risulta essere maggiore rispetto al valore mensile riferito al periodo 1991–2020, che è di 48 mm. Tuttavia, un lieve scostamento negativo è apprezzabile in alcune zone del versante adriatico. L'analisi dell’infiltrazione potenziale media ha, inoltre, evidenziato che nei mesi di gennaio e febbraio 2026 in tutte le regioni del distretto la ricarica delle falde è stata comunque superiore ai valori del periodo 1991–2020, con scostamenti superiori variabili da +27% (a febbraio nelle Marche) a +166% (a gennaio nel Lazio).

Per quanto riguarda le principali sorgenti delle Marche, si osserva un quadro differenziato. La sorgente di Gorgovivo registra portate nel bimestre gennaio–febbraio 2026 (10.206 l/s a gennaio e 7.127 l/s a febbraio) significativamente superiori ai valori medi del periodo 2020–2025 (rispettivamente 3.907 l/s e 3.014 l/s). La sorgente Valcimarra evidenzia a gennaio una portata (46 l/s) leggermente inferiore rispetto ai valori medi del periodo (51 l/s), mentre a febbraio (65 l/s) risulta superiore alla media di riferimento (54 l/s). La sorgente Foce presenta valori pari a 154 l/s a gennaio e 165 l/s a febbraio 2026, leggermente superiori alle medie del periodo 2020–2025 (151 l/s e 145 l/s), ma ancora molto inferiori rispetto ai livelli pre-sisma; si segnala inoltre che l’intera portata disponibile risulta captata. La sorgente Pescara registra portate particolarmente contenute (6 l/s a gennaio e 9 l/s a febbraio 2026), inferiori ai valori medi del periodo 2020–2025 (25 l/s e 30 l/s). Nel Lazio, le principali sorgenti evidenziano nel complesso condizioni favorevoli. La sorgente dell'Acqua Marcia presenta portate pari a circa 4,2 m³/s a gennaio e 4,5 m³/s a febbraio 2026, tra i valori più elevati registrati negli ultimi anni per i medesimi mesi. Le sorgenti de Le Capore registrano portate complessive superiori a 4,5 m³/s a gennaio e a 5 m³/s a febbraio 2026, in crescita nel corso del bimestre. La sorgente del Peschiera evidenzia valori pari a 15,8 m³/s a gennaio e 16 m³/s a febbraio 2026, leggermente superiori ai corrispondenti mesi del 2025, ma collocati tra i valori più bassi registrati nei mesi omologhi degli ultimi cinque anni.

Per quanto riguarda i livelli idrometrici dei principali laghi naturali, si osserva, a partire dall'autunno 2025, una generale risalita dei livelli. Il Lago Trasimeno, presso la stazione di Monte del Lago, mostra una progressiva risalita fino al valore di –1,39 m rispetto allo zero idrometrico a fine febbraio 2026, pur permanendo su livelli significativamente inferiori allo zero di riferimento. Si evidenzia tuttavia come tale valore risulti significativamente inferiore rispetto al medesimo periodo dell'anno 2025, indicando la persistenza di un deficit idrico progressivo, nonostante i segnali di recupero osservati nelle ultime settimane. Il Lago di Albano evidenzia a fine febbraio 2026 un livello pari a +1,92 m, in marcata risalita rispetto al minimo registrato a metà novembre 2025 (+1,45 m), incremento riconducibile agli apporti pluviometrici intensi registrati tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026. Il Lago di Bracciano registra un incremento del livello da 161,69 m s.l.m. a ottobre 2025 a 162,28 m s.l.m. a fine febbraio 2026; il valore attuale risulta superiore a quello dei mesi di febbraio del periodo 2017–2025 e inferiore ai livelli registrati negli anni precedenti al 2016 (con l’eccezione del 2008).

