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Lo stato di severità idrica a scala nazionaleUltimo aggiornamento: 06/03/2026 Lo stato di severità idrica a scala nazionale qui riportato è ottenuto sulla base delle risultanze delle riunioni degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici e degli aggiornamenti comunicati dalle Autorità di Bacino Distrettuale, che coordinano gli Osservatori. Gli Osservatori sono stati istituiti, a partire dal 2016, nei sette Distretti idrografici in cui è ripartito il territorio nazionale, e costituiscono misura del Piano di Gestione delle Acque, ai sensi della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE. Gli Osservatori si configurano, pertanto, come strumento a supporto del governo integrato dell’acqua e forniscono gli indirizzi per la regolamentazione dei prelievi e degli usi e delle possibili compensazioni, in particolar modo in occasione di eventi di siccità e/o di scarsità idrica. A seguito dell'emanazione del c.d. decreto siccità D.L. 39/2023 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2023) e della sua successiva conversione in legge, con la legge 13 giugno 2023, n. 68 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 136 del 13 giugno 2023), l'Osservatorio diviene organo dell'Autorità di Bacino Distrettuale, ai sensi dell'art. 63, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 (c.d. T.U. Ambientale), e opera sulla base degli indirizzi adottati ai sensi dell'art. 63, commi 2 e 5 dello stesso decreto legislativo. Le attività degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici fanno riferimento alle situazioni corrispondenti a diversi scenari di severità idrica così individuati:
Sulla base delle riunioni ultime degli Osservatori e dei successivi aggiornamenti, la situazione sullo stato di severità idrica a scala nazionale al 06/03/2026 è quella riportata nella seguente figura, ottenuta considerando la situazione media in ciascun Distretto idrografico, così come riportata dall'Osservatorio. Trattandosi di situazioni medie a livello distrettuale, si sottolinea la possibilità che ci siano anche aree all'interno dei singoli Distretti idrografici con uno stato di severità idrica differente (inferiore o superiore rispetto a quello del Distretto). Pertanto, è sempre necessario fare riferimento ai Bollettini dei singoli Osservatori e alle sintesi sotto riportate per una panoramica completa della situazione nei singoli Distretti idrografici. È, inoltre, possibile visionare e scaricare le precedenti situazioni di severità idrica consultando l'Archivio posto in calce. A completamento del quadro delineato dai Bollettini, è riportata la Sintesi condivisa del Gruppo tecnico per le previsioni mensili e stagionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile e riunitosi in data 24/10/2025. Le sintesi relative allo stato di severità idrica per ciascun Osservatorio distrettuale sono a cura della corrispondente Autorità di Bacino Distrettuale, che ne coordina le attività. La gestione della pagina web è a cura dell'ISPRA ed è effettuata nell'ambito delle attività del Comitato tecnico di coordinamento nazionale degli Osservatori, istituito, sempre a partire dal 2016, sotto il coordinamento dell'attuale Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Comitato ha il compito di promuovere l’armonizzazione su tutto il territorio nazionale dei criteri da adottare per l’individuazione e la raccolta dei dati necessari alla gestione delle risorse idriche, per il monitoraggio degli eventi di siccità e scarsità idrica e per la determinazione dei livelli di severità idrica, basati su dati ufficiali e valutazioni solide e coerenti con le valutazioni effettuate dagli enti territoriali afferenti agli stessi Osservatori.
