Carta Geologica del Parco del Cilento Vallo di Diano e degli Alburni

Azioni sul documento

L’Ente Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, che ha ottenuto il riconoscimento di “Geoparco“ ed è stato incluso nell’European and Global Geopark Network sotto l’egida UNESCO, ha proposto al Servizio Geologico d’Italia – ISPRA, ritenuto “massima espressione del settore geologico a livello nazionale”, una collaborazione per la redazione di una Carta geologica del Parco a una scala adeguata ad una visione d’insieme della geologia del Parco; il Servizio Geologico ha accolto con favore l’iniziativa, cogliendo l’opportunità per mostrare una delle possibili utilizzazioni della Cartografia CARG.
L’ISPRA e l’Ente Parco, in relazione allo svolgimento dei reciproci compiti istituzionali, avendo interesse a svolgere attività di valorizzazione, tutela e promozione del patrimonio geologico, divulgazione e educazione ambientale attraverso la realizzazione di strumenti conoscitivi del territorio, hanno pertanto sottoscritto il 10 ottobre 2012 una Convenzione avente come oggetto la redazione di una Carta geologica denominata “Carta Geologica con elementi tematici e dei paesaggi sottomarini del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni” alla scala 1:110.000 (di seguito Carta), quale documento scientifico-divulgativo e base geologica di riferimento ufficiale delle attività istituzionali dell’Ente Parco, da presentare alla 12a Conferenza Internazionale dei Geoparchi che si terrà dal 4 al 5 settembre 2013.
Nell’area del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, nell’ambito del Progetto CARG, sono stati realizzati e coordinati i Fogli geologici alla scala 1:50.000 n. 502 Agropoli, n. 519 Capo Palinuro, n. 520 Sapri, oggetto della convenzione stipulata tra il SGI e la Regione Campania (ex lege 226/99), attualmente in corso di ultimazione e i Fogli geologici alla scala 1:50.000 n. 503 Vallo della Lucania e n. 504 Sala Consilina – stampati - oggetto di un accordo di programma stipulato tra il SGI e l’Università di Napoli Federico II (ex lege 438/95). Questi Fogli hanno rappresentato il supporto scientifico per la realizzazione della Carta. Per le aree del Parco non “coperte” da Cartografia CARG alla scala 1:50.000 sono stati utilizzati i Fogli geologici alla scala 1:100.000 n. 198 Eboli, n. 199 Potenza e n. 210 Lauria.
Attraverso una sintesi ragionata dei succitati Fogli si è potuto infatti realizzare un prodotto originale dell’area in studio con scopi sia applicativi che divulgativi. La Carta è stata arricchita da alcuni elementi geomorfologici e idrogeologici ritenuti più rilevanti; sono stati rappresentati inoltre gli elementi di maggior pregio del patrimonio geologico e archeozoologico dell'area, ivi compresi alcuni dei geositi inventariati dal Parco.
La Carta è stata realizzata da un team operativo istituito da ISPRA nell’ambito del Servizio Geologico d’Italia/Dipartimento Difesa del Suolo e del Dipartimento Difesa della Natura con la collaborazione scientifica di esperti esterni all’ISPRA, provenienti dal Dipartimento di Scienze della Terra, delle Risorse e dell’Ambiente – DiSTAR dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, dal Dipartimento di Scienze e Tecnologia dell’Università di Napoli Parthenope e dall’Istituto per l’Ambiente Marino Costiero del CNR di Napoli.

Area marina
La Regione Campania nell’ambito del Progetto CARG ha cofinanziato il rilevamento geologico delle aree marine ricomprese nei Fogli succitati al fine di completare le carte geologiche già attivate. I dati rilevati sono stati utilizzati per completare la Carta alla scala 1:110.000 con la descrizione dei caratteri geologico-geomorfologici e bionomici dell’area marina prospicienti il Parco.
Per descrivere quest’area, generalmente invisibile ai visitatori del Parco, con la sola eccezione dei subacquei, si è messa in evidenza la relazione della costituzione geologica e della morfologia dei fondali marini con le comunità animali e vegetali che su di essi vivono; l’insieme di tutte queste componenti concorre a delineare il paesaggio sommerso nella sua diversità e complessità.
Il tratto di mare antistante il promontorio di Punta Licosa e quello antistante il promontorio di Tresino sono stati scelti per elaborare una Carta sperimentale alla scala 1:30.000, allo scopo di verificare come la descrizione dei paesaggi marini possa spingersi nel dettaglio al variare della scala di rappresentazione. Quello che nella Carta 1:110.000 è rappresentato come un unico banco a continuazione del promontorio di Punta Licosa, si presenta infatti nel dettaglio al 30.000 come una zona articolata.

Di seguito sono indicati i link che consentono la visualizzazione della Carta in formato raster e vettoriale.