Per quanto riguarda gli invasi artificiali, tra gennaio e febbraio 2026 si osserva un progressivo aumento dei volumi invasati rispetto ai mesi di novembre e dicembre 2025. In Toscana, l’invaso di Montedoglio registra nel febbraio 2026 un livello di riempimento pari al 91%, in diminuzione rispetto al 96% di febbraio 2025; nel mese di gennaio 2026 il valore si attesta al 90%, superiore all’88% registrato a gennaio 2025. In Umbria, il Lago di Arezzo mostra a febbraio 2026 un livello di riempimento pari al 69%, in netto aumento rispetto al 43% di febbraio 2025, mentre i valori di gennaio risultano invariati, con un riempimento del 40% sia nel 2025 che nel 2026. Nelle Marche, a gennaio e febbraio 2026 si registrano diminuzioni rispetto agli stessi mesi del 2025 per alcuni invasi. In particolare, l’invaso di Castreccioni passa dall'89% di gennaio 2025 all'81% di gennaio 2026 e dal 90% di febbraio 2025 all'85% di febbraio 2026. L'invaso di Comunanza evidenzia una riduzione più marcata, con un livello di riempimento pari al 65% a gennaio 2026 rispetto al 90% del 2025, e pari all'89% a febbraio 2026 rispetto al valore di invaso registrato nello stesso mese dell’anno precedente (oltre il volume di massima regolazione). Gli altri invasi marchigiani (Mercatale, S. Ruffino e Rio Canale) risultano invece in aumento sia a gennaio che a febbraio 2026 rispetto al 2025. In Abruzzo, l'invaso di Penne mostra una lieve diminuzione sia a gennaio che a febbraio 2026 rispetto agli stessi mesi del 2025. Per la diga di Elvella (Lazio), si registra un netto aumento del riempimento a gennaio 2026, che raggiunge il 100%, rispetto al 51% di dicembre 2025 e al 91% di gennaio 2025. A febbraio 2026, il riempimento scende al 94%, valore inferiore rispetto al valore registrato nel mese di febbraio 2025, che si presentava maggiore al volume autorizzato.

Nel territorio della Regione Abruzzo il quadro complessivo evidenzia condizioni prevalentemente di severità idrica BASSA, con situazioni di severità MEDIA nei sub-ambiti Peligno-Alto Sangro e Chietino. Nel sub-ambito Aquilano la severità idrica è BASSA: nei distretti di L'Aquila (in parte), Piana di Navelli e Valle Subequana, la risorsa è garantita principalmente dalla sorgente del Gran Sasso, che nel mese di febbraio registra una portata pari a circa 335 l/s, in lieve diminuzione rispetto a gennaio e inferiore al valore stagionale atteso. L'utilizzo del campo pozzi di acqua Oria è in riduzione (195,63 l/s) grazie all’aumento della portata della sorgente del Chiarino. Nel distretto dell'Altopiano delle Rocche le fonti disponibili risultano sufficienti a soddisfare la domanda. Nel sub-ambito Marsicano la severità idrica è BASSA: le principali sorgenti mostrano portate in aumento e in linea con i valori stagionali; le sorgenti Ferriera e Pulciara evidenziano segnali di ripresa, mentre i campi pozzi restano stabili. Nel sub-ambito Peligno–Alto Sangro la severità idrica è MEDIA: la sorgente Gizio presenta portata nulla, rendendo necessario il ricorso ai campi pozzi per circa 400 l/s. La sorgente Le Prata mostra una lieve ripresa (circa 5 l/s), mentre le sorgenti montane (Lami, Rio Torto, Fonte Maiure) risultano in aumento e stabili da inizio febbraio. La disponibilità complessiva è garantita anche tramite il campo pozzi di Via Tratturo di Raiano, attivo a supporto dei comuni di Raiano e Corfinio. Nel sub-ambito Pescarese la severità idrica è BASSA: la disponibilità risulta stabile. Permane attivo il campo pozzi di Bussi sul Tirino (100 l/s), mentre è stato disattivato quello di Mortaio d'Angri. L’aumento della portata della sorgente Vitella d'Oro (sfioro di circa 100 l/s) ha consentito di ridurre il ricorso a forniture esterne. Nel sub-ambito Teramano la severità idrica è BASSA: I gruppi Fossaceca, Mescatore e Vacelliere risultano in incremento, mentre la sorgente del Traforo del Gran Sasso mostra una contrazione (642 l/s, in diminuzione rispetto a 680 l/s). Permane il ricorso al potabilizzatore di Colle di Croce (circa 505 l/s, in diminuzione rispetto a 636 l/s), utilizzato come fonte suppletiva ordinaria. Nel sub ambito Chietino la severità idrica è MEDIA: la sorgente Verde registra una lieve ripresa (1.045 l/s rispetto a 956 l/s), pur rimanendo inferiore ai valori massimi stagionali (circa 1.800 l/s). Permane l’utilizzo del campo pozzi (circa 200 l/s). Le sorgenti Avello e Sinello risultano in aumento ma non ancora sufficienti.

