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Invisibile agli occhi, ma non alla scienza: il capodoglio pigmeo lascia la sua firma nel Mediterraneo
Invisibile agli occhi, ma non alla scienza: il capodoglio pigmeo lascia la sua firma nel Mediterraneo
30/03/2026

Svelato da tracce di DNA sospese nell’acqua

La scoperta del progetto europeo LIFE-CONCEPUT MARIS, capitanato da ISPRA

Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando la biologia marina; una scoperta inattesa riscrive le conoscenze sulla biodiversità del Mar Mediterraneo. Il cogia di De Blainville o, secondo la terminologia anglosassone, il “capodoglio pigmeo” (Kogia breviceps), finora ritenuto assente in queste acque, è stato identificato grazie all’analisi del DNA ambientale (eDNA), l'insieme di tutte le tracce genetiche che un organismo lascia dietro di sé nell'ambiente.

Nessun avvistamento diretto, nessuna ripresa subacquea: la presenza di questo cetaceo elusivo è emersa attraverso le tracce genetiche rilasciate nell’ambiente marino e raccolte in semplici campioni d’acqua. Una tecnica innovativa che apre nuove prospettive per lo studio e il monitoraggio delle specie difficili da osservare e che conferma il potenziale dell’“investigazione molecolare” come strumento chiave per esplorare ecosistemi ancora poco conosciuti e aggiornare la distribuzione delle specie nel Mare Nostrum.

La sorprendente scoperta l’hanno fatta i ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con quelli di ISPRA, Stazione Zoologica di Napoli e Università di Valencia, che lavorano al progetto europeo LIFE-CONCEPTU MARIS, capitanato da ISPRA e appena concluso, il cui obiettivo è stato il monitoraggio dei cetacei e delle tartarughe marine del Mediterraneo usando traghetti di linea come piattaforme di raccolta di dati e campioni.

Identikit di un cetaceo elusivo. Il cogia di De Blainville raggiunge circa 3-3,5 metri di lunghezza, vive nei mari tropicali e temperati caldi e si nutre soprattutto di calamari che individua con il sofisticato biosonar. Rarissimo da osservare in mare aperto, è probabilmente più diffuso di quanto sembri: semplicemente, passa gran parte della sua vita lontano dalla costa e non è visibile ad occhio umano.

Per poterlo rintracciare,i ricercatori hanno prelevato campioni di acqua di mare da traghetti commerciali in navigazione. In totale, sono stati raccolti 12 litri d'acqua per ciascuno dei 393 punti di campionamento sparsi nel Mediterraneo centro-occidentale.

L'acqua, immediatamente filtrata a bordo delle navi, ha permesso di catturare tutto il materiale biologico sospeso, che racchiude in sé frammenti di DNA. In laboratorio, utilizzando tecniche di sequenziamento avanzate, è stata fatta la scoperta sorprendente: il DNA del cogia di De Blainville è stato trovato in 10 campioni diversi, corrispondenti ad almeno 5 eventi di presenza indipendenti. Queste tracce erano distribuite in un'area molto vasta che si estende dal Mar Tirreno fino allo Stretto di Gibilterra.

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Scomparsa del Prof. Mario Spagnesi
30/03/2026

ISPRA esprime profondo cordoglio per la scomparsa del Professor Mario Spagnesi, figura di altissimo profilo scientifico e umano, che ha dedicato una parte fondamentale della propria vita all’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS), contribuendo in modo determinante alla crescita e al consolidamento della ricerca faunistica in Italia.

Per oltre vent’anni Direttore generale dell’INFS, poi confluito in ISPRA, Spagnesi ha rappresentato un punto di riferimento autorevole per la comunità scientifica nazionale e internazionale. Zoologo di grande competenza, studioso rigoroso e appassionato, ha saputo coniugare ricerca, visione strategica e capacità di costruire relazioni istituzionali di alto livello. Ha avuto la lungimiranza di pensare ad un moderno Istituto di ricerca, oggi riconosciuto come punto di riferimento tecnico scientifico a scala nazionale e internazionale sui temi della conservazione e gestione della fauna selvatica.

 Il suo impegno lo ha portato a operare in contesti internazionali di primo piano, contribuendo ai lavori di organismi europei e globali sulla tutela della biodiversità e sulla conservazione delle specie.

Le sue spedizioni scientifiche e le numerose pubblicazioni testimoniano una vita dedicata alla conoscenza, alla divulgazione e alla difesa del patrimonio naturale.

Ma, accanto al valore accademico e scientifico, resta quello umano: la capacità di trasmettere passione, di formare generazioni di studiosi, di interpretare il ruolo della ricerca al servizio del Paese.

Come ISPRA e come Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, ne raccogliamo l’eredità con rispetto e responsabilità, consapevoli che il lavoro di oggi si fonda anche sulla visione e sull’impegno di chi, come lui, ha saputo guardare lontano.

Alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene va il nostro più sincero e sentito abbraccio.

 

Maria Alessandra Gallone

Presidente ISPRA e SNPA

Maria Siclari

Direttore Generale ISPRA

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ISPRA al Villaggio per la Terra
ISPRA al Villaggio per la Terra
16/04/2026 — 19/04/2026 Roma, Terrazza del Pincio e Galoppatoio di Villa Borghese

L’evento, organizzato da Fondazione Earth Day Italia per festeggiare la 56esima Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite si terrà a Roma dal 16 al 19 aprile.
Quattro giornate di festa aperte a tutti. Con oltre 600 eventi gratuiti e 250 organizzazioni coinvolte. Il suggestivo scenario di Villa Borghese si trasforma in un palcoscenico vivace per attività sportive, culturali e artistiche. Oltre trenta sport da praticare, laboratori proposti dai principali istituti di ricerca del Paese, 17 piazze dedicate agli Obiettivi dell’Agenda 2030 animate da decine di organizzazioni. E poi concerti, eventi live, talk, dj set tra il Galoppatoio e la Terrazza del Pincio dove sarà allestito anche un mercantino dell’artigianato green.

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ISPRA al Festival Impatta Disrupt
ISPRA al Festival Impatta Disrupt
13/04/2026 — 15/04/2026 Roma, Casa del Cinema

Il Festival dell’Innovability
L’evento celebra ufficialmente la Giornata Mondiale dell’Innovazione delle Nazioni Unite, inserendosi nel più ampio quadro delle celebrazioni italiane dell'Earth Day.

L’obiettivo della manifestazione è quello di creare un laboratorio di pensiero interdisciplinare dove scienziati, decisori politici, leader economici e stakeholder dell’innovazione possano confrontarsi per realizzare quel rinascimento verde richiesto dall'Agenda 2030.

Il Festival Impatta Disrupt è concepito inoltre come un modulo formativo accreditato presso importanti accademie nazionali e internazionali.

L’intero ciclo è riconosciuto come modulo formativo dalla Scuola di specializzazione in discipline ambientali dellISPRA ed ogni sessione è organizzata in collaborazione con una università che ne riconosce il valore scientifico e formativo tanto da inserirla tra i suoi seminari ufficiali.
Sono state sviluppate partnership con Sapienza Università di Roma, CREST-Centre for Research and Engineering in Space Technologies (Université Libre de Bruxelles), LUMSA - Libera Università Maria Ss. Assunta, Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, Università degli Studi della Tuscia, Università Telematica IUL

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