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Lo stato di severità idrica a scala nazionale

Ultimo aggiornamento: 11/08/2026

Lo stato di severità idrica a scala nazionale qui riportato è ottenuto sulla base delle risultanze delle riunioni degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici e degli aggiornamenti comunicati dalle Autorità di Bacino Distrettuale, che coordinano gli Osservatori. Gli Osservatori sono stati istituiti, a partire dal 2016, nei sette Distretti idrografici in cui è ripartito il territorio nazionale, e costituiscono misura del Piano di Gestione delle Acque, ai sensi della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE. Gli Osservatori si configurano, pertanto, come strumento a supporto del governo integrato dell’acqua e forniscono gli indirizzi per la regolamentazione dei prelievi e degli usi e delle possibili compensazioni, in particolar modo in occasione di eventi di siccità e/o di scarsità idrica.

A seguito dell'emanazione del c.d. decreto siccità D.L. 39/2023 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 88 del 14 aprile 2023) e della sua successiva conversione in legge, con la legge 13 giugno 2023, n. 68 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 136 del 13 giugno 2023), l'Osservatorio diviene organo dell'Autorità di Bacino Distrettuale, ai sensi dell'art. 63, comma 3, del decreto legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 (c.d. T.U. Ambientale), e opera sulla base degli indirizzi adottati ai sensi dell'art. 63, commi 2 e 5 dello stesso decreto legislativo.

Le attività degli Osservatori distrettuali permanenti per gli utilizzi idrici fanno riferimento alle situazioni corrispondenti a diversi scenari di severità idrica così individuati:

  • situazione normale ossia scenario non critico, in cui i valori degli indicatori di crisi idrica (portate/livelli/volumi/accumuli) sono tali da prevedere la capacità di soddisfare le esigenze idriche del sistema naturale e antropico, nei periodi di tempo e nelle aree considerate;
  • scenario di severità idrica bassa: in cui la domanda idrica è ancora soddisfatta, ma gli indicatori mostrano un trend peggiorativo, le previsioni climatiche mostrano ulteriore assenza di precipitazione e/o temperature eccedenti i valori ordinari per il periodo successivo;
  • scenario di severità idrica media: lo stato di criticità si intensifica in quanto le portate in alveo risultano inferiori ai valori tipici del periodo, la temperatura elevata determina un fabbisogno idrico superiore alla norma, i volumi accumulati negli invasi e nei serbatoi non sono tali da garantire gli utilizzi idropotabili, irrigui, industriali e ambientali con tassi di erogazione standard. Sono probabili danni economici e impatti reversibili sull'ambiente;
  • scenario di severità idrica alta: sono state prese tutte le misure preventive ma prevale uno stato critico non ragionevolmente prevedibile, nel quale la risorsa idrica non risulta sufficiente a evitare danni al sistema, anche irreversibili. Sussistono le condizioni per la dichiarazione dello stato di siccità prolungata ai sensi dell'art. 4.6 della Direttiva Quadro sulle Acque 2000/60/CE (Water Framework Directive 2000/60/EC) o, in casi più gravi, per l'eventuale richiesta, da parte delle Regioni interessate, della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale (ai sensi della L. 225/1992, come modificata dalla L. 100/2012, e secondo quanto previsto dalla Dir. PCM 26 ottobre 2012).

Sulla base delle riunioni ultime degli Osservatori e dei successivi aggiornamenti, la situazione sullo stato di severità idrica a scala nazionale al 11/08/2026 è quella riportata nella seguente figura, ottenuta considerando la situazione media in ciascun Distretto idrografico, così come riportata dall'Osservatorio. Trattandosi di situazioni medie a livello distrettuale, si sottolinea la possibilità che ci siano anche aree all'interno dei singoli Distretti idrografici con uno stato di severità idrica differente (inferiore o superiore rispetto a quello del Distretto). Pertanto, è sempre necessario fare riferimento ai Bollettini dei singoli Osservatori e alle sintesi sotto riportate per una panoramica completa della situazione nei singoli Distretti idrografici. È, inoltre, possibile visionare e scaricare le precedenti situazioni di severità idrica consultando l'Archivio posto in calce.

A completamento del quadro delineato dai Bollettini, è riportata la Sintesi condivisa del Gruppo tecnico per le previsioni mensili e stagionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile e riunitosi in data 20/05/2026.

Le sintesi relative allo stato di severità idrica per ciascun Osservatorio distrettuale sono a cura della corrispondente Autorità di Bacino Distrettuale, che ne coordina le attività. La gestione della pagina web è a cura dell'ISPRA ed è effettuata nell'ambito delle attività del Comitato tecnico di coordinamento nazionale degli Osservatori, istituito, sempre a partire dal 2016, sotto il coordinamento dell'attuale Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica. Il Comitato ha il compito di promuovere l’armonizzazione su tutto il territorio nazionale dei criteri da adottare per l’individuazione e la raccolta dei dati necessari alla gestione delle risorse idriche, per il monitoraggio degli eventi di siccità e scarsità idrica e per la determinazione dei livelli di severità idrica, basati su dati ufficiali e valutazioni solide e coerenti con le valutazioni effettuate dagli enti territoriali afferenti agli stessi Osservatori.

Osservatorio del Distretto idrografico delle Alpi Orientali

Stato severità ALTA, ad eccezione per le due Province autonome di Trento e Bolzano in cui è MEDIO – Bollettino n. 8/2026 del 07/08/2026 (in corso di pubblicazione)

Nell'ambito dell'ottava seduta tenutasi in data 7 agosto u.s., l'Osservatorio distrettuale permanente sugli utilizzi idrici, sulla base dell'evoluzione meteo-climatica e di disponibilità della risorsa idrica, ha deliberato il livello di severità idrica ALTO per tutto il territorio del distretto, fatta eccezione per le due Province autonome di Trento e Bolzano in cui il livello di severità idrica è MEDIO.

Alla luce di quanto evidenziato, l'Osservatorio ha disposto, nelle more del permanere delle condizioni di severità idrica, l'adozione a cura delle Amministrazioni regionali competenti di riduzioni temporanee e modulabili nello spazio e nel tempo mediamente pari al 35% delle derivazioni irrigue insistenti sul territorio distrettuale e/o l'implementazione del monitoraggio quali-quantitativo negli ambiti territoriali sotto precisati:
– Bacino dell'Adige;
– Bacino del Piave;
– Bacino del Livenza;
– Bacino del Sile;
– Bacini del Tagliamento e dell'Isonzo;
e di azioni, anche ulteriormente limitative, volte a preservare la risorsa idrica per gli usi prioritari, distinti per tipologia d'uso e per amministrazioni concessionarie e gestori.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico del Fiume Po

Stato severità ALTA – Bollettino ordinario n. 7/2026 Seduta del 06/08/2026

Nel corso dei prossimi giorni il Distretto idrografico del Fiume Po sarà caratterizzato dal verificarsi di eventi temporaleschi, anche intensi, che interesseranno non soltanto i rilievi ma anche le aree di pianura, e saranno accompagnati da un progressivo calo termico. Ciononostante, sebbene lungo l'asta principale del fiume Po sia atteso un generale mantenimento o modesto incremento dei valori, permane una situazione di criticità per gli approvvigionamenti idrici all'intera scala distrettuale.