Nel territorio regionale del Lazio il livello di severità idrica si mantiene complessivamente su condizioni di severità BASSA, con un quadro stabile e segnali di miglioramento diffusi in relazione agli apporti pluviometrici occorsi dall’inizio dell’anno. ATO1 la severità idrica è BASSA, in miglioramento. Si osserva un generale recupero delle disponibilità idriche, in relazione agli apporti pluviometrici dell'ultimo bimestre, che hanno consentito un miglioramento rispetto alle condizioni registrate nel biennio 2024–2025. ATO2-Roma Città Metropolitana la severità è BASSA. Per l'ATO2 si conferma una condizione di severità idrica BASSA, in un contesto caratterizzato da assenza di criticità rilevanti e da un generale equilibrio del sistema di approvvigionamento. Nel bimestre gennaio–febbraio 2026 si osserva un incremento delle portate nei principali sistemi sorgivi, con dinamiche differenziate: • il sistema Simbrivio evidenzia un marcato incremento delle portate, con valori a febbraio collocati nelle fasce percentili più elevate; • le sorgenti del Peschiera mostrano un lieve recupero, pur mantenendosi su valori ancora inferiori rispetto agli anni più favorevoli della serie recente, collocandosi nelle fasce percentili medio-basse; • il sistema Acqua Marcia presenta un progressivo incremento delle portate tra gennaio e febbraio, con valori che si attestano su livelli coerenti con il periodo stagionale. Il quadro generale si conferma comunque stabile, al momento senza necessità di attivazione di misure di contrasto. ATO3 la severità è BASSA. Il sistema evidenzia condizioni in miglioramento, con recupero delle disponibilità idriche e assenza di criticità significative; le portate risultano in generale aumento rispetto ai mesi precedenti e le fonti di approvvigionamento, costituite da sorgenti a carattere perenne e campi pozzi con elevata capacità, garantiscono la copertura del fabbisogno idrico. ATO4 la severità è BASSA. Le disponibilità idriche, precedentemente in condizioni di criticità, risultano in progressivo recupero, con un quadro complessivamente stabile e senza criticità rilevanti per l’approvvigionamento. ATO5, permane una condizione di severità idrica MEDIA, precedentemente in alta, riferita a una porzione territoriale molto limitata del distretto. Pur in presenza di segnali di miglioramento legati agli apporti pluviometrici recenti, la situazione complessiva richiede il mantenimento di un attento monitoraggio: tali apporti, infatti, non risultano sufficienti a colmare il deficit idrologico di lungo periodo, che risulta evidente dagli indicatori idrologici su scala pluriennale, configurando una condizione ancora riconducibile a siccità idrologica.

Nella Regione Marche, il quadro regionale evidenzia, nel complesso, condizioni in miglioramento, con severità NORMALE negli AATO1 e AATO2, BASSA negli AATO3 e AATO4 e MEDIA nell'AATO5. AATO1-Provincia di Pesaro e Urbino: Le precipitazioni di gennaio e febbraio hanno determinato un aumento delle portate superficiali e sorgive; con un significativo incremento delle portate del Candigliano. La severità idrica locale è NORMALE, in miglioramento rispetto alla precedente condizione di severità BASSA. AATO2-Provincia di Ancona: Le portate superficiali (Esino, stazione di Camponocecchio) risultano in aumento. Le sorgenti mostrano un generale recupero, in particolare Tufi e Montenero. Si registra una riduzione delle fonti integrative e la cessazione dei rifornimenti con autobotti. La severità idrica locale è passata a NORMALE, rispetto alla precedente condizione di severità BASSA. AATO3-Provincia di Macerata (e parte di Ancona): Le portate del fiume Potenza risultano in aumento. Le principali sorgenti (Valcimarra e Niccolini) si mantengono sopra la soglia critica di 35 l/s con valori a febbraio superiori al medesimo mese del 2025. Non si segnalano criticità di approvvigionamento. La severità idrica locale è BASSA, in miglioramento. AATO4-Provincia di Macerata (e parte di Fermo): Le portate delle principali sorgenti risultano in aumento. Si registra una forte riduzione del ricorso ai campi pozzi, con un’incidenza pari a circa 1% del totale a febbraio 2026, rispetto al 64% del dicembre 2025. La severità idrica locale è BASSA, in miglioramento. AATO5-Provincia di Fermo (parte) e Ascoli Piceno (severità MEDIA): Le principali sorgenti evidenziano un aumento rispetto ai mesi precedenti, pur rimanendo inferiori ai valori medi del periodo 2017–2023 (post-sisma). Si osserva una riduzione del ricorso ai campi pozzi (circa 43% del totale a febbraio 2026, rispetto al 58% a febbraio 2025) e un progressivo spegnimento degli stessi. La severità idrica locale si conferma MEDIA, con trend in miglioramento.