Osservatorio del Distretto idrografico delle Alpi OrientaliStato NORMALITÀ – Notiziario n. 1/2026 del 11/02/2026 e aggiornamento del 06/03/2026 Nella seduta tenutasi l'11 febbraio u.s. l'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici istituito presso l'Autorità di bacino distrettuale delle Alpi orientali, ha prodotto un aggiornamento dello stato delle risorse idriche, secondo le diverse componenti idro-meteo-climatiche che lo caratterizzano (portate fluenti, volumi invasati, livelli freatimetrici, volumi invasati nei serbatoli, prelievi irrigui strategici). In relazione all'andamento degli indici e indicatori meteo-climatici, idrologici ed idrogeologici e tenuto conto della probabile evoluzione meteo-climatica, l'Osservatorio permanente ha ritenuto di attribuire una condizione di severità idrica NULLA o NON SIGNIFICATIVA per l'intero territorio del Distretto, ad eccezione della pianura veneta e friulana, dove il perdurare di livelli freatimetrici inferiori alla media configura una situazione di severità idrica BASSA. Aggiornamento del 06/03/2026L'aggiornamento settimanale conferma la situazione a livello distrettuale di uno stato di NORMALITÀ; è consultabile
al link disponibile qui
il report completo riportante i dati che si riferiscono:
Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico del Fiume PoStato NORMALITÀ – Bollettino ordinario n. 8/2025 del 23/10/2025 e aggiornamento del 05/03/2026Per quanto riguarda la previsione meteo, il territorio del Distretto idrografico del Fiume Po nei prossimi giorni sarà caratterizzato da condizioni maggiormente stabili rispetto a quelle osservate nel più recente periodo, durante il quale si sono verificate perturbazioni e piogge diffuse. Nelle principali sezioni del fiume Po è attesa un'ulteriore graduale, seppur non costante, riduzione dei deflussi, i quali però permarranno su valori superiori alle corrispondenti portate di magra ordinaria. Nonostante la quasi totale assenza di precipitazioni durante le prime settimane di ottobre, che ha determinato una generale riduzione delle portate nei corsi d'acqua del Distretto, la disponibilità idrica si mantiene nel complesso soddisfacente, beneficiando dei volumi stoccati dai Grandi Laghi alpini superiori alla media e dell'ormai limitata richiesta di fabbisogni irrigui. Le portate di Po, inoltre, sebbene anch'esse caratterizzate da un andamento in costante calo dopo essere state interessate da un incremento verificatosi nell'ultima settimana di settembre, si mantengono su valori superiori rispetto alla portata di magra ordinaria. Pertanto, per quanto sopra riportato e considerato il fatto che ad oggi la disponibilità idrica complessiva nel Distretto si mantiene su livelli soddisfacenti, che il periodo irriguo è ormai concluso e che non sono presenti criticità dal punto di vista dei diversi utilizzi, nemmeno in riferimento agli ambiti dove in precedenza erano state segnalate delle difficoltà di approvvigionamento, a seguito della seduta odierna dell'Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, in cui sono stati condivisi e commentati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale viene confermata NORMALE. Aggiornamento del 05/03/2026 La portata transitante nelle principali sezioni considerate del Fiume Po ha subito un lieve decremento per tutte le sezioni. Le portate risultano essere sotto media per tutte le sezioni ad eccezione di quella di Piacenza dove si verifica una condizione di "umidità moderata". All'ultima data considerata, la portata a Pontelagoscuro è di 1.103 m3/s, valore ampiamente superiore alla soglia critica relativa al fenomeno dell'intrusione salina, consistente in 450 m3/s. Per quanto riguarda i Grandi Laghi, i volumi invasati si trovano in condizioni identificate "nella norma" (indice standardizzato SVI-Standardized Volume Index calcolato sugli ultimi 30 giorni). Il valore complessivo di SWE-Snow Water Equivalent evidenzia, sulla base dei dati disponibili, accumuli nevosi in linea con i valori tipici del periodo per la Valle d'Aosta, il Piemonte e l'Emilia-Romagna e inferiori alla media in Lombardia. Settimana compresa tra il 2 e l'8 marzo: dopo un inizio di settimana caratterizzato dal rapido passaggio di una saccatura atlantica che interesserà marginalmente il settentrione e la Sardegna, sullo scenario euro-atlantico torna una configurazione di blocco ad omega, con un promontorio posizionato sul Mediterraneo centrale, associato ad una marcata anomalia positiva su tutto il Paese. Ne consegue un regime precipitativo nella media del periodo su nord-ovest e Sardegna orientale, leggermente al di sotto della media su ovest Sardegna, Emilia Romagna centrorientale, sud Sicilia e Puglia centro-settentrionale; precipitazioni invece ben al di sotto rispetto alla media sul resto dell’Italia. Le temperature sono previste al di sopra della media climatologica su tutto il Paese, in particolare con anomalia positiva più marcata su gran parte del settentrione, sull’appennino centrale e sulle aree interne della Sardegna. (Fonte: meteoam.it) Nei prossimi giorni, il territorio del Distretto idrografico del Fiume Po sarà interessato da condizioni di stabilità. Aggiornamento completo consultabile al link disponibile qui. Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino SettentrionaleStato NORMALE – Bollettino n. 7/2025 del 22/12/2025 e aggiornamento del 06/03/2026 In data 22 dicembre u.s. si è tenuta una seduta dell'Osservatorio distrettuale sugli utilizzi idrici dell'Appennino Settentrionale, nel corso della quale, sulla base del quadro conoscitivo e previsionale aggiornato, è stato confermato un livello di severità idrica NORMALE a livello di distretto. Aggiornamento del 06/03/2026 Alla data del 6 marzo, è comunicato a livello distrettuale un livello di severità idrica NORMALE. Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino CentraleStato severità BASSA – BIO-Bollettino Informativo Osservatorio, N.7 del 05/02/2026 e aggiornamento al 06/03/2026 Il 5 febbraio u.s., alle ore 10:00, si è svolta la programmata riunione dell’Osservatorio Permanente sull’Utilizzo delle Risorse Idriche, ai sensi del D.L. 39/2023, con la partecipazione dei componenti designati con decreto del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. La riunione, come previsto dal regolamento di funzionamento dell’organo dell’Autorità (Delibera CIP n. 36/2023), è stata presieduta e coordinata dal Segretario Generale dell’Autorità. Sulla base dell’aggiornamento del quadro meteo-climatico e idrologico del Distretto esposto dal Segretario Generale, e delle relazioni illustrate dai componenti dell’Osservatorio, è stata condotta un’analisi approfondita dello stato della risorsa idrica, con particolare attenzione all’efficienza del Servizio Idrico Integrato e agli effetti dei cambiamenti climatici in corso. Nel complesso, la severità idrica distrettuale si mantiene a un livello MEDIO. Il quadro risulta condizionato da una situazione di equilibrio fragile, ancora fortemente dipendente dall’evoluzione delle condizioni meteorologiche nei prossimi mesi, in parte mitigata dal costante ricorso a misure gestionali da parte dei Gestori del Servizio Idrico Integrato, che hanno consentito di garantire la continuità dell’approvvigionamento nella maggior parte dei territori. Ai sensi del Regolamento dell'Osservatorio, nello scenario di severità idrica MEDIA, l'Osservatorio mantiene
il ruolo di Cabina di Regia per la gestione della crisi idrica, identificando le misure necessarie alla riduzione
degli impatti della siccità e della scarsità idrica. Le azioni individuate per lo scenario di severità idrica
media si differenziano da quelle individuate per lo scenario di severità idrica bassa per la maggior intensità e la
maggior frequenza con cui vengono attuate, con la specifica finalità di evitare l'instaurarsi dello scenario di
criticità elevata. Esse consistono:
Al termine della riunione, è stato approvato il documento relativo all’aggiornamento dello scenario di severità idrica a scala distrettuale, che si riporta integralmente di seguito. Nel bimestre novembre–dicembre 2025, il Distretto dell’Appennino Centrale ha sperimentato condizioni pluviometriche complessivamente inferiori alle medie climatologiche di riferimento, con anomalie negative diffuse nel mese di dicembre e marcate differenze territoriali nel mese di novembre tra il versante adriatico e quello tirrenico. Tale quadro ha determinato anomalie negative dell’infiltrazione potenziale, in particolare nelle aree montane sede dei principali acquiferi carbonatici, con effetti sulle dinamiche di ricarica delle risorse sotterranee. Persistono condizioni di vulnerabilità strutturale in diversi ambiti, con portate sorgive inferiori ai valori stagionali attesi, livelli piezometrici prossimi a quelli osservati in annualità siccitose e volumi invasati che, sebbene in generale lieve aumento tra novembre e dicembre, risultano in numerosi casi inferiori ai livelli registrati nello stesso periodo del 2024. A livello locale, a seguito delle intense precipitazioni di gennaio 2026, si osservano condizioni di severità prevalentemente BASSA in ampie porzioni del Distretto, in particolare in Toscana, in Umbria, in parte delle Marche e in diversi ambiti di Abruzzo e Lazio. Permangono condizioni di severità