L'assenza di precipitazioni significative, unitamente alle temperature che si mantengono al di sopra della norma dalla metà del mese di maggio, con conseguente incremento dei processi di evapotraspirazione e del fabbisogno idrico, ha indotto una costante riduzione della disponibilità idrica, particolarmente evidente per la risorsa stoccata nei Grandi Laghi regolati, che registrano una progressiva riduzione delle altezze idrometriche a partire dalla seconda settimana del mese di giugno.

La situazione più problematica si registra, ormai da diverse settimane, nel Lago Maggiore, dove l'altezza idrometrica e la portata erogata si attestano su valori prossimi ai rispettivi minimi storici di riferimento; tale criticità è evidenziata anche dall'indice standardizzato di anomalia dei volumi invasati (SVI-Standardized Volume Index), calcolato come media mobile sui trenta giorni compresi tra il 5 luglio e il 3 agosto, che identifica condizioni di siccità estrema. Tale condizione assume un rilievo del tutto particolare in ragione del ruolo strategico del sistema Ticino-Lago Maggiore nell'alimentazione della più estesa area risicola d'Europa (Vercellese, Novarese e Lomellina): il riso, attualmente in fioritura, presenta un fabbisogno irriguo elevato per almeno tre settimane e un approvvigionamento insufficiente in questa fase può compromettere la quasi totalità del raccolto, ovvero determinare danni qualitativi rilevanti qualora la carenza si protragga nelle successive fasi di formazione e maturazione della cariosside.

Anche il Lago di Como e il Lago d'Iseo presentano condizioni critiche, quest'ultimo caratterizzato altresì da valori dell'indice SVI rientranti in condizioni di siccità estrema; soltanto il Lago di Garda dispone di un riempimento nella norma, sebbene presenti esso stesso tiranti e portate rilasciate inferiori alla media. Ugualmente, i deflussi transitanti nelle principali sezioni del Po sono in condizioni particolarmente critiche, essendosi assestati su valori inferiori alle corrispondenti portate caratteristiche di magra (Q355) sin dalla metà di giugno; conseguentemente, permangono le problematiche legate al fenomeno dell'intrusione salina, registrandosi una prolungata e significativa risalita dell'acqua salata dal mare nei rami del Delta. In generale, persistono diffuse condizioni di criticità nel Distretto, maggiormente marcate nel territorio piemontese, dove si registrano situazioni di forte sofferenza per il comparto irriguo, a cominciare proprio dalla risicoltura, mentre analoghe criticità legate ai fabbisogni irrigui interessano anche il territorio lombardo e quello veneto ricadente nel Distretto; anche il settore idropotabile registra un ulteriore aggravamento nei territori collinari e montani, prevalentemente in Piemonte e in Lombardia.

A sostegno delle portate di valle, l'Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po e le Regioni hanno già provveduto a richiedere ai gestori idroelettrici del Distretto maggiori rilasci dai grandi invasi alpini: tali rilasci sono in parte già stati effettuati e in parte sono tuttora in corso (a titolo indicativo, all'inizio di agosto, dell'ordine di 7 m3/s dalla Dora Riparia, 8 m3/s dall'Orco e 13 m3/s dal bacino del Toce). Tuttavia, considerati i livelli di riempimento ormai bassi di tali serbatoi, in prevalenza intorno al 38–40%, e la ridotta riserva residua in piena stagione irrigua, i margini di sostegno di origine nazionale risultano in larga parte esauriti. Da valutare la possibile richiesta, attraverso l'Organismo Bilaterale italo-svizzero e i canali diplomatici, di maggiori rilasci dagli invasi svizzeri del bacino del Ticino-Lago Maggiore. A tal riguardo si sottolinea che il bacino svizzero dispone di 11 invasi principali per circa 440 Mm3 di capacità, oggi riempiti a circa il 40% (circa 175 m3), su livelli comunque storicamente bassi.

Nonostante il temporaneo calo delle temperature atteso per questo fine settimana e i rovesci sparsi che sono previsti nei prossimi giorni, al momento non si prevede un beneficio significativo e duraturo in termini di disponibilità idrica. Pertanto, considerando le attuali problematiche riferite ai comparti irriguo e idropotabile, le criticità oramai di lungo periodo caratterizzanti i Grandi Laghi regolati, per alcuni dei quali si registrano anche condizioni di siccità estrema, le criticità nel Delta del Po dove si osserva da settimane ormai una persistente intrusione dell'acqua salata con difficoltà o impossibilità ad esercitare i prelievi, a seguito della seduta dell'Osservatorio tenutasi il 6 agosto u.s., dove sono stati condivisi e commentati tutti i dati aggiornati e le informazioni disponibili, la severità idrica a scala distrettuale viene confermata ALTA con l'eccezione del territorio della regione Marche per il quale si valuta un livello di severità idrica locale medio, con tendenza al peggioramento.

Alla luce del quadro delineato, in linea con quanto indicato nei precedenti incontri, in applicazione dell'art. 50 del D.lgs. 267/2000 (TUEL) e in coerenza con il principio di priorità dell'uso potabile sancito dall'art. 144 del D.lgs. 152/06, l'Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici rinnova l'invito ai Sindaci dei Comuni interessati da problemi di approvvigionamento idrico, laddove non abbiano già provveduto, ad adottare ordinanze sindacali che disciplinino e limitino i prelievi idrici per usi non essenziali. In particolare, si raccomanda di vietare o limitare nelle fasce orarie di massima richiesta i seguenti usi:
– Lavaggio di autoveicoli, motocicli e altri mezzi di trasporto privati con acqua corrente proveniente dalla rete idrica pubblica (consentito l'utilizzo di autolavaggi professionali con sistemi di riciclo dell'acqua).
– Riempimento, rabbocco e mantenimento del livello delle piscine a uso privato. Per le piscine ad uso pubblico o collettivo, limitare i rabbocchi allo stretto necessario e privilegiare sistemi di filtrazione e ricircolo.
– Irrigazione di giardini privati, prati ornamentali e aree verdi con acqua proveniente dalla rete idrica pubblica nelle ore diurne. Consentire l'irrigazione esclusivamente nelle prime ore della mattina (5:00–8:00) o nelle ore serali (20:00–22:00), preferendo l'utilizzo di acque meteoriche o grigie ove disponibili.
– Utilizzo di acqua potabile per il lavaggio di cortili, piazzali, terrazzi e spazi pubblici non destinati a scopi igienico-sanitari.
– Utilizzo di acqua per fontane ornamentali e zampilli non dotati di sistemi di ricircolo.
– Riempimento di vasche, laghetti artificiali e altri bacini ornamentali privati.

Inoltre, si rammenta che rimangono attive le raccomandazioni su tutti gli altri usi di cui al Bollettino ordinario n. 6 emesso contestualmente all'Osservatorio svoltosi in data 10 luglio 2026, disponibile qui.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino Settentrionale

Stato MEDIA – Bollettino n. 4/2026 del 04/08/2026

Nel corso della riunione di Osservatorio distrettuale, tenutasi in data 4 agosto c.a., la severità idrica, alla luce degli indicatori di riferimento, è stata stabilita in MEDIA (da BASSA) alla scala del distretto.