Nel territorio regionale della Toscana il livello di severità idrica si mantiene NORMALE, in relazione agli apporti pluviometrici complessivamente abbondanti registrati nei mesi recenti, che hanno sostenuto le disponibilità idriche e garantito condizioni di equilibrio del sistema di approvvigionamento.

Nel territorio regionale dell'Umbria il livello di severità idrica si attesta su condizioni di severità BASSA, in miglioramento rispetto ai mesi precedenti, in relazione agli apporti pluviometrici superiori alla media registrati nel primo bimestre 2026. Tali precipitazioni hanno determinato un generale incremento delle portate sorgive già dai primi giorni di gennaio, con effetti protratti fino alla fine di febbraio. Le portate risultano tuttavia ancora inferiori a quelle osservate in anni particolarmente piovosi, come il 2014. Il monitoraggio delle falde evidenzia segnali di recupero più graduali, rilevati a partire da inizio/metà febbraio; le osservazioni aggiornate all’11 marzo confermano un trend positivo, sebbene i livelli non abbiano ancora raggiunto valori pienamente in linea con le condizioni storiche di riferimento. Permane una condizione di criticità per il Lago Trasimeno che, nonostante gli effetti positivi delle precipitazioni, alla fine del mese di febbraio 2026 presenta un livello pari a –1,39 m rispetto allo zero idrometrico, configurandosi come il secondo valore più basso per la stessa data dal 1968, dopo il minimo registrato nel 2004 (–1,52 m). Il regime idrologico dei corsi d’acqua evidenzia una discreta dinamicità: la frequenza dei colmi di piena mostra analogie con scenari caratterizzati da apporti pluviometrici superiori, sebbene i volumi di deflusso istantaneo risultino quantitativamente più contenuti, in relazione a precipitazioni frequenti ma di limitata persistenza ed efficacia idrologica. Allo stato attuale, l'approvvigionamento idrico potabile non evidenzia criticità rilevanti, anche grazie al ricorso a trasferimenti di risorsa che consentono di compensare situazioni locali, comunque limitate in termini di utenza coinvolta. Nel complesso, il quadro evidenzia un trend favorevole della disponibilità idrica, pur richiedendo il mantenimento di un monitoraggio puntuale in vista della stagione estiva.

Aggiornamento del 30/04/2026

Nel periodo compreso tra il 25 e il 30 aprile 2026, il quadro meteo-climatico del Distretto idrografico dell’Appennino Centrale è stato caratterizzato da condizioni generalmente asciutte, con precipitazioni assenti o del tutto trascurabili nella maggior parte dei giorni e deboli apporti pluviometrici localizzati, riconducibili a episodi isolati di entità non significativa. Dal punto di vista termico, si osservano valori nel complesso in linea o lievemente superiori alle medie del periodo sull’Italia centrale, senza effetti apprezzabili sulla domanda evaporativa.

Lo scenario della severità idrica a scala distrettuale si mantiene su un livello complessivamente BASSO, senza variazioni nei diversi ambiti territoriali, pur in presenza di dinamiche locali differenziate, riconducibili anche alla scarsità di precipitazioni, con segnali di miglioramento in alcuni sub-Ambiti della Regione Abruzzo e lievi indicazioni di peggioramento nell’ambito regionale umbro.

Per la Regione Toscana, con riferimento alle porzioni di territorio ricadenti nel Distretto dell’Appennino Centrale, si osservano condizioni di severità idrica NORMALE. Nel periodo considerato le precipitazioni risultano assenti o del tutto trascurabili. Tali condizioni non determinano variazioni dello stato della risorsa, che si mantiene su livelli adeguati ai fabbisogni, anche in ragione delle precipitazioni utili registrate nei periodi precedenti.

