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Il valore sociale delle città. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano
Il valore sociale delle città. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano
23/04/2026 — 23/04/2026 Roma, Palazzo Montecitorio, Sala della Regina

3° Rapporto One Health del Campus Bio-medico

"Il lavoro sulle periferie è enorme, perché si tratta di contesti particolarmente delicati. Il valore sociale della città è determinante: quando si esce dal centro e ci si sposta verso le periferie, cambia completamente la visione del sistema urbano. È proprio lì che si collocano i nuovi luoghi dello sviluppo sociale, perché la vita più autentica si trova spesso ai margini del tessuto urbano. Non esiste sostenibilità senza giustizia territoriale, che si ottiene lavorando insieme con una prospettiva comune ed è proprio dal sistema economico che può arrivare una spinta al cambiamento verso una rigenerazione dei territori". Lo ha detto Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA, intervenendo alla Camera alla presentazione del 3° Rapporto One Health “Il valore sociale delle città. Periferie vitali: la nuova frontiera del vivere urbano”, realizzato dal Campus Bio-Medico di Roma in collaborazione con l’Istituto Piepoli, con il supporto di ISPRA, con la Campagna Facciamo Circolare realizzata da ISPRA in collaborazione e con il finanziamento del MIMIT. La ricerca analizza le prospettive di sviluppo delle aree urbane italiane, approfondendo il confronto tra periferie e centro, la necessità della rigenerazione degli spazi e la tutela del tessuto sociale. I temi sono affrontati attraverso il modello One Health, un approccio integrato che considera la salute umana, animale ed ecosistemica in una visione complessiva volta a ripensare le città e i luoghi in modo sostenibile e interdisciplinare.

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Al via la consultazione pubblica sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura
Al via la consultazione pubblica sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura
23/04/2026

Dal 23 aprile al 9 giugno 2026 sarà possibile partecipare alla consultazione pubblica relativa al Piano Nazionale di Ripristino della Natura. L'iniziativa, promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), in collaborazione con il Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF), punta a coinvolgere attivamente cittadini, associazioni di categoria e portatori di interesse nella definizione delle strategie per rigenerare gli ecosistemi italiani.

Il Piano rappresenta lo strumento con cui l’Italia darà attuazione al Regolamento per il ripristino della natura: ripristinare gli ecosistemi terrestri, d'acqua dolce, marini, urbani, fluviali, agricoli, forestali e le popolazioni di impollinatori significa proteggerci dal dissesto idrogeologico, dai cambiamenti climatici, migliorare la qualità dell’aria che respiriamo, garantire la sicurezza alimentare e curare gli ecosistemi  e la biodiversità. Non si tratta solo di tutela ambientale, ma di una strategia di lunga percorrenza che fino al 2050 traccerà la rotta per un Paese più resiliente.

Tutti i commenti che arriveranno saranno vagliati dal MASE assicurando che il Piano finale sia partecipato e condiviso.

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Progetto Life Strong Sea. Dal mare una sfida vinta:  in 5 anni recuperate oltre 22 tonnellate di attrezzi da pesca
Progetto Life Strong Sea. Dal mare una sfida vinta: in 5 anni recuperate oltre 22 tonnellate di attrezzi da pesca
22/04/2026

Ce lo racconta il documentario "The Phantom Catch”

Più di 180 segnalazioni di attrezzi da pesca dispersi, 24 azioni di recupero, 156 attrezzi rimossi, oltre 22 tonnellate di attrezzi recuperati. Gli interventi hanno riguardato diverse tipologie di attrezzi da pesca, tra cui reti da posta, reti a strascico, nasse e palangari, individuati a profondità comprese tra 8 e 40 metri. Le analisi scientifiche sugli attrezzi recuperati hanno permesso di identificare 89 specie appartenenti a 50 gruppi di organismi viventi classificati in base a caratteristiche comuni (taxa), con una predominanza di crostacei (30%), seguiti da alghe e organismi incrostanti. Questo dato testimonia il processo di progressiva colonizzazione biologica che interessa gli attrezzi dispersi nel tempo.

Successi senza precedenti nelle attività di recupero degli attrezzi da pesca dispersi in mare e nella tutela degli habitat marini di maggiore pregio ecologico.

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La portualità italiana e il suo monitoraggio, i due nuovi Geo Database di ISPRA: L’Assetto delle Opere Marittime e le Aree di Trasformazione Portuali
La portualità italiana e il suo monitoraggio, i due nuovi Geo Database di ISPRA: L’Assetto delle Opere Marittime e le Aree di Trasformazione Portuali
29/04/2026 09:00 — 29/04/2026 13:00 Roma, sede ISPRA, via Vitaliano Brancati 48

Il 29 aprile 2026, alle ore 9:00, la Sala Conferenze dell'ISPRA ospiterà il convegno: “La portualità italiana e il suo monitoraggio, i due nuovi GeoDB di ISPRA: L’Assetto delle Opere Marittime e le Aree di Trasformazione Portuali”.

Sulla base di strati informativi ad alta definizione che coprono l'intero assetto costiero nazionale, l'ISPRA presenta e distribuisce due database inediti:

Assetto Opere Marittime (AOM), con la digitalizzazione e la caratterizzazione di tutte le strutture definibili come opere portuali, con le loro specifiche di tipologia, destinazione e condizioni d’uso, evoluzione nel tempo, riferimenti ISTAT, appartenenza ad Enti o Amministrazioni territoriali di riferimento, posti barca dichiarati o stimati;

Aree di Trasformazione Portuali (ATP), con la digitalizzazione e la caratterizzazione dei poligoni di ostruzione (occupazione di fondale marino), Scavo (occupazione di territorio costiero) e Alterazione (modifica delle condizioni naturali entro i bacini) di tutte le opere portuali costiere rispetto allo stato ante-operam.

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