In sintesi, i principali elementi emersi, come dettagliato nella documentazione della seduta, sono:
– Indice climatico più critico, la temperatura, che in diverse stazioni ha superato i massimi del periodo;
– Piogge, anche se leggermente maggiori della media attesa, poco significative;
– Piezometrie tipiche del periodo, con criticità localizzate e comunque più basse del 2025;
– Idrometrie in via generale inferiori alle medie, con una situazione differenziata a livello regionale (criticità più marcate in Liguria). Portate giornaliere in diverse sezioni prossime al Deflusso Ecologico;
– Coincidenza di criticità superficiale e sotterranea per alcuni bacini/aree, da controllare e monitorare nel dettaglio (Argentina, Entella, Magra, Massaciuccoli, Cecina, Ombrone Grossetano);
– Buona % di riempimento degli invasi in Toscana (circa 80%), meno buona in Liguria (55%);
– Prelievi, in particolare potabili, sostanzialmente soddisfatti (autobotti in alcuni centri isolati);
– Previsioni climatiche negative per il breve/medio periodo, con temperature ancora inusualmente alte per buona parte del mese di agosto e piogge scarse e per lo più legate a eventi temporaleschi;
– Previsione stagionale per settembre positiva, con condizioni medie per piogge e temperature.

Nella sostanza, una situazione non allarmante e non omogenea a livello distrettuale, ma con criticità (modeste) diffuse, che hanno indirizzato l'Osservatorio ad assumere un livello di severità idrica alla scala distrettuale, prevedendo in ogni caso azioni e controlli di dettaglio su aree specifiche.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino Centrale

Stato severità BASSA – BIO-Bollettino Informativo Osservatorio, N.4 del 28/07/2026 e aggiornamento al 07/08/2026

Nella giornata del 28 maggio 2026 si è riunito l'OsservatorioPermanente sull'Utilizzo delle Risorse Idriche, convocata ai sensi del D.L. 39/2023, per l'aggiornamento del del quadro meteo-climatico, idrologico e delle condizioni di severità idrica del Distretto idrografico dell'Appennino Centrale. Nel corso della riunione sono stati illustrati gli elementi conoscitivi relativi all'evoluzione delle condizioni meteorologiche, allo stato della risorsa idrica e alle criticità segnalate a livello territoriale, sulla base dei contributi forniti dal Dipartimento della Protezione Civile, dalle Regioni e dall'Autorità bacino distrettuale, consentendo una valutazione condivisa dell'attuale scenario di severità idrica. Il quadro attuale richiede il mantenimento di un monitoraggio continuo dell'evoluzione delle condizioni meteo-climatiche e della disponibilità della risorsa idrica, attraverso un processo di valutazione fondato su dati oggettivi, costantemente aggiornati e condivisi tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti. Pur in presenza di un contesto caratterizzato da elevate temperature e da un progressivo aumento delle pressioni sui sistemi idrici, le valutazioni effettuate nell'ambito dell'Osservatorio confermano l'importanza di un costante presidio tecnico del territorio, finalizzato a individuare tempestivamente eventuali criticità e a orientare le conseguenti azioni di gestione della risorsa.

Lo scenario della severità idrica distrettuale in relazione al quadro nazionale indica un livello BASSO, evidenza dell'innesco di progressivi trend di peggioramento dello stato di severità, riconducibili all'evoluzione del quadro meteo-climatico e idrologico.

Nel bimestre maggio–giugno 2026, il Distretto idrografico dell'Appennino Centrale è stato interessato dal progressivo consolidarsi delle condizioni meteo-climatiche tipiche della stagione estiva. Le precipitazioni sono risultate diffusamente inferiori ai valori climatologici di riferimento, mentre il mese di giugno è stato caratterizzato da un'ondata di calore particolarmente intensa e persistente, con anomalie termiche diffusamente superiori a +2 °C e punte prossime a +4 °C in alcuni settori del Distretto. Contestualmente, l'infiltrazione efficace si è pressoché annullata su gran parte del territorio, determinando una significativa riduzione della ricarica degli acquiferi e un incremento dell'evapotraspirazione. In tale contesto si registra un progressivo aumento delle pressioni sui sistemi di approvvigionamento e distribuzione della risorsa idrica, riconducibile sia alla riduzione delle disponibilità superficiali e sorgive sia al fisiologico incremento dei consumi connesso alla stagione estiva. Pur permanendo, nel complesso, la capacità del sistema idrico distrettuale di soddisfare i fabbisogni idrici, si osservano in diversi territori i primi segnali di un progressivo trend di peggioramento delle condizioni di disponibilità della risorsa, la cui evoluzione dovrà essere attentamente monitorata nel corso delle prossime settimane. Dal punto di vista territoriale, il quadro della severità idrica permane complessivamente stabile. La maggior parte degli ambiti territoriali del Distretto continua, infatti, a collocarsi in condizioni di severità BASSA o NORMALE, mentre le situazioni di severità MEDIA risultano circoscritte a specifici contesti territoriali caratterizzati da una maggiore vulnerabilità della disponibilità della risorsa idrica e, in alcuni casi, da criticità infrastrutturali dei sistemi acquedottistici. Rispetto al precedente aggiornamento dell'Osservatorio, la principale variazione è rappresentata dal passaggio dell'ATO 1 della Regione Marche da severità NORMALE a severità MEDIA, conseguente alla significativa riduzione delle disponibilità idriche superficiali e sorgive, all'incremento del ricorso alle fonti integrative e all'aumento dei rifornimenti mediante autobotti. Permangono inoltre condizioni di severità MEDIA nel Sub-ambito Chietino della Regione Abruzzo e nella limitata porzione dell'ATO 5 della della Regione Lazio ricadente nel territorio del Distretto dell'Appennino Centrale. Rispetto al precedente aggiornamento si registra, inoltre, il passaggio dell'ATO 2-Roma Città metropolitana da severità BASSA a severità MEDIA, mentre negli altri territori non si registrano variazioni dei livelli di severità. Nel complesso, i principali sistemi di approvvigionamento idrico superficiali e sotterranei continuano a garantire adeguati livelli di resilienza, pur evidenziando una progressiva riduzione delle portate di numerosi sistemi sorgivi, una generale diminuzione dei volumi invasati rispetto ai mesi precedenti e un crescente ricorso a misure gestionali della risorsa, coerente con l'evoluzione stagionale e con le condizioni meteo-climatiche registrate nel bimestre. Parallelamente, si osserva un incremento delle misure di contrasto alle criticità del servizio idropotabile, attraverso il maggiore ricorso a fonti integrative, campi pozzi, rifornimenti mediante autobotti e, in specifici contesti territoriali, turnazioni del servizio, a conferma del progressivo aumento delle pressioni sui sistemi di approvvigionamento. La severità idrica distrettuale si attesta pertanto complessivamente ancora su un livello BASSO, pur in presenza dell'innesco di progressivi trend di peggioramento dello stato di severità, riconducibili all'evoluzione del quadro meteo-climatico e idrologico. Tali trend richiedono un attento monitoraggio della loro evoluzione e l'adozione, da parte delle amministrazioni e dei gestori competenti, di misure di sensibilizzazione al risparmio idrico e all'uso responsabile della risorsa, al fine di contribuire a prevenire ulteriori aggravamenti dello stato di severità nel prosieguo della stagione estiva. Tale valutazione riflette l'attuale capacità del sistema idrico distrettuale di garantire il soddisfacimento dei fabbisogni idrici, pur in presenza di un quadro meteo-climatico caratterizzato da ondate di calore superiori alle medie stagionali, precipitazioni generalmente inferiori ai valori climatologici e progressivo incremento delle pressioni sui sistemi idrici.