Per la Regione Marche si osserva un quadro della severità idrica stabile nei diversi ambiti territoriali. Nel dettaglio, gli ATO 1 e 2 presentano condizioni di severità idrica NORMALE, mentre gli ATO 3, 4 e 5 si attestano su livelli di severità idrica BASSA. Nel periodo considerato le precipitazioni risultano assenti o del tutto trascurabili. In un contesto di stabilità delle condizioni meteorologiche, le portate dei corsi d’acqua proseguono la tendenza al calo successiva agli incrementi registrati all’inizio del mese. Non si segnalano criticità di rilievo, permanendo condizioni coerenti con i livelli di severità idrica sopra indicati.

Per la Regione Abruzzo si rileva un quadro di severità idrica caratterizzato da condizioni prevalentemente BASSE nei diversi sub-Ambiti, con una situazione di severità MEDIA nel sub-ambito Chietino, senza variazioni dei livelli rispetto al periodo precedente. Nel sub-Ambito Aquilano si conferma un trend positivo legato al miglioramento della disponibilità della risorsa. Nel sub-Ambito Marsicano si confermano condizioni stabili, senza variazioni di rilievo. Nel sub-Ambito Peligno Alto Sangro si rileva l’innesco di un trend positivo, con un incremento delle portate delle sorgenti; in particolare, la sorgente Gizio presenta una portata di circa 400 l/s, tale da garantire il soddisfacimento del fabbisogno e consentire la disattivazione del campo pozzi. Nel sub-Ambito Pescarese si conferma un trend in miglioramento della disponibilità idrica. Nel sub-Ambito Teramano si osservano primi segnali di ripresa delle portate delle sorgenti; anche la sorgente del traforo del Gran Sasso evidenzia un iniziale incremento, da confermare nelle prossime settimane. Nel sub-Ambito Chietino si conferma una severità idrica MEDIA con trend in miglioramento; tale condizione è riconducibile a criticità di natura strutturale e non alla disponibilità della risorsa. Permangono difficoltà nella distribuzione, con sei comuni ancora soggetti a turnazioni per circa 3.000 abitanti.

Per la Regione Umbria si confermano condizioni di severità idrica BASSA nell’ambito territoriale unico, con segnali di lieve peggioramento del quadro idrologico. In tale contesto, l’assenza di precipitazioni nel periodo considerato si riflette in una riduzione delle portate dei corsi d’acqua e delle sorgenti, che mostrano un progressivo calo. Il livello del Lago Trasimeno si attesta a –1,46 m sullo zero idrometrico, in diminuzione di circa 3 cm rispetto alla settimana precedente. Tali elementi, pur non determinando variazioni del livello di severità idrica, indicano una tendenza evolutiva da monitorare.

Per la Regione Lazio si conferma un quadro della severità idrica complessivamente stabile nei diversi ambiti territoriali. Nel dettaglio, gli ATO 1, 2, 3 e 4 presentano condizioni di severità idrica BASSA, mentre l’ATO 5 evidenzia una severità idrica MEDIA, limitatamente alla porzione ridotta estensione di territorio ricadente nel Distretto dell’Appennino Centrale. Nel periodo considerato le precipitazioni risultano assenti o del tutto trascurabili. Tali condizioni non determinano variazioni dello stato della risorsa, che si mantiene su livelli coerenti con i valori di severità idrica sopra indicati. Anche l’ATO2–Roma Città Metropolitana, contraddistinto da un sistema di approvvigionamento e distribuzione della risorsa idrica di elevata articolazione e ampiezza, si rilevano condizioni di severità idrica BASSA.

