Una Boa GPS per identificare gli tsunami

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Una Boa GPS per identificare gli tsunami

Il 30 ottobre prossimo, alle ore 17.30, al Palazzo Ducale di Genova, verrà presentata, nel corso del Festival della Scienza, l’attività che il Centro di Ricerca Congiunto (JRC) della Commissione Europea svolge insieme con l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) nella prevenzione dei maremoti.

In particolare verrà illustrato ai giovani interessati all’argomento la boa GPS-001 che è stata posizionata lo scorso luglio nel Mar Ligure, al largo dell’isola di Tino di fronte a La Spezia, per il monitoraggio del livello del mare e il rilevamento di possibili eventi di tsunami. Si tratta di un’attività di ricerca e innovazione, oggetto di una convenzione pluriennale tra ISPRA e JRC, che mira a testare per alcuni mesi questa boa, più avanzata dal punto di vista tecnologico, alfine di raccogliere dati utili sul suo funzionamento.

Successivamente, se i risultati saranno positivi, si pensa di spostare la boa nel Mar Ionio o nel Canale di Sicilia, dove è maggiore il rischio di tsunami indotti da terremoti. La boa è stata attrezzata dal JRC con strumentazione avanzata che consente la stima centimetrica del livello del mare, utilizzando la tecnica del GPS differenziale. Il metodo consiste nel misurare l’altezza relativa tra la boa e un punto fisso sulla costa con l’ausilio di antenne GPS tradizionali. Un software a bordo della boa permette anche di identificare segnali di onde anomale e di inviare un segnale di allerta. Nel nostro paese il monitoraggio dei maremoti è affidato al Sistema italiano Allarme Maremoti, istituito dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 17 febbraio 2017 e composto dal Dipartimento della Protezione Civile, dall’INGV e dall’ISPRA.

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