Il bimestre maggio–giugno 2026 è stato caratterizzato da precipitazioni generalmente inferiori ai valori climatologici di riferimento su gran parte del Distretto dell'Appennino Centrale. Le precipitazioni hanno inoltre evidenziato una distribuzione spaziale e temporale fortemente disomogenea, risultando prevalentemente concentrate in eventi di breve durata e, solo in alcuni casi, di forte intensità, con limitata efficacia ai fini della ricarica delle risorse idriche superficiali e sotterranee. Nel mese di giugno gli scostamenti rispetto alla media climatologica 1991–2020 sono risultati pari a –54% in Abruzzo, –51% nelle Marche, –41% nel Lazio, –39% in Umbria e –29% in Toscana. Dal punto di vista termico, il mese di maggio ha fatto registrare anomalie generalmente contenute, comprese entro +1,2 °C rispetto alla media climatologica 1991–2020. Nel mese di giugno, invece, il Distretto è stato interessato da una persistente ondata di calore, con anomalie termiche medie superiori a +2 °C sull'intero territorio e valori localmente compresi tra +3 e +4 °C nei settori dell'Umbria e della Toscana. Gli indicatori standardizzati di siccità (SPI-Standardized Precipitation Index e SPEI-Standardized Precipitation-Evapotranspiration Index) su scala semestrale e annuale evidenziano un lieve peggioramento rispetto al bimestre precedente, con valori generalmente compresi tra –1 e +0,8, indicativi di una progressiva riduzione dell'umidità disponibile. Particolarmente significativo risulta il comportamento dello SPEI sulla scala temporale di 24 mesi, che evidenzia un'estensione delle condizioni di siccità severa nei bacini costieri di entrambi i versanti (litorale adriatico abruzzese e marchigiano meridionale, fascia tirrenica laziale) e nelle isole maggiore rispetto al corrispondente indicatore SPI. A tale scala si collocano in siccità severa o estrema 24 bacini secondo lo SPEI, a fronte di 7 secondo lo SPI, con l'aggregato distrettuale ponderato per superficie in siccità moderata (–1,08). Tale comportamento conferma il crescente peso esercitato, nell'evoluzione delle condizioni di disponibilità idrica, dall'effetto combinato del deficit pluviometrico e delle elevate temperature, attraverso l'incremento dell'evapotraspirazione potenziale. Lo scarto tra SPEI e SPI si mantiene, su tutte le scale temporali, tra –0,6 e –0,9, misura sintetica del contributo evapotraspirativo al deficit. Permane, in controtendenza, una condizione di maggiore umidità nell'Abruzzo meridionale. Coerentemente con tale quadro, le elaborazioni del modello AQUARUM evidenziano valori di infiltrazione efficace estremamente ridotti: nel mese di maggio il valore medio distrettuale è risultato pari a 4 mm, a fronte di un valore climatico di 21 mm, mentre nel mese di giugno l'infiltrazione efficace è risultata praticamente nulla (0 mm) rispetto a un valore medio climatico di 8 mm, confermando l'assenza di una significativa ricarica degli acquiferi su gran parte del territorio distrettuale.

Nel bimestre maggio–giugno 2026 i principali sistemi sorgentizi del Distretto hanno continuato, nel complesso, a garantire adeguati livelli di disponibilità della risorsa idrica, pur evidenziando un progressivo calo delle portate in numerosi sistemi, coerente con l'evoluzione delle condizioni meteo-climatiche e con la riduzione della ricarica degli acquiferi. Nel Lazio le principali sorgenti (Acqua Marcia, Peschiera e Simbrivio) si collocano prevalentemente nei percentili inferiori delle rispettive serie storiche, mentre nelle Marche il quadro permane differenziato, con sorgenti che mantengono portate in linea o superiori ai valori medi recenti e altre ancora caratterizzate da disponibilità inferiori ai livelli storici di riferimento.

Per quanto riguarda i laghi naturali, il Lago Trasimeno continua a rappresentare l'elemento di maggiore criticità del quadro idrologico distrettuale. Nel corso del bimestre il livello idrometrico ha proseguito la propria progressiva diminuzione, passando da –1,47 m alla fine di aprile a –1,68 m alla fine di giugno rispetto allo zero idrometrico di riferimento, con un livello medio nel mese di giugno pari a –1,59 m, confermandosi ampiamente al di sotto dello zero idrometrico e testimoniando il perdurare di una condizione di elevata vulnerabilità del sistema lacustre. Il Lago di Albano evidenzia nel bimestre una progressiva diminuzione del livello idrometrico, iniziata alla fine del mese di aprile dopo il massimo raggiunto nel marzo 2026 (+1,94 m), attestandosi a +1,71 m alla fine di giugno. Tale andamento risulta coerente con la marcata riduzione delle precipitazioni registrata tra aprile e giugno, successiva agli abbondanti apporti meteorici dei primi mesi dell'anno. Il Lago di Bracciano, dopo il significativo recupero registrato nei mesi precedenti, evidenzia nel bimestre maggio–giugno una lieve inversione del precedente andamento positivo. Il livello idrometrico passa infatti da 162,40 m s.l.m. alla fine di aprile a 162,30 m s.l.m. al 30 giugno 2026, pur permanendo su valori che hanno consentito il mantenimento del prelievo autorizzato da parte di ACEA Ato2 S.p.A., nel rispetto delle prescrizioni regionali. Nel complesso, il quadro idrologico conferma una progressiva riduzione delle disponibilità naturali della risorsa, coerente con l'evoluzione delle condizioni meteo-climatiche osservate nel bimestre, pur permanendo, allo stato attuale, condizioni generalmente idonee al soddisfacimento dei fabbisogni idrici del Distretto.

Nel bimestre maggio–giugno 2026 si osserva, nel complesso, una progressiva diminuzione dei volumi invasati rispetto ai mesi di marzo e aprile 2026, con un andamento differenziato tra i principali sistemi di accumulo del Distretto. Il confronto con i corrispondenti mesi del 2025 evidenzia situazioni diversificate a scala regionale. In Toscana, l'invaso di Montedoglio presenta nei mesi di maggio e giugno livelli di riempimento inferiori rispetto ai corrispondenti periodi del 2025. In Umbria, il Lago di Arezzo continua a registrare volumi invasati superiori rispetto agli analoghi mesi dell'anno precedente. Nelle Marche, gli invasi di San Ruffino e Comunanza evidenziano volumi superiori rispetto al 2025; in particolare, il volume invasato di San Ruffino risulta superiore al volume di regolazione, mentre quello di Comunanza supera il volume autorizzato nel solo mese di maggio. Gli invasi di Mercatale, Castreccioni e Rio Canale mostrano invece una riduzione dei volumi rispetto ai corrispondenti mesi del 2025; per Mercatale e Rio Canale tale diminuzione risulta evidente anche nel passaggio dal mese di maggio a quello di giugno. In Abruzzo, l'invaso di Penne registra un incremento dei volumi rispetto ai corrispondenti mesi del 2025, più marcato nel mese di giugno. Nel Lazio, infine, la diga di Elvella evidenzia una marcata diminuzione del grado di riempimento rispetto agli stessi mesi del 2025. Nel complesso, il quadro degli invasi artificiali conferma un'evoluzione differenziata tra i diversi sistemi di accumulo, con una generale riduzione dei volumi invasati rispetto ai mesi precedenti, pur in presenza di situazioni che continuano a evidenziare livelli di riempimento elevati.