MEDIA in settori delle Marche, dell’Abruzzo e del Lazio (ATO2–Lazio Centrale Roma). Nell’ATO5–Lazio Meridionale Frosinone si conferma una condizione di severità ALTA. Nel complesso, la severità idrica distrettuale si mantiene ad un livello MEDIO. Il quadro risulta condizionato da una situazione di equilibrio fragile, ancora fortemente dipendente dall’evoluzione delle condizioni meteorologiche nei prossimi mesi, in parte mitigata dal costante ricorso a misure gestionali da parte dei Gestori del Servizio Idrico Integrato, che hanno consentito di garantire la continuità dell’approvvigionamento nella maggior parte dei territori. Nel mese di novembre 2025, nelle Marche si sono osservati valori di precipitazione superiori alla media climatologica (+16%), mentre in Abruzzo le precipitazioni sono risultate lievemente inferiori (–8%). Lazio e Umbria hanno presentato scostamenti negativi più marcati, rispettivamente pari a –36% e –31%, mentre la Toscana ha evidenziato lo scostamento maggiore (–45%). Nel mese di dicembre 2025, la piovosità è risultata inferiore alla media climatologica in tutte le regioni: Abruzzo (–69%), Umbria (–62%), Marche (–59%), Toscana (–50%), Lazio (–17%), con scostamenti positivi localizzati nelle province di Roma e Latina. Gli indicatori di siccità standardizzati SPI-Standardized Precipitation Index e SPEI-Standardized Precipitation-Evapotranspiration Index su scala semestrale e annuale risultano prevalentemente compresi tra –1,6 e +0,6; valori inferiori a –3 interessano l’area Teramo–Chieti–L’Aquila e l’Agro Pontino. Su scala biennale emergono condizioni fortemente siccitose diffuse su gran parte del territorio distrettuale. Per quanto riguarda le temperature, nel complesso si osserva che nel mese di novembre 2025 la temperatura media mensile è risultata generalmente in linea con la media climatologica del periodo 1991–2020, con anomalie che si mantengono tutte inferiori a 1 °C in valore assoluto. Nel mese di dicembre 2025, la temperatura media mensile è risultata generalmente poco al di sopra della media climatologica del periodo per tutte le regioni, con anomalie diffusamente inferiori a +2 °C. Nelle Marche le sorgenti Gorgovivo, Valcimarra, Foce e Pescara registrano nel bimestre portate inferiori alle medie 2020–2024 e molto inferiori ai valori pre-sisma, con attivazione di pozzi integrativi. Nel Lazio la sorgente dell’Acqua Marcia si colloca intorno al 25° percentile, la sorgente del Simbrivio tra il 25° e il 50° percentile, mentre la sorgente del Peschiera registra valori tra i più bassi osservati negli ultimi cinque anni. Il Lago Trasimeno si mantiene intorno a –1,66 m rispetto allo zero idrometrico alla fine di dicembre, e si presenta in risalita nel mese di gennaio 2026. Il Lago di Albano registra +1,54 m a fine dicembre, in lieve risalita rispetto al minimo di metà novembre (+1,45 m), risalita proseguita anche nella prima decade di gennaio 2026. Per quanto riguarda gli invasi artificiali, tra novembre e dicembre 2025 si registra un progressivo aumento dei volumi invasati, rispetto ai mesi di settembre e ottobre del medesimo anno. In Toscana, l’invaso di Montedoglio mostra nel mese di dicembre un livello di riempimento pari all’81%, in aumento rispetto al 70% di ottobre 2025. È analogo al livello di dicembre 2024 (81%). In Umbria, il Lago di Arezzo evidenzia un riempimento pari al 28% nel mese di dicembre, in lieve aumento rispetto al 27% di ottobre 2025, in diminuzione rispetto a dicembre 2024 (32%). Nelle Marche gli invasi principali di Mercatale, Castreccioni e Comunanza mostrano variazioni dei volumi invasati tra novembre e dicembre 2025. A dicembre 2025 si registrano i seguenti valori: Mercatale 83% (era 46% a novembre 2025), Castreccioni 78% (in lieve discesa da 80% a novembre, in diminuzione rispetto al 88% di dicembre 2024), Comunanza 44% (in aumento rispetto al 38% di novembre e in forte diminuzione rispetto al 70% di dicembre 2024). L’invaso minore di Rio Canale a dicembre 2025 presentava una percentuale di riempimento del 48% superiore al 44% di dicembre dell’anno precedente. In Abruzzo, l’invaso di Penne registra un lieve miglioramento, passando dal 6% a novembre 2025 al 9% di dicembre 2025. Per la diga di Elvella (Lazio), i dati indicano un riempimento pari al 51% a dicembre 2025, in aumento rispetto al 47% di novembre, e fortemente inferiore al valore di dicembre 2024 (89%). In Abruzzo nel sub-ambito Aquilano la severità idrica è BASSA: portate inferiori ai valori stagionali ma fabbisogno complessivamente garantito tramite sorgenti, forniture esterne e campi pozzi; attive turnazioni notturne nei comuni dell’Altopiano delle