Nella tabella seguente si riportano livelli delle severità dei singoli Ambiti Territoriali Ottimali del Distretto:

RegioneAmbito OttimaleLivello Severità idricaTrend
ToscanaTerritorio ricadente nel DistrettoNORMALE
MarcheATO1NORMALE
ATO2NORMALE
ATO3BASSO
ATO4BASSOmiglioramento
ATO5BASSO
AbruzzoSub-ambito AquilanoBASSOmiglioramento
Sub-ambito MarsicanoBASSO
Sub-ambito Peligno Alto SangroBASSOmiglioramento
Sub-ambito PescareseBASSOmiglioramento
Sub-ambito TeramanoBASSO
Sub-ambito ChietinoMEDIOmiglioramento
UmbriaATO unicoBASSO
LazioATO1BASSO
ATO2BASSO
ATO3BASSOmiglioramento
ATO4BASSOmiglioramento
ATO5MEDIO

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Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino Meridionale

Stato severità BASSA – Bollettino del 30/03/2026

A seguito della seduta dell'Osservatorio sugli utilizzi idrici dell'Appennino Meridionale del 30 marzo u.s., si riporta di seguito la sintesi dello scenario di severità idrica per il comparto potabile e per il comparto irriguo.

I dati disponibili e le analisi condotte per i principali schemi idrici distrettuali hanno consentito di rilevare la presenza di situazioni di significativa criticità.

In particolare, si è rilevato che:
i) invasi del sistema Acque del Sud lucano: al momento l'evoluzione della disponibilità evidenzia un buon recupero di risorsa idrica tanto per l'invaso di Monte Cotugno quanto per l'invaso del Pertusillo;
ii) invasi dello schema Ofanto, attualmente si riscontra una disponibilità di circa 120 Mm3 con un surplus di circa 40 Mm3 rispetto al periodo omologo dello scorso anno: va precisato che la programmazione curata dall'Autorità del Distretto idrografico dell'Appennino Meridionale ha significativamente mitigato la criticità legata alla carenza di disponibilità idrica;
iii) schema Fortore (Occhito), i dati disponibili evidenziano un surplus di circa 53 Mm3 rispetto al periodo omologo dello scorso anno, effetto della sostanziale mancata erogazione irrigua; risulta necessario proseguire il monitoraggio ai fini della programmazione;
iv) schema Sele-Calore, i dati disponibili consentono di rilevare ancora un ritardo nel processo di ricarica degli acquiferi interessati, con un deficit di portata, rispetto alla media storica, di circa 280 l/s per le sorgenti di Cassano Irpino e di circa 400 l/s per la sorgente Sanità di Caposele, con valori della media di marzo non molto lontani da quanto registrato nel 2017;
v) schemi Campania, nel complesso per gli schemi idrici regionali si riscontra un complessivo miglioramento; si riscontrano criticità localizzate legate essenzialmente al problematiche infrastrutturali;
vi) schemi Abruzzo, si rileva un grado di severità idrica che risulta essere BASSA per l'area del Fucino (sub-ambito marsicano) e MEDIA per le aree del chietino;
vii) schemi Lazio, si riscontra un complessivo miglioramento della condizione di disponibilità, con una severità idrica valutabile nell'insieme come MEDIA per il territorio dell’'ATO5-Frosinone;
viii) area calabrese, si registra un complessivo recupero della disponibilità, tanto per le fonti SORICAL quanto per il sistema Arvo-Ampollino, con un livello di severità idrica BASSO per il l territorio regionale, pur registrando il permanere dello stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria;
ix) schemi idrici lucani, le indicazioni del gestore confermano un complessino recupero di disponibilità sul territorio regionale, sebbene non siano stati trasferiti dati aggiornati da parte del gestore; la severità idrica risulta BASSA pur permanendo lo stato di emergenza, di prossima scadenza, per lo schema Basento-Agri-Camastra, per il quale si riscontra un significativo incremento della disponibilità all'invaso rispetto allo stesso periodo del 2024, anche per effetto degli interventi realizzati dal Commissario Straordinario/Segretario Generale;
x) schemi idrici molisani, le informazioni ricevute da Molise Acque sulle condizioni di disponibilità idrica indicano un grado di severità idrica BASSO.

Per quanto attiene lo SPI, le valutazioni confermano l'evidenza, alle diverse scale temporali di analisi, di una situazione di maggiore deficit idrico nelle aree interne e nei bacini sottesi ad alcune delle dighe attualmente in condizioni critiche.

In sintesi, per il comparto potabile, il livello di severità idrica risulta BASSO per l'intero territorio distrettuale, ad eccezione del Lazio e della provincia di Chieti (Abruzzo). in chiusura lo stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria e per lo schema Basento-Camastra-Agri.