Nella Regione Abruzzo si conferma un quadro complessivamente caratterizzato da livelli di severità idrica contenuti, con condizioni di severità BASSA nei Sub-ambiti Aquilano, Marsicano, Peligno Alto Sangro e Teramano, severità NORMALE nel Pescarese e severità MEDIA nel Chietino. Per il Sub-ambito Peligno Alto Sangro permane un trend di peggioramento, pur nell'ambito di una classificazione di severità BASSA. Le principali fonti di approvvigionamento regionale presentano, nel complesso, disponibilità idriche in linea con i valori stagionali attesi o superiori ai valori medi di riferimento, garantendo il soddisfacimento dei fabbisogni nella quasi totalità del territorio regionale. Permangono tuttavia criticità localizzate che richiedono l'attivazione di misure di mitigazione. Nel Sub-ambito Marsicano proseguono le turnazioni di carattere strutturale legate alla vetustà delle infrastrutture. Nel Peligno Alto Sangro permane il ricorso a limitate turnazioni notturne e a fonti integrative per compensare la progressiva riduzione della disponibilità di alcune sorgenti locali, confermata anche dal decremento delle portate della sorgente Gizio e di altre sorgenti montane. Nel Teramano continua il ricorso localizzato al rifornimento mediante autobotti nel Comune di Pineto, mentre l'invaso di Penne evidenzia volumi invasati superiori rispetto ai corrispondenti mesi del 2025, con un incremento più marcato nel mese di giugno. Il quadro di maggiore criticità permane nel Sub-ambito Chietino, classificato in severità MEDIA. Le principali sorgenti evidenziano una progressiva riduzione delle portate rispetto ai mesi precedenti, rendendo necessario il ricorso parziale al campo pozzi integrativo e il mantenimento delle misure di turnazione. A tali criticità, si aggiungono quelle di natura infrastrutturale connesse alla frana che ha interessato l'adduttrice principale dell'acquedotto Sinello, i cui lavori di ripristino risultano ancora in corso. Nel complesso, il sistema di approvvigionamento idrico regionale continua a garantire il soddisfacimento dei fabbisogni idrici, pur permanendo criticità localizzate che richiedono il mantenimento delle misure di gestione e un costante monitoraggio dell'evoluzione delle disponibilità della risorsa e delle pressioni sui sistemi di approvvigionamento.

Nella Regione Lazio il quadro della severità idrica permane complessivamente contenuto. Tuttavia, rispetto al precedente aggiornamento dell'Osservatorio, si registra il passaggio dell'ATO 2-Roma Città metropolitana da severità BASSA a severità MEDIA. Permangono condizioni di severità bassa negli ATO 1, 3 e 4 e di severità media nella limitata porzione dell'ATO 5 ricadente nel territorio del Distretto dell'Appennino Centrale. Le principali fonti di approvvigionamento regionale continuano, nel complesso, a garantire il soddisfacimento dei fabbisogni idrici. Permangono tuttavia criticità localizzate, correlate alla progressiva riduzione della disponibilità della risorsa e alle conseguenti misure di gestione del servizio, che interessano una limitata porzione del territorio distrettuale laziale. Il quadro risulta coerente con gli elementi idrologici rilevati nel periodo maggio–giugno. Le portate delle principali sorgenti regionali evidenziano una progressiva riduzione, con le sorgenti Acqua Marcia e Peschiera attestate intorno al 25° percentile climatologico e la sorgente Simbrivio compresa tra il 25° e il 50° percentile. Anche il Lago di Bracciano, dopo il recupero registrato nei mesi precedenti, mostra una lieve diminuzione del livello in seguito alla ripresa dei prelievi, pur mantenendosi su valori superiori a quelli osservati nel corrispondente periodo del 2025. Analoga evoluzione interessa il Lago di Albano, che dalla fine del mese di aprile evidenzia un progressivo abbassamento dei livelli in relazione alla riduzione delle precipitazioni successive agli eventi meteorici del mese di marzo. Nel complesso, il sistema di approvvigionamento regionale continua a garantire il soddisfacimento dei fabbisogni idrici, pur richiedendo il mantenimento di un costante monitoraggio dell'evoluzione delle disponibilità della risorsa e delle pressioni sui sistemi di approvvigionamento nel corso della stagione estiva.

Nella Regione Marche il quadro della severità idrica evidenzia un'evoluzione rispetto al precedente scenario, con il passaggio dell'ATO 1 dalla severità BASSA alla severità MEDIA. Gli ATO 2, 3 e 4 permangono in severità BASSA, ma con trend di peggioramento, mentre l'ATO 5 si mantiene in condizioni di severità NORMALE. L'evoluzione del quadro di severità riflette il progressivo incremento delle pressioni sui sistemi di approvvigionamento determinato dall'andamento meteo-climatico e idrologico della stagione. Pur permanendo, nel complesso, condizioni idonee al soddisfacimento dei fabbisogni idrici, si osserva una generale riduzione della disponibilità della risorsa, confermata dall'andamento delle principali sorgenti e dei sistemi di accumulo regionali. In particolare, l'invaso di San Ruffino mantiene volumi superiori a quelli regolamentari, l'invaso di Comunanza presenta valori sostanzialmente allineati al volume autorizzato, mentre gli invasi di Mercatale e Rio Canale evidenziano una progressiva riduzione dei volumi invasati. In tale contesto, il passaggio dell'ATO 1 alla severità MEDIA e il permanere del trend di peggioramento negli ATO 2, 3 e 4 richiedono il mantenimento di un attento monitoraggio dell'evoluzione delle disponibilità idriche e dell'efficacia delle misure di gestione della risorsa, al fine di garantire il soddisfacimento dei fabbisogni nel prosieguo della stagione estiva.

Nella Regione Toscana permane una condizione di severità idrica NORMALE nel territorio ricadente nel Distretto dell'Appennino Centrale. Le condizioni meteo-climatiche registrate nel periodo non hanno determinato variazioni significative del quadro regionale e non si segnalano particolari criticità con riferimento alla disponibilità della risorsa idrica e alla capacità dei sistemi di approvvigionamento e distribuzione. L'evoluzione del quadro meteo-climatico evidenzia tuttavia precipitazioni inferiori ai valori climatologici nel mese di giugno, temperature significativamente superiori alla media e una riduzione della ricarica delle falde, elementi che determinano un progressivo incremento delle pressioni sul sistema idrico senza modificare l'attuale classificazione di severità. Gli elementi di monitoraggio confermano nel complesso un quadro stabile delle disponibilità idriche regionali, pur con situazioni differenziate nei principali sistemi di accumulo.

Nella Regione Umbria si confermano condizioni di severità idrica BASSA, senza variazioni rispetto al precedente scenario. Non si registrano criticità delle principali sorgenti e degli acquiferi superiori a quelle osservate nello stesso periodo dell'estate 2025, mentre i corsi d'acqua superficiali risentono delle elevate temperature, dell'intensa evapotraspirazione e del progressivo incremento dei consumi idrici, con conseguente riduzione delle portate. L'elemento di maggiore attenzione continua a essere rappresentato dall'evoluzione del Lago Trasimeno, il cui livello idrometrico, misurato alla stazione di Monte del Lago, è ulteriormente diminuito passando da –1,75 m (17 luglio) a –1,82 m (23 luglio) rispetto allo zero idrometrico di riferimento, confermando una progressione marcatamente negativa del livello idrometrico. Il quadro risulta coerente con l'evoluzione meteo-climatica osservata sull'intero Distretto, caratterizzata da precipitazioni generalmente inferiori ai valori climatologici di riferimento, temperature significativamente superiori alla media e un persistente deficit di ricarica delle falde, condizioni che determinano un progressivo incremento delle pressioni sul sistema idrico regionale, pur senza ancora modificare l'attuale classificazione di severità.

