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Piani di gestione del rischio di alluvioni

Ultimo aggiornamento: 19/07/2019

L'art. 7 della FD prevede che gli Stati Membri predispongano piani di gestione del rischio di alluvioni (Flood Risk Management Plan - FRMP) coordinati a livello di distretto idrografico o di unità di gestione per le aree a potenziale rischio significativo di alluvioni individuate ai sensi dell'art.5 e per le zone contemplate all'art. 13.1.b. 

Come specificato nella sezione "Valutazione preliminare", l'Italia ha deciso di non svolgere la valutazione preliminare del rischio di alluvioni, avvalendosi delle misure transitorie previste all'art. 13.1.b della FD, e di procedere, quindi, direttamente all'elaborazione delle mappe di pericolosità e di rischio di alluvioni. L'art. 13.1.b è stato applicato a tutte le UoM in cui è suddiviso il territorio nazionale, dunque i piani di gestione del rischio di alluvioni (PGRA) devono essere redatti per ciascuna delle UoM. L'art.7 stabilisce quali debbano essere le principali finalità e i contenuti essenziali del PGRA, ulteriormente dettagliati all'interno della parte A dell'Allegato alla Direttiva, e fissando la data per ultimare e pubblicare i piani di gestione del rischio di alluvioni al 22 dicembre 2015. 

Il reporting alla Commissione Europea deve essere ultimato entro il 22 marzo 2016. I PGRA devono definire degli obiettivi, riguardare specifici aspetti della gestione del rischio di alluvione e definire misure con cui raggiungere gli obiettivi designati. Gli obiettivi generali di un PGRA devono ricondursi alla riduzione delle potenziali conseguenze negative che le alluvioni possono avere per la salute umana, l'ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche. Tali potenziali conseguenze negative sono evidentemente descritte attraverso le mappe di pericolosità e di rischio i cui elementi conoscitivi e informativi devono essere assunti dal piano non solo per definire le idonee misure di riduzione del rischio, ma anche per definirne l'ordine di realizzazione attraverso l'attribuzione di un livello di priorità. 

I PGRA devono riguardare tutti gli aspetti della gestione del rischio di alluvioni, e in particolare la prevenzione, la protezione e la preparazione, comprese le previsioni di alluvioni e i sistemi di allertamento, e tenere conto delle caratteristiche del bacino idrografico o del sottobacino interessato. I piani di gestione del rischio di alluvioni possono anche comprendere la promozione di pratiche sostenibili di uso del suolo, il miglioramento delle capacità di ritenzione delle acque nonché il ricorso all'inondazione controllata di certe aree in caso di evento alluvionale. Inoltre la FD suggerisce di porre l'accento, se opportuno, su misure non strutturali e/o volte alla riduzione della probabilità di inondazione. 

Le misure possono essere ricondotte essenzialmente a quattro categorie che corrispondono ai diversi aspetti della gestione del rischio di alluvione indicati dalla FD: 

  • prevenzione - misure che agiscono sulla vulnerabilità e sul valore degli elementi esposti. A tale categoria appartengono le misure di vincolo atte a evitare l'insediamento di nuovi elementi esposti nelle aree allagabili (politiche di gestione e pianificazione del territorio); le misure di rimozione e ricollocazione (politiche di delocalizzazione); le misure di "adattamento" per la riduzione della vulnerabilità degli elementi esposti (interventi su edifici, reti pubbliche, ecc.);

  • protezione - misure che agiscono sulla probabilità di inondazione. A questa categoria appartengono le misure per ridurre il deflusso in alveo agendo sui meccanismi di formazione dei deflussi nel bacino di drenaggio e sulla naturale capacità di laminazione delle aree golenali e della piana inondabile; misure strutturali per la regolazione dei deflussi che hanno un significativo impatto sul regime delle portate; misure che agiscono sulla dinamica dell'evento di piena favorendone il deflusso; misure per migliorare il drenaggio delle acque superficiali in ambiente urbano; programmi di manutenzione delle opere di difesa; 

  • preparazione - misure volte a migliorare la capacità di risposta agli eventi alluvionali della popolazione e del sistema di protezione civile. A questa categoria appartengono le misure per l'istituzione e/o il potenziamento dei sistemi di allertamento e previsione di piena; le misure per migliorare la pianificazione d'emergenza e la capacità di risposta delle istituzioni durante l'emergenza da alluvione; le misure per accrescere la consapevolezza e la preparazione della popolazione rispetto agli eventi alluvionali; tali misure includono evidentemente le attività di formazione e informazione. 

