Benvenuto in Idrologia, Idromorfologia, Risorse Idriche, Inondazioni e Siccità

Menù di utilità

Home / Mappe di pericolosità e rischio

Mappe di pericolosità e di rischio di alluvioni

Ultimo aggiornamento: 10/04/2018

L'art. 6 della FD prevede che gli Stati Membri predispongano, a livello di distretto idrografico o di unità di gestione, mappe di pericolosità e di rischio di alluvioni per le aree a potenziale rischio significativo di alluvioni individuate ai sensi dell'art.5. 

Va sottolineato che ai sensi della FD per alluvione si intende l'allagamento temporaneo di aree che abitualmente non sono coperte d'acqua. Ciò include le inondazioni causate da fiumi, torrenti di montagna, corsi d'acqua temporanei, e le inondazioni marine delle zone costiere e può escludere gli allagamenti causati dagli impianti fognari. 

Le mappe di pericolosità da alluvione contengono la perimetrazione delle aree geografiche che potrebbero essere interessate da alluvioni secondo tre scenari di probabilità: 

  • scarsa (P1, eventi estremi - bassa pericolosità); 

  • media (P2, eventi con tempo di ritorno maggiore o uguale a 100 anni - media pericolosità);

  • elevata (P3 - alta pericolosità). 

Il D.Lgs. 49/2010 caratterizza gli eventi corrispondenti alla media probabilità come eventi poco frequenti con tempo di ritorno compreso tra 100 e 200 anni e gli eventi corrispondenti alla elevata probabilità come eventi frequenti con tempo di ritorno compreso tra 20 e 50 anni. 

Oltre all'estensione dell'inondazione, le mappe di pericolosità devono indicare, per ciascuno scenario, la quota (altezza rispetto al medio marino) o la profondità dell'inondazione (altezza rispetto al terreno) e, ove opportuno, la velocità del flusso. Per le aree costiere, la FD stabilisce che ove vi sia un adeguato livello di protezione dal mare la perimetrazione delle aree allagabili possa limitarsi al solo scenario di bassa probabilità. 

Le mappe del rischio indicano le potenziali conseguenze negative derivanti dalle alluvioni nell'ambito dei tre citati scenari di pericolosità espresse in termini di: 

  1. numero indicativo degli abitanti potenzialmente interessati; 
  2. tipo di attività economiche insistenti sull'area potenzialmente interessata; 
  3. numero di impianti di cui alla Direttiva 2010/75/EU (Industrial Emissions Directive) che potrebbero provocare inquinamento accidentale in caso di alluvione e aree protette, come definite nell'allegato IV paragrafo 1 punti i), iii) e v) della Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Quadro Acque, Water Framework Directive), potenzialmente interessate da tale inquinamento; 
  4. altre informazioni considerate utili dagli Stati Membri, come l'indicazione delle aree in cui possono verificarsi alluvioni con elevato volume di sedimenti trasportati e colate detritiche e informazioni su altre notevoli fonti di inquinamento. 

Il D.Lgs. 49/2010 include nel novero delle aree protette da considerare ai fini di un potenziale inquinamento tutte le categorie di aree protette che per la legislazione italiana attuativa della Direttiva Quadro Acque sono riportate nell'allegato 9 alla parte terza del D.Lgs. 152/2006 di seguito riportate: 

  • aree designate per l'estrazione di acque destinate al consumo umano (art. 7 Direttiva Quadro Acque 2000/60/CE - Acque utilizzate per l'estrazione di acqua potabile); 

  • aree designate per la protezione di specie acquatiche significative dal punto di vista economico;

  • corpi idrici intesi a scopo ricreativo, comprese le aree designate come acque di balneazione a norma della Direttiva 76/160/CEE

  • aree sensibili rispetto ai nutrienti, comprese quelle designate come zone vulnerabili a norma della direttiva 91/676/CEE (Direttiva Nitrati) e le zone designate come aree sensibili a norma della Direttiva 91/271/CEE (Direttiva Reflui urbani);

  • aree designate per la protezione degli habitat e delle specie, nelle quali mantenere o migliorare lo stato delle acque è importante per la loro protezione, compresi i siti pertinenti della rete Natura 2000 istituiti a norma della Direttiva 92/43/CEE (Direttiva Habitat) e della Direttiva 79/409/CEE (Direttiva Uccelli).