Per il comparto irriguo, lo scenario di severità idrica è BASSO per l'intero territorio distrettuale, ad eccezione dei comprensori irrigui serviti dagli schemi del Fortore e dell'Ofanto.

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Osservatorio del Distretto idrografico della Sardegna

Stato severità NORMALITÀ – Bollettino dei serbatoi artificiali del Sistema Idrico Multisettoriale della Sardegna di marzo 2026

Al 31 marzo 2026 il SIMR-Sistema Idrico Multisettoriale Regionale, attraverso il sistema degli invasi, disponeva di un volume invasato di 1.747 milioni di metri cubi d'acqua, pari a circa il 94,1% del volume utile di regolazione autorizzato. Il valore del volume idrico invasato al 31 marzo 2026 ha subito un lieve decremento, pari a 11 milioni di metri cubi, rispetto al volume invasato al 28 febbraio 2026.

Per quanto riguarda l'indicatore di stato per il monitoraggio e il preallarme della siccità dell'intera Isola relativo al mese di marzo 2026, si registra una condizione di "normalità" o "regime ordinario", con un valore dell'indicatore sullo stato delle risorse invasate in relazione alla domanda allacciata di 0,64, che, essendo compreso tra 0,5 e 1,0, corrisponde a uno scenario di NON SEVERITÀ idrica.

In merito a situazioni locali, si evidenzia che il volume invasato al 31 marzo nel Sistema Idrico dell’Alto Cixerri, al quale appartengono gli invasi di Punta Gennarta e di Medau Zirimilis, è stato pari a circa 7,66 Mm3, corrispondente a circa il 41% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Cixerri al 31 marzo 2026 è stato pari a 0,18, corrispondente di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. Occorre evidenziare che il valore dell'indicatore è in parte influenzato dai lavori in corso sulla diga di Medau Zirimilis (attività di impermeabilizzazione del paramento di monte finanziata con fondi PNRR) che hanno reso necessario un progressivo svuotamento del lago. Come stabilito dal Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino della Sardegna, l'approvvigionamento delle utenze allacciate al suddetto invaso verrà garantito con l'interconnessione Flumendosa-Cixerri.

Con riferimento al Sistema Posada, il volume invasato al 31 marzo 2026 nell'invaso di Maccheronis è stato pari a circa 17,5 Mm3, corrispondente a circa il 76,8% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Posada al 31 marzo 2026 è stato pari a 0,23, corrispondente al livello di pericolo e a uno scenario di severità idrica MEDIA. Il valore dell'indicatore di stato del Sistema Posada risente anche del fatto che a causa dei lavori sul pancone e sugli scarichi di sovralzo della diga la quota di invaso non poteva superare, per il mese di febbraio, il valore di 38 m s.l.m. Dalla prima decade del mese di marzo c.a. tale limitazione è stata rimossa. Il valore dell’indicatore, inoltre, dipende dal fatto che nel processo di simulazione è stato considerato un volume di regolazione che non tiene conto delle limitazioni d’invaso imposte dal MIT Ufficio Dighe.

In merito al Sistema Nord Occidentale, si osserva che al 31 marzo 2026 si aveva un volume invasato pari a circa 261 Mm3 corrispondente a circa il 78% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 333,42 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Nord Occidentale al 31 marzo 2026 è stato pari a 0,29, corrispondente al livello di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. Si osserva, altresì, che nell'ambito di tale Sistema, il Sub-Sistema costituito dagli invasi di Temo, Cuga e Bidighinzu, al quale è allacciata una domanda idropotabile media annua pari a circa 21 Mm3 (Acquedotti Temo e Bidighinzu) non alimentabile da risorse alternative, al 31 marzo 2026 aveva un volume invasato pari a circa 88,5 Mm3 corrispondente a circa l'81% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 108,9 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sub-Sistema Temo-Cuga-Bidighinzu al 31 marzo 2026 è stato pari a 0,61, corrispondente al livello ordinario e a uno scenario di NON SEVERITÀ idrica.

Per quanto riguarda il Sistema Ogliastra, al quale appartengono gli invasi di Bau Muggeris e di Santa Lucia, si evidenzia che alla data del 31 marzo 2026 il volume invasato era pari a circa 58 Mm3 corrispondente al 97% del volume utile di regolazione autorizzato, quest’ultimo pari a 59,72 Mm3. L’indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Ogliastra al 31 marzo 2026 è stato pari a 0,43, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA.

