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Art.13 - Messa a dimora di tre miliardi di nuovi alberi

Cosa prevede il Piano

L'Articolo 13 del Regolamento UE per il Ripristino della Natura lancia una sfida ambiziosa: piantumare 3 miliardi di alberi in più entro il 2030 all’interno dei Paesi dell’UE.

L'obiettivo non è solo aumentare il verde, ma creare foreste più resilienti e resistenti e connettere tra loro gli spazi naturali per proteggere la biodiversità. Anche l'Italia è chiamata a fare la sua parte attraverso il rimboschimento sostenibile e l'incremento degli alberi nelle nostre città e nelle aree periurbane.

I benefici concreti per tutti noi

Mettere a dimora un albero non è solo un gesto simbolico, è un investimento concreto per la nostra qualità della vita. Gli alberi ci offrono gratuitamente dei "servizi" fondamentali per la società umana e per l’ambiente:

  • Lotta al cambiamento climatico: gli alberi assorbono l'anidride carbonica (CO2) e rinfrescano le città, riducendo l'effetto "isola di calore" durante le estati torride.
  • Aria più pulita: le foglie, i rami e i tronchi funzionano come filtri naturali che catturano polveri sottili (PM10 e PM2.5) e gas inquinanti.
  • Difesa del suolo: le radici consolidano il terreno, aiutando a prevenire frane e smottamenti.
  • Ripristino degli habitat: gli alberi offrono cibo e rifugio agli animali e agli insetti impollinatori (come le api), creando nuovi habitat che permettono alle specie di spostarsi.
  • Salute e relax: vivere vicino ad un’area verde riduce lo stress aumentando il benessere mentale, permette di respirare aria più pulita e migliora il microclima, incrementando la qualità della vita.

Gli obiettivi vincolanti: la nostra tabella di marcia

Obiettivo: messa a dimora di almeno 3 miliardi di nuovi alberi entro il 2030.

Affinché gli alberi piantumati (anche in attuazione di altre normative, come quelle forestali o agricole) possano essere conteggiati per il raggiungimento di questo obiettivo devono rispettare precise condizioni:

  • Specie locali: si utilizzano alberi tipici del territorio. Specie non autoctone sono ammesse solo in casi eccezionali, qualora risultino strettamente necessarie, ad esempio per garantire una maggiore resilienza ai cambiamenti climatici.
  • Varietà e biodiversità: è esclusa la realizzazione di monocolture. È necessaria una varietà di specie, dimensioni ed età per favorire la creazione di ecosistemi forestali resilienti e complessi.
  • L'albero giusto al posto giusto: ogni pianta è scelta in base al tipo di terreno e al clima della zona (caratteristiche pedoclimatiche), seguendo rigorosi criteri scientifici; è possibile fare riferimento, se presenti, anche agli elenchi floristici locali (ad esempio dei Comuni).
  • Principio di addizionalità: vengono contati solo gli alberi che rappresentano un aumento rispetto al passato (riferimento anno 2021) e alla gestione ordinaria (obblighi già in vigore, ad esempio, per i piani di gestione forestale, urbanistica, ecc.).
  • Risultati concreti: ogni intervento deve portare benefici ambientali tangibili, come il ripristino di habitat per la fauna selvatica o il miglioramento del microclima urbano (mitigazione delle isole e delle ondate di calore).

Chi fa cosa: i protagonisti del Piano

L'Italia sta unendo le forze per censire ogni albero piantato che rispetti i criteri di qualità:

  • ISPRA si occupa del censimento degli alberi messi a dimora conformi ai criteri della norma (addizionalità, principi ecologici, ecc.). Il monitoraggio riguarda sia le iniziative di forestazione nazionali avviate da maggio 2020, sia quelle derivanti dai Piani di ripristino previsti dagli articoli 4 e 8-12 del Regolamento. I dati raccolti saranno comunicati al MASE.
  • MASAF (Ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) provvede alle valutazioni tecnico-scientifiche e alla definizione delle misure di ripristino, avvalendosi del supporto del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria).
  • CREA e Regioni collaborano attivamente fornendo le informazioni sui progetti locali e regionali.

Come raccogliamo i dati e monitoriamo i progressi

È in corso una grande operazione di raccolta dati per mappare tutto il nuovo verde italiano.

  • Cosa sappiamo già: sono già stati registrati gli alberi piantati dal 2020 grazie a programmi nazionali come il "Decreto Clima" e i progetti del PNRR nelle città metropolitane.
  • Prossimi passi: nei prossimi mesi, il MASE completerà il database includendo tutti i progetti regionali e i nuovi interventi previsti dalla legge.

Sistema di monitoraggio previsto

Gli Stati membri dovranno monitorare e rendicontare il numero di alberi piantumati ad opera dei relativi piani nazionali di ripristino, anche tracciandoli tramite un contatore online. La Commissione Europea, insieme all'Agenzia Europea per l'Ambiente, ha lanciato lo strumento "MapMyTree", che permetterà a tutti di seguire i progressi, mostrando gli alberi che rispondono a criteri di sostenibilità certificati.

Le sfide da superare 

Esistono ancora alcuni punti da chiarire per avere un quadro completo:

  • Tracciamento difficile: è complesso censire in modo preciso i tanti piccoli interventi effettuati localmente da singoli Comuni e Regioni.
  • Dati da completare: per i programmi di maggiore entità, come i progetti PNRR di forestazione urbana ed extraurbana e quelli finanziati dal "Decreto Clima", non si dispone ancora di numeri definitivi poiché molti interventi sono tuttora in fase di completamento.
  • Verifica dei criteri: occorre controllare accuratamente che ogni albero piantato rispetti le regole imposte dall’UE (specie autoctone, tutela biodiversità, ecc.) per poter essere ufficialmente conteggiato nell’obiettivo dei 3 miliardi.