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Art.12 - Ripristino degli ecosistemi forestali

Cosa prevede il Piano per questi ecosistemi

L’Articolo 12 del Regolamento UE per il Ripristino della Natura disciplina il recupero degli ecosistemi forestali. Ripristinare una foresta significa aiutarla a ritrovare la sua struttura e funzionalità originarie, la sua biodiversità e la sua resilienza. Questo è fondamentale per le foreste degradate gestite in modo non sostenibile o colpite da disastri naturali.

Il processo di ripristino può avvenire in tre modi principali:

  • Riabilitazione: recupero di specie, strutture e processi per riportare in salute un ecosistema forestale esistente.
  • Ricostruzione: reintroduzione di specie autoctone su terreni precedentemente destinati ad altri usi.
  • Bonifica: intervento su terreni gravemente degradati o totalmente privi di vegetazione.

Il ripristino può essere anche "passivo": in questo caso, è necessario eliminare ciò che danneggia l’habitat forestale (ad esempio riducendo il rischio di incendi e di attacchi parassitari) e promuovere pratiche di gestione sostenibili e più vicine alla natura.

Il Regolamento estende l'obbligo di ripristino a tutte le foreste dell'Unione, comprese quelle che non rientrano necessariamente nella Direttiva Habitat.

I benefici concreti per tutti noi

Curare gli ecosistemi forestali porta vantaggi misurabili per l'ambiente e per la vita di tutti i giorni permettendo di ripristinare i processi ecologici, come i cicli idrologici e dei nutrienti e migliorare la capacità produttiva del territorio e le dinamiche delle popolazioni di fauna selvatica.

Mitigazione dei Cambiamenti Climatici

Le foreste sono i nostri "polmoni verdi": gli alberi catturano l'anidride carbonica dall'atmosfera attraverso la fotosintesi, stoccando il carbonio nel legno e nel suolo; inoltre, la presenza di foreste gioca un ruolo fondamentale nella regolazione del clima, influenzando direttamente i livelli di umidità e le precipitazioni.

Ripristino degli Ecosistemi Urbani

Nelle nostre città, gli alberi fanno molto più che abbellire:

  • Riducono le "isole di calore" grazie all'ombra e all'acqua rilasciata dalle foglie (evapotraspirazione).
  • Un suolo rigenerato e ricco di radici aumenta la permeabilità. Questo riduce il rischio di alluvioni lampo, poiché il terreno assorbe l'acqua anziché farla scivolare velocemente sul cemento verso le fognature.
  • Le foglie catturano polveri sottili (PM10, PM 2.5) e inquinanti gassosi, migliorando la salute pubblica.
Tutela della Biodiversità
  • Il ripristino crea habitat per le specie animali e vegetali e tutti gli organismi dell’ecosistema, permettendo loro di spostarsi e riprodursi (connettività ecologica).
  • Aumenta la presenza di organismi impollinatori, fondamentali anche per l'agricoltura.
Dissesto Idrogeologico

Il rischio associato alle condizioni di dissesto idrogeologico nelle sue componenti: erosione dei suoli, alluvioni, frane può essere mitigato da un’attenta gestione della vegetazione di versante e ripariale. Le foreste svolgono una fondamentale funzione protettiva a favore di infrastrutture, manufatti ed insediamenti esposti a pericoli naturali, quali cadute di massi, scivolamenti superficiali e lave torrentizie, frane e valanghe contribuendo a ridurre l'erosione del suolo e alla regimazione delle acque meteoriche.

I boschi di protezione assolvono la propria funzione con modalità differenti, sia verso attività ed interessi dell'uomo, sia verso le altre componenti dell'ecosistema forestale. Il mantenimento di un bosco di protezione stabile e vitale rappresenta un’alternativa valida alle opere di protezione convenzionali (reti para-massi o strutture paravalanghe), con vantaggi economici, paesaggistici ed ecologici.

Gli obiettivi: la nostra tabella di marcia

Tra il 18 agosto 2024 e il 31 dicembre 2030 (e successivamente ogni 6 anni), gli Stati membri devono raggiungere una tendenza all'aumento a livello nazionale:

  • dell’indice dell'avifauna comune in habitat forestale (la presenza di uccelli tipici dei boschi).
  • di almeno 6 su 7 dei seguenti indicatori di salute del bosco:
    • Legno morto in piedi
    • Legno morto a terra
    • Percentuale di foreste con struttura d’età irregolare (foreste con alberi di età diverse)
    • Connettività forestale (foreste collegate tra loro che permettono alle specie di spostarsi)
    • Stock di carbonio organico
    • Percentuale di foreste dominate da specie arboree native (alberi tipici del nostro territorio)
    • Diversità delle specie arboree

Per raggiungere questi traguardi, entro il 2030 ogni Paese dell'Unione Europea deve presentare un piano d'azione concreto con:

    • I Numeri (Quanto ripristinare): bisogna indicare con precisione la superficie totale su cui verranno avviati i lavori di recupero della natura. È una stima che serve a capire l'entità dello sforzo messo in campo.
    • Le Mappe (Dove intervenire): non basta dire "quanto", bisogna anche mostrare "dove". Gli Stati devono fornire mappe che indicano le aree potenziali destinate al ripristino.

    Eventi di forza maggiore (come grandi incendi o mutamenti climatici inevitabili) possono giustificare il mancato raggiungimento degli obiettivi.

    Chi fa cosa: i protagonisti del Piano

    Secondo il Regolamento UE 2024/1991, per raggiungere questi risultati lavoreranno unendo le forze:

    • ISPRA raccoglie i dati, le misure di ripristino e le inserisce nella Piattaforma Ripristini.
    • Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF) svolge attività tecnico-scientifiche e con il supporto del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) definisce le misure di ripristino.
    • Regioni alimentano il Sistema Informativo Forestale (SINFor), applicano le politiche del Piano e si coordinano a livello locale attraverso il Tavolo di Concertazione Forestale.

    Come raccogliamo i dati e monitoriamo i progressi

    Per monitorare i progressi, verranno utilizzati fonti e strumenti già attivi a livello nazionale:

    • I dati degli Inventari Forestali Nazionali del 2005 e del 2015 e quello del 2025 (in fase di attuazione).
    • La Carta Forestale d’Italia e la Carta della Natura nazionale.