  • ricostruzione e valutazione post-evento - misure volte a superare le condizioni di criticità derivanti da un evento alluvionale attraverso attività di messa in sicurezza e ripristino. Ad esse si aggiungono le attività, riconducibili alla fase di valutazione preliminare del rischio, di acquisizione di informazioni e dati inerenti gli eventi alluvionali quali l'estensione dell'inondazione e i danni conseguenti. 

Una volta definiti gli obiettivi che le misure devono realizzare e individuate le misure che applicandosi ai diversi aspetti della gestione suddetta consentano di perseguire gli obiettivi, è necessario stabilire un ordine di priorità delle misure, sia perché alcune delle misure potrebbero essere propedeutiche ad altre, sia perché necessario nella gestione di fondi limitati e differiti nel tempo. La priorizzazione delle misure passa necessariamente attraverso un'analisi costi/benefici. Pertanto nell'ambito dei criteri adottati per attribuire diversi livelli di priorità alle misure assunte nel piano, oltre ovviamente ai costi, devono essere assunti fattori di preferenza che rappresentano il tipo di beneficio atteso dalle misure stesse. Tali fattori sono riconducibili a: 

  • propedeuticità della misura (la misura cioè è di base per l'applicazione di altre misure, come nel caso delle misure riguardanti il miglioramento del quadro conoscitivo, formativo e informativo); 

  • programmazione preesistente e vigente (la misura è già presente in altri strumenti di pianificazione); 

  • conservazione (la misura non produce impatti significativi sull'ambiente); 

  • recupero o riqualificazione (la misura produce impatti positivi sull'ambiente); 

  • capacità della misura di perseguire con efficacia più obiettivi (tipica di interventi attuati per la mitigazione del rischio in aree urbanizzate, o di misure che integrano gli obiettivi FD e WFD); 

  • dimensione territoriale di applicabilità ed efficacia della misura; 

  • livello di urgenza (misure di rimozione e ripristino post-evento necessarie per il ritorno alla normalità). 

ISPRA ha elaborato un metodo multi-criteriale per l'attribuzione del livello di priorità che consente di associare a ciascuna misura un punteggio numerico espressione della rilevanza socio-economica degli obiettivi assunti dalla misura, della presenza e tipologia dei beni esposti presenti nell'area a cui la misura è applicata, dell'efficacia della misura in termini di riduzione del rischio e della rispondenza della misura a criteri di fattibilità e sostenibilità tecnica.

Il 28 maggio del 2015 è stato inoltre pubblicato il DPCM che, in ottemperanza a quanto previsto nell'art. 10 comma 11, del D.L. 91 del 24 giugno 2014 convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 116/2014, definisce "criteri e modalità per stabilire le priorità di attribuzione delle risorse agli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico". Maggiori informazioni sono reperibili sul sito di #italiasicura

COORDINAMENTO CON LA DIRETTIVA 2000/60/CE, INFORMAZIONE E CONSULTAZIONE DEL PUBBLICO 

La FD richiede che nelle varie fasi del processo di redazione del piano di gestione del rischio di alluvione la partecipazione pubblica sia assicurata dalla messa a disposizione delle informazioni di riferimento (art. 10.1) e dal coinvolgimento attivo delle parti interessate (art. 10.2) specificando che quest'ultimo deve essere coordinato, se appropriato, con quello previsto dall'art. 14 della WFD (art.9). Il coordinamento della FD con la WFD non deve riguardare il solo aspetto della partecipazione pubblica, ma amche lo scambio di informazioni e più in generale la realizzazione di sinergie e vantaggi comuni. 

Il coordinamento con la WFD parte dunque dalla condivisione del quadro conoscitivo, in particolare per quanto concerne il reticolo idrografico e le aree protette e arriva alla definizione di interventi che, ove possibile, consentano di integrare gli obiettivi di salvaguardia ambientale con quelli di mitigazione del rischio per le altre tre categorie di elementi esposti (persone, attività economiche, beni culturali). Inoltre, va sottolineato che sottoporre il PGRA a Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è un modo per garantire (art.4 comma 4 Parte II Titolo I del D.Lgs. 152/2006) un elevato livello di protezione dell'ambiente e contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali nelle varie fasi di elaborazione, adozione e approvazione del piano stesso in modo che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile. 

Facendo riferimento alla CIS Guidance Document N. 8, la partecipazione pubblica (come intesa nel preambolo 14 della WFD) si sviluppa essenzialmente su tre diversi livelli: i) fornendo le informazioni; ii) attuando la consultazione; iii) incoraggiando un coinvolgimento attivo. 

