Art.10 - Ripristino delle popolazioni di impollinatori
Cosa prevede il Piano per questi ecosistemi
L’Articolo 10 del Regolamento UE per il Ripristino della Natura stabilisce obiettivi concreti per arrestare e invertire il declino degli insetti impollinatori entro il 2030. In questo scenario, l'adozione di una gestione degli habitat naturali e seminaturali, agronomica e urbana rigorosamente orientata al miglioramento dello stato e della ricchezza della biodiversità è determinante per favorire la sopravvivenza, l’incremento degli individui e la ricolonizzazione dei loro habitat elettivi.
Attualmente, lo stato delle popolazioni nel nostro Paese è considerato critico, riflettendo il trend negativo che sta colpendo l'intero continente europeo. In Italia, la situazione è allarmante:
- Specie a rischio: circa il 22% delle 151 specie di api native valutate è minacciato di estinzione.
- Cause principali: il declino è causato principalmente dalla frammentazione degli habitat, dall'agricoltura intensiva, dall'uso massiccio di pesticidi e dalla pressione crescente dei cambiamenti climatici.
I benefici concreti per tutti noi
Gli insetti impollinatori svolgono funzioni ecologiche vitali che sostengono la biodiversità globale, la sicurezza alimentare e l'equilibrio degli ecosistemi. Circa il 90% delle piante selvatiche a fiore nel mondo dipende dal trasporto del polline effettuato dagli insetti per potersi riprodurre. Si stima che il 75% delle principali colture agrarie mondiali (tra cui ortaggi, frutta, frutta a guscio e foraggio) tragga beneficio dall'attività degli insetti. Infine, concorrono indirettamente alla mitigazione dei cambiamenti climatici, supportando la salute degli ecosistemi forestali e naturali, fondamentali per l’assorbimento della CO2.
Gli obiettivi vincolanti: la nostra tabella di marcia
- Inversione del declino: attuare misure di ripristino per arrestare il declino degli impollinatori e assicurarne un incremento costante verso livelli soddisfacenti, con l'obiettivo di invertire la tendenza entro il 2030.
- Potenziamento degli habitat: implementare interventi per migliorare la qualità e la quantità delle aree vitali, attraverso la creazione di infrastrutture verdi e corridoi ecologici, oltre alla riduzione dell'uso di pesticidi (in sinergia con l'Art. 11 sugli ecosistemi agricoli) e la regolamentazione del pascolo.
Chi fa cosa: i protagonisti del Piano
- ISPRA: cura la raccolta dei dati e delle misure di ripristino, provvedendo al loro inserimento nella piattaforma "Ripristini".
- Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE): è responsabile dell’attuazione del Piano, coordinando e promuovendo, ove necessario, l’esecuzione delle azioni previste da parte degli enti attuatori.
- MASAF (Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste): elabora le valutazioni tecnico-scientifiche e definisce le misure di ripristino con il supporto del CREA.
Come raccogliamo i dati e monitoriamo i progressi
Il monitoraggio degli impollinatori, finalizzato a verificare l’efficacia delle misure adottate dagli Stati membri, deve seguire le disposizioni del Regolamento 2025/2188. Quest'ultimo definisce un metodo scientifico standardizzato per la raccolta dei dati necessari agli indicatori di diversità e abbondanza, permettendo così una valutazione accurata dell’andamento delle popolazioni nel tempo.
I dati raccolti vertono principalmente sullo stato di salute degli insetti impollinatori e sulle dinamiche ambientali, focalizzandosi su:
- Parametri biologici: abbondanza, diversità e ricchezza di specie.
- Parametri ambientali: caratteristiche strutturali degli habitat importanti per gli impollinatori; mosaico ambientale; tipologia di gestione.
A partire dal 2027 dovranno essere monitorati i seguenti parametri:
- Tendenze della popolazione: analisi dei dati annuali relativi all’abbondanza degli individui e alla ricchezza delle specie.
- Biodiversità negli ecosistemi: dati specifici sulla diversità delle specie e sulla consistenza delle popolazioni nei diversi ecosistemi.
- Efficacia degli interventi: valutazione delle misure di ripristino attraverso dati che attestino il miglioramento ambientale e dello stato delle popolazioni di impollinatori.
Le sfide da superare:
Le principali criticità emerse riguardano:
- La mancanza di serie storiche e dati attuali sulla distribuzione degli impollinatori, eccetto che per i Parchi Nazionali e i siti di monitoraggio del Butterfly Monitoring Scheme, impedisce una pianificazione accurata.
- La necessità di una mappatura delle zone da ripristinare per favorire la connettività ecologica.
- Le difficoltà nel calcolare il fabbisogno finanziario per le misure di ripristino nazionale e dei servizi ecosistemici forniti da questo gruppo di insetti.