Rocche per 2.034 utenze. Nel sub-ambito Marsicano la severità è MEDIA con trend in miglioramento, grazie all’aumento delle portate sorgive e alla sostanziale stabilità dei campi pozzi; permangono turnazioni strutturali in 8 comuni per circa 30.500 utenti. Nel sub-ambito Peligno–Alto Sangro la severità è MEDIA: sorgente Gizio pressoché nulla, massimo utilizzo dei campi pozzi e turnazioni notturne in parte dei comuni di Raiano e Goriano Sicoli per 711 utenze. Nel subambito Pescarese la severità è BASSA, con disponibilità in miglioramento e assenza di misure di contrasto attive dai primi giorni di gennaio. Nel sub-ambito Teramano la severità è BASSA, con portate inferiori al 25° percentile e criticità alla sorgente del Traforo del Gran Sasso; approvvigionamento garantito dal potabilizzatore di Colle di Croce e da apporti integrativi, con autobotti per 178 utenze. Nel sub-ambito Chietino la severità è MEDIA: riduzione della portata della sorgente Verde compensata da campo pozzi; attive turnazioni per circa 42.400 utenti e riduzioni di pressione per circa 55.000 utenti. Per la Regione Lazio, nell’ATO1–Lazio Nord Viterbo la severità è BASSA, con generale decremento delle portate e riduzione di circa il 30% alla sorgente di Piancastagnaio; non risultano attive autobotti e alcune criticità storiche risultano mitigate da nuove opere. Nell’ATO2–Lazio Centrale Roma la severità è MEDIA, con principali fonti stabilmente sotto il 25° percentile nel corso del 2025; temporaneo incremento delle portate per alcuni acquiferi carsici a gennaio 2026 e assenza di criticità distributive. Nell’ATO3–Lazio Centrale Rieti la severità è BASSA e stabile, nonostante riduzioni su alcune sorgenti minori. Nell’ATO4-Lazio Meridionale Latina la severità è BASSA e stabile, con alcune criticità puntuali su specifiche fonti ma senza deficit idrici ai comuni. Nell’ATO5–Lazio Meridionale Frosinone la severità è ALTA, per deficit pluviometrico persistente e limitata capacità di recupero delle fonti. Per la Regione Marche, nell’AATO1–Pesaro e Urbino la severità è BASSA e in miglioramento, grazie al parziale recupero delle portate e dei livelli di invaso. Nell’AATO2–Ancona la severità è BASSA, ma in contesto sensibile, con mantenimento di fonti integrative e autobotti locali. Nell’AATO3–Macerata e parte di Ancona la severità è MEDIA, con utilizzo di campi pozzi, Acquedotto del Nera, autobotti e turnazioni localizzate. Nell’AATO4–Macerata e parte di Fermo la severità è MEDIA; sospese le turnazioni ma forte dipendenza dai campi pozzi integrativi. Nell’AATO5–Fermo (parte) e Ascoli Piceno la severità è MEDIA con trend di peggioramento, anche per criticità strutturali post-sisma del 2016. Nel territorio regionale toscano il livello di severità idrica si mantiene NORMALE. Tale condizione è attribuibile agli apporti pluviometrici complessivamente abbondanti registrati nel corso dei mesi dell’anno, che hanno consentito di sostenere le disponibilità idriche e garantire l’equilibrio del sistema di approvvigionamento. In Umbria, le precipitazioni dell’ultimo periodo hanno favorito un incremento dei volumi invasati nei principali serbatoi regionali (Montedoglio e Arezzo). Il Lago Trasimeno ha registrato un recupero idrometrico di circa 5 cm, attestandosi a –1,56 m (stazione di Monte del Lago) rispetto allo zero idrometrico. Le portate dei corsi d’acqua risultano attualmente in aumento, principalmente per effetto del deflusso superficiale generato dalle piogge. Il comparto sotterraneo mostra invece tempi di risposta più lenti: le portate sorgive non evidenziano variazioni rilevanti e i livelli di falda restano sostanzialmente stabili. Complessivamente le condizioni di severità idrica si attestano ad un livello BASSO. Aggiornamento del 06/03/2026 Nel corso della settimana compresa tra il 28 febbraio e il 6 marzo 2026, il quadro meteo-climatico del Distretto idrografico dell'Appennino Centrale si è mantenuto complessivamente stabile, con precipitazioni generalmente deboli e di entità limitata. Gli apporti più significativi si sono registrati sul versante tirrenico e nell’area appenninica centrale, in particolare tra Toscana e Umbria nella giornata del 2 marzo, mentre sul versante adriatico le precipitazioni sono risultate complessivamente modeste e discontinue, senza episodi di particolare rilievo. Nel complesso, le precipitazioni registrate nel corso della settimana sono risultate coerenti con l’andamento stagionale e senza anomalie meteoclimatiche negative tali da determinare variazioni significative del quadro idrologico generale. Gli effetti delle precipitazioni utili verificatesi a partire dall’inizio dell’anno continuano