Fornire le informazioni, implica non solo garantire l'accesso agli elaborati previsti dagli adempimenti della Direttiva (valutazione preliminare, mappe di pericolosità e di rischio di alluvione, piano di gestione del rischio di alluvioni), ma anche la diffusione dell'informazione su temi specifici della gestione del rischio di alluvioni, allo scopo di accrescere la conoscenza, la consapevolezza e la percezione del rischio di alluvioni e delle problematiche ad esso connesse. 

In questo ambito si colloca la campagna informativa nazionale di buone pratiche di protezione civile "IO NON RISCHIO ALLUVIONE" promossa dal Dipartimento della Protezione Civile Nazionale e organizzata insieme a centri istituzionali operativi e di ricerca, che prevede la formazione di volontari sui temi principali del rischio di alluvione e la comunicazione al cittadino da parte degli stessi soggetti formati con diffusione capillare sul territorio nazionale.

In base a quanto stabilito all'art. 14 della WFD per promuovere il coinvolgimento attivo di tutte le parti interessate per ciascun distretto idrografico nella redazione del piano, devono essere pubblicati e resi disponibili per osservazioni: i) il calendario e relativo programma di lavoro delle attività da svolgere, comprese le fasi di consultazione, per giungere alla redazione del piano; ii) la valutazione globale provvisoria dei principali problemi di gestione delle acque identificati nel distretto; iii) il progetto del piano di gestione del rischio alluvione. Inoltre, in base alle modifiche apportate all'art. 9 del D.Lgs. 49/2010 dalla Legge 97/2013, è stata inserita nel decreto la verifica di assoggettabilità del PGRA alla VAS. Il ruolo di autorità proponente è svolto dall'Autorità di Bacino Nazionale a cui è attribuito il ruolo di coordinamento a livello di Distretto Idrografico in virtù dell'art. 4 del D.Lgs. 219/2010.

Durante la procedura di VAS la partecipazione pubblica è garantita sia dopo la trasmissione del Rapporto Preliminare al Ministero dell’Ambiente del Territorio e del Mare (MATTM), quale autorità competente, attivando la procedura di consultazione dei soggetti competenti in materia ambientale per le osservazioni, che a valle della redazione del Rapporto Ambientale (RA) in cui viene dato atto della consultazione svolta in fase preliminare. Il RA, insieme a una sua sintesi non tecnica e al progetto di piano sono pubblicati sul/i sito/i web dei Distretti e delle CA e data comunicazione mediante pubblicazione di apposito avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e sui Bollettini Ufficiali delle Regioni afferenti al Distretto. Il processo di consultazione aperto a chiunque voglia presentare in forma scritta le proprie osservazioni, obiezioni e suggerimenti insieme a eventuali nuovi elementi conoscitivi e valutativi, è avviato con la pubblicazione dell'avviso suddetto. 

Nel processo partecipativo, particolare cura deve essere posta nella fase di individuazione e selezione dei portatori di interesse (stakeholder). Adottando il principio della massima inclusione, occorre effettuare una selezione preliminare degli stakeholder, da raggiungere attraverso vari strumenti di comunicazione (forum ed eventi di presentazione, pubblicazione sul web, comunicazione via mail, comunicati stampa, ecc.), in modo da comprendere nella selezione le principali componenti delle amministrazioni, della società civile, delle comunità locali e delle realtà produttive potenzialmente interessate dagli effetti del PGRA, senza escludere la possibilità di estensione degli stakeholder anche in base a segnalazioni pervenute durante i periodi riservati alle osservazioni. La selezione inoltre deve tener conto anche della necessità di condividere e utilizzare conoscenze, esperienze, punti di vista dei vari stakeholder e in generale di chi subisce le conseguenze delle decisioni prese, in modo da consentire che il processo decisionale approdi a soluzioni più largamente condivise possibili ed evitare nel lungo termine conflitti, problemi di gestione e incrementi dei costi.

 

NOTIZIE SUI PIANI DI GESTIONE DEL RISCHIO DI ALLUVIONI

Il 3 marzo 2016 sono stati approvati in sede di Comitato Istituzionale Integrato, ai sensi dell’art. 4 comma 3 del D.Lgs. 219/2010, i PGRA adottati il 17 dicembre 2015 ai sensi dell’art. 66 del D.Lgs. 152/2006, e per i quali si è conclusa la procedura di VAS con giudizio positivo di compatibilità ambientale espresso dal MATTM, quale Autorità Competente, di concerto con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT)

Nel frattempo, come previsto dall’art. 13.4 del D.Lgs. 49/2010, le Autorità Competenti hanno provveduto a trasmettere le informazioni pertinenti il reporting del PGRA a ISPRA (secondo modalità e specifiche dati individuate da ISPRA stesso), tenendo conto della compatibilità con i sistemi di gestione dell'informazione adottati a livello comunitario. Nello stesso mese di marzo, successivamente alla verifica delle informazioni ricevute, ISPRA ha provveduto a inviare alla Commissione Europea i dati richiesti per il reporting, completando così le attività previste dalla FD per il primo ciclo di gestione. 