Aggiornamento del 07/08/2026

Il periodo di riferimento 1–7 agosto 2026 è stato caratterizzato dal perdurare di una persistente e intensa ondata di calore che ha interessato l'intero Distretto dell'Appennino Centrale, associata a una sostanziale assenza di precipitazioni significative. Dal punto di vista pluviometrico, gli sporadici apporti registrati nelle diverse regioni hanno interessato limitate porzioni del territorio con quantitativi estremamente modesti, risultando complessivamente privi di effetti apprezzabili sulla ricarica delle risorse idriche superficiali e sotterranee e sulla ricostituzione delle disponibilità idriche. Il livello di severità idrica del Distretto dell'Appennino Centrale permane complessivamente BASSO, anche grazie alle misure di gestione e mitigazione della risorsa idrica poste in essere dalle Amministrazioni competenti e dai gestori del Servizio Idrico Integrato. Si osservano tuttavia gli effetti del protrarsi dell'ondata di calore e della persistente assenza di precipitazioni, che iniziano a riflettersi sull'evoluzione della severità idrica in alcuni contesti territoriali. Permangono situazioni di severità MEDIA circoscritte a specifici ambiti territoriali delle Regioni Marche, Abruzzo e Lazio, mentre nelle restanti aree del Distretto si confermano condizioni di severità BASSA. Nel periodo in esame, la Regione Toscana pone il livello di severità idrica del territorio ricompreso nel Distretto da NORMALE a BASSA; la Regione Marche conferma il quadro precedente, segnalando una tendenza al peggioramento negli ATO 1, 2 e 3; la Regione Abruzzo evidenzia un aggravamento di alcune criticità localizzate nei Sub-ambiti Peligno Alto Sangro e Chietino, pur confermando i livelli di severità già attribuiti; la Regione Lazio conferma integralmente il quadro precedentemente rappresentato. In tale contesto, si conferma la necessità di mantenere le misure di monitoraggio, gestione e mitigazione già poste in essere dalle Amministrazioni competenti e dai gestori del Servizio Idrico Integrato, assicurando il costante controllo dell'evoluzione meteo-climatica, delle disponibilità idriche e dei fabbisogni nei diversi territori regionali. Dovranno altresì essere mantenute e ulteriormente promosse le iniziative di sensibilizzazione finalizzate al risparmio idrico e a un utilizzo responsabile della risorsa, al fine di contenere le pressioni sui sistemi di approvvigionamento e distribuzione nel prosieguo della stagione estiva.

Nel periodo di riferimento le precipitazioni sono risultate pressoché assenti, con un unico episodio di modesta entità registrato il 3 agosto, che non ha determinato effetti apprezzabili sulla ricarica delle risorse idriche superficiali e sotterranee né sulla ricostituzione delle disponibilità idriche. In considerazione dell'andamento meteo-climatico previsto per le prossime settimane e del progressivo consolidarsi delle condizioni determinate dal perdurare delle elevate temperature, pur permanendo il servizio di approvvigionamento idropotabile interessato esclusivamente da criticità localizzate, tipiche del periodo estivo e costantemente gestite dai soggetti competenti, la Regione Toscana pone il livello di severità idrica del territorio toscano ricompreso nel Distretto dell'Appennino Centrale da NORMALE a BASSA.

Nel periodo di riferimento le precipitazioni hanno mantenuto carattere sporadico e quantitativi molto contenuti, risultando non significative ai fini del recupero delle disponibilità idriche. La Regione Marche conferma il quadro rappresentato nel precedente aggiornamento, non segnalando variazioni dei livelli di severità. Permane tuttavia una tendenza al progressivo peggioramento delle condizioni di disponibilità della risorsa idrica negli ATO 1, 2 e 3, che continuerà a essere oggetto di costante monitoraggio.

Nel periodo di riferimento le precipitazioni hanno interessato il territorio regionale con apporti localizzati ed episodici, che non hanno determinato effetti apprezzabili sulla ricarica delle risorse idriche superficiali e sotterranee né sulla ricostituzione delle disponibilità idriche. Nel Sub-ambito Aquilano le principali sorgenti (Gran Sasso e Chiarino) presentano portate stabili, così come permane stabile l'utilizzo del campo pozzi Acqua Oria. Dai primi giorni di agosto sono state attivate turnazioni notturne nel Comune di Rocca di Cambio (504 utenti) a causa dell'aumento dei consumi. La severità permane BASSA. Nel Sub-ambito Marsicano le sorgenti più profonde (Pulciara, Ferriera e Panteneccia) continuano a mostrare un incremento delle portate, seppure più contenuto, mentre le sorgenti più superficiali (Rio Sonno, Sant'Eugenia e Formarotta) confermano una riduzione delle portate. Si registra un lieve incremento dell'utilizzo dei campi pozzi di Trasacco e Rio Pago per compensare la diminuzione delle disponibilità delle sorgenti più superficiali e l'aumento dei consumi. I Comuni interessati da turnazioni serali strutturali passano da 7 a 11, per un totale di 61.209 utenti coinvolti. La severità permane BASSA. Nel Sub-ambito Peligno Alto Sangro la portata della sorgente Gizio è scesa al di sotto di 400 l/s, rendendo necessario il ricorso discontinuo al campo pozzi. Le sorgenti più superficiali mostrano una diminuzione delle portate in linea con l'andamento stagionale. A causa di perdite della rete idrica, il gestore effettua chiusure notturne occasionali anche nel Comune di Vittorito (804 utenti). La severità permane BASSA, con trend di peggioramento. Nel Sub-ambito Pescarese la portata in adduzione permane pressoché stabile, con presenza di sfiori pari a circa 170 l/s e senza necessità di attivare misure di contrasto. La severità permane NORMALE. Nel Sub-ambito Teramano si conferma il trend di incremento della portata della sorgente del Gran Sasso (circa 835 l/s), mentre le sorgenti Mescatore e Vacelliere presentano portate in diminuzione, in linea con l'andamento stagionale. La severità permane BASSA. Nel Sub-ambito Chietino (n. 6) si conferma il trend di riduzione della portata della sorgente Verde (circa 1.400 l/s), accompagnato da un incremento dell'utilizzo del campo pozzi (circa 200 l/s). Anche le restanti sorgenti presentano portate in diminuzione. Permangono 33 Comuni interessati da turnazioni, prevalentemente strutturali, per circa 59.000 utenti complessivi. La severità permane MEDIA.

Nel periodo di riferimento le precipitazioni hanno interessato il territorio regionale dell'Umbria con apporti localizzati e di modesta entità, che non hanno determinato effetti apprezzabili sulla ricarica delle risorse idriche superficiali e sotterranee né sulla ricostituzione delle disponibilità idriche. Il Lago Trasimeno presenta un livello idrometrico pari a –1,86 m alla stazione di Monte del Lago, in ulteriore diminuzione rispetto al valore registrato a fine luglio, confermando la condizione di particolare fragilità del bacino. Pur permanendo gli effetti della persistente pressione meteo-climatica sul sistema idrico, al momento la Regione non segnala ulteriori aggiornamenti rispetto al quadro della disponibilità della risorsa idrica e ai livelli di severità definiti nella riunione dell'Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del 28 luglio 2026.