pertanto a riflettersi positivamente sui principali indicatori idrologici del distretto, con segnali favorevoli osservabili non solo sulle portate dei corsi d’acqua e sui sistemi di accumulo ma anche, con tempi di risposta più graduali, sui sistemi acquiferi a risposta lenta e sui principali sistemi sorgentizi. Alla luce del quadro meteo-climatico e idrologico osservato, la severità idrica distrettuale si conferma complessivamente di livello BASSO, in continuità con il progressivo miglioramento registrato nelle settimane precedenti. Permangono tuttavia alcune situazioni locali che richiedono il mantenimento di un attento monitoraggio, al fine di seguirne l’evoluzione e anticipare eventuali riprese di criticità attraverso l’adozione delle opportune misure di mitigazione. Nel corso della settimana il territorio toscano ricadente nel Distretto dell’Appennino Centrale è stato interessato da precipitazioni complessivamente contenute, con un solo episodio più consistente registrato nella giornata del 2 marzo, quando si sono osservate cumulate massime prossime ai 15 mm. In tale contesto, il quadro della risorsa idrica non evidenzia variazioni significative rispetto alla settimana precedente e si confermano condizioni di severità idrica NORMALE. Nella regione Marche il quadro complessivo della risorsa idrica evidenzia una tendenza al miglioramento. Nel corso del mese di febbraio le precipitazioni si sono attestate su valori in linea con la media del periodo, contribuendo a sostenere la disponibilità idrica sul territorio. Le portate medie dei corsi d’acqua risultano in generale in aumento rispetto al mese di gennaio, a conferma degli effetti favorevoli delle precipitazioni registrate nelle ultime settimane. Alla luce delle informazioni attualmente disponibili si confermano i livelli di severità idrica locale già indicati nei precedenti aggiornamenti, pur evidenziando in tutti gli ambiti territoriali una tendenza al miglioramento. L’acquisizione dei dati che perverranno nei prossimi giorni consentirà di verificare se tale evoluzione positiva potrà determinare una variazione della classe di severità idrica locale. Per la regione Abruzzo si confermano le condizioni di severità idrica già indicate nel precedente aggiornamento, non registrandosi variazioni significative del quadro complessivo nei diversi sub-ambiti territoriali. In Umbria si conferma il quadro di severità idrica BASSA. Le portate delle sorgenti risultano in leggero aumento, mentre i livelli piezometrici evidenziano un rialzo, seppur contenuto. Gli invasi artificiali proseguono la fase favorevole di accumulo; in particolare, il lago di Arezzo ha raggiunto il 91,4% del volume idrico disponibile per gli usi irrigui. Per quanto riguarda il Lago Trasimeno, il livello si attesta intorno a –1,37 m rispetto allo zero idrometrico di riferimento, alla stazione di Monte del Lago, con un incremento del livello idrometrico di circa 2 cm rispetto alla settimana precedente. Per la Regione Lazio non si registrano variazioni rispetto a quanto rappresentato nella precedente comunicazione. Alla luce delle condizioni meteo-climatiche attualmente stabili, si confermano pertanto i livelli di severità idrica già indicati nei diversi ambiti territoriali. Nella tabella seguente si riportano livelli delle severità dei singoli Ambiti Territoriali Ottimali del Distretto:
Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino MeridionaleStato severità MEDIA tendente ad ALTA, con situazioni differenziate per territori e comparti d'uso – Bollettino del 03/02/2026 A seguito della seduta dell'Osservatorio sugli utilizzi idrici dell'Appennino Meridionale del 3 febbraio u.s., si riporta di seguito la sintesi dello scenario di severità idrica per il comparto potabile e per il comparto irriguo. I dati disponibili e le analisi condotte per i principali schemi idrici distrettuali hanno consentito di rilevare la presenza di situazioni di significativa criticità. In particolare, si è rilevato che:
Per quanto attiene lo SPI, le valutazioni confermano l'evidenza, alle diverse scale temporali di analisi, di una situazione di maggiore deficit idrico nelle aree interne e nei bacini sottesi ad alcune delle dighe attualmente in condizioni critiche. In sintesi, per il comparto potabile, il livello di severità idrica risulta:
