Reti Ecologiche e Pianificazione del Territorio e del Paesaggio

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Nella letteratura scientifica il concetto di rete ecologica (RE) assume diversi significati a seconda degli aspetti che si intendono privilegiare, traducibili a loro volta in differenti modalità attuative. La lettura del concetto, in chiave ecologica, considera la RE come un sistema interconnesso di habitat di cui salvaguardare la biodiversità, ponendo quindi l’attenzione sulle specie animali e vegetali potenzialmente minacciate. La geometria della rete ha qui una struttura fondata sul riconoscimento di aree centrali (core areas), fasce di protezione (buffer zones) e fasce di connessione (corridoi) che consentano lo scambio di individui tra le aree precedenti, in modo da ridurre i rischi di estinzione delle singole popolazioni locali.

La RE è uno strumento finalizzato alla mitigazione del fenomeno di frammentazione degli habitat e, nel suo approccio di tipo ecologico-funzionale, a garantire la permanenza dei processi ecosistemici e la connettività per le specie sensibili.

Nel corso degli anni il concetto di RE è andato incontro ad un’evoluzione che lo ha portato a diventare parte dell’attuale modello di Green Infrastructure nel quale la fornitura di servizi ecosistemici è il principale scopo da perseguire. Nell’ambito di questa nuova prospettiva, che vede la centralità delle comunità umane e dei benefici che queste possono trarre da un ambiente in buono stato di conservazione, la salvaguardia della biodiversità attraverso il mantenimento della connettività ecologica è uno degli strumenti per garantire ecosistemi in salute e, quindi, in grado di fornire un ampio spettro di servizi ecosistemici.

 

In senso orario: rete ecologica Regione Emilia-Romagna, Unità di Paesaggio del Piano per il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, rete ecologica della Provincia di Roma, Dotazioni ecologico ambientali del Comune di Firenze.


La frammentazione del territorio e la connettività ecologica, nei loro diversi aspetti e livelli d’indagine, sono temi studiati ed affrontati all’interno dell’ISPRA da oltre un decennio. A partire dal 1997, infatti, l’Istituto si è fatto promotore di un’iniziativa di studio e ricerca denominata “Reti ecologiche, Piano pluriennale di attività per la definizione di strumenti a favore della continuità ecologica del territorio” nata con l’obiettivo dell’implementazione della Direttiva Habitat in Italia rispetto ai valori di connettività territoriale e a cui hanno partecipato molti enti con differenti ruoli e responsabilità sull’intero territorio nazionale. Il principale risultato conseguito all’interno di tale iniziativa è rappresentato dalla pubblicazione delle Linee Guida Gestione delle aree di collegamento ecologico funzionale (2003), contenenti indicazioni pratiche per il supporto alle politiche territoriali sui temi della conservazione e della naturalità diffusa tramite la pianificazione e gestione di corridoi ecologico-funzionali.

Successivamente, è stata avviata un’attività per la minimizzazione degli impatti derivanti dalle infrastrutture lineari alla continuità ecologica territoriale all’interno della quale ISPRA ha coordinato un Gruppo di Lavoro che vedeva rappresentate le principali categorie di portatori di interesse (stakeholders), quali enti e soggetti privati coinvolti a livello nazionale nella realizzazione di tali opere, nonché enti e associazioni di genesi ambientalista o scientifica, impegnate nella tutela della biodiversità. Il progetto annovera tra i suoi risultati il Rapporto Tutela della connettività ecologica del territorio e infrastrutture lineari (2008) e le Linee Guida Frammentazione del territorio da infrastrutture lineari (2011).

In merito ai rapporti tra RE e pianificazione territoriale, ISPRA conduce un monitoraggio, con cadenza biennale, riguardante il recepimento della RE all’interno degli strumenti di pianificazione a scala locale. Gli obiettivi principali di questa linea di attività sono, da una parte, attivare un’azione permanente di screening sui piani e su tutti gli altri strumenti di programmazione che investono i territori alla scala locale, dall’altra, produrre un quadro sintetico degli scenari territoriali al fine di evidenziare sia criticità che buone pratiche utili ad un corretto indirizzo e stabilizzazione delle esperienze in corso e future. I primi risultati di questa attività sono stati presentati nel Rapporto Le reti ecologiche nella pianificazione territoriale ordinaria. Primo censimento nazionale degli strumenti a scala locale (2010) e sintetizzati nell’indicatore “Recepimento della rete ecologica nella pianificazione ordinaria” presente nell’Annuario dei Dati Ambientali (ADA) 2009. L’indicatore è stato successivamente aggiornato e ripubblicato nell’ADA 2010 e 2012.

Dal 2012, inoltre, il settore è impegnato nella realizzazione di RETICULA, una rivista online con lo scopo di disseminare informazioni e conoscenza relative al tema della connettività ecologica, alle pratiche di progettazione e agli strumenti di gestione ad esso collegate.