Relativamente al sistema dell'Alto Taloro, al quale appartengono gli invasi di Olai e Govossai gestiti da Abbanoa SpA, gestore del Servizio Idrico Integrato, il volume invasato al 31 marzo 2026 i suddetti invasi hanno raggiunto la quota utile di regolazione autorizzata pari a 12,79 Mm3. L’indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Taloro al 31 marzo 2026 è stato pari a 0,43, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA.

In merito al sistema Alto Coghinas, al quale appartengono gli invasi di Monte Lerno e di Sos Canales, si evidenzia che al 31 marzo 2026 il volume invasato ha raggiunto la quota utile di regolazione autorizzata, pari a 38,03 Mm3. Occorre segnalare che nell’invaso di Monte Lerno insiste una forte limitazione di invaso, pari a circa il 50% della capacità massima autorizzabile, imposta dall’Ufficio Dighe di Cagliari del MIT. L’indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Coghinas al 31 mazo 2025 è stato pari a 0,35, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA.

Occorre segnalare, evidenziare, inoltre, che alla data del 31 marzo 2026 il volume invasato nel Sub-Sistema Medio Flumendosa, costituito dagli invasi Flumineddu a Capanna Silicheri, Flumendosa a Nuraghe Arrubiu e Mulargia a Monte Su Rei, era pari a circa 555 Mm3 a fronte di un volume utile di regolazione autorizzato pari a circa 584,1 Mm3. L’indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sub-Sistema Medio Flumendosa al 31 marzo 2026 è stato pari a 0,72, corrispondente ad un livello ordinario e ad uno scenario di NON SEVERITÀ idrica.

Infine, si evidenzia che alla data del 31 marzo 2026 il volume invasato nel Sistema Tirso a Cantoniera è stato pari a circa 497 Mm3, superando il volume utile di regolazione autorizzato, quest’ultimo pari a 451,54 Mm3.

Si precisa, inoltre, che lo stato di consistenza dei volumi invasati, aggiornato al 31 marzo 2026, il confronto di quest'ultimo con gli scenari pregressi (sino a partire dall'anno idrologico 2000–2001), i valori dei citati indicatori ecc., sono informazioni rese disponibili, a passo mensile, nel Sistema Web-GIS raggiungibile al link disponibile qui.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico della Sicilia

Stato severità ALTA – Sedute del 17/12/2025 e aggiornamento del 25/02/2026

A conclusione dell'incontro del 17 dicembre u.s., l'Osservatorio distrettuale per gli utilizzi idrici del Distretto idrografico della Sicilia ha confermato per l'intero distretto lo stato complessivo di severità idrica ALTA.

Aggiornamento del 25/02/2026

In termini di severità idrica, si conferma lo stato complessivo di severità idrica ALTA evidenziato nell'incontro dell'Osservatorio dello scorso 17 dicembre.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Sintesi condivisa del Gruppo tecnico per le previsioni mensili e stagionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile

Sintesi relativa all'incontro del 24/04/2026

Previsione menisle: non sono emersi, nell’analisi previsionale del mese di maggio, segnali che fanno prevalere uno scostamento, rispetto le medie del periodo, sia per quanto riguarda le precipitazioni che le temperature. Per le temperature è presente una leggera prevalenza per scostamenti positivi, mentre per le precipitazioni alcuni modelli indicano scostamenti positivi sulle aree tirreniche e altri nella seconda parte del mese.

Previsione trimestrale: dopo aver analizzato alcuni indici climatici a scala globale e sottolineato la possibile influenza di essi sulle aree europee a partire dal prossimo inverno si è passati ad analizzare il periodo maggio-giugno-luglio 2026. Per le temperature è presente il consueto scostamento positivo rispetto le medie del periodo ma con un segnale non uniforme sulla Penisola e la dinamicità dell’atmosfera potrebbe rendere meno impattante queste fasi con scostamenti positivi. Per le precipitazioni prevalgono segnali intorno le medie di riferimento con alcuni modelli che indicano scostamenti positivi rispetto le medie in particolare la Sud.

Prossima riunione del Gruppo intorno il 20 maggio 2026 per valutare giugno e giugno-luglio-agosto.

 

Archivio delle sintesi degli stati di severità idrica nazionale, a partire dal 28/07/2022