Il quadro della severità idrica permane ancora complessivamente contenuto. Si confermano condizioni di severità BASSA negli ATO 1, 3 e 4, di severità MEDIA nell'ATO2-Roma Città metropolitana e nella limitata porzione dell'ATO 5 ricadente nel territorio del Distretto dell'Appennino Centrale. Le principali fonti di approvvigionamento regionale continuano, nel complesso, a garantire il soddisfacimento dei fabbisogni idrici, pur permanendo criticità localizzate correlate alla progressiva riduzione della disponibilità della risorsa e alle conseguenti misure di gestione del servizio. Permane inoltre la pressione meteo-climatica sul sistema di approvvigionamento regionale, rendendo necessario il mantenimento del costante monitoraggio dell'evoluzione delle disponibilità della risorsa e delle pressioni sui sistemi di approvvigionamento nel corso della stagione estiva.

Nella tabella seguente si riportano livelli delle severità dei singoli Ambiti Territoriali Ottimali del Distretto:

RegioneAmbito OttimaleLivello Severità idricaTrend
ToscanaTerritorio ricadente nel DistrettoBASSO
MarcheATO1MEDIOpeggioramento
ATO2BASSOpeggioramento
ATO3BASSOpeggioramento
ATO4BASSO
ATO5NORMALE
AbruzzoSub-ambito AquilanoBASSO
Sub-ambito MarsicanoBASSO
Sub-ambito Peligno Alto SangroBASSOpeggioramento
Sub-ambito PescareseNORMALE
Sub-ambito TeramanoBASSO
Sub-ambito ChietinoMEDIO
UmbriaATO unicoBASSO
LazioATO1BASSO
ATO2MEDIO
ATO3BASSO
ATO4BASSO
ATO5MEDIO

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Osservatorio del Distretto idrografico dell'Appennino Meridionale

Stato severità BASSA – Bollettino del 27/07/2026

A seguito della seduta dell'Osservatorio sugli utilizzi idrici dell'Appennino Meridionale del 27 luglio u.s., si riporta di seguito la sintesi dello scenario di severità idrica per il comparto potabile e per il comparto irriguo.

I dati disponibili e le analisi condotte per i principali schemi idrici distrettuali hanno consentito di rilevare la presenza di situazioni di significativa criticità.

In particolare, si è rilevato che:
i) invasi del sistema Acque del Sud lucano: al momento l'evoluzione della disponibilità evidenzia un buon recupero di risorsa idrica tanto per l'invaso di Monte Cotugno quanto per l'invaso del Pertusillo;
ii) invasi dello schema Ofanto, attualmente si riscontra una disponibilità di circa 104 Mm3 con un surplus di circa 36 Mm3 rispetto al periodo omologo dello scorso anno: va precisato che la programmazione curata dall'Autorità del Distretto idrografico dell'Appennino Meridionale ha significativamente mitigato la criticità legata alla carenza di disponibilità idrica;
iii) schema Fortore (Occhito), i dati disponibili evidenziano un surplus di circa 100,0 Mm3 rispetto al periodo omologo dello scorso anno, effetto della sostanziale mancata erogazione irrigua; risulta comunque necessario proseguire il monitoraggio ai fini della programmazione;
iv) schema Sele-Calore, i dati disponibili consentono di rilevare valori di portata media a luglio superiori ai periodi omologhi del 2017 e del 2025, pur con un deficit di portata, rispetto alla media storica, di circa 300 l/s sia per le sorgenti di Cassano Irpino e sia per la sorgente Sanità di Caposele;
v) schemi Campania, nel complesso per gli schemi idrici regionali si riscontra un complessivo miglioramento; si riscontrano criticità localizzate legate essenzialmente al problematiche infrastrutturali; Acqua Campania ha segnalato che nelle prossime settimane l'eventuale incremento della domanda potrebbe portare a saturare le capacità di produzione dell'ACO;
vi) schemi Abruzzo, si rileva un grado di severità idrica che risulta essere BASSA per l'area del Fucino (sub-ambito marsicano) e BASSA tendente a MEDIA per le aree del chietino (sorgente Verde circa 1.500 l/s attuali a fronte di circa 1.250 l/s dello scorso anno, con un surplus di circa 250 l/s), motivata da problematiche essenzialmente di tipo infrastrutturale;
vii) schemi Lazio, si riscontra una complessiva stabilità della condizione di disponibilità, con una severità idrica valutabile nell'insieme come BASSA tendente a MEDIA per il territorio dell’'ATO5-Frosinone, in ragione di criticità strutturali;
viii) area calabrese, si registra un complessivo recupero della disponibilità, tanto per le fonti SORICAL quanto per il sistema Arvo-Ampollino, con un livello di severità idrica BASSO per il territorio regionale, pur registrando il permanere dello stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria;
ix) schemi idrici lucani, le indicazioni del gestore confermano un complessino recupero di disponibilità sul territorio regionale; dal mese di maggio è rientrato nella normalità, lo schema Basento-Camastra, per il quale si riscontra ancora un significativo incremento della disponibilità all'invaso rispetto allo stesso periodo del 2024, anche per effetto degli interventi realizzati dal Commissario Straordinario/Segretario Generale;
x) schemi idrici molisani, le informazioni ricevute da Molise Acque sulle condizioni di disponibilità idrica indicano una condizione di evidente recupero delle fonti, con un grado di severità idrica BASSO.

Per quanto attiene la valutazione degli indicatori SPI-Standardized Precipitation Incex e SPEI-Standardized Precipitation-Evapotranspiration Index, le analisi danno evidenza dell'assenza di anomalie significative.

In sintesi, per il comparto potabile, il livello di severità idrica risulta BASSO per l'intero territorio distrettuale, ad eccezione del Lazio e della province di Chieti in Abruzzo e di Avellino e Benevento in Campania in cui risulta BASSO tendente a MEDIO. In chiusura lo stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria.

Per il comparto irriguo, lo scenario di severità idrica è BASSO per l'intero territorio distrettuale.

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Osservatorio del Distretto idrografico della Sardegna

Stato severità NORMALITÀ – Bollettino dei serbatoi artificiali del Sistema Idrico Multisettoriale della Sardegna di giugno 2026

Al 30 giugno 2026 il SIMR-Sistema Idrico Multisettoriale Regionale, attraverso il sistema degli invasi, disponeva di un volume invasato di 1.504 milioni di metri cubi d'acqua, pari a circa l'81,4% del volume utile di regolazione autorizzato. Il valore del volume idrico invasato al 30 giugno 2026 ha subito un decremento, pari a 114 milioni di metri cubi, rispetto al volume invasato al 31 maggio 2026.

Per quanto riguarda l'indicatore di stato per il monitoraggio e il preallarme della siccità dell'intera Isola relativo al mese di giugno 2026, si registra una condizione di "normalità" o "regime ordinario", con un valore dell'indicatore sullo stato delle risorse invasate in relazione alla domanda allacciata di 0,50, che, essendo compreso tra 0,5 e 1,0, corrisponde a uno scenario di NON SEVERITÀ idrica.

In merito a situazioni locali, si evidenzia che il volume invasato al 30 giugno nel Sistema Idrico dell’Alto Cixerri, al quale appartengono gli invasi di Punta Gennarta e di Medau Zirimilis, è stato pari a circa 7,09 Mm3, corrispondente a circa il 38% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Cixerri al 30 giugno 2026 è stato pari a 0,19, corrispondente di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. Occorre evidenziare che il valore dell'indicatore è in parte influenzato dai lavori in corso sulla diga di Medau Zirimilis (attività di impermeabilizzazione del paramento di monte finanziata con fondi PNRR) che hanno reso necessario un progressivo svuotamento del lago. Come stabilito dal Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino della Sardegna, l'approvvigionamento delle utenze allacciate al suddetto invaso verrà garantito con l'interconnessione Flumendosa-Cixerri.