Il 27 ottobre 2016, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti, a conclusione delle procedure di VAS e acquisito il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni, il Consiglio dei Ministri ha approvato il PGRA di tutti i distretti idrografici a eccezione di quello della Sicilia.

Procedura di VAS sui PGRA di Distretto

DISTRETTO IDROGRAFICO

(con link alle informazioni sulla procedura VAS)

PROCEDURA VAS

AVVIO 

(data)

CONCLUSIONE 

(n. DM* e data)

Alpi Orientali 30 dicembre 2013    247 del 20 novembre 2015
Padano 12 marzo 2015 

Verifica di Assoggettabilità 16 settembre 2014 

107 del 29 aprile 2016 
Appennino Settentrionale 14 gennaio 2015  34 del 16 febbraio 2016 
Pilota Serchio 5 settembre 2014 50 del 02 marzo 2016 
Appennino Centrale 27 marzo 2015 

Verifica di Assoggettabilità 19 agosto 2014    

49 del 02 marzo 2016 
Appennino Meridionale 15 ottobre 2014 

Verifica di Assoggettabilità 07 marzo 2014

86 del 07 aprile 2016 
Sardegna 30 dicembre 2014 108 del 29 aprile 2016 
Sicilia 30 aprile 2015 58 del 14 marzo 2017

(*) DM: Decreto di Parere Motivato positivo del MATTM di concerto con il MiBACT.

Adozione e approvazione dei PGRA

 

DISTRETTO IDROGRAFICO

(con link alla documentazione del PGRA)

PGRA

ADOZIONE

(n. Del./D.P.* e data)

APPROVAZIONE IN COMITATO ISTITUZIONALE INTEGRATO 

(n. Del.* e data)

REPORTING CE

(a livello di UoM)

APPROVAZIONE IN CONSIGLIO DEI MINISTRI E PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE

Alpi Orientali Del. n. 1

del 17 dicembre 2015

Del. n. 1 

del 03 marzo 2016 

22 marzo 2016

27 ottobre 2016

G.U. n. 29 del 04 febbraio 2017

Padano Del. n. 4

del 17 dicembre 2015 

Del. n. 2 

del 03 marzo 2016 

27 ottobre 2016

G.U. n. 30 del 06 febbraio 2017

Appennino Settentrionale Del. n. 231

del 17 dicembre 2015 

Del. n. 235 

del 03 marzo 2016 

27 ottobre 2016

G.U. n. 28 del 03 febbraio 2017

Pilota Serchio Del. n. 181

del 17 dicembre 2015 

Del. n. 184 

del 03 marzo 2016 

27 ottobre 2016

G.U. n. 29 del 04 febbraio 2017

Appennino Centrale Del. n. 6

del 17 dicembre 2015 

Del. n. 9 

del 03 marzo 2016 

27 ottobre 2016

G.U. n. 28 del 03 febbraio 2017

Appennino Meridionale Del. n. 1

del 17 dicembre 2015 

Del. n. 2 

del 03 marzo 2016 

27 ottobre 2016

G.U. n. 28 del 03 febbraio 2017

Sardegna Del. n. 1

del 17 dicembre 2015 

Del. n. 2 

del 15 marzo 2016

27 ottobre 2016

G.U. n. 30 del 06 febbraio 2017

Sicilia D.P. n. 47/Serv.5°/S.G.

del 18 febbraio 2016

Del. n. 274 del 25 luglio 2018 della Giunta di Governo della Regione Siciliana  Istruttoria D.P.C.M. in corso

(*) Del.: Delibera del Comitato Istituzionale Integrato; D.P.: Decreto del Presidente della Regione Siciliana.

 

Ulteriori informazioni

Per dettagli sul reporting dei PGRA si veda il documento redatto da ISPRA e disponibile al seguente link versione aggiornata - gennaio 2016.

Tutti i file di supporto al reporting dei piani di gestione del rischio di alluvioni sono disponibili sul sito Eionet - Floods Directive reporting resources di WISE.