La FD intende le mappe di rischio come mappe degli elementi a rischio (una per ciascuno dei 3 scenari di probabilità). Il D.Lgs. 49/2010, riprendendo i criteri stabiliti nel DPCM del 29 settembre 1998, stabilisce che la mappatura del rischio preveda, inoltre, una rappresentazione in termini di classi di rischio (R1 - moderato, R2 - medio, R3 - elevato, R4 - molto elevato), in grado di esprimere sinteticamente, attraverso un'unica mappa, il modo in cui la pericolosità (P1, P2, P3) e il danno potenziale si combinano all'interno delle aree allagabili. 

La Direttiva prevede che gli Stati Membri completino le mappe di pericolosità e di rischio di alluvioni entro il 22 dicembre 2013 e che il reporting alla Commissione Europea sia effettuato entro il 22 marzo 2014. Esso deve consistere, per ciascuna UoM, di un file vettoriale (shapefile con relativi metadati) in cui sono riportati i poligoni delle aree allagabili (includendo in esse l'alveo fluviale) per tutti e tre gli scenari di probabilità e due file xml contenenti: 

  • per ciascuno scenario di probabilità, le informazioni relative ai tempi di ritorno utilizzati per la perimetrazione delle aree allagabili e agli elementi esposti in esse presenti;

  • gli indirizzi web a cui rintracciare le mappe di pericolosità e del rischio ed eventuali documenti di approfondimento sulle metodologie utilizzate per redigere le mappe.

I link alle mappe di pericolosità e rischio di alluvione sono disponibili per le singole UoM nella sottostante tabella.

Codice EU delle UoM Nome delle UoM
ITI012  Bradano 
ITI01319  Conca-Marecchia
ITI014  Fiora
ITI015  Fortore 
ITI017  Lemene 
ITI018  Magra 
ITI021  Reno 
ITI022  Saccione 
ITI023  Sangro 
ITI024  Sinni 
ITI025  Sele 
ITI026  Fissero-Tartaro-Canalbianco
ITI027  Trigno 
ITI028  Tronto 
ITI029  Noce 
ITN001  Adige 
ITN002  Arno 
ITN003  Brenta-Bacchiglione
ITN004  Isonzo 
ITN005  Liri-Garigliano
ITN006  Livenza 
ITN007  Piave
ITN008  Po 
ITN009  Tagliamento 
ITN010  Tevere 
ITN011  Volturno 
ITR051  Regionale Veneto
ITR061  Regionale Friuli Venezia Giulia
ITR071  Regionale Liguria
ITR081  Regionale Emilia Romagna
ITR091  Regionale Toscana Costa 
ITR092  Regionale Toscana Nord
ITR093  Regionale Toscana Ombrone
ITR111  Regionale Marche
ITR121  Regionale Lazio
ITR131  Regionale Abruzzo
ITR141  Regionale Molise - Biferno e minori
ITR151  Regionale Campania Nord Occidentale     
ITR152  Regionale Destra Sele
ITR153  Regionale Sinistra Sele
ITR154  Regionale Sarno
ITR161I020  Regionale Puglia e Interregionale Ofanto
ITR171  Regionale Basilicata
ITR181I016  Regionale Calabria e Interregionale Lao
ITR191  Regionale Sicilia
ITR201  Regionale Sardegna
ITSNP01 Serchio

 

 

Ulteriori informazioni

Per dettagli sul reporting delle mappe di pericolosità e di rischio di alluvioni si vedano i documenti redatti da ISPRA e disponibili al seguente link. Inoltre, al seguente link è possibile scaricare il documento redatto da ISPRA dal titolo "Proposta metodologica per l'aggiornamento delle mappe di pericolosità e di rischio".

Tutti i file di supporto al reporting dei piani di gestione del rischio di alluvioni sono disponibili sul sito Eionet - Floods Directive reporting resources di WISE - Water Information System for Europe.