Con riferimento al Sistema Posada, il volume invasato al 30 giugno 2026 nell'invaso di Maccheronis è stato pari a circa 16,28 Mm3, corrispondente a circa il 71,27% del volume utile di regolazione autorizzato. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Posada al 30 giugno 2026 è stato pari a 0,26, corrispondente al livello di pericolo e a uno scenario di severità idrica MEDIA. Il valore dell'indicatore di stato del Sistema Posada risente anche del fatto che a causa dei lavori sul pancone e sugli scarichi di sovralzo della diga la quota di invaso non poteva superare, per il mese di febbraio, il valore di 38 m s.l.m. Dalla prima decade del mese di marzo c.a. tale limitazione è stata rimossa. Il valore dell'indicatore, inoltre, dipende dal fatto che nel processo di simulazione è stato considerato un volume di regolazione che non tiene conto delle limitazioni d’invaso imposte dal MIT Ufficio Dighe.

In merito al Sistema Nord Occidentale, si osserva che al 30 giugno 2026 si aveva un volume invasato pari a circa 193 Mm3 corrispondente a circa il 57,9% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 333,42 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Nord Occidentale al 30 giugno 2026 è stato pari a 0,23, corrispondente al livello di pericolo e ad uno scenario di severità idrica MEDIA. Si osserva, altresì, che nell'ambito di tale Sistema, il Sub-Sistema costituito dagli invasi di Temo, Cuga e Bidighinzu, al quale è allacciata una domanda idropotabile media annua pari a circa 21 Mm3 (Acquedotti Temo e Bidighinzu) non alimentabile da risorse alternative, al 30 giugno 2026 aveva un volume invasato pari a circa 69,39 Mm3 corrispondente a circa il 63,73% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 108,9 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sub-Sistema Temo-Cuga-Bidighinzu al 30 giugno 2026 è stato pari a 0,51, corrispondente al livello ordinario e a uno scenario di NON SEVERITÀ idrica.

Per quanto riguarda il Sistema Ogliastra, al quale appartengono gli invasi di Bau Muggeris e di Santa Lucia, si evidenzia che alla data del 30 giugno 2026 il volume invasato era pari a circa 43,98 Mm3 corrispondente all'73,65% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 59,72 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Ogliastra al 30 giugno 2026 è stato pari a 0,30, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA.

Relativamente al sistema dell'Alto Taloro, al quale appartengono gli invasi di Olai e Govossai gestiti da Abbanoa SpA, gestore del Servizio Idrico Integrato, si segnala che alla data del 30 giugno 2026 i suddetti invasi hanno raggiunto la quota utile di regolazione autorizzata pari a 12,79 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Taloro al 30 giugno 2026 è stato pari a 0,48, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA.

In merito al sistema Alto Coghinas, al quale appartengono gli invasi di Monte Lerno e di Sos Canales, si evidenzia che al 30 giugno 2026 il volume invasato era pari a circa 33,98 Mm3 corrispondente al 89,11% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 38,03 Mm3. Occorre segnalare che nell'invaso di Monte Lerno insiste una forte limitazione di invaso, pari a circa il 50% della capacità massima autorizzabile, imposta dall'Ufficio Dighe di Cagliari del MIT. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sistema Alto Coghinas al 30 giugno 2026 è stato pari a 0,32, corrispondente al livello di preallerta e ad uno scenario di severità idrica BASSA.

Occorre evidenziare, inoltre, che alla data del 30 giugno 2026 il volume invasato nel Sub-Sistema Medio Flumendosa, costituito dagli invasi Flumineddu a Capanna Silicheri, Flumendosa a Nuraghe Arrubiu e Mulargia a Monte Su Rei, era pari a circa 526,86 Mm3 a fronte di un volume utile di regolazione autorizzato pari a circa 584,1 Mm3. L'indicatore di stato per il monitoraggio ed il preallarme della siccità del Sub-Sistema Medio Flumendosa al 30 giugno 2026 è stato pari a 0,66, corrispondente ad un livello ordinario e ad uno scenario di NON SEVERITÀ idrica.

Si evidenzia, inoltre, che alla data del 30 giugno 2026 il volume invasato nel Sistema Tirso a Cantoniera è stato pari a circa 403,68 Mm3 corrispondente al 89,4% del volume utile di regolazione autorizzato, quest'ultimo pari a 451,54 Mm3.

Infine, si segnala che nella seduta dell'8 maggio 2026 il Comitato Istituzionale dell'Autorità di Bacino della Sardegna ha assegnato i volumi di risorsa idrica del SIMR, per l'annualità 2026, ai comparti civile, agrozootecnico e industriale.

Si precisa, inoltre, che lo stato di consistenza dei volumi invasati, aggiornato al 30 giugno 2026, il confronto di quest'ultimo con gli scenari pregressi (sino a partire dall'anno idrologico 2000–2001), i valori dei citati indicatori ecc., sono informazioni rese disponibili, a passo mensile, nel Sistema Web-GIS raggiungibile al link disponibile qui.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Osservatorio del Distretto idrografico della Sicilia

Stato NORMALITÀ – Sedute del 15/05/2026 e aggiornamento del 04/06/2026

A conclusione dell'incontro del 15 maggio u.s., l'Osservatorio distrettuale per gli utilizzi idrici del Distretto idrografico della Sicilia ha confermato per l'intero distretto lo stato complessivo di NORMALITÀ.

Aggiornamento del 04/06/2026

In termini di severità idrica, si conferma lo stato complessivo di NORMALITÀ evidenziato nell'incontro dell'Osservatorio dello scorso 15 maggio.

Ulteriori dettagli sono disponibili qui.

 

Sintesi condivisa del Gruppo tecnico per le previsioni mensili e stagionali, coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile

Sintesi relativa all'incontro del 20/05/2026

Previsione menisle: è stata confermata la fase stabile che caratterizzerà la fine del mese di maggio con temperature anche sopra media e poche precipitazioni su gran parte della Penisola. Per quanto riguarda giugno, complessivamente, prevalgono segnali di temperature in media o leggermente superiori e segnali di precipitazioni in linea con le medie del periodo.

Previsione trimestrale: sono stati analizzati diversi indici climatici a scala globale e tra questi anche El Niño le cui anomalie positive maggiori sono attese verso la fine dell'anno. Le successive riflessioni sono state fatte sull'attuale grado di predicibilità stagionale evidenziando un valore non altissimo. Tuttavia, per quanto riguarda l'analisi del periodo giugno-luglio-agosto 2026 sono emerse le seguenti considerazioni: per le temperature prevalgono i consueti scostamenti positivi rispetto le medie del periodo che fanno pensare ad una estate calda e secca, anche se emergono elementi di variabilità atmosferica. Per le precipitazioni, invece, prevalgono segnali in linea con le medie del periodo.

Tra i possibili scenari descritti, un ente sottolinea, invece, un inizio della stagione estiva più moderato con una stagione complessivamente più dinamica che potrebbe rendere meno impattanti eventuali fasi prolungate caratterizzate da scostamenti positivi di temperatura.

Prossima riunione del Gruppo intorno intorno fine giugno per valutare luglio e luglio-agosto e settembre.

 

Archivio delle sintesi degli stati di severità idrica nazionale, a partire dal 28/07/2022