Per il comparto irriguo, lo scenario di severità idrica è ALTO per la Basilicata, la Calabria, e la Puglia, ed è MEDIO per il restante territorio distrettuale. Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico della SardegnaStato severità BASSA – Bollettino dei serbatoi artificiali del Sistema Idrico Multisettoriale della Sardegna di gennaio 2026 Al 31 gennaio 2026 il SIMR-Sistema Idrico Multisettoriale Regionale, attraverso il sistema degli invasi, disponeva di un volume invasato di 1.308 milioni di metri cubi d'acqua, pari a circa il 72% del volume utile di regolazione autorizzato. Il valore del volume idrico invasato al 31 gennaio 2026 ha subito un incremento, pari a 591 milioni di metri cubi, rispetto al volume invasato al 31 dicembre 2025. Per quanto riguarda l'indicatore di stato per il monitoraggio e il preallarme della siccità dell'intera Isola relativo al mese di gennaio 2026, si registra una condizione di "vigilanza" o "preallerta", con un valore dell'indicatore sullo stato delle risorse invasate in relazione alla domanda allacciata di 0,38, che, essendo compreso tra 0,3 e 0,5, corrisponde a uno scenario di severità idrica BASSA. In merito a situazioni locali, si evidenzia, anche per il mese di gennaio 2026, lo stato di severità idrica ALTA del Sistema Idrico dell'Alto Cixerri. Per il suddetto sistema, al quale appartengono gli invasi di Punta Gennarta e di Medau Zirimilis, il volume invasato al 31 gennaio 2026 è stato pari a circa 1,48 Mm3 corrispondente a circa il 7,8% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Cixerri al 31 gennaio 2026 è stato pari a 0,12, corrispondente al livello di emergenza e ad uno scenario di severità idrica ALTA. Occorre evidenziare che il valore dell'indicatore è in parte influenzato dai lavori in corso sulla diga di Medau Zirimilis (attività di impermeabilizzazione del paramento di monte finanziata con fondi PNRR) che hanno reso necessario un progressivo svuotamento del lago. Come stabilito dal Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino della Sardegna, l'approvvigionamento delle utenze allacciate al suddetto invaso verrà garantito con l'interconnessione Flumendosa-Cixerri. Con riferimento al Sistema Posada, il volume invasato al 31 gennaio 2026 nell'invaso di Maccheronis è stato pari a circa 11,46 Mm3, corrispondente a circa il 50% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Posada al 31 dicembre 2025 è stato pari a 0,19, corrispondente al livello di pericolo e a uno scenario di severità idrica MEDIA. Il valore dell'indicatore di stato del Sistema Posada risente anche del fatto che nel processo di simulazione è stato considerato un volume di regolazione che non tiene conto delle limitazioni d'invaso imposte dal MIT Ufficio Dighe. In merito al Sistema Nord Occidentale, si osserva che al 31 gennaio 2026 si aveva un volume invasato pari a circa 104,5 Mm3 corrispondente a circa il 31% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 333,42 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Nord Occidentale al 31 gennaio 2026 è stato pari a 0,16, corrispondente al livello di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. Si osserva, altresì, che nell'ambito di tale Sistema, il Sub-Sistema costituito dagli invasi di Temo, Cuga e Bidighinzu, al quale è allacciata una domanda idropotabile media annua pari a circa 21 Mm3 (Acquedotti Temo e Bidighinzu) non alimentabile da risorse alternative, al 31 gennaio 2026 aveva un volume invasato pari a circa 22,6 Mm3 corrispondente a circa il 20,8% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 108,9 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sub-Sistema Temo-Cuga-Bidighinzu al 31 gennaio 2026 è stato pari a 0,19, corrispondente al livello di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. A seguito del lieve miglioramento, rispetto al 30 novembre 2025, in termini di volumi invasati nel Sub-Sistema Temo-Cuga-Bidighinzu, il Comitato Istituzionale ha deciso di sospendere, sino a nuova rivalutazione, i razionamenti al comparto idropotabile allacciato al richiamato Sub-Sistema. Per quanto riguarda il Sistema Ogliastra, al quale appartengono gli invasi di Bau Muggeris e di Santa Lucia, si evidenzia che alla data del 31 gennaio 2026 il volume invasato è stato pari a circa 49,7 Mm3 rispetto a quello utile di regolazione autorizzato pari a 59,72 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Ogliastra al 31 gennaio 2026 è stato pari a 0,50, corrispondente al livello di vigilanza e ad uno scenario di severità idrica BASSA. Relativamente al sistema dell'Alto Taloro, al quale appartengono gli invasi di Olai e Govossai gestiti da Abbanoa SpA, gestore del Servizio Idrico Integrato, il volume invasato al 31 gennaio 2026 è stato pari a circa 7,5 Mm3 corrispondente a circa il 58,5% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Taloro al 31 gennaio 2026 è stato pari a 0,29, corrispondente al livello di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. In merito al sistema Alto Coghinas, al quale appartengono gli invasi di Monte Lerno e di Sos Canales, si evidenzia che al 31 gennaio 2026 il volume invasato era pari a 13,4 Mm3 corrispondente a circa il 35% del volume utile di regolazione autorizzato. Occorre segnalare che nell'invaso di Monte Lerno insiste una forte limitazione di invaso, pari a circa il 50% della capacità massima autorizzabile, imposta dall'Ufficio Dighe di Cagliari del MIT. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Coghinas al 31 gennaio 2026 è stato pari a 0,19, corrispondente al livello di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. Occorre segnalare, inoltre, che a causa del ridotto volume disponibile nel Sub-Sistema Medio Flumendosa, costituito dagli invasi Flumendosa a Capanna Silicheri, Flumendosa a Nuraghe Arrubiu e Mulargia a Monte Su Rei, che alla data del 31 gennaio 2026 era pari a circa 176 Mm3 a fronte di un volume utile di regolazione autorizzato pari a circa 584,1 Mm3, l'ente regionale ENAS, gestore del SIMR, ha avviato, su disposizioni del Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino, il trasferimento di risorsa idrica dal Sistema Tirso, avente al 31 gennaio 2026 un volume invasato pari a circa 201,6 Mm3 corrispondente al 48% del volume utile di regolazione autorizzato, al fine di ridurre i prelievi dal Sistema Flumendosa per salvaguardare gli utilizzi idropotabili pluriennali e al contempo permettere il soddisfacimento quasi integrale della domanda agrozootecnica. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sub-Sistema Medio Flumendosa al 31 gennaio 2026 è stato pari a 0,13, corrispondente al livello di emergenza e ad uno scenario di severità idrica ALTA. Si segnala, infine, che il Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino della Sardegna, nella seduta del 14.05.2025, ha deliberato in merito alle assegnazioni dei volumi idrici del SIMR per SIMR per i comparti idropotabile, agrozootecnico e industriale, che sono state aggiornate con la recente deliberazione n. 12 del 23.09.2025. Si ribadisce che la Giunta Regionale, con Deliberazioni n. 27/1 del 30/07/2024 e n. 51/10 del 18/12/2024, ha dichiarato lo "stato di emergenza in relazione al rischio derivante dalla situazione di deficit idrico in atto nel territorio della Regione Sardegna". Si precisa, inoltre, che lo stato di consistenza dei volumi invasati, aggiornato al 31 gennaio 2026, il confronto di quest'ultimo con gli scenari pregressi (sino a partire dall'anno idrologico 2000–2001), i valori dei citati indicatori ecc., sono informazioni rese disponibili, a passo mensile, nel Sistema Web-GIS raggiungibile al link disponibile qui. Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Osservatorio del Distretto idrografico della SiciliaStato severità ALTA – Sedute del 17/12/2025 e aggiornamento del 25/02/2026 A conclusione dell'incontro del 17 dicembre u.s., l'Osservatorio distrettuale per gli utilizzi idrici del Distretto idrografico della Sicilia ha confermato per l'intero distretto lo stato complessivo di severità idrica ALTA. Aggiornamento del 25/02/2026 In termini di severità idrica, si conferma lo stato complessivo di severità idrica ALTA evidenziato nell'incontro dell'Osservatorio dello scorso 17 dicembre.Ulteriori dettagli sono disponibili qui.
Sintesi condivisa del Gruppo tecnico per le previsioni mensili e stagionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione CivileSintesi relativa all'incontro del 24/10/2025 Aggiornamento previsioni meteo a lungo termine La fase finale del mese di ottobre e l'inizio di novembre vedranno il passaggio di alcune perturbazioni atlantiche che interesseranno maggiormente il Nord e i nostri settori di Ponente. Successivamente è attesa una fase moderatamente più stabile in particolare al Centro-Sud. Prevalgono, complessivamente, per le prossime tre-quattro settimane segnali di precipitazioni intorno le medie del periodo con alcuni segnali specifici di maggiori piogge al Nord e meno all'estremo Sud. Per le temperature è generalizzato un segnale superiore alle medie del periodo. Sul lungo periodo (novembre-dicembre-gennaio) i segnali proposti dai vari enti per le precipitazioni sono più discordanti sinonimo di situazione di bassa predicibilità con associata una forte variabilità termica intorno le medie. Non vengono escluse possibili irruzioni più fredde specie nella seconda parte nel periodo analizzato. Emerge fra gli enti una leggera preferenza per segnali di precipitazioni nelle medie del periodo.
Archivio delle sintesi degli stati di severità idrica nazionale, a partire dal 28/07/2022
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