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Incendio sul Monte Faeta: impatti sugli ecosistemi boschivi. Primi dati 2026 sugli incendi in Italia
Incendio sul Monte Faeta: impatti sugli ecosistemi boschivi. Primi dati 2026 sugli incendi in Italia
07/05/2026

L’incendio sul monte Faeta e cosa è andato in fumo

In provincia di Pisa, nel comune di San Giuliano Terme, e in provincia di Lucca, nei comuni di Lucca e Capannori, nel periodo compreso tra il 28 aprile e il 2 maggio sono stati percorsi da incendio circa 500 ettari di territorio, di cui 370 riferibili a coperture forestali.

Le statistiche sono elaborate da ISPRA, sulla base di mappature satellitari ad alta risoluzione e con l’impiego di applicazioni di intelligenza artificiale per l’individuazione degli ecosistemi forestali interessati dagli incendi.

L’area è caratterizzata da un paesaggio di interfaccia tra ecosistemi naturali e aree a vocazione agricola, con una significativa presenza di superfici forestali. La superficie percorsa da incendio ricade all’interno della Zona Speciale di Conservazione “Monte Pisano”, sito della Rete Natura 2000.

Secondo le stime ISPRA, la superficie maggiormente colpita dall’incendio riguarda l’ecosistema forestale delle conifere, con circa 200 ettari percorsi da incendio. Sono state inoltre colpite leccete per circa 100 ettari e boschi di querce e castagni, per una superficie intorno a 70 ettari.

Maria Alessandra Gallone, Presidente ISPRA e SNPA: “I nostri boschi costituiscono un capitale naturale di valore inestimabile, perché proteggono la biodiversità, contribuiscono alla regolazione del clima e garantiscono servizi ecosistemici indispensabili per la collettività. La loro salvaguardia richiede un impegno continuo, fondato su conoscenza, innovazione e collaborazione tra istituzioni. L’incendio che ha interessato il Monte Faeta richiama con forza l’attenzione sull’importanza strategica della sorveglianza ambientale e della tutela del nostro patrimonio boschivo. La prevenzione e la gestione degli incendi non possono prescindere da una solida base tecnico-scientifica; il lavoro svolto dall’ISPRA consente di monitorare in modo continuo lo stato degli ecosistemi, fornendo dati affidabili e tempestivi a supporto delle decisioni delle istituzioni. In questo contesto, la sorveglianza ambientale rappresenta non solo un presidio di controllo, ma una leva essenziale per una gestione sostenibile delle aree forestali che contribuisca a costruire una cultura della prevenzione e una maggiore resilienza del territorio. È una responsabilità che ci riguarda tutti e che ISPRA continuerà a sostenere con il massimo rigore scientifico e istituzionale”.

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